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La Scazzetta di Pasquale Schettino

giovedì, 19 agosto 2010

Pasquale Schettino

Pasquale Schettino, è un mio caro amico,  giovanissimo ed eclettico chef, in forza al Crowne Plaza Hotel di Castellammare di Stabia come responsabile del settore pasticceria e che collabora da anni, con il notissimo Funzionista di Sorrento.
Pasquale si e’ diplomato all’Istituto Alberghiero Raffaele Viviani di Castellammare di Stabia, e da anni, con grande professionalità e dopo essersi diplomato ha intrapreso questo difficile mestiere, in cui gli ingredienti essenziali oltre alla professionalità, sono estro, creatività e fantasia peculiarità che non mancano al mio carissimo amico.

Riprova di ciò e la sua ricetta della scazzetta che e’ abbinata ad una particolare bevanda…
Scazzetta al Caffè e Bevanda degli dei e salsa al caramello.

Ingredienti:
Per la “scazzetta”:
Pasta frolla
- 1 kg di burro
- 2 kg di farina
- 750 gr di Zucchero
- 150 gr di tuorli 150
- 200 gr di latte
- arancia, limone
- 1 cucchiaino
- sale
- vaniglia
- ammoniaca o bicarbonato

Esecuzione: montate burro e zucchero aggiungete i tuorli e subito dopo il latte, unite ancora il cucchiaino di miele, la vanillina, le scorze di limone e di arancia , l’ammoniaca ed infine il pizzico di sale e per ultima incorporatevi la farina.
Fate riposare questo impasto in frigo almeno 3 ore dopodiche tiratelo con l’aiuto di un mattarello
Foderate degli stampini e fate cuocere in forno a 180 ° fino a quando non raggiungano una perfetta colorazione
Per il pan di spagna
- 10 uova 1
- 270 gr di zucchero 1
- 240 gr di farina 2
Esecuzione:
Montate le uova con lo zucchero fino a quando non avrete raggiunto un impasto morbido e schiumoso a quel punto, settacciandola, aggiungete la farina.
Infornate a 170 gradi e lasciate cuocere per circa un ora.

crema burro al caffè
Ingredienti:
- gr 375 zucchero
- gr 125n acqua
- 2 uova
- gr 625 burro
- estratto di caffè q.b.

Esecuzione: Montate le uova, preparate uno sciroppo con acqua e zucchero, portandolo a “cottura a pallina”  (perchè se la toccate  leggeremente con il dito indice e poi strofinate con il pollice, lo zucchero assume la consistenza di una pallina).

Versate lo sciroppo a filo sulle uova montate e continuare a montare a velocità elevata, ed aggiungete quando la crema si è raffreddata il liquore a caffè e l’estratto di caffè.

Scazzetta al caffè di Pasquale Schettino

Montaggio del dolce:
Tagliate un disco di pan di spagna sottilissimo e del diametro della supporto di pasta frolla di frolla, bagnatelo con caffè espresso amaro e freddo, aggiungete e riempite i supporti sino all’orlo di crema al burro, diluite la glassa di zucchero fondente e caffè estratto con un goccio di acqua e glassatene le “scarzette”.
Mettete in frigo e servite a temperatura ambiente

Bevanda degli dei
Ingredienti:
- 350 gr di latte gr 350
- gr 50 di panna
- gr 170 di cioccolato fondente
- 15 gr di caffè macinato

Bollite il latte e la panna e versate sul cioccolato e caffè.

Per il cioccolato da decorazione.
Nel freezer custodite sempre un contenitore alto e stretto con dell’anice e liquore al caffè.
Sciogliete nel microonde del fondente aromatizzatelo con caffè macinato.
Con l’aiuto di una sàc a poche versate il cioccolato nel liquore freddo, formando un nido.

