Valentina Cebeni : La ricetta segreta per un sogno

Valentina Cebeni

Valentina Cebeni

Sul suo profilo Twitter si legge: Portatrice sana di storie, amante della lettura, della cucina, di tutto quello che mi rende felice. E della signora Fletcher, ovviamente!
Parlo di Valentina Cebeni, Classe 1985, ha seguito studi classici e vive a Roma si definisce una “insalata mista” visto che la mamma è sarda ed il papà siculo-marchigiano, L’ultimo battito del cuore è al suo primo libro ed è stato pubblicato con Giunti Editore.
A seguire un libro “gustoso”, non a caso, visto che tra le sue pagine si possono ritrovare le ricette della protagonista di questa bellissima storia: Elettra: “La ricetta segreta per un sogno” edito da Garzanti. Sua madre Edda è in coma e la panetteria di cui si occupava è miseramente fallita. Elettra si sente totalmente smarrita tra i debiti e un passato che continua a tormentarla.  In un cassetto del comodino della madre ritrova un biglietto per l’isola del Titano ed un ciondolo che la madre portava al collo, e da qui che parte l’avventura della nostra protagonista che ci accompagnerà in un romanzo ricco di sapori, profumi ed emozioni.
Una ricetta dal Libro:

Focaccine alle mele

Focaccine alle mele

Focaccine alle mele

Ingredienti:
– 500 g di farina
– 1 cubetto di lievito di birra
– 100 g di zucchero
– 300 g di latte
– 5 g di sale
– 2 cucchiai di miele d’acacia
– Calvados
– 3 mele
– 1 bacca di vaniglia (semi)
– cannella
– olio

Esecuzione:
Sciogliere il lievito in 100 g di latte intiepidito con il miele e lasciar riposare per 10 minuti. Grattugiare due mele. In una ciotola versare la farina, lo zucchero, i semi di vaniglia, una generosa spolverata di cannella e il sale e versarvi poco per volta il lievito, le mele grattugiate e il latte rimasto, fino a quando non si otterrà un composto omogeneo ed elastico. Formare una palla e lasciarla lievitare sino al raddoppio, anche tutta la notte. Il giorno seguente tagliare la mela restante a fettine sottili e coprirle con il Calvados. Riprendere l’impasto, dividerlo in palline grandi come un mandarino e appiattirle con i polpastrelli prima di disporvi sopra le fettine di mela imbevute di liquore. Scaldare l’olio in padella e immergervi le focaccine una alla volta, finché saranno dorate. Spolverare con altro zucchero e cannella e servire ben calde.

“La scrittura salva”: è questo il mio motto. A volte sostituisco la parola scrittura con amore, ma per me, in fondo, sono la stessa cosa. Scrivere è a mio parere uno fra i più sublimi atti d’amore: è un donarsi senza riserve, senza pretendere niente in cambio. È amore puro, se la si vuole vedere in modo romantico. Valentina Cebeni

Ecco, ora prima di passare alla divertente intervista di Valentina, vi svelo un segreto: condividiamo la stessa passione per la cucina e la scrittura, e, come me, Vale collabora con un blog, Liberamente Me, all’interno del quale ha una rubrica culinaria per intolleranti come lei, come vedete scrittura e cucina sono un connubio straordinario!

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Valentina: – Salve a tutti! Per rispondere subito alla tua domanda: moltissimo…se vado in overdose da zuccheri non riesco a scrivere nemmeno una sillaba!

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Valentina: – Certamente, amo cucinare e mangiare. Il mio nuovo romanzo è nato proprio da un articolo letto sul pane e dalle tradizioni gastronomiche della mia infanzia.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene?
Valentina: – Non considerare l’equilibrio fra carboidrati, proteine e grassi, ma lasciarsi semplicemente guidare dai profumi. Lasciare che i cibi ci raccontino la loro storia.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Valentina: – Mi piace sperimentare luoghi e cucine diverse, ma in linea di massima prediligo i piccoli locali e le atmosfere raccolte.

Angie: – Ti piace invitare amici a cena o a pranzo, o sei più spesso invitato??
Valentina: – Spesso sono invitata non avendo a disposizione un mio spazio, ma ho l’abitudine di portare ogni volta qualcosa preparato da me. Mi sembra un gesto cortese verso chi mette a disposizione i propri spazi.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Valentina: Da una vita, infanzia compresa …praticamente uno stile di vita, ahimè!


Angie
: – Meglio carne o pesce?
Valentina: – Sono profondamente onnivora, non saprei cosa scegliere. Perché scegliere, poi?

