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E' inutile versare rum…

Category: Cinema, teatro e gastronomia

Intervista Gastronomica a Omar di Monopoli

Se il tuo nome è su wikipedia, allora vuol dire che sei uno

Omar di Monopoli

Omar di Monopoli

importante, ed il buon Omar di Monopoli lo troviamo anche nelle pagine della libera enciclopedia dove potrete informarvi sul “chi, come e quando“, ma il mio personale consiglio, è una visita al suo personalissimo blog dal titolo sartoris
Classe 1971, bolognese di nascita, Omar Di Monopoli vive in

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Caprettone: una poesia di Ciccio Raimondo

Caprettone una poesia di Ciccio Raimondo

Il perche’ di questo nome? E’ molto semplice: Un tempo le capre, che pasturavano adoravano questi chicchi d’uva che piluccavano anche per mancanza di prati adeguati, per la disperazione dei contadini che si impegnavano ad alzare le rese.

Ciccio Raimondo

Ciccio Raimondo

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Intervista Gastronomica a Gianluca Terranova

Gianluca Terranova romano, precisamente della Garbatella, 40 anni, è un volto conosciuto per il pubblico televisivo avendo in passato preso parte ad alcune trasmissioni di Paolo Limiti.

Gianluca Terranova interpreta Enrico Caruso

Ha studiato canto jazz alla scuola popolare di Testaccio, e la sera suonava le tastiere in gruppo etnico argentino nei locali di Roma, scrive e compone con faciltà e, questo gli dà la possibilità di arrivare a cantare nei musical ma non ha mai creduto che quella della lirica fosse la sua vera strada, suo maestro è stato il napoletano Massimo Ranieri, nelle opere, ci racconta, muoiono tutti, e questa gli è sempre sembrata una cosa da vecchi, mentre, 

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W la pappa col po-po-pomodoro…

Questo piatto della cucina povera toscana fu conosciuto fuori dai confini regionali, per la prima volta per essere al centro di una delle più celebri pagine de “Il giornalino di Gian Burrasca” dello scrittore fiorentino Vamba al secolo Luigi Bertelli (18581920).
Scritto nel 1907 e pubblicato prima a puntate sul Giornalino della Domenica tra il 1907 e il 1908, e poi in volume nel 1911.

Rita Pavone nei panni di Gianburrasca

Rita Pavone, negli anni sessanta in occasione della trasposizione televisiva del racconto di Vamba, interpreta il ribelle Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca. Questo soprannome, che la famiglia gli dà a causa del suo comportamento molto irrequieto (più per esuberanza che per cattiveria), è divenuto proverbiale per indicare un ragazzino indisciplinato.

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La Cucina di Enrico Caruso

Mai passato di moda, è nel cuore di Sorrento e dei Sorrentini, Enrico Caruso (Napoli, 25 febbraio 1873 † Napoli, 2 agosto 1921), è ritornato alla ribalta televisiva grazie alla fiction “Caruso” interpretata magistralmente da Gianluca Terranova per la regia di Stefano Reali.

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Intervista Gastronomica ad Ivan Silvestrini

Vorrei spiegarvi il modo in cui sono arrivata ad Ivan Silvestrini, è stato un giro non molto tortuoso che è partito dall’ascolto di un brano di Syria con la collaborazione del rapper Ghemon all’anagrafe Gianluca Picariello, il cui titolo è “Come non detto”, cosi’ come è mio solito mi son messa fare una ricerchina sul famigerato google ed ho scoperto che quella canzone, che mi risuonava come un tarlo nell’orecchio era la colonna sonora di un film, in uscita nelle sale italiane a settembre e che portava lo stesso nome cioè “Come non detto” per la regia di Ivan Silvestrini, leggendo un po in giro di rensioni ho visto che il film non era affatto male, anzi affronta tematiche attuali in una maniera abbastanza ironica: Ivan Silvestrini, è al suo primo lungometraggio,

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Antonio e Rosita ed il Mulino Bianco

Antonio Banderas e la gallina Rosita

Lo avrete visto tutti, dal 14 aprile di quest’anno 2012 il sexy simbol José Antonio Domínguez Banderas meglio conosciuto come Antonio Banderas, che debuttò ad appena 19 anni in Labirinto di Passioni, diretto dal regista spagnolo Pedro Almodovar è diventato testimonial della campagna pubblicitaria del Mulino Bianco.
Ma più di lui la gallina “Rosita”, ma chi è Rosita? Ma Rosita è la star dello spot, anche l’unica presenza femminile sulla scena, ed è con lei che il bell’Antonio duetta, e si compiace, con quel meraviglioso e sensualissimo accento spagnolo che ha dato la voce al Gatto con gli Sivali, per le produzioni del suo “Mulino Bianco” quello che una volta apparteneva alla famiglia felice, e che ora è stata soppiantata da un giovanotto piacente, che si spaccia per mugnaio felice e che addirittura colloquia con una gallina, e non venitemi a fare le solite battute sul “cervello della gallina”, ennò…perche’ Rosita è una gallina, bella, intelligente, e gli risponde pure, e magari prima del ciak è stata anche lei in sala trucco :-), senza nulla da togliere al fascino latino del bell’Antonio.
E se prima c’era la famiglia felice del Mulino Bianco, al suo posto c’e’ un famoso attore, amatissimo dal pubblico femminile di tutto il mondo, che chiosa con una gallina, ma non sarà il caso che consulti uno strizzacervelli? 🙂

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Intervista Gastronomica a Ferdinando Maddaloni

Ferdinando Maddaloni

Conosciuto al grande pubblico, per aver interpretato  il ruolo del PM Menale ne “La Squadra”, ma Ferdinando è un’artista poliedrico, è anche scrittore, regista, autore ed actor’s coach.
Terminati gli studi liceali frequenta dopo i preziosi insegnamenti di Zietta Liù frequenta la scuola di Teatro La Scaletta di Roma diretta da G.Diotajuti; Negli anni successivi recita per alcune compagnie teatrali e in varie fiction televisive. Quindi rispolvera il cosiddetto teatro canzone scrivendo spettacoli che interpreta in giro per le piazze.
Nel 2008 scrive il libro Cinema e recitazione: dalla chiassosa arte del silenzio all’improvvisazione televisiva”, pubblicato da Liguori Editore (ISBN 8820741598).

Nel 2011 riceve il premio “Cremanum d’Argento 2011” quale riconoscimento al cittadino sangiorgese che più si é distinto nel campo delle Arti e dello Spettacolo.
Ulteriori informazioni ed approfondimenti su Ferdinando, li potrete trovare qui

Ferdinando Maddaloni da voce al “Capitano” al Cimitero delle Fontanelle a Napoli

Ho avuto modo di conoscere Ferdinando in occasione della visita guidata organizzata al Cimitero delle Fontanelle, dove in un suggestivo palcoscenico, il buon Ferdinando ha dato voce al “Capitano” nella lettura di uno dei capitoli più belli ed intensi di Benvenuti in Casa Esposito, di Pino Imperatore edito da Giunti.
Ed in quell’occasione abbiamo avuto modo anche di disquisire di gastronomia, ma io ho avuto la vaga sensazione chissà perche’, volesse prendermi in giro, soprattutto con la questione del “criscito” che io sto allevando, come fosse mio figlio, dal 15 dicembre 2011, e con cui quest’anno mi son cimentata anche nella realizzazione dei casatielli pasquali.
Ma veniamo a noi, anzi a lui, ed una piccola considerazione personale: è un peccato che un uomo cosi interessante, sia una cosi’ buona forchetta, ed è cosi’ negato per le arti culinarie! 

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Ferdinando: – Se per buona alimentazione si intendono cibi insipidi e acalorici , conta molto poco. Se invece si intende alimentazione buona ossia ottime pietanze che gravano sul fegato ma anche aiutano l’estro e la fantasia e  ollevano il morale allora è fondamentale per il mio

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Ferdinando: – Si quando lavoravo in una soap mi ispiravo molto al termine zuppa

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Ferdinando: – Non conosco il termine inglese ma in napoletano per me mangiare bene si traduce in  scofanarsi.

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Ferdinando: – Tante ma avrei preferito avere un bel curriculum da chef o magari emulare mio zio pasticciere

‘A figlia do marenaro

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Ferdinando: – A Napoli non c’è discussione A figlia do Marenaro

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ferdinando: – Coca cola senza caffeina …manca sempre tutto!!!

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ferdinando: – Quanto mi piacerebbe poter rispondere ma io non so assolutamente cucinare e per uno cui piace tanto mangiare come me è una vera maledizione

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Ferdinando: – tutto

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Ferdinando: – Senza dignità

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Ferdinando: – Caffè, latte e biscotti….in vacanza i primi giorni provo anche a mangiare quello che offrono al buffet ma poi desisto…il salmone dopo il caffè è una bestemmia!!

mozzarella di bufala

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Ferdinando: – Mozzarella di bufala. La lingua in salmì

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Ferdinando: – Si il dolce profumo del ragù

Angie: –  Limone o aceto?
Ferdinando: – Limone!!!!!

Angie: – Non puoi vivere senza…
Ferdinando: – Il pane napoletano che a roma non si trova, ma per fortuna esistono i congelatori…

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper
cucinare
Ferdinando: – Visto quanto affermato per sedurre una donna punterei su altre capacità…
Una sera ho invitato una donna a casa mia e le ho preparato dei piselli…non ricordando se dovevo far soffriggere l’aglio o la cipolla ….chiaramente ho optato per l’aglio…non so perché poi sia diventata mia moglie…forse per misericordia

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Ferdinando: – Perché devo farli stare male!!! comunque ora suggerirei melanzane a funghetto ad libitum

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ferdinando: – Cinema e recitazione di Ferdinando Maddaloni

Ligabue

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Ferdinando: – Anche il suono del campanello di casa! Comunque per essere serio qualsiasi canzone di Ligabue

Angie: – Hobby?
Ferdinando: – Visto che cinema teatro musica arte rientrano nella mia sfera lavorativa, il mio hobby è il Napolicalcio

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Ferdinando: – Visto che non esiste il dio del cibo, vorrei essere donna per essere  Uke Mochi  la dea del cibo chiaramente!!