La Scazzetta del Cardinale

giovedì, 19 agosto 2010

Zucchetto Cardinalizio

La “Scazzetta” in dialetto napoletano altri non e’ che il copricato indossato dagli alti alti prelati, Vescovi e Cardinali, ed il nome lo si deve appunto a detto copricapo di un bel color rosa quasi tendente al fuxia che nel dolce in questione viene realizzato frullando le fragole.
Sull’etimologia di detto termine “Scazzetta” mi viene in aiuto il caro amico Lello Bracale, esperto e cultore della lingua napoletana che mi racconta quanto segue:


Il s.vo f.le scazzetta = piccolo copricapo da prete, vescovo, cardinale etc. – papalina – zucchetto deriva il suo nome per il fatto che originariamente era portata schiacciata (scuzzata) sul cozzetto (parte inferiore della nuca; da cuzzetto unito con scuzzà=schiacciare derivò scuzzetta donde scazzetta!

Se cercate in rete, molti dei siti dedicati a questa prelibatezza raccontano che la Pasticceria Pantaleone di Salerno, sia il luogo in cui e’ nata la scazzetta.
Mario Pantaleo e’ l’attuale titolare del locale sito nel centro storico di Salerno in via dei mercanti, e suo nonno nel 1920 le ha dato la paternita’:

- “non come torta ma come pasta vera e propria”
Semplice: pasta frolla, pan di spagna, crema chantilly, fragoline di bosco e glassa di fragole”
L’etimologia della scazzetta? “Il colore del dolce è rosa come il copricapo del cardinale”

fonte Salernocity

Vi e’ anche la versione sorrentina, che non ha la base di pasta frolla, qui molte pasticcerie preparano una torta di pan di spagna, farcita con crema chantilly alle fragole, ricoperta di zucchero a velo e che viene chiamata “Torta Veneziana”
Esiste una variante di questo dolce,  al caffe’.

Ingredienti:
per il Pan di Spagna:
- 6 uova
- 5 cucchiai di farina
- 5 cucchiai di zucchero
- 2 cucchiai di fecola di patate
- 1 bustina di lievito
per la Pasta Frolla:
- gr 500 farina
- gr 250 zucchero
- gr 250 burro o margarina
- 5 rossi di uova
- un pizzico di sale
- una buccia di limone
la Crema chantilly:
- gr 250 di panna montata
- due cucchiai di zucchero a velo
la Crema Pasticciera:
- 1/2 litro latte
- gr 50 fecola di patate
- gr 200 zucchero
- sei rossi di uova
- buccia di limone
- gr 20 burro
- una bustina di vaniglia
per la decorazione:
- un bicchiere di liquore strega o in alternativa liquore alle fragoline
- gr 300 fragoline di bosco
- gr 50 fragoloni
- gr 100 zucchero in polvere

Esecuzione:

Preparate la pasta frolla: impastate il burro con lo zucchero aiutandovi con un robot da cucina, per velocizzare i tempi di preparazione, quando

avrete ottenuto un composto omogeneo incorporatevi le uova una alla volta; lavorate bene, fino a quando non avrete incorporato tutte le uova quindi aggiungete gli aromi ed, infine, la farina.
Quando l’impasto risulterà liscio ed omogeneo, formate una palla e lasciatela riposare per circa mezz’ora in frigo.