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?

Amaretti sardi, Sardegna,

Amaretti sardi, Sardegna,

Valentina: – Un amaretto sardo: sono in grado di mangiarne in quantità “diabetologicamente” azzardate.

Angie: – Se fossi un ingrediente?
Valentina: – Cioccolato fondente: non sono dolce come sembro!

Angie: – un frutto
Valentina: – Un’amarena, per lo stesso motivo del cioccolato.

Angie: – Vino, ed in quale ti identifichi caratterialmente??
Valentina: – Amo i vini frizzanti, ma in questo caso quello che più si avvicina alla mia personalità è un vino liquoroso, da meditazione: un buon Passito. Occorre del tempo per apprezzarlo al meglio, proprio come la sottoscritta.

Angie: – Un liquore
Valentina: – Non li amo particolarmente, ma se parliamo di mirto casalingo e ghiacciato sono disposta a ritrattare immediatamente.

Angie: – Il tuo punto debole
Valentina: – Sono una persona molto sensibile, nonostante cerchi di nasconderlo con il sarcasmo.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Valentina: Frutta e verdura nel frigorifero, e nella dispensa la pasta di grano saraceno: sono intollerante al glutine, ma guai a togliermi la mia pasta settimanale con i legumi!

Angie: – L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Valentina: – L’amore con cui si prepara un piatto è l’aspetto che mi incanta della cucina, e il piatto che ultimamente sto preparando spesso è il riso all’ananas: mia sorella ne va matta, e per me è una gioia prepararlo per lei.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Melenzane

Melenzane

Valentina: – Le melanzane fritte e cotte nuovamente nel sugo di pomodoro e basilico: una vera delizia!

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Valentina: – Attenta, ma solo perché sono le intolleranze a impormelo.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Valentina: – Mi ritengo una persona fortunata perché la colazione ideale per me coincide spesso con quella reale: è quella che faccio ogni mattina, con i miei affetti.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Valentina: – Adoro la pasta di mandorle, ma non chiedetemi di mangiare i cavoletti di Bruxelles perché proprio non li sopporto.

Angie: – Che ne pensi dei prodotti surgelati, che dimezzano il tempo in cucina?
Valentina: – Possono essere un valido aiuto soprattutto per chi lavora tutto il giorno fuori casa e vive con l’orologio alla mano, basta scegliere con cura.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno in particolare che preferisci ed uno che non ti piace proprio?

Torta di mele

Torta di mele

Valentina: – Iniziamo con quello che non mi piace: il puzzo dei cavoli. È tremendo, un colpo mortale alle narici, ma se bilanciato con quello della torta di mele, uvetta e cannella che cuoce nel forno diventa tollerabile.

Angie: – Il condimento della tua insalata: limone, aceto o…?
Valentina: – Aceto, bianco o balsamico. Purché sia tanto.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Valentina: – Libri, a palate!

Angie: – un tuo menù ideale?
Valentina: – Tagliere di salumi misti, maialino sardo arrosto, melanzane al sugo e amaretti. In quantità industriali.

Angie: – Dici parolacce?
Valentina: A volte…non son mica una santa!

Angie: – La parola che dici piu’ spesso?
Valentina: – Bene.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?

Cioccolato...erotico

Cioccolato…erotico

Valentina: – La cucina è sensuale, basti pensare al cioccolato che lentamente si scioglie a bagnomaria, o alla voluttuosità delle polpette al sugo…ma non posso continuare, siamo in fascia protetta.

Angie: – Una “fantasia erotico gastronomica”?
Valentina: – Mi appello al 5° emendamento. Ho sempre voluto dire questa battuta e finalmente ho trovato il modo di piazzarla. Grazie!

Angie: – Hai mai conquistato qualcuno cucinando??
Valentina: – In realtà ho meditato di utilizzare la cucina per lo scopo opposto! 😉

Angie: – Hai mai utilizzato l’ambiente cucina per (scrivere) e lavorare?
Valentina: – Raramente, e solo quando mi dedico all’editing del romanzo: mi alzo a orari impossibili in preda all’ispirazione, ma condividendo la camera sono costretta a “migrazioni”.

Angie: – La verve letteraria, lo stimolo per incominciare a raccontare, avviene a pancia piena o a digiuno?
Valentina: – Rigorosamente quando sto per addormentarmi, e non è divertente. Per niente.