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Ferdinando: – Fare il criscito e poi una pizza tutta fatta con le mie mani …e mandare al diavolo per una volta quelle surgelate….ma è veramente un sogno!!
Insomma imparare a cucinare bene…

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Ferdinando: – Non è possibile che una buona forchetta come te, che vive da solo, non sappia cucinare

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Ferdinando: – No per il mio bene e quello della mia salute

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Ferdinando: – le stelletelle al pomodoro

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Ferdinando: – Qualsiasi piatto preferisca bossi , viene da me destato per principio.
Certo che esiste ma io vieterei l’esportazione dei nostri piatti migliori in tutte le case di coloro che si professano leghisti

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ferdinando: – Gnocchi (bianchi) sugo (rosso) ed una fogliolina di basilico(verde) ma solo per il colore …poi la scarterei subito

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?

kroshka Kartoshka

Ferdinando: – Quella russa…adoro le loro kroshka Kartoshka , patate ripiene e impazzisco per  la minestra di borsh

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Ferdinando: – Sto preparando una bella Pasqua ricca di calore e calorie per i miei piccoli amici di Beslan che raggiungerò a Pasqua

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Ferdinando: – insaziabile

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Ferdinando: – Berlusconi :pizza chiena-(dagli ingredienti indistinti) Di Pietro casatiello

Ferdinando Maddaloni

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Ferdinando: – Quando cucino io è un tradimento continuo all’arte culinaria

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Ferdinando: – Recito ergo sum

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Ferdinando: – Ma perché invece del liceo scientifico e dell’università di lettere non ho fatto
Culinaria? Perché poi sarei stato un pessimo chef e non un’ottima forchetta!!

Approfondimenti: l’Intervista di Ferdinando rilasciata al “Mediano”

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Scoop Intervista Gastronomica ai Sing song dog

Sing Song Dog

Ma chi sono questi misteriosi SING SONG DOG, che da metà agosto imperversano sul web, e, nello specifico su Feissbucc con le loro stravaganti  e simpatiche piaciate??
E sveliamolo quest’arcano: SING SONG DOG sono una garanzia, una grande firma, nel panorama dei cantautori italiani, dietro cui si celano i testi e le musiche di Gianni Papa e Dario Bucci.
Due insoliti artisti, che nascono cantautori giustappunto sul web, e su feisbucc vi è la  grande opportunità di seguirli partecipando al gruppo da loro fondato con la possibilità di ascoltare i loro originalissimi testi, pregni di contenuti profondi, che trattano temi attuali che vanno dalla situazione politca italiana, alla storica diatriba sull’utilizzo della panna nella carbonara, passando sulle considerazioni socioculturali sulla questione che “e figli…so bbuon sule chill re carcioffole”,  insomma ce ne sta veramente per tutti gusti, e la loro interpretazione e melodia ha veramente incantato il popolo del web, per cui vi consiglio un salto sulla loro pagina ufficiale di feisbucc
Insolito anche il loro sodalizio:
Tempo addietro Gianni e Dario avevano dato vita un un duo di cabaret più eversivo che evasivo…ed io aggiungerei quasi sovversivo ed a tratti lassativo…:-)
TEATRO DOG fu il loro primo nome acronimo di Denominazione di Origine Geniale.
Dopo l’alternarsi di fortunati spettacoli frenetici in cui i nostri eroi grondavano sudore (Gianni Papa) e sangue (Dario Bucci finalmente arrivò il momento di gloria, il tempo di una sveltina, seguito da un’abbastanza più che rapido crepuscolo.
Le loro strade si separarono: Gianni Papa intraprease con molte soddisfazioni (non si sa però di  chi) il mestiere dell’insegnante di sostegno, ma la sua verve ironica e canterina lottava per venir fuori e fu così che iniziò a comporre le sue prime canzoni LA RUGGINE APPICCICOSA, LA BOMBA INCONGRUA (Questa ultima scomparsa è introvabile, ma pochi disgraziati che hanno avuto la possibilità di ascoltarla assicurano che trattasi di un vero capolavoro.

Sing song dog

Dario Bucci, invece, dopo una vana fuga (non si sa da chi e da dove) fu inseguito e raggiunto dalla professione di attore.
Per tanti anni si divise  interpretando ruoli diversi in teatro in varie compagnie senza troppo entuasiamarsi
e senza,  forse,  nemmeno troppo entusiamare il pubblico  (le voci,  in tal guisa sono decisamente
discrepanti, c’è chi dice che era dotato di un pregevole talento e chi,  invece sosteneva,  che i cani recitano senzaltro meglio…e così, alla faccia di chi aveva dato del “cane”, gatton gattoni, senza neanche troppo dare nell’occhio riuscì a districarsi dall’intricata matassa del mondo teatrale e,  senza che nessuno se ne accorgesse
la meteora Bucci si tirò fuori dalla botte.
Poi il colpo di fulmine: il ritrovarsi con Gianni, il guardarsi negli occhi riscoprire la stessa immutata vena innocente ed eversiva (leggi testa di cavolo:-) …ed il domandarsi: -ma se Gianni Papa fa il cantautore, perchè non lo posso fare anche io che ho pure una voce più bella, e se metto mano al rimario, qualche canzoncella pure riesco a tirarla fuori?-
Tra il dire ed il fare c’e’ di mezzo il mare, dice il proverbio, ma i nostri cantautori, grazie alla platea del Web e nello specifico di feissbucc sono riusciti a far conoscere alla vasta platea telematica la loro musica, e fu cosi che a GIANNI PAPA cantautore si affianca DARIO BUCCI
I due artisti preferiscono lavorare separatamente , ognuno alle proprie canzoni, ed è quasi una sfida a chi le fa più belle…(scrive più boiate:-) ma alla parte musicale lavorano assieme e,  solo raramente le interpretano in coppia

E questa è la nuova alba di Gianni Papa e Dario Bucci.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni: – Conterebbe, ma io mangio smodatamente e senza ritegno. Qualunque cosa. Allora mia moglie si incazza e cerco di limitarmi, ma non riesco a seguire una dieta canonizzata. Ma a scuola (che è il mio lavoro) va benissimo anche essere chiatti. Chi se ne frega. Anzi gli insegnanti di sostegno chiatti sono simpatici.
Dario: – Per me importante sentirmi agile e scattante nellavoro..Io lavoro in una agenzia di tour…ed è necessario essere agili e scattanti in questo lavoro… ma io sarei agile e scattante anche se fossi un impiegato del catasto….io ho la sindrome del supereroe mancato e voglio essere agile e scattante in ogni momento della vita…per cui cerco di avere una alimentazione sana e leggera.,come voglio essere io,  sano e leggero…

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Gianni: – Scrivo sempre pensando ai culi in aria.
Dario: No, ma la mia ex maestra delle scuole elementari, Lidia Taffurelli, mi ha scritto un bellissimo testo per una canzone..si chiama CIAMBELLA E VINO….Gianni Papa ne ha fatto le musiche e io con gran passione l’ho cantata….A me questa canzone piace un sacco…

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Gianni: – Svuotarmi in bocca una bomboletta di panna montata spray.
Dario: – Io sono molto goloso….ma con il passare degli anni ho imparato a stare più attento con l’alimentazione…quando posso evito fritture e cose che fanno male….ma per me, mangiare veramente bene, signica stare a tavola con persone simpatiche….

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Gianni: – Ho lavorato per un sito web un rtempo famoso: superEva. Poi ho lavorato nei call center, ho fatto il postino portalettere e infine e nella scuola, che è il mio lavoro principale.
Poi naturalmente ho lavorato nella musica: sono l’autore di canzoni famosissime come BLOWIN’ IN THE WIND di Bob Dylan. E pensare che non ero ancora nato!!!
Dario: – Io ho fatto per tanti anni teatro e tutto sommato dentro mi sento ancora un attore…anche se forse non ho più voglia di recitare per vari motivi…adesso lavoro in una agenzia turistica e sento di avere da questo lavoro molto più piacere e libertà espressiva di quanta me ne dava il teatro….Ma non posso essere del tutto sicuro che fra un po’ non mi ritorni lo sghiripizzo di stare sul palco…speriamo di no…voglio godermi la vita…

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Gianni: – Il calciatore o la velina.
Dario: – ho avuto tanti sogni nella mia vita….da ragazzo sognavo di fare il pilota di formula uno e fu una esperienza non bella quando alla scuola guida, al primo giorno di guida pratica, scoprii di essere abbastanza imbranato alla guida…presi la patente con molta fatica….e tutt’oggi non mi piace per niente guidare…non più teatro, non più formula uno nella mia vita….

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?

Turkish Kebab

Gianni: – Mi piace il Turkish Kebab. Fanno un Kebab buonissimo. Soprattutto piccante. Che delizia!
Dario: – Si, nel paese dove vivo ci stà un locale dove si mangia benissimo e mi fanno pagare poco…ci vado spesso..ma non mi ricordo come si chiama…così come la ragazza,  carina e gentile,che mi serve non ha la minima idea di come mi chiamo io…

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Gianni: – Come ho detto, mai una dieta strutturata. Sempre una dieta fai da te. E infatti raramente è servita. Beato Dario che non ha di questi problemi!
Dario: – certo che sono a dieta…non mi vorrai mica far diventare chiatto come Gianni Papa?