scazzetta del cardinale

Scazzetta del Cardinale

Nel frattempo preparate il pan di spagna: mettete i tuorli, lo zucchero ed un pizzico di sale in una terrina e, con l’aiuto di una frusta, sbattete il tutto per almeno 15 minuti, sempre in senso orario, fino ad ottenere un composto spumoso, gonfio e di color giallo chiaro.
A questo punto aggiungete la farina, la fecola di patate e la bustina di lievito mescolate insieme, aggiungendole al composto aiutandovi con un setaccio, questo per evitare la formazione di grumi. Rimestate il tutto con un cucchiaio di legno, aggiungete i bianchi montati a neve ferma con una frusta a mano facendo attenzione a non smontare il composto.
Imburrate ed infarinate una tortiera, foderatela con uno strato sottile di pasta frolla che dovrete bucherellare con una forchetta perché non si deformi durante la cottura, versateci l’impasto del Pan di Spagna e cuocete in forno a 180° per una quarantina di minuti.
Preparate la crema: fate bollire il latte con la buccia di limone e la vanillina, e, in una terrina con una frusta lavorate i tuorli con lo zucchero ed un pizzico di sale, incorporatevi poco alla volta la farina setacciata, sempre continuando a mescolare con la frusta.
Una volta amalgamato il tutto, aggiungete il latte, senza mai smettere di mescolare.
Versate il composto in un pentolino e ponete sul fuoco a fiamma bassissima, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno per evitare che la crema si attacchi sul fondo e possa formare grumi.
Continuate la cottura, sempre rimestando, fino a quando la crema non si addenserà. Ci vorranno circa 15-20 minuti.
Trascorso il tempo, togliete dal fuoco ed aggiungete il burro.
Mescolate finchè non si sarà sciolto del tutto.
A questo punto versate la crema in una terrina e lasciatela raffreddare.
Preparate la crema Chantilly: in una terrina versate la panna fredda e aggiungetevi lo zucchero a velo. Montatela con l’aiuto di uno sbattitore. Incorporate delicatamente la panna alla crema usando una frusta a mano con un movimento dal basso verso l’alto.
Raffreddate e poi tagliate la parte superiore del Pan di Spagna ricavandone uno strato sottile bagnate con il liquore strega il rimanente Pan di Spagna che si trova all’interno dell’involucro di pasta frolla e spalmatelo con la crema.
Distribuite sulla crema due terzi delle fragoline, coprite con il sottile disco di Pan di Spagna (che non andrà bagnato).
Preparate la glassa frullando le rimanenti fragole con lo zucchero a velo un poco per volta formando una glassa piuttosto consistente che verrà spalmata sulla torta.

Scazzettine al Caffè

giovedì, 19 agosto 2010

Scazzetta al Caffè

I monasteri, nella nostra regione hanno sempre custodito, antiche  ricette per la realizzazione di vere ghiottonerie che venivano preparate dalle magistrali mani delle monache di clausura.
Queste “scazzettine” ne sono la prova dove l’aroma del caffè dosato ad arte accarezza le papille e rinfranca lo spirito.

Ingredienti
:
Per la pasta frolla:
- gr 200 di farina
- gr 100 di zucchero
- gr 100 di burro
- 1 uovo
- vanillina
Per il ripieno:
- gr 50 di burro
- 1 dl di crema pasticciera
- caffè solubile due cucchiaini
Per la glassa:
- gr 100 di zucchero a velo
- 1 cucchiaio di caffè forte
- chicchi di caffè q.b.

Esecuzione
:
Prepare al solito modo la pasta frolla, con questa fodererete degli stampini, che metterete al forno punzecchiandone il fondo.
Preparate una crema al burro nel seguente modo: tagliate il burro a dadini e lasciatelo fuori dal frigorifero in modo che si ammorbidisce.
Montatelo aiutandovi con una frusta elettrica e quando avrà raggiunto una consistenza spumosa unitelo ad un decilitro di crema pasticciera e al caffè solubile.
Riempite i fondi di pasta frolla con questa crema e ricopriteli con una glassa al caffè.
Per la glassa: Fate sciogliere a temperatura ambiente lo zucchero con il caffè forte e stendetela sulla superfice dei dolcetti ed al centro poggiate un chicco di caffè, lo zuccherò si rapprenderà presto.

Le deliziose di Grazia

venerdì, 2 luglio 2010

Le "Delziose"

Questo dolce partenopeo  è tra i più antichi, ed è presente sempre nelle vetrine delle pasticcerie napoletane, facendo bella mostra di se’, tra babà, cassatine, cannoli e choux; esistono anche nella versione mignon.
Questa e’ la ricetta di famiglia di Grazia, custodita in un preziosissimo quaderno e che si tramanda da almeno tre generazioni.
Con questa ricetta potrete preparare una quarantina di “deliziose”.

Pasta Frolla
Ingredienti
- gr 800 di farina
- gr 400 di sugna o burro
- gr 400 di zucchero
- 4 rossi d’uovo
- 1 pizzico di sale
- la buccia grattugiata di due limoni
- acqua o latte q.b.
- 1 pizzico di ammoniaca
- vanillina

NB: Le proporzioni tra gli ingredienti, possono essere cambiare: per ottenere una pasta frolla un po’ più secca si possono utilizzare uova intere anzichè solo tuorli.

Per aumentarne, invece, la friabilità si può aumentare la quantità di burro o quella dello zucchero.

