Finalista nel 2009 al Premio Camaiore di Letteratura Gialla con il suo romanzo d’esordio Balkan Bang!. Ma non sto a raccontarvi tutto io, Alberto ha un suo personalissimo sito che vi consiglio assolutamente di visitare, per conoscerlo meglio e per restare informati sulla sua attività di scrittore e sui suoi laboratori di scrittura.

Alberto Custerlina

Alberto Custerlina

Guardando le sue foto, su FB ed in giro per il web, quello che ti colpisce, è lo sguardo severo, nei suoi lineamenti ricorda i tratti somatici degli slavi, e mi dice: –si sa poi, a Trieste i geni si mescolano– il tutto, si accompagna ad un fisico massiccio, tosto, è alto 1,75, e sicuramente, ci penseresti su due volte prima di contraddirlo, e devo anche ammettere che, intervistare uno come Custerlina, da grande soddisfazione, e per i suoi gusti e per quello che ama mangiare e cucinare 🙂
Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Alberto: – Diciamo che sarebbe bene che la mia alimentazione fosse sana, ma purtroppo mi sa che è solo buona.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Alberto: – Sì. Ho sempre cercato d’inserire nella narrazione qualche particolarità

Gulash triestino

Gulash triestino

gastronomica dei luoghi dove ambiento i romanzi. Ormai è famoso “il miglior gulasch dell’Impero” oppure i manicaretti triestini di nonna Elide inseriti nel mio ultimo romanzo.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene Alberto: – È fondamentale. Per me, la qualità del cibo è parte integrante della qualità della vita, mi aiuta a rilassarmi e a superare i momenti di stress e di fatica.
Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Alberto: – Formatore professionista, consulente informatico, and last but not least, romanziere.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove? Alberto: – Ce ne sono molti, in molti posti del mondo e non saprei proprio quale scegliere, perché ognuno ha le sue particolarità che lo hanno reso memorabile. Ovviamente, per motivi geografici, frequento spesso i ristoranti delle mie zone e prediligo quelli con cucina casalinga.

Angie: – Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato?
Alberto: – Invitare, senza ombra di dubbio, perché non c’è solo il piacere di cucinare, ma anche quello di preparare il menu, acquistare gli ingredienti, scegliere i vini o le birre, e poi

Alberto Custerlina

Alberto Custerlina

vedere le facce soddisfatte degli amici.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Alberto: – Milioni di volte, ma mai seriamente.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Alberto: – Carne.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Alberto: – Sachertorte

Angie: – Se fossi un ingrediente?

Uovo

Uovo

Alberto: – Uovo.

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente?
Alberto: – Vino rosso oppure champagne, a seconda di cosa c’è in piatto. M’identifico in un buon Barolo d’annata.

Angie: – Il tuo punto debole

Alberto: – Se non si fosse già capito: il cibo. Angie: – Nel tuo frigo, che cosa non manca mai? E nella dispensa?
Alberto: – Nel frigo non mancano mai i formaggi, la maionese e la birra. Nella dispensa non manca mai la pasta, il riso (per risotti), funghi secchi.

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Alberto: – Come anticipavo prima, fare da mangiare non è solo stare ai fornelli, ma anche stilare il menu, acquistare gli ingredienti, abbinare vini e birre giuste, apparecchiare la tavola. Ci sono molti piatti che amo cucinare. Tra i più semplici direi i risotti, il gulasch con gli gnocchi, la pizza o il club sandwich con farciture sempre diverse. Tra i più complicati c’è il filetto alla Wellington oppure alcuni piatti della cucina indiana.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

ljubljanska

ljubljanska

Alberto: – La pizza, la ljubljanska (un grande cordon bleu di maiale con dentro formaggio e prosciutto crudo), cinghiale alla cacciatora, filetti in vario modo, melanzane impanate, la parmigiana, lasagne alla bolognese…

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Alberto: – Esigente e vorace.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Alberto: – La colazione ideale è quella che faccio. A casa: the o caffè con una goccia di latte, biscotti, nutella, qualche volta cereali croccanti, qualche frutto. In viaggio mi piace all’austriaca o all’inglese, con uova, pancetta e succo d’arancia, e qualche dolcetto con il caffè che chiude il tutto.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Alberto: – Goloso di cibo fritto e di patate cucinate in qualsiasi maniera. Non mi piace l’insalata di nervetti, mi fa venire i brividi.

Angie: – Che ne pensi dei prodotti surgelati, che dimezzano il tempo in cucina?
Alberto: – Tutto il male del mondo. Esistono moltissime ricette che si possono fare nello stesso tempo.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito e uno che non ti piace proprio?

Timo e rosmarino

Timo e rosmarino

Alberto: – Timo, rosmarino, cannella, chiodo di garofano e alloro come preferiti; erba cipollina come poco gradito.