Angie: – Meglio carne o pesce?
Gianni: – Meglio pesce, come cibo. Come sesso, meglio carne
Dario: – Carne nei giorni che mi sento Leone…Pesce nei giorni che mi sento pesce…

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gianni: – Qualcosa di molto unto e pieno di panna montata.
Dario: – io sono un uomo fatto a strati…sarei una di quelle paste con la  sfoglia a strati…

Angie: – Vino?
Gianni: – Vino e Ciambella.
Dario: – Un bicchiere al giorno non lo disdegnamo

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L’Invito a Pranzo Totò e Peppino

Questo video è tratto da Toto’ Peppino ed i Fuorilegge, la scena forse più divertente dell’intero film è l’invito a pranzo con Peppino che è costretto a comprare tutto il necessario per il pranzo.

toto', peppino e titina de filippo

Peppino De Filippo, Totò e Titina De Filippo

Con la complicità di Peppino, Totò si finge rapito ed ottiene dalla moglie un riscatto di cinque milioni,ma la verità viene a galla quando i due vengono visti in televisione pasteggiare e bere champagne in un night club.Tornato a casa viene veramente rapito da Ignazio”il torchio” ma non viene creduto da nessuno.Sua figlia Valeria e Alberto sulle traccie di Ignazio liberano Totò promettendo al bandito un’intervista che gli darà la celebrità.I due giovani si sposano e Totò cacciato di casa finisce col fare il garzone nella bottega dell’amico Peppino.
fonte: www.antoniodecurtis.com

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La frittata dalle mille uova

Sofia Loren in una scena di "C'era una volta" Regia di Francesco Rosi

Nel Film film C’era una volta… capolavoro di Francesco Rosi e, magistralmente interpretato dalla nostra Sofia Loren ed Omar Sharif, si fa riferimento a questo episodio leggendario.
Dunque, il re Carlo V di Spagna, ritorna trionfante dalla battaglia di Tunisi nella quale ha sconfitto l’ammiraglio turco Khayr al-Din (detto Barbarossa), e, decide di fermarsi a Padula.
Sosta presso la Certosa di San Lorenzo per due giorni, con l’intero esercito al seguito, ai quali ordina di non mangiare carne in conformità alle regole del monastero.

Lo stesso sovrano rinuncia ad ogni lusso, dormendo in una cella proprio come i padri (l’unico vezzo fu quello di sostituire il pagliericcio con un materasso e le lenzuola di lana con quelle di lino).
L’Imperatore desidera far colazione in cantina con tutti i suoi uomini, ed i monaci preparano per l’illustre ospite una “pantagruelica imbadigione” e, tra l’altro, versano in una enorme frittata ben mille uova.
Carlo rimane sconcertato dall’abilità del cuoco e, grato per le onoreficenze che gli erano state riservate, decide di confermare al monastero gli antichi privilegi di cui godeva.

E’ un episodio che ha del leggendario, ma che a distanza di oltre 463 anni è divenuto realtà.
Infatti, ogni 10 agosto la pro-loco di Padula, commemora lo storico evento presso la certosa, con un evento dal titolo “Padula in festa per Carlo V – Frittata delle mille uova”, e’ un’avvenimento che richiama molti spettatori da ogni parte d’Italia e riveste una grande importanza, quindi, non solo dal punto di vista culturale, ma anche turistico.
Nell’ambito della manifestazione un corteo storico ricorda l’arrivo dell’Imperatore alla Certosa, ed infine una gigantesca padella, viene usata per far cuocere e soprattutto girare la frittate, è un ingegnoso congegno meccanico, che a prima vista sembra una macchina da guerra, è tuttora esposto innanzi la Certosa.
Alla fine della manifestazione è anche possibile mangiare un panino con la leggendaria frittata!

Anche quest’anno, si svolgerà la rievocazione storica Padula in festa per Carlo V, XIV edizione, l’evento supportato dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Salerno e Avellino, dal Comune di Padula e organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Padula. L’avvenimento richiama molti spettatori da ogni parte d’Italia e riveste una grande importanza, quindi, non solo dal punto di vista culturale, ma anche turistico: nella scorsa estate è stato addirittura l’unico spettacolo presentato nella meravigliosa cornice della corte esterna del monastero certosino.

Nei giorni 8 e il 9 Agosto, dalle ore 20:00, lungo l’antica passeggiata dei monaci (Viale Padre Semeria) che conduce all’arco di San Brunone, saranno allestiti standgastronomici e, tra canti e danze popolari, ci si potrà intrattenere in un luogo particolarmente suggestivo.
Il 10 agosto, giorno di san Lorenzo, alle ore 11.30 in Certosa sarà celebrata l’Ora Media e alle ore 20.30, nella corte esterna, la rievocazione con figuranti e attori in costumi d’epoca dell’arrivo nel monastero di Carlo V e a seguire la preparazione e la degustazione della Frittata delle 1000 uova.

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Intervista Gastronomica a Maria Bolignano

Maria Bolignano

Maria Bolignano napoletana classe 1970, si è diplomata nel 1997, presso l’Accademia Napoletana di Teatro.
E’ Vincitrice del “Premio Massimo Troisi 2005” – miglior attrice comica;
Dal 1997 al 1999 entra a far parte della Compagnia Dell’Accademia, collabora con La Nuova Orchestra Scarlatti, partecipa al Festival del Teatro indipendente “La punta dell’Iceberg”, partecipa alla teatrale dell‘”Albero Azzurro” dalla più nota trasmissione televisiva per bambini in onda su Rai e si confronta con testi di vario genere da Giovanni Granelli a Garcia Lorca a Lorenzo da Ponte.
Partecipa a numerosi stages di perfezionamento, soprattutto di danza teatro e di teatro Kabuki-No. “Laboratorio Zelig” di Napoli.
Per maggiori informazioni sull’attività artistica di Maria vi rimando al suo sito personale, così io lavoro di meno, ed il suo sito fa più accessi 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro e le tue attività?
Maria: –  Devi sapere, Angie , che io sono una patita dell’alimentazione sana ( con qualche eccezione perchè quando ce vò ce vò) e coinvolgo in questo tutta la mia famiglia ed,  avolte anche i colleghi. Quindi è fondamentale per tutte le mie attività

Maria Bolignano

Angie: –  Hai mai scritto e recitato ispirandoti a qualcosa di gastronomico?
Maria: –  Devo dire la verità no ma è un’idea. Te la posso rubare?

Angie: –  Cosa significa per te mangiar bene?
Maria: –  Significa equilibrio tra genuinità e gusto

Angie:  – Le tue esperienze lavorative?
Maria: –  Questa non l’ho capita bene. Devo parlarti delle mie esperienze a prescindere dalla gastronomia (quindi quelle artistiche) o solo quelle legate ad essa (sai io ho frequentato l’alberghiero anche se come receptionist ma questo lo sapevano in pochi…fino ad ora)

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maria: – Sì più di uno. Ma quelli che prediligo sono “Lo stuzzichino” di Santa Agata sui due Golfi (se vuoi mangiare con semplicità e genuinità) e Viva lo Re di Ercolano ( per palati più fini ed esigenti e amanti del buon vino). Da entrambi troverete dei padroni di casa “speciali” Mimmo e Maurizio. Ve li consiglio.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Maria: – Certo! Quale donna non è mai stata a dieta?

Angie: – Meglio carne o pesce?
Maria: – Mi piacciono entrambi ma il pesce lo preferisco un tantino di più

Tortino di cioccolato
Tortino di cioccolato

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Maria: – Mio marito mi paragona sempre ad un tortino di cioccolato (quelli con il cioccolato caldo all’interno che quando lo apri ti cola dappertutto). Sarà un complimento?

Angie: -Vino?
Maria: –  Un rosso sicuramente: Aglianico o Cannonau

Angie: –  Il tuo punto debole?
Maria: –  adoro “il casatiello napoletano” ma credo di dover cominciare a stare attenta al colesterolo alla mia età!!!

Angie: –  Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Maria: –  Nel frigo ? O nel freezer? Perchè se è nel freezer la risposta è : del buon gelato artigianale ( Gelateria Polo Nord di Napoli) Nella dispensa credo il riso. Che adoro

Angie:- Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maria: –  Mi ripeto i risotti: alla zucca, alle zucchine, con le salsicce…

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
Maria: –  Mia madre è una cuoca fantastica e quando mi cucina i suoi piatti vado sul sicuro. Tra i miei preferiti c’è sicuramente come primo le chicche all’astice , come contorno,vado sul classico, la parmigiana

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Maria: –  un’esploratrice di sapori

Angie: – Di cosa sei più golosa? e cosa proprio non ti piace?
Maria: –  adoro i primi piatti ma odio quelli troppo pasticciati. Mi piacciono anche molto i piatti unici

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Graffe

Maria: –  certo! Gli odori in cucina mi risvegliano sensazioni e ricordi. E proprio per un ricordo legato a mia nonna adoro l’odore delle graffe fritte fatte in casa

Angie: –  Non puoi vivere senza…
Maria: –  Parmigiano Reggiano. Cosa sarebbe la nostra vita senza questa squisita invenzione?

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Maria
: –  Saper cucinare è un’arma in più nella seduzione.Si sa che sesso e cibo vanno a braccetto

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Maria: –  In realtà che ho “riletto” per la decima volta: “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Maria: –  Ultimamente – Should I stay or Should I go dei Clash– tanto che, su suggerimento di un’amica cara, l’ho messo nel mio nuovo spettacolo comico, “Caburlesc un pò cabaret un pò Burlesque”

Angie: – Hobby?
Maria: –  leggere e passseggiare ma ultimamente, avendo due figli di cui uno piccolo di 9 mesi in piena dentizione, non riesco a fare molto nè l’uno nè l’altro. Ma va bene così. La gioia che mi danno val pure rinunciare ad un hobby

Angie:- Qual è il tuo sogno più grande?
Maria: – Il mio sogno più grande? Essere per sempre circondata d’amore come adesso

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Maria: – Gli amici ? Che mi stimano e questo per me è fonte di grande orgoglio. Nemici? Non credo di averne. I non-amici? Non lo so , di solito ti parlano alle spalle

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Maria: –  se non fossi già sposata con un grande estimatore della mia cucina ( ma è perchè mi vuole bene), credo proprio di sì.

