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La Scazzetta di Pasquale Schettino

giovedì, 19 agosto 2010

Pasquale Schettino

Pasquale Schettino, è un mio caro amico,  giovanissimo ed eclettico chef, in forza al Crowne Plaza Hotel di Castellammare di Stabia come responsabile del settore pasticceria e che collabora da anni, con il notissimo Funzionista di Sorrento.
Pasquale si e’ diplomato all’Istituto Alberghiero Raffaele Viviani di Castellammare di Stabia, e da anni, con grande professionalità e dopo essersi diplomato ha intrapreso questo difficile mestiere, in cui gli ingredienti essenziali oltre alla professionalità, sono estro, creatività e fantasia peculiarità che non mancano al mio carissimo amico.

Riprova di ciò e la sua ricetta della scazzetta che e’ abbinata ad una particolare bevanda…
Scazzetta al Caffè e Bevanda degli dei e salsa al caramello.

Ingredienti:
Per la “scazzetta”:
Pasta frolla
- 1 kg di burro
- 2 kg di farina
- 750 gr di Zucchero
- 150 gr di tuorli 150
- 200 gr di latte
- arancia, limone
- 1 cucchiaino
- sale
- vaniglia
- ammoniaca o bicarbonato

Esecuzione: montate burro e zucchero aggiungete i tuorli e subito dopo il latte, unite ancora il cucchiaino di miele, la vanillina, le scorze di limone e di arancia , l’ammoniaca ed infine il pizzico di sale e per ultima incorporatevi la farina.
Fate riposare questo impasto in frigo almeno 3 ore dopodiche tiratelo con l’aiuto di un mattarello
Foderate degli stampini e fate cuocere in forno a 180 ° fino a quando non raggiungano una perfetta colorazione
Per il pan di spagna
- 10 uova 1
- 270 gr di zucchero 1
- 240 gr di farina 2
Esecuzione:
Montate le uova con lo zucchero fino a quando non avrete raggiunto un impasto morbido e schiumoso a quel punto, settacciandola, aggiungete la farina.
Infornate a 170 gradi e lasciate cuocere per circa un ora.

crema burro al caffè
Ingredienti:
- gr 375 zucchero
- gr 125n acqua
- 2 uova
- gr 625 burro
- estratto di caffè q.b.

Esecuzione: Montate le uova, preparate uno sciroppo con acqua e zucchero, portandolo a “cottura a pallina”  (perchè se la toccate  leggeremente con il dito indice e poi strofinate con il pollice, lo zucchero assume la consistenza di una pallina).

Versate lo sciroppo a filo sulle uova montate e continuare a montare a velocità elevata, ed aggiungete quando la crema si è raffreddata il liquore a caffè e l’estratto di caffè.

Scazzetta al caffè di Pasquale Schettino

Montaggio del dolce:
Tagliate un disco di pan di spagna sottilissimo e del diametro della supporto di pasta frolla di frolla, bagnatelo con caffè espresso amaro e freddo, aggiungete e riempite i supporti sino all’orlo di crema al burro, diluite la glassa di zucchero fondente e caffè estratto con un goccio di acqua e glassatene le “scarzette”.
Mettete in frigo e servite a temperatura ambiente

Bevanda degli dei
Ingredienti:
- 350 gr di latte gr 350
- gr 50 di panna
- gr 170 di cioccolato fondente
- 15 gr di caffè macinato

Bollite il latte e la panna e versate sul cioccolato e caffè.

Per il cioccolato da decorazione.
Nel freezer custodite sempre un contenitore alto e stretto con dell’anice e liquore al caffè.
Sciogliete nel microonde del fondente aromatizzatelo con caffè macinato.
Con l’aiuto di una sàc a poche versate il cioccolato nel liquore freddo, formando un nido.