Angie: – Limone o aceto?
Alberto: – Dipende dai piatti. Angie: – Non puoi vivere senza… Alberto: – Milioni di cose, molte delle quali le ho scritte sopra. Aggiungo, senza voler essere esaustivo: la mia compagna, la Rete, la scrittura e la lettura, la musica, una casa confortevole, gli aggeggi elettronici, amici, i lettori dei miei romanzi…

Angie: – un tuo menù ideale?
Alberto: – Antipasto: culatello, tomino caprino preferibilmente francese, foie-gras a patè, burro morbido, crostini caldi sottili e croccanti. Primo: Pappardelle al ragù di selvaggina oppure di anatra.

Pappardelle al ragù di selvaggina

Pappardelle al ragù di selvaggina

Vino: Barbera vivace. Secondo: Filetto alla wellington (cucinato alla mia maniera) oppur la Ljubljanska. Contorno: funghi di bosco stufati e purè di patate o patate fritte. Vino: Barolo Dessert: torta fondente al cacao con panna montata fresca.

torta fondente al cacao con panna montata fresca.

torta fondente al cacao con panna montata fresca.

Vino: Spumante di Franciacorta Liquore: whisky, possibilmente Islay, possibilmente vecchissimo.

Angie: – Dici parolacce?
Alberto: – Cazzo, sì!

Angie: – La parola che dici piu’ spesso? Cazzo.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Alberto: – Dipende dalla donna, ma se hai scelto quella giusta, saper cucinare è la carta vincente, assieme a saperla far ridere. E poi, essere sempre onesti e limpidi nelle intenzioni.

Angie: – Una “fantasia erotico gastronomica”?
Alberto: – Cenare nudi. Crudités di mare, gamberi bolliti e maionese. Champagne. Si scopa prima e dopo (se non esageri).

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando?
Alberto: – Sì, ma sinceramente all’epoca non ero un granché bravo e lei si accontentava di poco.

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per (scrivere) e lavorare?

Alberto Custerlina

Alberto Custerlina

Alberto: – Altroché, ma solo se la cucina è accogliente.

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?
Alberto: – Piena, ma non pienissima. A pancia vuota non riesco a fare nulla.

Angie: – Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro? Alberto: – Salato.

Angie: – Hai qualche episodio legato al cibo da raccontare? O una cosa carina e particolare che ti è successa?
Alberto: – Ti racconto un piccolo disastro: eravamo in montagna e io stavo preparando la pizza assieme a un mio amico (per 6 persone). Lui mi passa il sale da mettere nella pasta, solo che è lo zucchero. Io non me ne accorgo. Tutti e 6 siamo andati a mangiare fuori, il mio amico è stato giustiziato dopo che ha pagato il conto.

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Alberto: – Ci vado, ma non è un tipo di locale particolare che prediligo, ma la sua qualità.

Pub inglese

Pub inglese

Comunque, mi piacciono i locali old style, tipo vecchio pub inglese o vecchia osteria.

Angie: – Che fai dopo cena?
Alberto: – Mangio, ovviamente! (sgranocchio sempre qualche cosa) E di solito scrivo oppure, se sono particolarmente stanco, guardo un film o un serial TV.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Alberto: – L’isola del tesoro.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Alberto: – Nessuno. Di solito la musica fa partire il mio cervello. Però mentre cucino ascolto molto jazz.

Angie: – Hobby?
Alberto: – Scrivere. Leggere. Mountain bike. Snowboard. Gli ultimi due con moderazione.

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Francois Boucher. Hercules and Omphale. Oil painting on canvas 90 x 74cm. 1735. Pushkin Museum, Moscow

Francois Boucher. Hercules and Omphale. Oil painting on canvas 90 x 74cm. 1735. Pushkin Museum, Moscow

Alberto: – Ercole.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Alberto: – Vivere a lungo e in salute. In seconda scelta, poter vivere di scrittura. Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Alberto: – Finiscila!

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Alberto: – Sì, ma probabilmente la mia vita si accorcerebbe molto.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Alberto: – La Jota, che è una minestra tipica del triestino e delle zone limitrofe, fatta con crauti, fagioli, patate e cotiche.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?

Cavallette fritte

Cavallette fritte

Alberto: – Le cavallette fritte.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia? Alberto: – La pizza.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Alberto: – Indiana, grassa e speziata. Austriaca, semplice e sostanziosa. Balcanica, varia e gustosa.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo? Alberto: – Sto scrivendo il secondo episodio della trilogia “All’ombra dell’Impero”, tengo corsi di scrittura creativa e ho iniziato un progetto a lunga scadenza assieme a un amico scrittore.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Alberto: – Speziato, sugoso, ben cotto ma fragrante.

Angie: – A che piatto paragoneresti Letta, Berlusconi, Renzi, Vendola, Beppe Grillo?

Bollito misto

Bollito misto

Alberto: – Bollito misto.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Alberto: – Mai!

Angie: – Quale personaggio del tuo libro potrebbe essere “la mela proibita”?
Alberto: – Xiexia, la misteriosa e conturbante cinese del mio ultimo romanzo.