Angie: – Un piatto della tua infanzia?
Maria: –  Pasta cas’ e ove (pasta cacio e uova). Un piatto semplice della cultura contadina che i miei nonni facevano spesso e volentieri in inverno e i tagliolini fatti in casa da mia nonna, nel brodo di gallina

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Maria: –  per la cucina io parlerei più di tradizione legata al territorio che di federalismo. Si badi che in sè il termine “federalismo” non ha nulla di negativo , è il modo in cui se ne parla in Italia che dà al termine una connotazione negativa

Angie: piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?- Quale
Maria: – la pasta e fagioli con la cotica

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Maria: – Quando posso vado nei ristoranti “etnici” perchè mi piace sperimentare nuovi gusti. Quale preferisco non ti so dire perchè c’è sempre qualcosa che mi convince e qualcos’altro che invece non mi garba. Posso dirti , però, quella che non preferisco : la cucina indiana. Troppo prezzemolo.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Maria: –  semplice ma gustoso, colorato ma discreto.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Maria:  Ricetta estiva: Pappardelle fiori di zucca e calamari.

Fiori di zucca

Ingredienti per 4 persone:
– 300 gr di pappardelle (anche integrali se vi va di favorire l’intestino)
– 2 calamari belli grossi
– fiori di zucca
– mezzo bicchiere di vino bianco
– aglio
– pomodorini (ciliegine )
– olio- sale- pepe- q.b.

Esecuzione:
Soffriggete l’aglio nell’olio fino a doratura.Aggiungete i calamari tagliati a rondelle e fateli cuocre fino a a quando non assumono una colorazione rosa. A questo punto sfumate con del vino bianco. Tagliate i pomodorini in due parti e aggiungeteli. Poi i fiori di zucca. Salate e pepate.Fate cuocere per altri 10/15 minuti. Cuocete le pappardelle. Scolatele al dente e spadellate nel sugo precedentemente preparato. Aggiungete un trito di prezzemolo e servire. Spero di aver ricordato tutto. Se è così : buon appetito

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Intervista Gastronomica a Gaetano Amato

Gaetano Amato

Gaetano Amato, nasce a Castellammare di Stabia, il 5 giugno 1957.
È noto al grande pubblico soprattutto per le innumerevoli partecipazioni da protagonista a serie televisive di grande successo (La squadra, Il Grande Torino, L’uomo sbagliato, L’ultimo padrino, Crimini, Il coraggio di Angela).
Gaetano, si divide tra cinema, televisione e teatro.
Ha una grande capacità quella di riuscire a passare dal comico al drammatico, dalla commedia al canto, e questa sua versatilità lo colloca qualitativamente tra i migliori artisti del nostro panorama cinematografico e teatrale.
Nel 2009 il suo romanzo “Il testimone” è finalista al Premio Bancarella. Scrive inoltre per il cabaret, per il teatro e per il cinema.
Per saperne di più vi invito a visitare la sua scheda su Wikipedia.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro e le tue attività?
Gaetano: – Credo che una buona alimentazione conti un po’ per tutti, indipendentemente dal lavoro che si fa. Bisogna poi capire qual è la buona alimentazione. In fondo secondo me bisogna solo tener d’occhio la salute (trigliceridi, colesterolo, cuore) e poi la buona alimentazione ognuno di noi la decise a secondo di cosa fa star meglio.

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di gastronomico?
Gaetano: – Anni fa scrissi per il cabaret un pezzo sulle diete. Ultimamente scrivo di cucina in ogni mio libro, nel senso che approfitto sempre per infilarci una ricetta.

Angie: – Cosa significa per te  mangiar bene
Gaetano: – Significa essere soddisfatti dopo aver mangiato, che sia uno spaghetto o un po’ di frutta. Se ho soddisfatto appetito e palato allora ho mangiato bene.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Gaetano: – In senso generale o in senso gastronomico? In senso generale, attinenti alla mia ttività, ora sto girando una fiction per canale 5 (Ultimo, una piccolissima partecipazione al nuovo film di Woody Allen, in autunno
riprendiamo la tournee teatrale (Napoli chi resta e chi parte regia di Armando Pugliese) e a fine ottobre esce il mio nuovo libro. Poi infilate qua e la qualche conferenza, qualche corso di aggiornamento ai docenti di scuole media e superiori, etc etc.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?Gaetano: – Beh, ne ho più di uno. Per esempio a palermo vado sempre dal mio amico Antonio,  Al bagatto, dove mangio del pesce assolutamente straordinario. Per
la pizza quando posso vado da Michele ai Tribunali o da di Matteo.  Dipende
da cosa ho voglia di mangiare. Spesso però me lo cucino da solo.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Gaetano: – Sono perennemente a “finta “ dieta, nel senso che come comincio a dimagrire troppo mi fermo e la mollo. La mia compagna è una nutrizionista che segue il
metodo del professor Bugli, suo maestro,il quale ha messo a punto una dieta
straordinaria, di quantità di cibo illimitate, cotte come si vuole… per
cui anche lo stare a dieta non diventa un problema.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Gaetano: – Entrambi. La dieta di cui sopra prevede inizialmente quantità illimitate di carne o pesce, cotte in qualsiasi modo.

Casatiello dolce

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gaetano: – Quale sarei o quale mi piace. Qualcuno dice che sono “un casatiello dolce”, nel senso un po’ pesante ma in fondo abbastanza dolce.
Per quanto riguarda le preferenze la Pastiera non ha rivali. Subito dopo ci metto i cannoli palermitani.

Angie: – Vino?
Gaetano: – Preferibilmente rosso, corposo, strutturato. Un aglianico di buona fattura o un piedirosso. Anche i bianchi di tanto in tanto, amo quelli fruttati. Per concludere il pasto abbinato al dolce, beh, un Passito di Pantelleria non trova alternative.

Angie: – Il tuo punto debole
Gaetano: – Culinario? La pasta. Nella vita? Fidarmi troppo.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Gaetano: – Sono molto attento alla spesa. In genere non manca mai nulla.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Gaetano: – I primi. Dalle minestre a quelli rapidi. Non ho una preferenza in particolare. Mi riescono tutti abbastanza bene (così dicono gli altri)

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Gaetano: – La pasta, preferibilmente lunga. Anche al burro o con un filo d’olio.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Gaetano: – Tradizionalista con moderate aperture verso il moderno.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Gaetano: – Goloso di pasta. Non mi piace il limone.

Basilico & C. – erbe aromatiche

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Gaetano: – Tutti. La buona cucina è fatta principalmente di odori. Basilico, origano, menta… tutti.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Gaetano: – Il pane. Ma se sto a dieta riesco a farne a meno, per cui non è proprio una dipendenza assoluta.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Gaetano: – Il saper cucinare mi ha mooooolto aiutato…

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Gaetano: – Terroni di Pino Aprile e Gioco segreto, il mio nuovo libro, per forza di cose.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Gaetano: – Non c’è un pezzo in particolare. Mi piace il blues, i grandi del passato come Charles, Armstrong, Pino daniele, i cantautori. A seconda dello stato d’animo cerco il pezzo giusto.

Angie: – Hobby?
Gaetano: – Cucinare.

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Gaetano: – Avere i soldi necessari a vivere sei mesi l’anno su una barca ormeggiata davanti a un mio ristorante, su un porto.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Gaetano: -… però si simpatico….

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Gaetano: – Dipende dalla cuoca…

Fagioli alla maruzzara

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Gaetano: – Fagioli alla maruzzara, gnocchi fatti in casa… son tanti.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Gaetano: – La cucina è arte, passione , fantasia, e queste cose non hanno confini federali.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Gaetano: – Anche se non adoro il pomodoro, Vermicelloni pomodorini e basilico, più tricolore di così….

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Gaetano: – Credo che ogni cucina abbia le sue specialità irresistibili e le sue pecche. La cucina spagnola mi piace molto.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Gaetano: – Esageratamente piccante.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori

Pasta con le zucchine

Gaetano: – Pasta e zucchine a modo mio.Tagliare le zucchine a rondelle molto sottili e friggerle da un lato e dall’altro in olio extra vergine senza farle bruciare. Spegnere sotto la padella. Intanto calare la pasta (io preferisco le linguine poi a seconda dei gusti, ma dico è preferibile con pasta lunga) in abbondante acqua salata e a metà cottura tirar via un mezzo mestolo
d’acqua (a seconda della quantità delle zucchine), versarla nella padella,
aggiungere un cucchiaino di pesto e riaccendere a fuoco lento.
Quando la pasta è cotta (meglio leggermente cruda) versatela nella padella delle
zucchine assieme a una noce di burro e una bustina di zafferano (sempre a
seconda dei commensali. 1 bustina per due persone). Far saltare per qualche
secondo poi spegnere e aggiungere abbondante parmigiano misto a un po’ di
pecorino. Impiattare servendosi di un mestolo a mo di cucchiaio in modo da
formare un cesto in ogni piatto. Guarnite con due foglioline di basilico fresco.

