Lungo il curriculum del fascinoso Massimo Carlotto, sembra quasi un romanzo, poichè appena diciannovenne, si trova coinvolto in una brutta faccenda giudiziaria, che vede il suo termine, solo nel 1993, quando l’allora

Massimo Carlotto

Massimo Carlotto

presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro gli concede la grazia. (fonte wikipedia)

Classe 1956, padovano di nascita, ma sardo di adozione, attualmente risiede a Flumini di Quartu Sant’Elena, a cinquanta chilometri da Cagliari, una collina lungo la strada che conduce a Capo Carbonara.

Il suo esordio avviene nel 1995 (scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi) con il romanzo-reportage Il fuggiasco, pubblicato da e/o e ispirato alla sua esperienza di latitante da cui è stato tratto nel 2003 un film, diretto da Andrea Manni, con Daniele Liotti. Per la stessa casa editrice ha scritto, oltre ad Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), diversi

Le Vendicatrici

Le Vendicatrici

romanzi, tra cui: La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Nessuna cortesia all’uscita (premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria premio Scerbanenco 1999), Il maestro di nodi (premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (premio Girulà 2008), Nordest con Marco Videtta (premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (premio Grinzane Noir 2007). Del 2009 Perdas de Fogu scritto insieme al gruppo riunito sotto la sigla Mama Sabot.
Del 2011 il seguito di Arrivederci amore ciao, intitolato Alla fine di un giorno noioso. Del 2012 Respiro corto (Einaudi) romanzo sulla criminalità a Marsiglia.

Massimo Carlo e Marco Videtta

Con Marco Videtta ha dato vita al ciclo “Le vendicatrici” (Ksenia, “Eva” , “Sara” – Einudi 2013).
I suoi libri sono pubblicati in vari paesi.
Nel 2013 è autore assieme a Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo di un volume di racconti intitolato Cocaina e pubblicato sempre da Einaudi.

Massimo Carlotto

Massimo Carlotto

Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.
Maggiori informazioni potrete trovarle sul suo sito personale: www.massimocarlotto.it mentre sul sito della casa editrice Einaudi vi è la possibilità di acquistare parecchie delle sue opere.
Ma questa è una formale introduzione su quello che, su di lui, è facile reperire anche in rete, ma il mio pensiero su di lui, per il piccolo scambio virtuale avuto a mezzo e-mail, è quello di un uomo grandemente disponibile, oltre ad essere anche un bell’uomo, che non guasta, con uno sguardo profondo, che si affaccia su seducenti occhi grigio-azzurri melanconici.
Ed ecco, a voi le risposte di Carlotto, al mio consueto “terzo grado gastronomico”, ringraziandolo per la pazienza che ha avuto.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Massimo: – Conta in assoluto per la vita stessa.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?

Mi fido di te

Mi fido di te

Massimo: – Ho scritto un romanzo sulla sofisticazione alimentare (Mi fido di te – Einaudi) e il protagonista non a caso ha un ristorante di altissima qualità…

Angie: -Cosa significa per te mangiar bene
Massimo: – Cibo sano, buono, filiera corta proposto con intelligenza creativa legata alla tradizione anche nella quotidianità.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Massimo: – Io un ristorante l’ho proprio avuto… ma molti anni fa. Ora posso contare su una rete di locali in varie località. In genere quando sono a Padova vado all’Anfora dal mio amico Alberto Grinzato. A Cagliari allo Zodiaco da Jole Zedda e Pierino Addari.

Angie: -Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato??
Massimo: – È un vortice continuo di inviti…

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Massimo: – Perennemente.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Massimo: – Indifferente

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?

Castagnaccio

Castagnaccio

Massimo: – Castagnaccio

Angie: – Se fossi un ingrediente?
Massimo: – Farina

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??
Massimo: – Prosecco e Raboso. Raboso è più vicino al mio carattere.