Esecuzione
Procedere con l’impasto come x la pasta frolla, quindi formate dei dischi di 6/7 cm di diametro,adagiateli su una placca rivestita di carta da forno e cuocete in forno a 180° fino a doratura.
Sfornateli e lasciateli raffreddare.

Crema alla ricotta
Ingredienti
- 1 kg di ricotta
- gr 500 di zucchero
- 2 cucchiai di farina
- 1 bustina di vanillina
- cioccolata fondente
- la buccia di 1 limone grattugiato
- gr 150 di mandorle

Esecuzione:
Lavorate la ricotta aiutandovi con una forchetta, aggiungete la farina. la avanillina, la buccia di limone e lo zucchero, lavorate questa crema sul fuoco, fino a quando non comincia a sobollire, a quel punto spegnete il fuoco.
Lasciate raffreddare la crema, unitevi le mandorle tritate ed il cioccolato fondente a scaglie, se piacciono potrete aggiungere anche i canditi.

Farcite i dischi di pasta frolla con la crema, rotolate i bordi nella granella di nocciola e spolverate di zucchero a velo.

Risveglio ai tre sensi di Andrea Colaiocco

mercoledì, 23 giugno 2010
Andrea Colaiocco

Andrea Colaiocco

E’ una ricetta di Andrea Colaiocco, nato a Roma, classe 1977, e  pasticciere dalla tenera età di 15 anni sempre alla continua ricerca di nuovi stili mode e tendenze di mercato sempre piu’ attento alle nuove concezioni e già da alcuni anni che si destreggia bene nel settore delle Torte Moderne.

Trascrivo e riporto fedelmente la ricetta di Andrea dal Blog di Mario Ragona, dove il nostro Andrea partecipa con questa delizia appunto, alla finale di Italian Talent Chef 2010, per cui, se volete votare la sua delizia vi basta cliccare sul seguente link

“Dolce risveglio ai 3 sensi”

Ingredienti:

Crema Inglese
- 1100g latte fresco
- 300g panna fresca 35%
- 100g latte in polvere
- 850g tuorli d’uovo
- 820g zucchero semolato
- 40g glucosio
- 40g zucchero invertito

Esecuzione
:
Portate ad ebollizione il latte in polvere, latte, panna, glucosio e zucchero invertito, nel frettempo sbattete i tuorli con lo zucchero semolato. Versate il tutto sui tuorli e zucchero ben sbattuti, riportate il tutto a 85°c e fate raffreddare.

Mousse cioccolato bianco
- 1 kg crema inglese
- 700 g copertura avorio
- 1,800g panna semimontata
- 30g colla di pesce”oro”
- 1g di sale

Mousse al cioccolato al latte
- 1 kg crema inglese
- 600 copertura al latte
- 1,900g panna semimontata
- 30g colla di pesce”oro”
- 1g di sale

Mousse al cioccolato fondente
- 1 kg crema inglese
- 600 copertura fondente
- 1,900g panna semimontata
- 30g colla di pesce”oro”
- 1g di sale

Esecuzione:
Per tutte e tre le mousse: sciogliete le coperture, incorporatele con la gelatina (prima ammorbidita in acqua fredda poi ben strizzata e sciolta in microonde) alla crema inglese con il sale, e a terminare incorporate la panna semimontata.

Base Croccante al riso soffiato ai 3 cioccolati:
- 350g di riso soffiato bianco
- 100g di mandorle tritate
- 20g copertura avorio tritata finemente
- 20g copertura al latte tritata finemente
- 20g copertura fondente tritata finemente
- 420g coperture avorio latte fondente fuse(140 g a tipo)

Esecuzione:
Miscelate bene riso soffiato bianco con le mandorle e le coperture tritate finemente, sciogliete le coperture e unitele in un unico recipiente senza girarle versandole sul resto degli ingredienti cercando di marmorizzarli, formate dei dischi alti 1 cm e rifilateli ai bordi.