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Intervista Gastronomica a Nunzia Schiano

Nunzia Schiano e Claudio Biso in "Benvenuti a Sud"

Nunzia Schiano, nasce a Portici, il 16 maggio 1959, dove vive tuttora da ben a 23 anni con il marito, Nico Mucci, e il figlio Francesco.
Ha lavorato veramente tanto per giungere al meritato successo grazie al film di Luca Miniero di “Benvenuti al Sud”, di cui abbiamo ampiamente parlato nelle nsotre pagine, dove interpreta il ruolo della simpatica madre ossessiva di Alessandro Siani.
Tra i suo film al cinema ricordiamo: Vacanze di Natale 2000, per la regia di Carlo Vanzina (1999), South Kensington, sempre di Carlo Vanzina (2001), Il paradiso all’improvviso, per la regia di Leonardo Pieraccioni (2003), Ti lascio perché ti amo troppo, regia di Francesco Ranieri Martinotti (2006), Benvenuti al Sud, per la regia di Luca Miniero (2010), Sul mare, regia di Alessandro D’Alatri (2010), La valigia sul letto,regia di Eduardo Tartaglia (2010)

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Nunzia: –  Conta molto,anche se spesso si mangia in modo sbagliato,molto tardi la sera, al ristorante, dove non si può certo controllare la cucina.

Angie: – In Benvenuti a Sud, ci sono molte scene che hanno a che fare con la cucina tradizionale campana, ma anche in altre performance ti sei mai ispirata a qualcosa di culinario?
Nunzia: –  A Museum per Sgruttendio, preparavo degli gnocchi e poi offrivamo una frittata di

Nunzia, in "Benvenuti a Sud Foto di Gianni Fiorito

maccheroni, preparata da noi.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene?
Nunzia: –  Usare prodotti di qualitá, cercare di verificarne la provenienza. Preferisco la qualità alla quantitá.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Nunzia: –  Ho cominciato con la musica per poi passare al teatro. Ho imparato tanto dai miei incontri con Giacomo Rizzo, Renato Carpentieri,Vanzina, Sironi,Pieraccioni, Claudio Bisio, Anna Bonaiuti, Nino D’Angelo, Alessandro D’Alatri, Nuccia

Angie: – Hai un ristorante oun locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Nunzia: –  Il Giardino a Ventotene, il Tallioo a San Giorgio a Cremano.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Nunzia: –  Sono sempre a dieta!

Angie: – Meglio carne o pesce?
Nunzia: –  Pesce.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Nunzia: –  Millefoglie con crema pasticciera.

Angie:  – Vino?
Nunzia: –  Assolutamente si!

Angie: – Il tuo punto debole?
Nunzia: –  La gola, in tutti i sensi,del resto sono del segno del toro

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Nunzia: –  Frutta e verdura, latte, legumi e passat

Pane

e di pomodori.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Nunzia: –  I primi e i dolci.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Nunzia: –  La pizza.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?

Nunzia: –  Curiosa,ma non troppo!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Nunzia: –  Adoro pane e pizza,ma non amo le interiora.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Nunzia: –  L’odore del pane appena sfornato.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Nunzia: –  I miei uomini.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Nunzia: –  Entrambe le cose,ma sarebbe la perfezione!

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Nunzia: –  La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Nunzia: –  …spaghetti,pollo e insalatina!!!!!

Angie: – Hobby?
Nunzia: –  Quando il lavoro lo permette,il mezzopunto!

Nunzia Schiano e Alessandro Siani "Benvenuti a Sud" foto Gianni Fiorito

Nunzia con Alessandro Siani "Bnvenuti a Sud" Foto Alessandro Fiorito

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Nunzia: –  In questo momento,vedere mio marito camminare di nuovo!
Angie: – Cosa ti dicono più spesso??
Nunzia: –  Ma siete la mamma di Siani?

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Nunzia: –  Penso di no,ne andrebbe della mia salute!

Angie: – Un piatto della tua infanzia?
Nunzia: –  I crocchè della nonna Nunziatina!

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Nunzia: –  La cucina italiana è tra le migliori al mondo proprio per la sua varietà,si mangia bene in ogni  regione e quindi in tutta la nazione!

Pizza

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Nunzia: –  Non ho dubbi LA PIZZA!

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Nunzia: –  Tra quelle che ho provato mi diverte molto quella Giapponese.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Nunzia: –  un fritto misto all’italiana!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Nunzia: – Babá rustico:

Ingredienti:
– 300 gr.patate lesse;
– 500 gr.farina;
– 2 cubetti di lievito di birra;
– 4 uova;
– 100 gr.burro;
– 50 gr.romano grattugiato
– 50 gr.parmigiano grattugiato
– 1/2 cucchiaio di sale;
– 2 cucchiai di zucchero

Babà Rustico

– Per il ripieno un misto di salumi e formaggi a scelta.

Esecuzione:

Disponete la farina a fontana con al centro il burro e le patate schiacciate.
A parte battete le uova con il formaggio, lo zucchero, il sale ed unitevi il composto a farina e patate.

Alla fine unite il lievito, sciolto in poco latte tiepido.
L’impasto dovrà risu

ltare elastico eventualmente aggiungete altra farina.
Stendete l’impasto e lo farcite arrotolandolo ben stretto.
Ponetelo in una teglia unta forata al centro,facendolo crescere fino a farlo raddoppiare di volume.
Cuoce in forno a 200 gradi per circa 40 minuti, facendlo ben cuocere nella parte inferiore.

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Intervista Gastronomica a Patrizio Rispo

Patrizio Rispo nasce a Napoli il 26 agosto del 1956.
Attore di teatro, cinema e televisione, lo ricordiamo soprattutto per la soap opera trasmessa da Rai 3, Un posto al sole, dove dal 1996 interpreta il ruolo di Raffaele Giordano, portiere di “Palazzo Palladini”.

Io con Patrizio Rispo

La carriera di Patrizio è, però, molto variegata e si articolata in cabaret (nel gruppo Il criticone, con Francesco Paolantoni e Mario Porfito), teatro (ha lavorato con Vittorio Caprioli, Tato Russo, Valeria Moriconi, Biagio Izzo, ecc.
Ha scritto tre commedie teatrali.

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Intervista gastronomica a Nello Mascia

Nello Mascia

Nello Mascia, attore e regista napoletano, è nato a Sala Consilina il 28 dicembre del 1946. Debutta in teatro recitando in compagini dirette da Pupella Maggio, Giustino Durano per entrare poi nella compagnia di Eduardo. Poco dopo fonda una compagnia teatrale tutta sua che va avanti per 25 anni, così mette in scena molte opere e riscopre anche le opere di Raffaele Viviani. Come nel teatro è anche attore in numerosi film, occasione che lo ha portato a recitare con i più grandi registi.
Nel cinema è fra gli interpreti di Morte di un matematico napoletano di Mario Martone. Successivamente è protagonista di un episodio del film di Nanni Loy Pacco contropacco e contropaccotto. Ancora significativa è la sua partecipazione nel film di Carlo Verdone Sono pazzo di Iris Blond.
Nel 1998 è tra i protagonisti de La cena di Ettore Scola, film che gli procura il “Nastro d’Argento” come Migliore attore non protagonista.
Nel 2002 ricopre il ruolo del Molosso nel film d’esordio di Paolo Sorrentino L’uomo in più.
Nel 2006 è fra i protagonisti nel film La ragazza del lago di Andrea Molaioli.
Nel 2009 è con Toni Servillo in Gorbaciof.

Toni Servillo e Nello Mascia in "Gorbaciov"

Nell’intervista che segue, Nello, racconta di due grosse passioni gastronomiche: gli spaghetti con i pomodorini saltati in padella ed il gelato, e si definisce un “monotono”, per forza, anche quando e’ all’estero, cerca ristoranti italiani che siano in grado di preparargli i suoi spaghetti ai pomodorini:-)
Eppure, nella mia rubrica, custodisco gelosamente una ricetta degli struffoli di sua madre Anita, a testimonianza che la cucina di casa Mascia, sicuramente non si limitava alla preparazione dei summenzionati spaghetti 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Nello: – Beh una buona alimentazione conta per ogni attività. E’ alla base del vivere bene. Purtroppo non sempre si può raggiungerla. Mangio quasi sempre fuori. E a sera tardi si va nel ristorante aperto che non sempre è sulla guida Michelin.
Nel mio lavoro si è abituati al dopo-teatro. Cenare dopo lo spettacolo. Una volta era un piacere andare a cena con tutti i compagni di lavoro era un modo per rilassarsi, cazzeggiare e divertirsi semplicemente in libertà. Nelle grandi
città c’erano ristoranti dove si riunivano tutte le compagnie presenti su piazza. Era una festa. Si conoscevano colleghi, c’era uno scambio professionale costante. Ora tutto è cambiato. Un po’ la crisi ha reso sempre meno numerosi i
ristoranti aperti a una certa ora. E poi le paghe sono sempre più misere e costringono l’attore a risparmiare. Nessuno va più a cena fuori. Tutti si ritirano in case o B&B a cucinarsi da soli. Una tristezza.

Angie: – Hi recitato in “Miseria e Nobiltà” e la c’era una famosa scena dedicata al cibo, hai in programma altro che che si possa ispirare alla cucina ed alla gastronomia?
Nello: -L’anno prossimo farò “Natale in casa Cupiello” e già tremo. In quel testo c’è la famosa pasta e fagioli di Concetta.