Angie: – Preferisci di più il dolce o il salato quando sei preso dal tuo lavoro?
Valentina: – Quando sono presa dal lavoro non mangio, ma una volta finito sono affamata come un guerriero vichingo, perciò faccio razzia di tutto quel che di commestibile ho in casa. Iniziando dalle caramelle senza zucchero: loro sono la mia dipendenza.

StockFood_11246154_Layout

… la bellezza del cibo per me risiede tutta nella paletta con cui mia madre mescolava l’impasto della torta al cioccolato…

Angie: – Hai qualche episodio legato al cibo da raccontare? O una cosa carina e particolare che ti è successa?
Valentina: – La bellezza del cibo per me risiede tutta nella paletta con cui mia madre mescolava l’impasto della torta al cioccolato, quando ero bambina. Io me ne stavo seduta davanti alla ciotola mentre lei amalgamava tutti gli ingredienti, ma una volta versato l’impasto nella tortiera mi affidava la paletta, sicura che gliel’avrei restituita più pulita di quando l’aveva tirata fuori dal cassetto. Ogni volta mi sporcavo tutto il viso, ma credo che chiunque condivida un ricordo simile con me sa quanto quegli attimi fossero magici. E non solo per l’impasto, che pure era un capolavoro, quanto per l’atmosfera che si respirava intorno a quel tavolo.

Angie: – Vai spesso a pranzo/cena fuori, se si’ che tipo di locale prediligi?
Valentina: – Non mangio spesso fuori casa, ma adoro gli aperitivi.

Angie: – Che fai dopo cena?
Valentina: Durante la settimana di solito leggo o guardo film, mentre il fine settimana esco con gli amici.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Valentina: – Il caffè dei miracoli, di Franco di Mare.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Valentina: – Qualunque pezzo mi faccia venir voglia di ballare.

Angie: – Hobby?
Valentina: – Vorrei iniziare a praticare yoga, ma per ora è un proposito…va bene ugualmente?

Atena

Atena

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Valentina: – Atena: ho uno spiccato senso della giustizia, ma faccio venire mal di testa assassini a chiunque mi circondi.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Valentina: – Vivere di scrittura accanto all’uomo giusto. Me ne basta uno, ma che almeno sia adatto a me!

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Valentina: – “Ti voglio bene”. Le amiche. Tutte donne, solo donne. Per questo credo che la storia dell’uomo giusto sia destinata a rimanere un sogno 😀

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Valentina: Purché non abbia velleità letterarie in stile Cracco. Non potrei tollerare di Valentina: – edermi superata nelle classifiche di vendita nazionali, son pur sempre una donna!

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Valentina: Le fettine panate.

Angie: – C’è un piatto che non hai mai provato e che vorresti assaggiare?

Cassata siciliana

Cassata siciliana

Valentina: – La cassata.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Valentina: – Esiste, ma la cucina nasce anche dalle contaminazioni, non bisogna mai dimenticarlo; se Colombo non ci avesse fatto conoscere i pomodori la pizza margherita non sarebbe mai esista. Praticamente una catastrofe per il PIL nazionale.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Valentina: – La pasta al pomodoro con basilico e parmigiano, il piatto nazionale per eccellenza. Mette tutti d’accordo, e unisce nord e sud.

churrasco

Churrasco

Angie: – Dopo la cucina italiana, ce n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Valentina: – Adoro la cucina giapponese, mi piace il churrasco brasiliano e mi incuriosisce quella greca, e amo follemente la pasticceria austroungarica. Può bastare?

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Valentina: – Al mio nuovo romanzo…quando la creatività c’è bisogna sfruttarla sino all’ultima goccia!

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Valentina: – Tradizionale, ma con qualche licenza poetica: amo i sapori semplici e sono profondamente ancorata alle mie radici, però ho anche una “vena” di sana follia.

Angie: a quale piatto paragoneresti Renzi?

Renzi...pappa al pomodoro

Renzi…pappa al pomodoro

Valentina: – Pappa al pomodoro.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Valentina: – Solo quando la riuscita di un piatto non corrisponde alle aspettative. Lì son guai seri, mi vien voglia di buttare tutto alle ortiche.

Angie: – Stai pensando alla trama da mettere su carta, sei preso dal vortice dell’ispirazione: dove ti percepisci? (es. in un agrumeto, in un campo di pomodori, in una distesa di mais, in un vigneto ecc.)

Terrazza con Aranceto

Terrazza con Aranceto

Valentina: – In una terrazza con vista su un aranceto.

Angie: – “Panem et circenses”. Sostituisci ai giochi da circo i libri. Cosa ti evoca a livello sensitivo e immaginifico?
Valentina: – Una dama fiamminga seduta davanti alla finestra, con accanto un tavolo con un canestro di frutta caravaggesco, che legge assorta.