Angie: – Il tuo punto debole
Massimo: – Lista troppo lunga.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Massimo: – Non manca mai l’occorrente per l’ospitalità tra vino e cibo. Dalla soppressa a una buona selezione di formaggi con relative composte.

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Massimo: – Cucinare mi aiuta a riflettere. Il piatto che preferisco cucinare è l’Asado argentino.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Massimo: –  La sorpresa della tavola.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Massimo: – Un “sazzagone”. termine sardo che indica l’ingordo ma buon gustaio.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai

Cornetto e Cappuccino

Cornetto e Cappuccino

Massimo: – Cappuccino e cornetto. Esiste una colazione ideale oltre a quella che ti fa iniziare la giornata come si deve?

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Massimo: – Non mi piacciono le insalate. Sono goloso di carne.

Angie: – Che ne pensi dei prodotti surgelati, che dimezzano il tempo in cucina?
Massimo: – Non li uso. Non li conosco.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Basilico

Basilico

Massimo: – Basilico.

Angie: – Limone o aceto?
Massimo: – Limone.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Massimo: -Il sartù di riso.

Angie: – Dici parolacce??
Massimo: -Spesso e volentieri.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Massimo: – Entrambe le cose.

Angie: – Una “fantasia erotico gastronomica”?
Massimo: – Poi me la copiano tutti.

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando??
Massimo: – Sì

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per scrivere e lavorare?
Massimo: – In cucina leggo i giornali.

Massimo Carlotto

Massimo Carlotto

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?)
Massimo: – Impossibile stabilirlo.

Angie: – Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro?
Massimo: – Dipende dalla fascia oraria.

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Massimo: – Locali dove posso infilare la testa in cucina e parlare col cuoco.

Angie: – Che fai dopo cena?
Massimo: – Stasera?

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Massimo: – Harlan di Elmore Leonard.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Massimo: – Un qualsiasi blues.

Crema da barba fatta in casa

Crema da barba fatta in casa

Angie: – Hobby?
Massimo: – Le creme da barba. Le preparo personalmente sulla base di ricette antiche e segrete.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Massimo: -Agamennone.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Massimo: -Privato.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Massimo: – Troppo tardi.

Baccalà

Baccalà

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Massimo: – Il baccalà.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?
Massimo: – Il bolapé.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Massimo: – No.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Massimo: – Un piatto non basta. Sarebbe necessario un menu completo.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Massimo: – Indiana.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Massimo: – Letteratura e teatro.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Massimo: – Aperto.

Angie: – A che piatto paragoneresti Letta, Berlusconi, Renzi, Vendola, Beppe Grillo?
Massimo: – Perché rovinarsi l’appetito?

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Massimo: – Spesso.

Angie: – Se tu dovessi abbinare una pietanza a ogni personaggio del tuo romanzo, quali sceglieresti?
Massimo: – Non è possibile.

Angie: – Quale personaggio del tuo libro potrebbe essere “la mela proibita”?
Massimo: – In questo ciclo di romanzi de Le vendicatrici le mele proibite sono le 4 protagoniste. Ksenia, Eva, Sara e Luz.

Angie: -Se tu dovessi scegliere uno scaffale di supermercato (o altro negozio simile), dove immagineresti collocato il tuo libro? E perché?
Massimo: – I libri devono stare comunque in libreria.

Angie: – Stai pensando alla trama da mettere su carta, sei preso dal vortice dell’ispirazione: dove ti percepisci? (es. in un agrumeto, in un campo di pomodori, in una distesa di mais, in un vigneto ecc.)
Massimo: – In ben altro luogo…

Angie: – “Panem et circenses”. Sostituisci ai giochi da circo i libri. Cosa ti evoca a livello sensitivo e immaginifico?
Massimo: – Un grande senso di appagamento e serenità.


Angie: – quale attore sceglieresti per ricoprire il ruolo del protagonista del tuo libro? E di qualcuno dei “secondari”?
Massimo: – Non si dice. Porta male.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Massimo: – Troppo giovane per averne una.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Massimo: – Non è necessario.

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