La Scazzetta del Cardinale

giovedì, 19 agosto 2010

Zucchetto Cardinalizio

La “Scazzetta” in dialetto napoletano altri non e’ che il copricato indossato dagli alti alti prelati, Vescovi e Cardinali, ed il nome lo si deve appunto a detto copricapo di un bel color rosa quasi tendente al fuxia che nel dolce in questione viene realizzato frullando le fragole.
Sull’etimologia di detto termine “Scazzetta” mi viene in aiuto il caro amico Lello Bracale, esperto e cultore della lingua napoletana che mi racconta quanto segue:


Il s.vo f.le scazzetta = piccolo copricapo da prete, vescovo, cardinale etc. – papalina – zucchetto deriva il suo nome per il fatto che originariamente era portata schiacciata (scuzzata) sul cozzetto (parte inferiore della nuca; da cuzzetto unito con scuzzà=schiacciare derivò scuzzetta donde scazzetta!

Se cercate in rete, molti dei siti dedicati a questa prelibatezza raccontano che la Pasticceria Pantaleone di Salerno, sia il luogo in cui e’ nata la scazzetta.
Mario Pantaleo e’ l’attuale titolare del locale sito nel centro storico di Salerno in via dei mercanti, e suo nonno nel 1920 le ha dato la paternita’:

- “non come torta ma come pasta vera e propria”
Semplice: pasta frolla, pan di spagna, crema chantilly, fragoline di bosco e glassa di fragole”
L’etimologia della scazzetta? “Il colore del dolce è rosa come il copricapo del cardinale”

fonte Salernocity

Vi e’ anche la versione sorrentina, che non ha la base di pasta frolla, qui molte pasticcerie preparano una torta di pan di spagna, farcita con crema chantilly alle fragole, ricoperta di zucchero a velo e che viene chiamata “Torta Veneziana”
Esiste una variante di questo dolce,  al caffe’.

Ingredienti:
per il Pan di Spagna:
- 6 uova
- 5 cucchiai di farina
- 5 cucchiai di zucchero
- 2 cucchiai di fecola di patate
- 1 bustina di lievito
per la Pasta Frolla:
- gr 500 farina
- gr 250 zucchero
- gr 250 burro o margarina
- 5 rossi di uova
- un pizzico di sale
- una buccia di limone
la Crema chantilly:
- gr 250 di panna montata
- due cucchiai di zucchero a velo
la Crema Pasticciera:
- 1/2 litro latte
- gr 50 fecola di patate
- gr 200 zucchero
- sei rossi di uova
- buccia di limone
- gr 20 burro
- una bustina di vaniglia
per la decorazione:
- un bicchiere di liquore strega o in alternativa liquore alle fragoline
- gr 300 fragoline di bosco
- gr 50 fragoloni
- gr 100 zucchero in polvere

Esecuzione:

Preparate la pasta frolla: impastate il burro con lo zucchero aiutandovi con un robot da cucina, per velocizzare i tempi di preparazione, quando

avrete ottenuto un composto omogeneo incorporatevi le uova una alla volta; lavorate bene, fino a quando non avrete incorporato tutte le uova quindi aggiungete gli aromi ed, infine, la farina.
Quando l’impasto risulterà liscio ed omogeneo, formate una palla e lasciatela riposare per circa mezz’ora in frigo.