Angie: – quale attore sceglieresti per ricoprire il ruolo del protagonista del tuo libro? E qualcuno dei “secondari”?

Caterina Murino, Anita Caprioli, Guillaume Canet

Caterina Murino, Anita Caprioli, Guillaume Canet

Valentina: – Per il ruolo di Elettra sarebbe perfetta Caterina Murino, mentre per quanto riguarda Adrian direi Guillaume Canet. Per Sabine Anita Caprioli.

Angie: – Il sapore delle tue parole?
Valentina: – Corposo.

Angie: – Tre aggettivi per definirti come scrittore/ice:
Valentina: – Purtroppo non mi sento ancora una scrittrice…ho ancora molta strada da percorrere!

Angie: – Tre aggettivi per definirti come uomo/donna:
Valentina: – Complicata, complicata, complicata…basta così o continuo?

Angie: – Il colore della tua scrittura?
Valentina: – Viola.

Angie: – Il libro della tua vita?

Anna Karenina

Anna Karenina

Valentina: – Anna Karenina, il primo amore non si scorda mai.

Angie: – Il libro che avresti voluto scrivere?
Valentina: – Guerra e pace. Ancora non capisco come sia stato possibile che Tolstoj mi abbia soffiato la storia della mia carriera!

Angie: – Il libro che non avresti mai voluto leggere?
Valentina: – Non riesco a parlar male dei libri, è più forte di me. Preferisco pensare che quelle storie non erano destinate a me, che i nostri cammini fossero troppo diversi.

Angie: – Qui nel nostro paese c’e’ un bel gran “fermento letterario” a Napoli forse piu’ che nelle altre città secondo te ci industriamo, o siamo bravi? Chi tra gli autori campani preferisci e reputi più bravo, ed a quale piatto lo paragoneresti?
Valentina: – Napoli è una città meravigliosa, piena di sfaccettature. Per alcuni aspetti simile a Roma, la mia città, per questo non riesco a non amarla e a stimare l’intellighenzia partenopea (e non ne faccio una questione di classe sociale, quanto di elevazione dello spirito) che tanto si spende per promuovere la cultura.

Franco Di Mare - Il Caffè dei Miracoli

Franco Di Mare – Il Caffè dei Miracoli

Riguardo invece gli autori campani ho da poco terminato la lettura del romanzo di Franco di Mare, Il caffè dei miracoli, che ho trovato molto divertente. Da leggere!

Angie: – Le donne secondo te, sono piu’ brave degli uomini a scrivere? e ad affontare il tuo stesso genere letterario?
Valentina: – Credo non sia una questione di sessi, quanto di sensibilità. Certo è indiscusso che sia più semplice parlare da donna alle donne, come nel mio caso, ma una buona penna sa superare questi steccati.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Valentina: – Vivi e lascia vivere. Per essere una donna sono moderatamente semplice, no? 😉

Angie: – Il tuo dolce del natale preferito e se hai qualche ricordo legato alla gastronomia di questo periodo
Valentina: – Questa è la più difficile delle domande. Amo visceralmente il Natale, inizio a fare il conto alla rovescia dal 16 agosto, perciò non esiste dolce natalizio sulla faccia della terra che io non divorerei a occhi chiusi. Del resto la prova costume a dicembre è molto lontana, per cui non me ne preoccupo: ingrassi chi può!

I Biscotti di Valentina

I Biscotti di Valentina

Angie: – in conclusione, una tua ricetta per i miei lettori
Valentina: Direi una ricettina facile facile, dei biscottini di pasta frolla. Impastare 500 gr di farina con 200 gr di zucchero, 50 gr di miele millefiori, 2 uova e 1 tuorlo, 250 gr di burro, un pizzico di semi di vaniglia, un pizzico di lievito vanigliato e la scorza di un’arancia biologica. Se poi il composto dovesse risultare troppo asciutto aggiungete del Cointreau, perché un goccino d’alcol non ha mai fatto male a nessuno 😉

Formate dei cilindretti e riporrete in frigorifero per almeno tre ore, meglio una notte. Trascorso il tempo necessario infarinate la lama di un coltello e ritagliare dei dischetti che andranno riposti su una teglia rivestita con carta forno. Pennellate con del latte, spolverizzare con dello zucchero semolato e cuocete inforno caldo a 180° per 15 minuti circa, sino alla doratura dei biscotti.

Grazie Angie per avermi dedicato il tuo tempo!

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)