Nel 2008 il Centro studi Francis Marion Crawford, dà vita ad una serie di pubblicazioni, dedicate ai siti storici della penisola sorrentina edite da Nicola Longobardi

Antonino De Angelis

Il direttore delle pubblicazioni è Antonino De Angelis, grande appassionato di cultura e tradizioni locali a cui dobbiamo interessantissime opere pubblicate per la casa editrice “La Conchiglia” di Capri, nella collana “Atyidae “ Contatti. Persone e personaggi nella terra delle sirene, nella collana “Mitra zonata” – Gente di terra e di mare. Itinerario fra i soprannomi e le tradizioni della penisola sorrentina, e da ultimo nella collana “Haliotis”Sorrentomovies. Il cinema in costiera. In questa collana dei “siti storici della penisola sorrentina”, vi è una piccola pubblicazione dedicata all’antico Parco del Principe – Castello Colonna. Eduardo Colonna di Paliano, Principe di Summonte, intorno al 1830 acquistava una tenuta di 120 ettari appartenuta ad un’antica abbazia benedettina. Qui iniziava nel 1850 i lavori

Castello Colonna - Antico Parco del Principe

Castello Colonna – Antico Parco del Principe

per la costruzione del Palazzo che in seguito acquistò rinomanza come Castello del Principe. Il palazzo ed il parco che lo circonda, con il suo bosco di querce, pini ed altre essenze secolari, costituisce un’oasi di verde

Se sia stata fortunata o meno, non ve lo so dire, ma credo di si’, poiche’ reperire queste pubblicazioni, non è facile, e comunque galeotto è stato il felice incontro con Antonino De Angelis, che mi ha omaggiato del prezioso libricino. Mi fa piacere riportare qui di sotto le pagine della pubblicazione dedicate ai menù scritti a mano dalla principessa Adele Borghese.

I colori ed i sapori della bella epoque

Vi sono luoghi che hanno la capacità di evocare il carattere di un’epoca, di un ‘mondo’ ormai lontano ma pervenuto fino a noi attraverso immagini e lettere. Uno di questi luoghi è il ‘caffè’ del ristorante Antico Parco del Principe (il principe in questione è Lucio Colonna) a Piano di Sorrento. Entrando per un semplice caffè ci si trova di fronte ad una galleria d’arte del tutto speciale formata da tre serie di quadretti in esposizione: caricature disegnate da Solarium – assai numerose, sapide e graficamente pregevolissime – del bel mondo npoletano della Belle Époque;

una serie di vecchie foto dove i Principi sono ritratti soli o con i loro ospiti, o ritraggono i lavori e le consuetudini della vita di Castello; infine i menù che nei primissimi anni del Novecento (le foto dicono 1901-2-3) i Principi Colonna preparavano per i pranzi coi loro amici.

Menù disegnato a mano dalla principessa Adele Colonna

Le tre serie sono state opportunamente esposte in successione in modo tale da integrarsi e contribuire, da angolature diverse, a ricreare quel mondo a cavallo dei due secoli trascorsi, nei suoi usi e costumi. Emerge inequivocabilmente il profondo affetto che legava il principe Lucio a questo luogo di cui cerca o con foto o con schizzi, di documentare anche le più piccole testimonianze di vita, tracciando di suo pugno la didascalia a commento delle foto: l’attacco nuovo equipaggio alla carrozza (il legno), le operazioni per la preparazione della calce, il contadino Nirone con la sua sposa, la croce di Vico Alvano, ecc. Vogliamo qui limitarci a presentare i menù come una delle delizie da gustarsi al Parco del Principe: essi sono prevalentemente in formato di un ottavo di foglio e sono composti dal menù vero e proprio – interessante e gustoso documento di vita perché a onor del vero assai più sobrio degli attuali menù che leggiamo nei contemporanei pranzi borghesi – e di un disegno che, simpaticamente, li contraddistingue uno dall’altro lasciando sottintendere

sulla sinistra un menù raffigurante la croce di Vicalvano

sulla sinistra un menù raffigurante la croce di Vicalvano

circostanze e ricorrenze di un gruppo di habitués, ai quali i Principi dedicavano, eseguita da loro stessi, una piccola raffigurazione allusiva. Sia nel caso dei disegni del principe Lucio Colonna che della principessa Adele Borghese, l’impressione che si ricava è quella di un piacevole ‘dejà vu’ che riporta non solo un mondo, un certo tipo di mondo ben noto ma altresì raffigurante, sia pure con maggiore autorità, ma, si badi, non sempre un ‘altrove’.

ancora i menù di Adele Colonna

Un ‘altrove’ da ripescare nella memoria e, non v’è certo luogo più adatto della memoria per ripescare il sapore di questi nostri piccoli deliziosi menù. (Maria Cristina Costa)

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