scazzetta del cardinale

Scazzetta del Cardinale

Nel frattempo preparate il pan di spagna: mettete i tuorli, lo zucchero ed un pizzico di sale in una terrina e, con l’aiuto di una frusta, sbattete il tutto per almeno 15 minuti, sempre in senso orario, fino ad ottenere un composto spumoso, gonfio e di color giallo chiaro.
A questo punto aggiungete la farina, la fecola di patate e la bustina di lievito mescolate insieme, aggiungendole al composto aiutandovi con un setaccio, questo per evitare la formazione di grumi. Rimestate il tutto con un cucchiaio di legno, aggiungete i bianchi montati a neve ferma con una frusta a mano facendo attenzione a non smontare il composto.
Imburrate ed infarinate una tortiera, foderatela con uno strato sottile di pasta frolla che dovrete bucherellare con una forchetta perché non si deformi durante la cottura, versateci l’impasto del Pan di Spagna e cuocete in forno a 180° per una quarantina di minuti.
Preparate la crema: fate bollire il latte con la buccia di limone e la vanillina, e, in una terrina con una frusta lavorate i tuorli con lo zucchero ed un pizzico di sale, incorporatevi poco alla volta la farina setacciata, sempre continuando a mescolare con la frusta.
Una volta amalgamato il tutto, aggiungete il latte, senza mai smettere di mescolare.
Versate il composto in un pentolino e ponete sul fuoco a fiamma bassissima, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno per evitare che la crema si attacchi sul fondo e possa formare grumi.
Continuate la cottura, sempre rimestando, fino a quando la crema non si addenserà. Ci vorranno circa 15-20 minuti.
Trascorso il tempo, togliete dal fuoco ed aggiungete il burro.
Mescolate finchè non si sarà sciolto del tutto.
A questo punto versate la crema in una terrina e lasciatela raffreddare.
Preparate la crema Chantilly: in una terrina versate la panna fredda e aggiungetevi lo zucchero a velo. Montatela con l’aiuto di uno sbattitore. Incorporate delicatamente la panna alla crema usando una frusta a mano con un movimento dal basso verso l’alto.
Raffreddate e poi tagliate la parte superiore del Pan di Spagna ricavandone uno strato sottile bagnate con il liquore strega il rimanente Pan di Spagna che si trova all’interno dell’involucro di pasta frolla e spalmatelo con la crema.
Distribuite sulla crema due terzi delle fragoline, coprite con il sottile disco di Pan di Spagna (che non andrà bagnato).
Preparate la glassa frullando le rimanenti fragole con lo zucchero a velo un poco per volta formando una glassa piuttosto consistente che verrà spalmata sulla torta.

Scazzettine al Caffè

giovedì, 19 agosto 2010

Scazzetta al Caffè

I monasteri, nella nostra regione hanno sempre custodito, antiche  ricette per la realizzazione di vere ghiottonerie che venivano preparate dalle magistrali mani delle monache di clausura.
Queste “scazzettine” ne sono la prova dove l’aroma del caffè dosato ad arte accarezza le papille e rinfranca lo spirito.

Ingredienti
:
Per la pasta frolla:
- gr 200 di farina
- gr 100 di zucchero
- gr 100 di burro
- 1 uovo
- vanillina
Per il ripieno:
- gr 50 di burro
- 1 dl di crema pasticciera
- caffè solubile due cucchiaini
Per la glassa:
- gr 100 di zucchero a velo
- 1 cucchiaio di caffè forte
- chicchi di caffè q.b.

Esecuzione
:
Prepare al solito modo la pasta frolla, con questa fodererete degli stampini, che metterete al forno punzecchiandone il fondo.
Preparate una crema al burro nel seguente modo: tagliate il burro a dadini e lasciatelo fuori dal frigorifero in modo che si ammorbidisce.
Montatelo aiutandovi con una frusta elettrica e quando avrà raggiunto una consistenza spumosa unitelo ad un decilitro di crema pasticciera e al caffè solubile.
Riempite i fondi di pasta frolla con questa crema e ricopriteli con una glassa al caffè.
Per la glassa: Fate sciogliere a temperatura ambiente lo zucchero con il caffè forte e stendetela sulla superfice dei dolcetti ed al centro poggiate un chicco di caffè, lo zuccherò si rapprenderà presto.

Gnocchi alla Sorrentina

sabato, 31 luglio 2010

Gnocchi al pomodoro

Diffusi in tutto il mondo e di origine antichissima  presentano differenze notevoli sia per la forma che per ingredienti con cui vengono realizzati: farine di riso, di frumento, di semola,  con patate, con mandorle, con pane secco, tuberi o verdure vario genere.

A Roma, vengono preparati con il semolino e sono detti appunto gnocchi alla romana,  e spesso, in base alla tradizione locale/regionale molteplici sono gli ingredienti impiegati.

Possono essere serviti come primo, come è tradizione in quasi tutto il nostro Paese,  come piatto unico o come contorno. Quest’ultimo caso è più frequente per i knödel centreuropei.

L’impiego di peculiari ingredienti ne determinava la differente colorazione: ad esempio la bietola e gli spinaci erano  utilizzati per preparare gli zanzarelli di colore verde,  mentre quelli gialli,  aggiungevano polpa di  zucca o zafferano.

Ed arriviamo nel Seicento quando subirono un lieve cambiamento nel nome e nella preparazione.

Vennero chiamati malfatti ed in alternativa alle mandorle e al pane venivano aggiunte farina, acqua e uova, quelli bianchi,  venivano  invece impastati con carne di pollo tritata, ed erano di color arancio, quando venivano preparati con carote.