Montaggio del dolce:
In un anello d’acciaio montate al suo interno la base croccante rifilata ai 3 cioccolati riempendola per un terzo dell’anello con la mousse al cioccolato fondente, cospargendola delicatamente di frammenti di copertura fondente successivamente mettetela  nell’abbattitore e dopo un quarto d’ora la tirate  fuori, formate un altro strato fino a coprire i 2/3 dello stampo di mousse al cioccolato al latte cospargendo la superfice con frammenti di copertura al latte;
Rimettete  in abbattitore

Soffice Risveglio ai tre sensi

e,  sempre dopo un quarto d’ora venti minuti massimo, lritiratela  fuori ultimandola fino al bordo coprendo con la mousse al

cioccolato bianco e, cospargendola delicatamente di scaglie di copertura avorio.
Lisciate bene la superfice e riponetela in abbattitore e abbattetela  del tutto in negativo.

Una volta pronta, tiratela fuori  ancora prima di “decerchiarla” e cospargetela  con del cacao in superfice, poi aiutandovi con un cannello estraete il vostro dolce e decoratelo con dei riccioli di cioccolato bianco realizzati  precristallizzando del cioccolato bianco e distribuendolo su un piccolo rettangolo di acetato alto 10 cm lungo 25 cm, appena comincia a cristallizzare con un taglierino tirate delle piccole righe dritte leggermente in diagonale della grandezza di 0,5 cm, mettete  un altro rettangolo di carta da forno sopra affinche’ non si attacchi e  ruotatelo intorno ad un cilindro, fate cristallizzare in positivo il tutto ottenendo  cosi’ degli eleganti riccioli di cioccolato bianco.
Andrea Colaiocco

Coviglie

mercoledì, 5 maggio 2010

Matilde Serao

Alla stessa famiglia dello spumone e dello zuccotto appartiene la Coviglia.

Gia’ la scrittrice Matilde Serao la descriveva nel suo libro Paese di Cuccugna.
Un tempo si vendevano in bicchierini di alluminio, attualmente sostituiti da quelli di plastica, con coperchietto.
Sono ad un sol gusto ma la classica è al cioccolato o alla nocciola o al caffè o ancora alla fragola.

È nel 1700,  quando il gusto delle dame di «buon garbo » sensibili e disappetenti esige diete leggere e carezzevoli,  voluttuose,  morbide e dolci, che due oggetti di lusso, di delicatezza e di gusto in Italia portano il vanto in tutta Europa: «liqueurs d’Italie, glaces à l’itaienne» vogliono  gli stranieri.

La città di Napoli è rinomata per i gelati e per i sorbetti.

Coviglia al caffè

Ingredienti:

Per la crema pasticciera:
- latte gr 250
- farina gr 20
- zucchero gr 50
- 2 tuorli d’uovo
- buccia di 1 limone.
- Caffè forte 4 tazzine
- panna montata dl 2
- caffè tostato in chicchi q.b.

Esecuzione
Raffinata e vellutata è questa coviglia al caffè. Alla voluttuosa crema pasticciera unite del caffè molto concentrato e fragrante, poi la panna montata, mescolando molto delicatamente. Ponete la crema cosìottenuta in piccole coppette di porcellana o di cristallo, decorate al centro le coviglie con un chicco di caffè e lasciatele ben freddare in frigorifero,
per qualche ora, finché le coviglie non assumano la loro consistenza di deliziosi semifreddi spumosi.
(continua…)

Lo spumone

martedì, 4 maggio 2010

Renato Carosone

Vuo’ ‘o cuppetto o vuo’ o spumone? Chello ca costa ‘e cchiù! Pe’
ricordo ‘e sta jurnata,dint’ ‘a villa ce hanno fatt’ ‘a foto… Vo’ ‘o

pallone, vo’ ‘o babbà….

E questa e’ una strofa della canzone Io Mammeta & Tu, portata al Successo dal grande Renato Carosone, in cui si fa un piccolo accenno a questa prelibattezza
fiore all’occhiello dei gelatieri napoletani e palermitani, anche se questa preparazione la si può trovare in altre zone dell’Italia meridionale.
Sono la quintessenza dei gelati, di cui è indiscussa regina è la cassata alla siciliana.