Angie: – Ma cosa significa per te mangiar bene?
Nello: – sono di gusti semplici. E confesserò di non essere una buona forchetta. Mi basta uno spaghetto col pomodorino saltato in padella per farmi felice.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Nello: – Cambio spesso. Una volta – quando non c’era crisi – io e un mio compagno attore avevamo un vezzo. Andare nei più grandi ristoranti d’Italia. Posso dire di aver provato la cucina dei più grandi chef.
Angie: – Sei mai stato a dieta?
Nello: – Si sono stato a dieta. Quella dell’ananas.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Nello: – E’ l’organismo che decide. A volte l’uno a volte l’altro

Babà

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Nello: – Baba’? (banale…)

Angie: – Vino?
Nello: – Due bicchieri la sera

Angie: – Il tuo punto debole
Nello: – Il gelato. Lo adoro.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Nello: – Il gelato. Adoro.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Nello: – L’unico che so fare. Spaghetti col pomodorino saltati in padella.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Nello: – Spaghetti col pomodorino saltati in padella.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Nello: – Pessima forchetta

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Nello: – Gelato. Non mi piacciono la Zucca ed i cavoli.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Nello: – Basilico.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Nello: – Spaghetti col pomodorino saltati in padella.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena,
o anche il saper cucinare
Nello: – secondo me conta altro.

Angie
: – Una tua ricetta per i miei lettori
Nello: – In una padella mettere due dita d’acqua e i pomodorini non spellati e tagliati
a meta’. Far cuocere per cinque minuti.
cuocere la pasta, scolarla molto al dente, aggiungerla alla salsa e finire di cuocere in padella, se necessario anche io aggiungo un po’ di acqua di cottura tenuta da parte. Quando si arriva al giusto punto di cottura della pasta con la giusta densità della salsa, togliere dal fuoco e condire il tutto con dell’ottimo olio extravergine freddo di frigorifero. Strappare con le mani tre belle foglie di basilico fresco.
Lo spaghetto. Protagonista assoluto. Non c’è anitra all’arancia o patè de fois ch

Spaghetti ai pomodorini

e tenga. Numero uno garantito. La cucina mondiale si inchina devota.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Nello: – La peste di Tommaso Sodano. Sull’affare rifiuti a Napoli. Ne ho tratto uno spettacolo teatrale.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Nello: – Amo Aznavour. Paolo Conte luigi Tenco

Angie: – Hobby?
Nello: – Calcio e ciclismo

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Nello: – Sono gia sposato

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Nello: – Una pizza rustica fatta da mia madre

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Nello: – In Italia si mangia benissimo dovunque. E la cucina varia di regione in regione.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Nello: – Sono molto critico con l’Unità d’Italia. Non credo sia mai esistita. Quello che è accaduto 150 fa è stato un colossale imbroglio che ha penalizzato irrimediabilmente il Mezzogiorno. Non mi sento italiano.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Nello: – Quando vado all’estero cerco un ristorante italiano per mangiare Spaghetti col
pomodorino saltati in padella.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Nello: -Monotono.

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Intervista Gastronomica a Dario Bucci

Dario Bucci

Dario Bucci

Classe 1967, nato ad Hitchin nella contea dell’Hertfordshire, in Inghilterra, Dario comincia a “gattonare” nel teatro un bel po di tempo fa in una compagnia amatoriale di Caiazzo ridente cittadina in provincia di Caserta, in cui è vissuto, e, poiché il teatro gli era si era insinuato come un tarlo non solo in testa ma anche nell’animo complici le commedie del grande Eduardo De Filippo che venivano trasmesse alla televisione, ben presto decide che da grande vuol diventare un attore professionista e, questo fervido desiderio lo porta a trasferirisi dalla piccola cittadina casertana al capoluogo campano dove incomincia a studiare recitazione, a forgiare le prime esperienze, a farsi le ossa, all’Università Popolare dello Spettacolo all’epoca diretta da Ernesto Calindri
Successivamente si trasferisce a Roma, città in cui inizia a frequentare i primi teatri e, dove comincia a delinearsi la sua scelta professionale che non è sempre facile, infatti non presto incomincia le sue prime tourné teatrali, e conosce anche grandi e lunghi periodi di disoccupazione.
Difficile il mestiere dell’attore se non si hanno le giuste conoscenze o il giusto talento ed io non posseggo ne l’uno ne l’altra – è quello che mi racconta in una maniera spudorata ed incandescente Dario, che a costo di grossi sacrifici decide di portare avanti la sua scelta dettata da un grande amore verso la recitazione.
E, alla solita domanda su quali sono i suoi progetti futuri, Dario mi confida che dopo tanti anni, trascorsi sul palcoscenico alla mercé anche di registi non del tutto qualificati, ha un grande sogno nel cassetto e cioe’ quello di portare in scena realizzando tutto da solo, regia, costumi, scenografia, il Giulio Cesare di Shakespeare, un obiettivo cristallino il suo e, le idee sono tante sul come, dove, quando e con chi metterlo in scena.
– E’ un testo che ho sempre amato, molto- e con l’idea di poter realizzare questi futuri progetti sorride con gli occhi complici e beffardi e di chi sa il fatto suo 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Dario: – E’ importantissima…Il teatro, che per me è soprattutto una disciplina sportiva, richiederebbe da parte dell’attore una decorosa forma fisica e una buona tenuta atletica, ma spesso gli attori, invece, si presentano al pubblico vistosamente appesantiti e con un bel po’ di panza.
Ma, bisogna anche dire, che non è facile per un attore quando è in tourne’ in giro per l’Italia, sbattuto da una città all’altra, seguire una corretta alimentazione…Si conduce una vita un po’ irregolare, e, non c’è la possibilità di fare tanta attività fisica, si mangia nei ristoranti a tarda ora e si beve tanto vino svegliandosi l’indomani raramente prima di mezzogiorno. Con questo ritmo di vita non è facile mantenere un fisico tonico ed è per questo che quasi tutti gli attori hanno la panza…

Angie:- Hai mai pensato di scrivere un testo teatrale con delle puntatine gastronomiche?
Dario: – No, Nisba. Non sono capace di scrivere testi teatrali. Tanti anni fa, mi pare di ricordare, che in una commedia che avevo provato a scrivere c’era un personaggio che aveva deciso di mangiarsi il piede…Ma si trattava di una schifezza di comedia che chissà dove è finita…Forse Gianni Papa ne conserva una copia…

Angie:-Le tue esperienze lavorative.

Carlo Croccolo

Dario: – Ricordo con molto affetto gli anni che ho lavorato con Carlo Croccolo (grande attore da cui ho appreso tanto), in commedie come Il malato immaginario, Miseria e Nobiltà, Il Medico dei pazzi anche se in genere non credo di aver mai fatto delle cose memorabili dal punto di vista artistico, poche volte mi sono sentito veramente coinvolto, ma in compenso mi sono sempre divertito tanto.
Adoro la vita da Tourné ed ho sempre legato molto con i colleghi, credo di avere un buon carattere che mi porta ad andare d’accordo con quasi tutti e a volte proprio negli spettacoli peggiori, trovo il modo di divertirmi di più con i colleghi e, ti confesso che, preferisco di gran lunga recitare in un pessimo spettacolo con una compagnia simpatica che in un bellissimo spettacolo dove però si respira clima di tensione e di competizione.

Angie:- Hai un ristorante o locale dove preferisci andare a mangiare? se si, dove?
Dario: – Nessuno in particolare. In genere preferisco le taverne e le bettole poco frequentate, on mi piace stare nei locali pieni di gente.

Angie:- Sei mai stato a dieta?
Dario: – Perennemente. Sono vanitosissimo e ogni mattina controllo allo specchio se mi è spuntato un principio di panza.
Se ho, anche, solo la sensazione, che possa essere successo allora lancio un gran grido modificando il regime alimentare e, la mia dieta così diventa veramente ferrea, fino a quando il mio disubbidiente stomaco rientra nei suoi giusti ranghi, e cioè quello di uno stomaco che appartiene ad un uomo che tiene al suo fascino e bellezza.

Angie:- Meglio carne o pesce?
Dario: – Mi piacciono tanto entrambe. Nel periodo estivo preferisco decisamente il pesce accompagnato da un bel vinello bianco, mentre invece in inverno non disdegno sia carne che pesce.

Babà foto a cura di SteveH

Angie:- Se fossi un dolce, quale saresti?
Dario: – Mi è sempre piaciuto il gioco del se fossi, ma a questa domanda non so ben rispondere, allora diciamo un bel babà con la panna. Credo che è il dolce che preferisco e poi c’è chi dice che sono un babà e dicono anche che sono un cetriolo, ma non è un dolce.

Angie:- Vino ?
Dario: – In abbondanza, grazie. Mi piace sia il vino bianco che rosso, a pranzo e a cena ci vuole, sperando poi di non prendere pericolose derive. Il vino mi piace freddo anche quando è rosso e che nessuno inorridisca ma di bere il vino a temperatura ambiente non ne voglio proprio sapere.

Angie:- Il tuo punto debole?
Dario: – Ne ho parlato già prima, la vanità, anzi ti dirò che se uno vuol Se uno mi vuole conquistare basta che faccia qualche apprezzamento fisico o rida a qualche mia battuta ed io sono sottomesso al suo volere 🙂

Angie:- Nel tuo frigo cosa non manca mai, e nella dispensa?
Dario: – Bevande, acque, vini. Di cibo non c’è mai molto, visto che faccio la spesa giorno per giorno comprando solo quello che voglio mangiare in quel momento.

Angie:- Qual’è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto???
Dario: – La carbonara. E’ molto semplice da preparare e mi piace molto.

Angie:- E quello che ti piace mangiare?
Dario: – Tutto, non ho particolari preferenze. Sono una buona forchetta e un buon cucchiaio (adoro il brodino) che riesce ad apprezzare tutto il cibo in assoluto.

Angie:- Come ti definiresti a tavola?
Dario: – Un vorace. Mangio velocemente e così accontento anche chi mi ospita e il mio apprezzamento è evidentissimo nei bocconi che butto giù masticandoli appena.