Ma quelli di patate sono senzaltro i  più diffusi e rinomati nel nostro paese, e a partire dal 1880 si diffusero a macchia d’olio.

La loro storia ha inizio quando vennero importate in Europa le prime patate provenienti dal Nuovo  continente.

Gli altri tipi di gnocchi fecero la loro comparsa  dapprima nei banchetti rinascimentali della Lombardia; venivano impastati con mollica di pane, latte e mandorle tritate e venivano chiamati zanzarelli.

Ferdinando Galiani

A Napoli sono conosciuti nella forma dialettale di strangulaprievete e,  si racconta questo anneddoto, anche se, non sappiamo quanto sia attendibile poichè sul Galiani e su qualche altro prelato come il Perrella, si raccontano una infinità di storielle, forse perchè non tutti questi abatini riscontravano grosse ed immediate simpatie.

Sull’origine etimologica del nome Strangulaprievete, tra le  più dotte e ricercata, vi è quella che ci racconta Nicola Vottiero, egli presuppone, che questo termine napoletano, discenda direttamente dal greco e più precisamente da queste due locuzioni, che trascrivo in lettere del nostro alfabeto:  strangulos e preptos

Il termine napoletano, sarebbe l’unione di queste due parole greche che significano un corpo rotondo e sferico.

Ma la scaltrezza partenopea ci è ben nota per cui, e potrebbe anche darsi che alluda all’appetito clericale, data anche la consistenza dello gnocco o strangulaprieveto, che se mangiato in fretta si ferma in gola e potrebbe strozzare.

La  mia preparazione degli gnocchi,  prevede l’impiego di una patata per ogni commensale, una volta lessate queste vanno pelate e schiacciate con uno schiacciapatate,  lavorate  su un ripiano ampio fino a quanta farina  queste  riescono ad assorbire.

Il risultato dovrà essere un impasto elastico ed omogeneo,  da cui staccherete dei pezzetti e li lavorerete  col palmo delle mani in modo da ricavarne dei bastoncini sottili della grandezza di un dito.

Tagliate questi bastoncini in pezzetti di circa 2 cm di lunghezza, che rotolerete sui rebbi di una forchetta, o anche di una piccola grattugia, in modo da incavarli, affinchè possano accogliere più salsa ed essere dunque  più saporiti.

Gettateli in acqua salata e saranno cotti non appena rimonteranno a galla.

La scelta del condimento si presta ad infinite interpretazioni: con il classico Ragù napoletano, con burro fuso, salvia e parmigiano, o con un semplicissimo sugo a base di pomodoro e basilico, ed aggiunta di mozzarella a dadini, (questi vengono chiamati appunto, alla sorrentina) preparati nelle ciotoline “di coccio” e gratinati al forno risultano essere ancora più saporiti, anche con panna,  salmone e rughetta a seconda del vostro gusto ed estro creativo.

Nella città di Roma, gli gnocchi rappresentano il piatto tradizionale del giovedì, seguendo il detto “Giovedì gnocchi”Venerdì pesce (o anche “ceci e baccalà”), “Sabato Trippa”.

Ancora sopravvivono antiche hostarie e trattorie dove si segue la tradizione. Noto è il detto “Ridi, ridi, che mamma ha fatt’ i gnocchi” (usando la “i” come articolo, e non “gli” come vorrebbe la grammatica; il proverbio sottolinea l’importanza del giovedì come giorno  semifestivo, che necessita d’un piatto elaborato e gustoso e che anticipa quello di magro del giorno successivo.

In varie città la tradizione degli gnocchi varia,  infatti al sud il giorno tradizionale degli gnocchi conditi con sugo di carne ed un pizzico di mozzarella a cubetti sciolta (es. Napoli, “Gnocchi alla sorrentina”) è la domenica.
Di tutte queste prelibatezze oggi vorrei segnalarvi gli gnocchi alla sorrentina, un piatto semplice ma molto gustoso.

Per preparare questa prelibatezza, innanzitutto, occorre lavorare l`impasto per gli gnocchi.
Preparazione degli Gnocchi:

* patate (possibilmente farinose per mantenere il composto più morbido)
* farina
* sale

Le patate vanno lavate per bene, messe in una pentola coperte d`acqua e portate ad ebollizione.