Angie: – Prova a descrivere il tuo romanzo – o parti di esso – con metafore culinarie, tipo “nutrimento dell’anima”.
Alberto: – “Il segreto del Mandylion” è come un intero menu di una cena speciale, ricco di sapori diversi uno dall’altro e di pietanze che non puoi smettere di mangiare.

Angie: – Se tu dovessi scegliere uno scaffale di supermercato (o altro negozio simile), dove immagineresti collocato il tuo libro? E perché?
ethnic-foodAlberto: – Lo metterei tra i cibi etnici e i vini rossi, perché è un libro speziato, forte, corposo e non disdegna di toccare temi anche molto profondi.

Angie: – Stai pensando alla trama da mettere su carta, sei preso dal vortice dell’ispirazione: dove ti percepisci? (es. in un agrumeto, in un campo di pomodori, in una distesa di mais, in un vigneto ecc.)
Alberto: – Vigneto, senza ombra di dubbio.

Angie: – “Panem et circenses”. Sostituisci ai giochi da circo i libri. Cosa ti evoca a livello sensitivo e immaginifico?
Alberto: – Mi evoca una stupenda utopia, dove le persone, invece di stare incollate alla tv (i giochi della nostra epoca) si leggono un buon libro oppure discutono con gli amici.

Angie: – quale attore sceglieresti per ricoprire il ruolo del protagonista del tuo libro? E di qualcuno dei “secondari”?

Jude Law

Jude Law

Alberto: – Jude Law per il commissario Adler e il Johnny Depp di qualche anno fa per Artan Hagopian, l’antiquario armeno.

Angie: – Il sapore delle tue parole?
Alberto: – Fruttato e secco allo stesso tempo, con bollicine. Alcolico.

Angie: – Tre aggettivi per definirti come scrittore:
Alberto: – Pignolo, onesto, stupefacente.

Angie: – Tre aggettivi per definirti come uomo/donna:
Alberto: – Tenace, onesto, amichevole.

Angie: – Cosa c’è di te nel protagonista del tuo romanzo?
Alberto: – Di solito mi spezzo in più parti e mi distribuisco in più personaggi.

Angie: – Il colore della tua scrittura?
Alberto: – Nero, giallo e bianco.

Angie: – La colonna sonora del tuo ultimo libro?
Alberto: – La marcia Radetzky.

Angie: – Il prossimo libro che scriverai?
Alberto: – Il secondo episodio della trilogia “All’ombra dell’Impero”, intitolato “La carovana dei prodigi”

Angie: – Il libro della tua vita?
Alberto: – Difficile scegliere, ce ne sono decine. Diciamo “Il giro del mondo in 80 giorni”, che in giovanissima età ha dato l’avvio alla mia passione per l’avventura.

Angie: – Il libro che avresti voluto scrivere?

Il signore degli Anelli

Il signore degli Anelli

Alberto: – Il signore degli Anelli

Angie: – Il libro che non avresti mai voluto leggere?
Alberto: – Se il libro non mi piace, smetto subito, quindi non ho una risposta da darti.

Angie: – Qui nel nostro paese c’e’ un bel gran “fermento letterario” a Napoli forse piu’ che nelle altre città secondo te ci industriamo, o siamo bravi? Chi tra gli autori campani preferisci e reputi più bravo, ed a quale piatto lo paragoneresti?
Alberto: – Tra i contemporanei, ammiro molto Maurizio De Giovanni. Lo paragonerei a un piatto di maccheroni condito con il ragù alla napoletana.

Angie: – Le donne sono piu’ brave degli uomini ad affrontare il tuo stesso genere letterario?
Alberto: – Non esiste differenza di genere tra gli scrittori in relazione alla loro bravura.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Alberto: – Carpe diem, trota gnam.

Angie: – in conclusione, una tua ricetta per i miei lettori

gulasch

gulasch

Alberto: – Il miglior gulasch dell’Impero:
per 4 persone. Soffriggere 1kg di cipolla gialla affettata sottile in abbondante olio (meglio sarebbe un bianchissimo strutto di maiale). A cipolla imbiondita, aggiungere 1kg di polpa di manzo tagliata a tocchi (o, meglio ancora, mista al 50% con il maiale e senza togliere le parti grasse), aggiungere un cucchiaio di farina abbondante e mescolare spesso finché la carne non sarà completamente sigillata (all’esterno deve apparire perfettamente cotta). A questo punto, aggiungere due o tre cucchiai di paprica ungherese dolce (se lo si vuole piccante, aggiungere in più la paprika forte nella dose desiderata) e poi il concentrato di pomodoro (da un tubetto, circa 10 cm). Coprire tutto con acqua bollente (anche se sarebbe meglio usare del brodo) e lasciare sobbollire per 3 ore, mescolando ogni tanto e stando attendi ad aggiungere liquido se asciugasse troppo. Servire con gnocchi di patate oppure con Knödel.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 7.8/10 (4 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)
Intervista gastronomica Alberto Custerlina, 7.8 out of 10 based on 4 ratings