Sono composti di una copertura di una consistente crema gelata di gusti diversi, che racchiude una spuma leggera spesso arricchita da canditi, mandorle tostate e pezzetti di cioccolato.
Tema ampio, offre infinite possibilità di esecuzione  e varianti.
Tra gli spumoni famosi, vanno citati il lattemiele
e fragole
del caffè Targiani di Napoli, oggi scomparso, e,  la testa di moro del gelatiere napoletano Fontana,  alla Torretta.
Per realizzare gli spumoni, occorrono degli stampi speciali lisci, rotondi, leggermente a cupola e provvisti di coperchio.
Prima di rivestirli (incamiciarli nel linguaggio dei gelatieri) di crema,  è indispensabile ghiacciarli tenendoli nel ghiaccio o nel reparto più freddo del frigorifero. Preparata la crema gelata per il rivestimento, la si addossa allo stampo, in uno strato di circa un centimetro e mezzo, con un cucchiaio o un apposito coltello da gelato, si versa poi la preparazione spumosa colmando bene il recipiente, si copre con un disco di carta bianca e con
il coperchio possibilmente a chiusura ermetica. Si pone poi lo stampo in un mastello con ghiaccio tritato e sale, seppellendolo sotto la coltre gelida, oppure nel congelatore,  lasciandovelo per almeno un paio d’ore.
Al momento di servirlo, asciugate perfettamente lo stampo, scoperchiatelo, scuotetelo con forza e capovolgetelo sopra un piatto ricoperto di carta.
Generalmente, con uno stampo normale, si ricavano quattro porzioni di spumone.

SPUMONE AL CIOCCOLATO
(TESTA Dl MORO)

Ingredienti:
- Gelato al cioccolato
- Panna montata
- Cioccolato in polvere

Esecuzione:
Preparate un ottimo gelato al cioccolato con una dose supplementare di cacao che ne accentuerà il sapore e il colore.
Incamiciate uno o più stampi da spumoni con il gelato al cioccolato e versate nel vuoto centrale panna montata addizionata a cioccolato in polvere dolcificato.
Gelate come già descritto.
Variante
Involucro esterno secondo la precedente ricetta. Invece di mescolare la panna montata al cioccolato in polvere, coloratela e profumatela con essenza di caffè.

SPUMONE LATTEMIELE E FRAGOLE
Ingredienti:
Preparate un gelato di fragole rivestitene uno stampo da spumone. Nel mezzo mettete panna montata alla vaniglia.
Variante
Date alla panna una leggera colorazione rosea, mescolandovi un poco di purea di fragole, meglio se di frutti di bosco.

Lo zabaglione di san Pasquale Baylon

mercoledì, 21 aprile 2010

Sono diverse le interpretazioni sull’origine di questa preparazione tra le più famose del Piemonte.

Una e’   legata alla figura del capitano di ventura emiliano  Giovanni Baglioni

Si racconta che intorno all’anno 1500 questi giunse,  per pura casualità,  alle porte della città di Reggio Emilia e vi si accampò.  A corto di viveri mandò,  com’era uso a quel tempo, alcuni soldati a razziarli ai contadini della zona.
Il raccolto, però, fruttò ben poco e il Capitano Baglioni si trovò con uova, zucchero, qualche fiasca di vino e delle erbe aromatiche. In mancanza d’altro fece mescolare il tutto e lo diede ai soldati al posto della solita zuppa e questi ne furono entusiasti.

L’uso popolare chiamava Giovanni Baglione  ‘Zvàn Bajòun’ e la crema ne prese il nome diventando prima ‘zambajoun’, poi Zabajone e infine Zabaglione.

L’ altra invece, è  legata a San Pasquale Baylon, nato il 16 maggio 1540, a Torre Hermosa nel regno spagnolo di Aragona.
Il  francescano Pasquale de Baylon, era ospitato nella chiesa di San Tommaso.

Di Pasquale de Baylon, i biografi raccontano che durante le sue esequie, al momento dell’elevazione dell’ostia e del calice, il frate già irrigidito dalla morte, abbia riaperto gli occhi per fissare il pane e il vino della mensa eucaristica, e rendere così l’ultima testimonianza del suo amore al divino sacramento. Baylon, oltre ad essere un uomo di chiesa, era anche un cuoco sopraffino, e alle penitenti che si lamentavano della scarsa vivacità dei consorti, consigliava una particolare ricetta fatta con uova e vino.