Gnocchi passati sui rebbi della forchetta

Non appena le patate sono pronte, bisogna passarle ancora calde nello schiacciapatate; il purè così ottenuto va lavorato poi con la farina e un po` di sale, fino ad ottenere un composto morbido e liscio. A questo punto il composto va diviso in più parti da cui si formeranno tanti piccoli cilindri.

I cilindri vanno poi tagliati a pezzetti; se si desidera ottenere degli gnocchi lisci il procedimento si interrompe qui, se invece si desidera preparare i cosiddetti gnocchi rigati (che nel nostro caso sono più indicati perché i solchi raccolgono più sugo) allora c`è bisogno o di un assicella rigagnocchi o semplicemente di una forchetta contro cui andiamo a schiacciare gli gnocchi.

Gli gnocchi vengono poi cotti in una pentola con abbondante acqua salata e appena iniziano a salire a galla li si raccoglie con una schiumarola.
Preparazione del condimento:

Per il condimento occorrono:

* salsa di pomodoro
* mozzarella
* parmigiano
* basilico

Una volta cotti gli gnocchi vanno versati in una pirofila, conditi con una parte della salsa e una parte del parmigiano, amalgamando bene il tutto.

La superficie degli gnocchi va poi ricoperta con la salsa e il parmigiano restanti e la mozzarella tagliata a pezzetti.

Gli gnocchi vanno lasciati gratinare in forno a circa 200° e in ultimo serviti guarniti da foglioline di basilico

Cianfotta sorrentina

sabato, 24 luglio 2010

Cianfotta Sorrentina

Cianfotta o ciambotta, preparazioni a base di verdure che richiamano,  negli ingredienti la famosissima ratatouille frncese e la rattatuja ligure, costituite essenzialmente da peperoni, melenzane, zucchini, patate e pomodori, ma anche fagiolini freschi, fiori di zucca, sedano, vengono servite tiepide o fredde,  sono piatti tipici della stagione estiva. In Sicilia questa preparazione viene chiamata caponata, da non confondere con quella che nella campania e’ una preparazione realizzata con le gallette o freselle, inumidite in acqua e condite con aglio, olio, basilico e pomodori o altri ingredienti disponibili.
Le verdure possono essere cotte al forno o stufate in una capace padella.
La versione sorrentina prevede l’aggiunta delle pere mastantuono e delle prugne secche
Ed in ogni caso, questo e’ un piatto che si presta a molteplici  variazioni sul tema, a seconda del proprio estro creativo e agli ingredienti disponibili sul mercato, e come diceva la mia nonna: cchiu’ ce miette cchiu’ ce truov, e cioe’ quanti piu ingredienti utilizzi piu ne troverai all’interno :-)

Cianfotta Sorrentina

Ingredienti:
- Olio D’oliva q.b,
- Peperoncino,
- 1 Cipolla,
- 1 Spicchio Aglio,
- gr 400 di Pomodori San Marzano,
- gr 300 di Patate,
- gr 200 di Carote,
- gr 400 Zucchine,
- gr 200 Zucca Lunga,
- 1 Melanzana,
- gr 300 Zucchette,
- 6 Prugne Secche,
- 6 Pere Mast’antuono (o Pere Spadone),
- Basilico,
- Sale q.b.

Esecuzione
Rosolare nell’olio la cipolla tagliata a fette sottili con il peperoncino e lo spicchio d’aglio, che eliminerete quando sarà dorato. Unite poi i pomodori pelati e tagliati a pezzi e lasciateli cuocere per circa dieci minuti prima di aggiungere le patate, le carote tagliate a dadini e un bicchiere d’acqua. Intanto sbucciate la zucca lunga e tagliatela a pezzetti; tagliate nella stessa forma anche le zucchine, le zucchette e la melanzana e unite ogni cosa nella casseruola.

Mettete il sale quasi al termine della cottura in modo che le verdure non perdano la lucentezza dei loro colori.

Lasciate cuocere a calore moderato per circa un’ora, senza mescolare troppo, aggiungete le prugne secche snocciolate e le pere (rigorosamente quasi acerbe) tagliate a pezzi.