Angie:- Di cosa sei più goloso? E cosa proprio non ti piace?
Dario: – Sono goloso di tutto. Il cibo mi piace assai, ma una cosa che mi piace particolarmente è la mozzarella di bufala, quella delle mie parti. Non mi viene in mente niente che non mi piace….ah sì…l’aglio, quello non mi piace proprio…

Angie:- La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Dario: – Tanti, gli odori, come i sapori, son importanti. Penso che per ognuno di noi quelli preferiti sono quelli che ci riportano all’infanzia, l’odore delle caldarroste ad esempio.

Angie:- Non puoi vivere senza?
Dario: – L’acqua. E’ il bene primario della vita in generale, peccato che forse la privatizzeranno. E’ vitale come l’ossigeno. Sono cose che non possono appartenere ai privati.

Angie:- Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Dario: – Ad entrambe le cose la donna è sensibile. Cucinare per sedurre una donna è molto funzionale, così come lo è una buona cena.
Io ad esempio, che non sono molto bravo a cucinare, punto su di una tavola apparecchiata con gusto e, credo che il meglio di me lo esprima nel lavare i piatti.
Gli uomini si dividono in cuochi e lavapiatti ed io, inesorabilmente rientro a pieno titolo, nella seconda categoria, e tra le due è la meno gradita alle donne.

Angie:- Una tua ricetta per i miei lettori
Dario: – No, non mi sento di darti una ricetta, non ne sono all’altezza, offrirei un pessimo servizio alla tua rubrica, anche perchè rispondere a questa intervista e l’interesse che hai avuto per me mi dà tanta gioia.

Angie:- L’ultimo libro che hai letto?
Dario: – Un bellissimo romanzo Lucia metteva diamanti nel caffè di Enzo La Marca, che, oltre che a essere un bravissimo scrittore è anche un attore.
Il romanzo è divertente e malinconico ed è ambientato nello sfondo di tournè teatrali, e le miserie e il disincanto di chi si trova a fronteggiare il mestiere dell’attore, un mestiere che appare sbrilluciccante solo a chi lo vive dal di fuori.
Enzo la Marca, lo racconta in maniera meravigliosa offrendo al lettore un testo veramente appassionante.
A mio modesto avviso, Enzo, è uno dei migliori scrittori italiani che ci siano adesso in circolazione.

Angie:- Hobby ?
Dario: – Tanti. In questo momento mi è ripresa la voglia di dipingere. Mi piace dipingere soprattutto grandi battaglie. Un’altra mia passione è quella di costruire elmi e armature con materiale economico come il cartone, la plastica, la carta pesta e spero che prima o poi queste mie passioni possanto trovare impiego in un qualche spettacolo teatrale.

Angie:- Qual’è il tuo sogno più grande?
Dario: – Non credo nei grandi sogni. Credo invece negli obiettivi. Dobbiamo concentrarci sulle nostre mete, obiettivi che devono essere alla nostra portata e che danno un senso alla nostra esistenza.

Angie:- Cosa ti dicono più spesso?
Dario: – Che sono un ingenuo, ma si sbagliano. Non sanno quanta finta sia la mia ingenuità.

Angie:- Ti fidanzeresti con una cuoca?
Dario: – Perché no. Mi viene in menteuna battuta del grande
Totò quando dice: Un cuoco in casa fa sempre comodo.

Angie:- Un piatto della tua infanzia?
Dario: – Spaghetti con pomodoro e basilico.

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Benvenuti al sud…gastronomico della Campania

Il film del regista napoletano Luca Miniero sta ottenendo un grande successo di pubblico, ed è il remake del francese Benvenuti a Nord, uscito nel 2008.

Nella pellicola di Miniero, Claudio Bisio interpreta il ruolo di Alberto, un milanese doc che viene trasferito a Castellabate, un paesino in provincia di Salerno.

Dopo l’iniziale trauma, il protagonista scopre la bellezza, il calore contagioso e la gastronomia del sud. Ed e’ proprio dei gustosi riferimenti gastronomici del film che vi voglio parlare 🙂

Claudio Biso e Nunzia Schiano

Quando vieni al Sud piangi due volte, sia quando arrivi, sia quando te ne vai. Mattia (Alessandro Siani)

Distribuito nelle nostre sale cinematografiche a partire dal 1 ottobre 2010.
Per la regia del napoletano Luca Miniero che ha cominciato le riprese a settembre del 2009, tra San Marco che è una frazione di Castellabate (SA) e nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il film è dedicato ad Angelo Vassallo, sindaco cilentano assassinato per le sue battaglie per la legalità.

Ciro era il nome che, nella sceneggiatura originale del film, era stato scelto per il ruolo interpretato da Alessandro Siani, ma è stato lo stesso attore napoletano che ha chiesto di cambiarlo in Mattia, affinché non sembrasse troppo stereotipato.
Questi è il giovane portalettere alle dipendenze del piccolo ufficio di Castellabate, un paesino vicino Napoli, ed è lui il primo ad accogliere Alberto,  interpretato da Claudio Biso, che per due anni dovrà essere  il Direttore del locale Ufficio Postale.
Alberto vede nel Meridione d’Italia la patria di rifiuti, camorra, disagi sociali, povertà e criminalità ed associa senza deroghe questi fenomeni alle relazioni personali, ma sono proprio i pregiudizi, la mentalità, le abitudini e i punti di vista, ad ostacolare, almeno all’inizio, una sua felice integrazione.
Nel film sono numerosi i riferimenti gastronomici ed una delle scene più divertenti è quella che vede Claudio Bisio ed Alessandro Siani girare per il paese, tentando inutilmente di rifiutare i caffè e i limoncelli offerti dalla gente del posto, una scena molto spassosa poiché, tra tante iperboli, risulta essere assolutamente vera.

Alessandro Siani

E veniamo alla prima colazione di Mattia, unico figlio maschio, coccolato e servito e riverito dalla tipica mamma meridionale, interpretata da Nunzia Schiano, e, che ogni mattina gli prepara lo zabajone con le uova fresche e la merenda da portare in ufficio.

Ma c’è un’altra scena che merita attenzione ed ancora una volta protagonista è la madre di Mattia, la mitica signora Volpe, che passa gran parte del suo tempo in cucina, è lei ad accogliere, per la prima colazione, un’inorridito Claudio Biso, con un grembiule imbrattato di sangue ed un coltellaccio in mano, solo in seguito la scena si sposta sul recipiente dove la signora sta sbattendo una appettitosa crema di cioccolata, che soltanto alla fine si scopre essere sanguinaccio, e ovviamente Alberto (che e’ abituato ad una colazione leggera a base di te al latte, yogurt magro e qualche fetta biscottata), è costretto a mangiare, con una perentoria intimazione, naturalmente in dialetto napoletano: Avita mangia’, con traduzione simultanea in italiano, offerta dallo stesso Mattia.
E’ anche un dato di fatto che, qui a sud, non facciamo la prima colazione con il sanguinaccio di maiale, essendo più un piatto della tradizione carnascialesca, ma è ancora più vero che la Invernizzi Gim ne esce

Claudio Biso presenta all'Accademia del Gorgonzola la mozzarella di bufala campana

davvero male nel confronto con la Mozzarella di Bufala di Battipaglia (che, per sua fortuna non si può acquistare con estrema faciltà in tutta Italia come invece accade per il gorgonzola), Gorgonzola, che comunque esce ancora una volta abbondanemente annientato nel confronto con il famosissimo puparuolo mbuttunato, gloria della tavola partenopea, e menzionato in una divertente diatriba di Mattia e sua madre su quanto possa essere nettamente più buono e saporito “o’ puparuolo”

La pellicola, offre allo spettatore le calde nuance del nostro Cilento e la gastronomia più tipica e tradizionale
Elementi messi ben in evidenza e, che caratterizzano la nostra terra, nel film originale francese l’ambientazione era il Nord-Pas de Calais, e qui corrispettivi campani ne prendono degnamente il posto, e, così i formaggi francesi diventano mozzarelle di bufala, birre e superalcolici si trasformano in caffè e limoncelli, fuochi pirotecnici e folklore campano sostituiscono i tradizionali carillon delle torri campanarie.
Pure i preconcetti geografici e culturali riescono a divenire delle gradevoli sorprese.
Insomma, se non lo avete ancora visto? Cosa Aspettate?

Angie Cafiero

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Invito a pranzo da Totò Peppino e i fuorilegge

Peppino e Titina De Filippo con Totò

Con la complicità di Peppino, Totò si finge rapito ed ottiene dalla moglie un riscatto di cinque milioni, ma la verità viene a galla quando i due vengono visti in televisione pasteggiare e bere champagne in un night club.
Tornato a casa viene veramente rapito da Ignazio “il torchio” ma non viene creduto da nessuno.
Sua figlia Valeria e Alberto sulle traccie di Ignazio liberano Totò promettendo al bandito un’intervista che gli darà la celebrità.

I due giovani si sposano e Totò cacciato di casa finisce col fare il garzone nella bottega dell’amico Peppino.
fonte: www.antoniodecurtis.com

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Tano da morire: Nino d’Angelo e la Vucciria

La Vucciria di Renato Guttuso

La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo, si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all’interno del mandamento Castellammare.

Bucceria
deriva dal francese boucherie che significa macelleria. Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato “la Bucciria grande” per distinguerlo dai mercati minori.

In dialetto siciliano “Vuccirìa” “Confusione”.

Oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniati) è uno degli elementi che, maggiormente, caratterizza questo mercato palermitano.

È impossibile descrivere tutti gli odori caratteristici che pervadono il posto, anche se il tipico odore di pesce risulta certamente il più intenso.

Muovendosi all’interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette del mercato della Vucciria si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina siciliana; le coloratissime bancarelle traboccano di cassette di legno che, grazie ai colori della mercanzia, si trasformano in scrigni ricolmi dell’oro dei limoni, dell’argento delle sarde fresche e salate, del bronzo delle olive e del corallo dei pomodori essiccati.