Così nacque la prelibatezza: 1 tuorlo d’uovo, due cucchiai di zucchero, due gusci d’uovo di vino marsalato, uno d’acqua.

Il suo culto, oltre che nel luogo di origine, si diffuse particolarmente a Napoli nei lunghi anni della dominazione spagnola.
ed è in relazione alla sua ricetta che, con molta probabilità,  nella tradizione popolare napoletana il nome di Pasquale Baylon è spesso accostato all’universo femminile quale santo protettore; da qui l’invocazione: «San Pasquale Baylonne protettore delle donne, fammi trovare marito, bianco, rosso e colorito, come te, tale e quale, o glorioso san Pasquale!».

Diventanto Santo nel 1690 venne dunque chiamato “san Bayon” (pronuncia: sambaiun) e da qui ha origine il nome  della prelibata leccornia.

Dal 1722 San Pasquale de Baylon è protettore dei cuochi.
Divenne  santo solo dopo la metà del ‘600, durante il pontificato di Alessandro VIII, ed  entrò nella leggenda, perché il suo nome fu dato alla ricetta della “calda” bevanda, che in dialetto torinese era chiamata “San Bayon”.

La ricetta

Ingredienti
- 4 uova
- vino liquoroso (preferibilmente marsala)
- vino bianco dolce
- gr 80 di zucchero

Esecuzione:

Separate gli albumi dai tuorli, mettete questi ultimi in una ciotola. Unite lo zucchero e con una frusta montate a lungo il composto fino a quando non risulterà ben gonfio e soffice (usate altrimenti un frullatore).

Amalgamate due mezzi gusci d’uovo di marsala con due di vino e unite i due vini alle uova, continuando a mescolare molto delicatamente. Portate a leggero bollore dell’acqua in un recipiente che contenga un secondo tegamino con il composto dello zabaione e cuocetelo a bagnomaria lavorandolo sempre con la frusta. Quando incomincerà ad inspessirsi, gonfiandosi versatelo in coppette e servitelo accompagnadolo con  biscottini  secchi.

Un cuoco molto sensuale…

domenica, 18 aprile 2010

Trouffes au chocolat

Oltralpe e fa molto più chic si chiamano “Truffes au chocolat”, in italiano semplicemente , ma la particolarità di questa ricetta che tutti noi abbiamo sicuramente più volte provato e sperimentato, non sta nella ricetta e nella relativa preparazione, ma nel sensuale cuoco che ne esegue la preparazione…

Un cuoco molto sensuale
Mai fidarsi degli uomini….soprattutto quando si mettono ai fornelli…ecco a voi la ricetta dei …preparati da un cuoco, molto ma molto sensuale :-)
…magari, se non ci siete riusciti fino ad ora, è il momento giusto per mettersi a dieta :-D

Ma chi e’, quest’uomo misterioso, seminudo, con la pancetta di rappresentanza, il passamontagna, e una peluria da fa invidia allo yeti?

Ebbene si, il misterioso individuo passo per passo ci spiega la ricetta per preparare dei…ehm deliziosi …ma non so se dopo aver visto lui…la fame vi accompagnerà ancora :-)

Oggi cucino io !!!!

Un ricetta dei molto particolare

Particolare, non per la ricetta, ma per il sensuale cuoco che li prepara :-)

Ingredienti
- cl 10 di Rum
- gr 150 di zucchero
- gr 250 di burro
- gr 80 di cacao
- gr 400 cioccolato fondente

Esecuzione:

1. Riducete il cioccolato fondente a pezzetti, mettetelo in una casseruola e fatelo fondere dolcemente.

2. Aggiungete lo zucchero

3. Aggiungete il burro

4. Aggiungete il Rum

5. Rimestate a fuoco dolce.

6. Versate il composto in un recipiente, un ripiano di marmo andrebbe meglio

7. Pulite il piano di lavoro

8. Controllate ora che l’impasto si sia indurito

9. rimestate con le mani il composto

10. Formate delle palline

11. Rotolatele nel cacao in polvere

12. ed ecco…il…gradevole…risultato finale :-)