Dopo circa quindici minuti la cianfotta sarà ben cotta,  completate, aggiungendo del buon basilico fresco e profumato.

Le deliziose di Grazia

venerdì, 2 luglio 2010

Le "Delziose"

Questo dolce partenopeo  è tra i più antichi, ed è presente sempre nelle vetrine delle pasticcerie napoletane, facendo bella mostra di se’, tra babà, cassatine, cannoli e choux; esistono anche nella versione mignon.
Questa e’ la ricetta di famiglia di Grazia, custodita in un preziosissimo quaderno e che si tramanda da almeno tre generazioni.
Con questa ricetta potrete preparare una quarantina di “deliziose”.

Pasta Frolla
Ingredienti
- gr 800 di farina
- gr 400 di sugna o burro
- gr 400 di zucchero
- 4 rossi d’uovo
- 1 pizzico di sale
- la buccia grattugiata di due limoni
- acqua o latte q.b.
- 1 pizzico di ammoniaca
- vanillina

NB: Le proporzioni tra gli ingredienti, possono essere cambiare: per ottenere una pasta frolla un po’ più secca si possono utilizzare uova intere anzichè solo tuorli.

Per aumentarne, invece, la friabilità si può aumentare la quantità di burro o quella dello zucchero.

Esecuzione
Procedere con l’impasto come x la pasta frolla, quindi formate dei dischi di 6/7 cm di diametro,adagiateli su una placca rivestita di carta da forno e cuocete in forno a 180° fino a doratura.
Sfornateli e lasciateli raffreddare.

Crema alla ricotta
Ingredienti
- 1 kg di ricotta
- gr 500 di zucchero
- 2 cucchiai di farina
- 1 bustina di vanillina
- cioccolata fondente
- la buccia di 1 limone grattugiato
- gr 150 di mandorle

Esecuzione:
Lavorate la ricotta aiutandovi con una forchetta, aggiungete la farina. la avanillina, la buccia di limone e lo zucchero, lavorate questa crema sul fuoco, fino a quando non comincia a sobollire, a quel punto spegnete il fuoco.
Lasciate raffreddare la crema, unitevi le mandorle tritate ed il cioccolato fondente a scaglie, se piacciono potrete aggiungere anche i canditi.

Farcite i dischi di pasta frolla con la crema, rotolate i bordi nella granella di nocciola e spolverate di zucchero a velo.

Tubetti totani e pomodorini “caerulea”

martedì, 22 giugno 2010

Il web, e’ grande ed immenso, si conoscono un sacco di persone, anche se,  ultimamente, internet ha sostituito alla grande la sala d’aspetto di uno strizza cervelli:-)

Ciro Vitiello e la Caerulea li ho conosciuti sul web, tramite Fabio

Caerulea vede la luce nel lontano 1975 ed e’ appunto il nome che Ciro ha scelto per la sua azienda.

I suoi sandali sono conosciuti in tutto il mondo: Capri, Positano, Ischia, Portofino, Forte dei Marmi, Porto Cervo, Panarea, Saint Tropez, Barcellona, Madrid, Sperlonca, Maratea.

Le tomaie son cucite a macchina, Ciro, non disegna il modello, ma assembla i materiali tra di loro, seguendo una sua idea e dando vita a delle creazioni veramente molto particolari.

Una passione incominciata per gioco, quando Angie, che non sono io, ma una sua amica di New York, mentre erano seduti sugli scogli di Fornillo, a Positano, gli chiese di creargli una borsa esclusiva, solo per lei, e, cosi nacque l’Angelo Blu, poi vennero i sandali, i capi in pelle, quel gioco continua ed e’ il suo lavoro

Lavoro che non potrebbe essere svolto al meglio e con passione se non ci fosse Mamma Maddalena ed i suoi splendidi tubetti con totani che cucina solo utilizzando le “pummarolelle” del suo giardino  ed un fantastico staff di collaboratori come:  Giuliana, Anna e Vincenzo ed i piedini e tutto il resto della bella Serena.