Spettacolari le piramidi di cuccuzzedde, di broccoli verdi, di mazzi di tenerumi. In estate la scena di questo grande teatro di strada vede trionfare come assoluti protagonisti i muluni d’acqua e le grandi angurie con il ventre affettato e messo a nudo.

E cosa dire delle mille erbe aromatiche assolutamente indispensabili per la riuscita dei nostri piatti regionali più gustosi: l’addauro (alloro), il basilico, il prezzemolo, l’origano, il finocchietto selvatico ed i capperi di Pantelleria; esposte come piccoli tappeti orientali da preghiera, le cassette basse e larghe traboccano di uva passolina, ingrediente fondamentale per la pasta con le sarde e il pesce stocco a ghiotta, di mandorle sgusciate, noccioline croccanti, noci dalla buccia ruvida e pistacchi dolci e salati.

Il variegato mondo dei pesci, poggiato su letti di ghiaccio tritato, è rappresentato da gamberi, orate, scorfani, tonni, pescespada, polpi, seppie e grossi calamari.

Nelle pentole bollenti vengono tuffati i polipi bolliti, conditi a fine cottura con soltanto una spruzzata di limone. Le sarde salate vengono pulite davanti agli occhi dei clienti. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle.
Liberamente tratto da Wikipedia

Renato Guttuso la immortalò in un suo celebre dipinto del 1974 e donato nel 1976 al Palazzo Chiaramonte, detto Steri, sede dell’Università degli Studi di Palermo.

Nel 1997 per la regia di Roberta Torre milanese trapiantata a Palermo, esce nelle nostre sale cinematografiche Tano da morire un musical interamente dedicato alla mafia ma anche allo stile di vita siciliano, visti in un’ottica di allucinazione e con numerosi risvolti grotteschi.
La pellicola, interpretata da un centinaio di palermitani non professionisti, narra la storia di Tano Guarrasi, boss palermitano di quartiere ucciso nel 1988 da un sicario dei corleonesi, e delle sue quattro sorelle zitelle.

Il film ottiene nel 1998 il prestigioso David di Donatello ed il Nastro d’argento .

Nino d’Angelo e’ l’autore della colonna sonora, che ottiene il David di Donatello, come miglior musicista, “o’ rap ‘e tano” e’ il tema principale del film con un video interamente ambientato nel coloratissimo mercato della vucciria.

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Intervista Gastronomica a Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo ha 47 anni, è napoletano, e si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sul rapporto fra i Borboni e i filosofi napoletani alla fine del 1700.
Fra il 1979 ed il 1993 è stato programmista regista e direttore artistico di emittenti radiofoniche come Radio Kiss Kiss Network, Kiss Kiss Italia e Kiss Kiss Music.
Fra il 1983 ed il 1985 ha lavorato come programmista regista a RAI Stereo UNO.
Dopo aver messo in scena due spettacoli (nel ’93 “Escursione a Normalindi”, e nel ’94 “Primo taglio”) per la produzione del Teatro Sancarluccio di Napoli, nel ’95 è uno dei vincitori del Laboratorio di Drammaturgia del Piccolo Teatro di Milano con “Neroluce” che viene rappresentato al Teatro Studio di Milano nella forma di “mise en espace” per la regia di Roberto Graziosi il 9 maggio del ’95.
Ricordiamo “La Camorra sono io” che ottiene la Menzione Speciale alla XXI edizione del Premio Letterario Elsa Morante, un atto unico per sei personaggi portato in scena da Agostino Chiummariello

La poliedricità e la bravura del nostro Roberto, ed il suo corposo, saporito e variegato curriculum potrete continuare a leggerlo nelle pagine del suo sito, poiche’ io da appassionata gastronoma mi sono limitata ad intervistarlo solo “gastronomicamente”

Angie – Quando conta una buona alimentazione per uno scrittore come te?
Roberto – Una buona alimentazione conta ma, confesso, che essendo spesso con la testa fra le nuvole mi faccio prendere dalla pigrizia e se non c’è qualcuno che cucina per me sono pronto ad andare avanti a stracchini e orrori di questo genere.
Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Roberto – Si, ci ho pensato. Mi capita di pensare ad una cena o ad un pranzo nel quale si scoprono delle cose. All’interno di una famiglia o fra amici. Proprio di recente sto pensando ad una piece teatrale sul risorgimento che avrebbe come ambientazione surreale una macelleria. Risorgimento=Macello. Sto cercando una sorta di elenco di pezzi di carne con annesse ricette per ogni singolo pezzo di carne.
Angie – Mi racconti delle tue esperienze lavorative ?
Roberto – Ho lavorato per anni a Radio Kiss Kiss (dal 79 al 93). Ho lavorato in RAI sempre come speker e come programmista regista. Oggi scrivo per il teatro e per il cinema.
Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare se sì, dove?
Roberto – Mi piace molto il ristorante “I Primi” a Napoli, dalle parti di Mergellina. Amo molto anche Steak House al Vomero.  “Il Rifugio” a Castel di Sangro, L’Alosclub e Bobò a Pozzuoli.
Angie – Sei mai stato a dieta? Te lo chiedo perche’, la dieta e’ un problema che mi perseguita da una vita intera 🙂
Roberto – Io sono a dieta da quando sono nato. Se apro un pò più la bocca, prendo peso. Considera che dal 2006 ad oggi ho perso 23 chili. Che tristezza!
Angie – Un po’ come quando io guardo il cibo e lo annuso, che me lo ritrovo all’improvviso sui miei fianchi e sulle mie tette 😀
Angie– Carne o pesce?
Roberto – Se proprio devo scegliere, carne. Sono assolutamente carnivoro.
Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Roberto – Io sono decisamente cannolo. Duro fuori e morbido dentro.
Angie – Vini?
Roberto – Non sono un esperto di vini ma penso che sarei un Fiano di mastroberardino. Un bianco.
Angie – Il tuo punto debole?
Roberto – Il mio punto debole è la mia fragilità interna. Spesso non sono convinto dei miei mezzi.
Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? e quello che ti piace mangiare?
Roberto – Fra i pochi piatti che so fare c’è il coronello con i pomodorini del piennolo. Quello lo so fare bene.
Angie – Come ti definiresti a tavola?
Roberto – Mi definirei un “piluccatore pentito”. Sto lì, mi prometto di non mangiare molto ma poi chiacchiero, discuto e intanto pilucco. Poi mi pento.
Angie – Di cosa sei più goloso?
Roberto – Amo molto la pasta al forno: quella alla siciliana più di tutto.
Angie – Non puoi vivere senza ?
Roberto – Lo dico? Amo non solo la pasta al forno ma anche le “schifezze” fritte. Gambari e calamari per esempio…patate (che non posso mangiare mai), il latte condensato della nestlè, la nutella (cose che non compro mai perchè durano fra i 2 e i 3 minuti al massimo)
Alla fine, tirando le somme, non posso vivere senza pasta. In particolare, linguine.
Angie – Quanto secondo te conta una buona cena, o anche il saper cucinare nel sedurre una donna?
Roberto – Nè più nè meno..Secondo me serve moltissimo. Ho un amico che riesce a sedurre proprio grazie alla sua capacità di sapere cucinare molto bene. Io, che sono una schiappa, devo fare sempre l’intellettuale o il poeta e secondo me è una cosa molto molto più faticosa.
Angie – l’ultimo libro che hai letto?
Roberto – Quando scrivo, di solito, non leggo. Amo i classici. In questo periodo sto leggendo libri storici sulla conquista del sud da parte dei colonialisti piemontesi.
Angie – Hobby?
Roberto – Il calcio. Amo molto il calcio.
Angie – A proposito di calcio, tifi Napoli??
Roberto – Azzz…ma fai domande imbarazzanti!!!! No, non tifo Napoli, sono juventino ma, attenzione, poichè non mi sento minimanente italiano, per me, tifare Juve, è come tifare per una squadra straniera.
Angie – Qual è il tuo sogno più grande?
Roberto – Il mio sogno più grande, in questo momento, è un pò di serenità e pensare un pò più lentamente. Ho il sogno di un buon avvenire per i miei figli.
Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Roberto – Dicono che la mia prudenza non è pari alla mia creatività e al mio talento e questo è un problema.
Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Roberto – Una cuoca è assolutamente da sposare!!!!

La ricetta del coronello di Roberto

La ricetta…beh, c’è il coronello che mi piace. Mezzo chilo di coronello già bagnato e tagliato in pezzi. Tre cucchiai d’olio con uno spicchio di aglio. Quando l’aglio è biondo, aggiungere almeno dieci pomodorini vesuviani già tagliati. Aggiungere poi i pezzi di coronello. Laciare il tutto a cuocere girando ogni tanto. Togliere il coronello quando la pelle si è del tutto staccata, aggiungere sale e molto molto peperoncino.

Il coronello a napoli o “coronello di stock” e’ il dorso dello stoccafisso mentre la ventresca viene detta semplicemente stock (stoccafisso), mentre nel baccala’, il dorso vienechiamato “mussillo di baccalà” e il rimanente resta solo baccalà!

Ingredienti
– 1/2 kg di coronello gia’ bagnato e tagliato in pezzi
– 1 spicchio d’aglio
– 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
– una decina di pomodirini vesuviani
Escuzione:
Soffriggere l’aglio nell’olio extravergine d’oliva, quando questo si sarà imbiondito aggiungete i pomodorini del vesuvio gia’ tagliati, unite i pezzi di coronello, lasciate cuocere, rimastando ogni tanto.
Quando la pellicina si sara’ staccata dal coronello, regolate di sale ed aggiungete il peperoncino.
Servite caldo.

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