Ed a proposito di cucina credete che, se commissiono a Ciro un bel sandalo, con un soggetto culinario, non so, dei peperoncini rosso fuoco o dei limoni giallo verdi, sia in grado di realizzarlo? :-)

I Tubetti di Mamma Maddalena

E questa e’ la ricetta dei famosissimi tubetti con cui e’ cresciuto il nostro Ciro,  e,  se la mia e’ stata una generazione cresciuta a pane e nutella, la sua, invece, a “totani e tubetti” :-)

Totani e tubetti Caerulea

Ingredienti
- 400 gr di pasta formato tubettoni;
- pomodori freschi di giardino;
- aglio;
- totani freschi (mi raccomando non surgelati, se non li avete, cucinate altro, che questa non e’ arte vostra :-)
- olio extravergine di oliva
- sale e pepe

Eecuzione:
Il procedimento e’ semplicissimo, ma premetto che per la riuscita di questo piatto, occorrono prodotti genuini e di giornata, altrimenti o vi date all’ippica :-) o ripiegate su di un altro piatto!

Soffriggete l’aglio con l’olio, e se piace un peperoncino, aggiungete le “pummarolelle” di Giardino lavate e spezzettate con le mani, vate cuocere, ma non tirare, aggiungete i totani a pezzetti continuate la cottura. Il sugo non deve essere molto tirato, ma deve essere fresco di modo che si sentano i sapori di tutti gli ingredienti.

Ciro mi ha raccontato…io ho fedelmente trascritto :-) (continua…)

La Mozzarella in Carrozza

venerdì, 18 giugno 2010

Mozzarella in carrozza

Per la verità a casa mia, lo abbiamo sempre chiamato “pane in carrozza” ed il ricordo accompagna le mie giornate di bambina, quando mia madre, riutilizzava il pane raffermo per la preparazione di questa bontà.

Il tempo passa, ma mia madre continua a preparare la mozzarella in carrozza, o pane in carrozza, soprattutto per i miei nipoti che ne sono ghiottissimi.

La ricetta della mozzarella in carrozza che vi propongo è quella più diffusa e conosciuta, va però precisato che la versione originaria, quella della tradizione, utilizzava pane casereccio raffermo affettato e mozzarella rigorosamente di latte di bufala: quest’ultima, rispetto a quella vaccina, è più grassa e meno acquosa e quindi, aderendo meglio al pane, tende a colare meno.

Ingredienti
- 450 g circa di mozzarella
- 16 fette di pane raffermo alte circa 1 cm
- farina
- 2 uova
- latte
- olio per friggere
- sale q.b.

Esecuzione:
Tagliate la mozzarella in 12 fette più o meno uguali, per dimensione e altezza, alle fette di pane. Collocate una fetta di mozzarella tra le due di pane, premendo leggermente il tutto perché rimanga compatto.
Procedete allo stesso modo per tutti gli altri tramezzini.
Infarinateli ed immergeteli nelle uova che avrete sbattuto insieme con un dito di latte e una presa di sale. Fate in modo che si inzuppino bene nell’uovo, assorbendolo in modo uniforme.
Fate scaldare abbondante olio in una padella; quando sarà caldissimo, tuffatevi i tramezzini, due o tre alla volta per non abbassare la temperatura dell’olio, e cuoceteli finché saranno ben dorati.
Passateli su carta assorbente da cucina in modo da eliminare l’unto in eccesso e serviteli immediatamente.

Coviglie

mercoledì, 5 maggio 2010

Matilde Serao

Alla stessa famiglia dello spumone e dello zuccotto appartiene la Coviglia.

Gia’ la scrittrice Matilde Serao la descriveva nel suo libro Paese di Cuccugna.
Un tempo si vendevano in bicchierini di alluminio, attualmente sostituiti da quelli di plastica, con coperchietto.
Sono ad un sol gusto ma la classica è al cioccolato o alla nocciola o al caffè o ancora alla fragola.

È nel 1700,  quando il gusto delle dame di «buon garbo » sensibili e disappetenti esige diete leggere e carezzevoli,  voluttuose,  morbide e dolci, che due oggetti di lusso, di delicatezza e di gusto in Italia portano il vanto in tutta Europa: «liqueurs d’Italie, glaces à l’itaienne» vogliono  gli stranieri.

La città di Napoli è rinomata per i gelati e per i sorbetti.

Coviglia al caffè

Ingredienti:

Per la crema pasticciera:
- latte gr 250
- farina gr 20
- zucchero gr 50
- 2 tuorli d’uovo
- buccia di 1 limone.
- Caffè forte 4 tazzine
- panna montata dl 2
- caffè tostato in chicchi q.b.

Esecuzione
Raffinata e vellutata è questa coviglia al caffè. Alla voluttuosa crema pasticciera unite del caffè molto concentrato e fragrante, poi la panna montata, mescolando molto delicatamente. Ponete la crema cosìottenuta in piccole coppette di porcellana o di cristallo, decorate al centro le coviglie con un chicco di caffè e lasciatele ben freddare in frigorifero,
per qualche ora, finché le coviglie non assumano la loro consistenza di deliziosi semifreddi spumosi.
(continua…)

Lo spumone

martedì, 4 maggio 2010

Renato Carosone

Vuo’ ‘o cuppetto o vuo’ o spumone? Chello ca costa ‘e cchiù! Pe’
ricordo ‘e sta jurnata,dint’ ‘a villa ce hanno fatt’ ‘a foto… Vo’ ‘o

pallone, vo’ ‘o babbà….

E questa e’ una strofa della canzone Io Mammeta & Tu, portata al Successo dal grande Renato Carosone, in cui si fa un piccolo accenno a questa prelibattezza
fiore all’occhiello dei gelatieri napoletani e palermitani, anche se questa preparazione la si può trovare in altre zone dell’Italia meridionale.
Sono la quintessenza dei gelati, di cui è indiscussa regina è la cassata alla siciliana.

Sono composti di una copertura di una consistente crema gelata di gusti diversi, che racchiude una spuma leggera spesso arricchita da canditi, mandorle tostate e pezzetti di cioccolato.
Tema ampio, offre infinite possibilità di esecuzione  e varianti.
Tra gli spumoni famosi, vanno citati il lattemiele
e fragole
del caffè Targiani di Napoli, oggi scomparso, e,  la testa di moro del gelatiere napoletano Fontana,  alla Torretta.
Per realizzare gli spumoni, occorrono degli stampi speciali lisci, rotondi, leggermente a cupola e provvisti di coperchio.
Prima di rivestirli (incamiciarli nel linguaggio dei gelatieri) di crema,  è indispensabile ghiacciarli tenendoli nel ghiaccio o nel reparto più freddo del frigorifero. Preparata la crema gelata per il rivestimento, la si addossa allo stampo, in uno strato di circa un centimetro e mezzo, con un cucchiaio o un apposito coltello da gelato, si versa poi la preparazione spumosa colmando bene il recipiente, si copre con un disco di carta bianca e con
il coperchio possibilmente a chiusura ermetica. Si pone poi lo stampo in un mastello con ghiaccio tritato e sale, seppellendolo sotto la coltre gelida, oppure nel congelatore,  lasciandovelo per almeno un paio d’ore.
Al momento di servirlo, asciugate perfettamente lo stampo, scoperchiatelo, scuotetelo con forza e capovolgetelo sopra un piatto ricoperto di carta.
Generalmente, con uno stampo normale, si ricavano quattro porzioni di spumone.

SPUMONE AL CIOCCOLATO
(TESTA Dl MORO)

Ingredienti:
- Gelato al cioccolato
- Panna montata
- Cioccolato in polvere

Esecuzione:
Preparate un ottimo gelato al cioccolato con una dose supplementare di cacao che ne accentuerà il sapore e il colore.
Incamiciate uno o più stampi da spumoni con il gelato al cioccolato e versate nel vuoto centrale panna montata addizionata a cioccolato in polvere dolcificato.
Gelate come già descritto.
Variante
Involucro esterno secondo la precedente ricetta. Invece di mescolare la panna montata al cioccolato in polvere, coloratela e profumatela con essenza di caffè.

SPUMONE LATTEMIELE E FRAGOLE
Ingredienti:
Preparate un gelato di fragole rivestitene uno stampo da spumone. Nel mezzo mettete panna montata alla vaniglia.
Variante
Date alla panna una leggera colorazione rosea, mescolandovi un poco di purea di fragole, meglio se di frutti di bosco.