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E' inutile versare rum…

Category: Gastroumorismo

Intervista gastronomica al dr Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale e amico di Alfonso Celotto

alfonsocelottoIl dr. Ciro Amendola, nasce dalla fantasia di Alfonso Celotto, e chissà che non sia anche un po il suo “alter ego”, al suo primo divertente romanzo, una storia d’amore di altri tempi, struggente in cui si affrontano temi delicati con

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Intervista Gastronomica a Giusella De Maria

Giusella De Maria - Non sono ipocondriaca

Giusella De Maria – Non sono ipocondriaca

Miss Giusella De Maria, ha un suo blog, molto carino e divertente e che vi invito a visitare http://www.giusellademaria.it/, naturalmente dopo aver letto la mia intervista.
La nostra Giusella è anche lei campana, nata a  Vico Equense, 29 anni fa, e, vive tra Cava dei Tirreni e Parma, dove insegna italiano agli stranieri ed al contempo coltiva la passione per la scrittura, cosi’ si aggiunge dunque a quel bello e folto gruppo di scrittori della nostra terra che riesce ad

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Il cenone di Capodanno degli Esposito

Gli Esposito, nati dalla penna del mio amico Pino Imperatore, risiedono alla Sanità, in uno dei quartieri più popolari, ricchi di storia e di tradizioni di Napoli città dalle mille

Pino Imperatore

Pino Imperatore

contraddizioni e dalle tante difficoltà. In questo rione è nato il principe della risata Totò.
Tonino Esposito è qui che vive, con la sua famiglia allargata, orfano di un boss della camorra. Tonino riceve dal clan un sussidio mensile e potrebbe vivere di rendita. Invece si intestardisce a voler imitare le gesta paterne, senza riuscirvi. Perché è goffo, sfigato, arruffone, incapace di difendersi: un antieroe tragicomico e decadente, che tra incubi e visioni, ingenuità e imbranataggini, ne combina di tutti i colori.

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Mo te lo spiego a papà…cosa mi piace mangiare…

Un giorno non ricordo bene cosa stavo cercando, sono finita su questo sito e cosi che ho conosciuto Francesco Uccello, e già, fa proprio Uccello, di cognome, ed è la prima cosa

Francesco Uccello

che gli ho detto quando ci siamo scritti: – agg pace…pero’ con quel cognome…:-) e lui, molto spiritosamente, di rimando, mi ha risposto: …Non ci conosciamo ma io proprio per il cognome che porto sono abituato a scherzare da quando sono nato e non a caso il mio blog è tutto sul semiserio!

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Intervista Gastronomica a Marco Marsullo

Marco Marsullo, definito un “giovane napoletano, con grande senso dell’umorismo” definizione di Gianni Mura su “la Repubblica” che ha parlato del suo libro scritto con un

Marco Marsullo

Marco Marsullo

linguaggio fresco, picaresco e puntuto
La sua scrittura non è semplicemente leggera o ironica: è umorismo vero, allo stato puro, Atletico Minaccia Football Club è il suo primo romanzo edito dalla Einaudi.

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Scoop: Tonino Esposito, protagonista della serie letteraria dedicata agli Esposito, intervistato da Angie Cafiero

Pino Imperatore, che ho già intervistato per la mia rubrica, e che sicuramente reintervistero’, visto che amplio sempre il mio questionario, con nuove domande e spunti

Io e lo zio Pino

divertenti ed interessanti, è per me uno zio, ebbene si’ anche su Facebook, mi ha concesso il titolo onorario di nipote, in esclusiva, ho avuto la fortuna di seguire a Napoli, il suo Laboratorio di scrittura umoristica dedicato ad Achille Campanile, ed è stato per me, una esperienza grandiosa, soprattutto dal punto di vista umano-affettivo, e da allora, ne è nata una bellissima

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Madame Rouge: una cucina ruspante, tra ricette ed orgasmi in vasca da bagno

Devo rivendicare l’originalità dell’idea della vasca da bagno, prima di introdurre l’articolo su “Madame Rouge” (Lucianna De Falco) poiche’ io il mio servizio fotografico l’ho realizzato ben 2 anni fa, grazie ad una mia idea che la grande Carolina
header-vasca

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Intervista Gastronomica a Mariano Bruno

Volto noto di Made in Sud, come i simpaticissimi colleghi Ivan e Cristriano che gentilmente mi si sono concessi gastronomicamente, Mariano Bruno, giovane promessa del cabaret, muove i suoi primi passi partecipando al corso di recitazione del Teatro Totò di

Mariano Bruno - "Made in Sud"

Napoli, emerge dal laboratorio che organizza ogni anno la Tunnel Produzioni dal titolo “Si….pariando”.
I suoi spettacoli ironizzano sulla sulla quotidianità del suo quartiere, dove ne sottolinea gli atteggiamenti esasperati di chi vive la tragica realtà della periferia, come ad esempio la forzata convivenza in un condominio affollatissimo, perché il suo è un “palazzo grandissimo, anzi sembra un carcere, 200 famiglie, infatti, abita a Poggioreale”.
Uno spettacolo fatto di racconti divertenti che mettono a nudo vari stili di vita e dietro i quali si celano problematiche quotidiane che del resto appartengono a tutti noi.

La sua esperienza artistica incomincia nel 2003, partecipando al laboratorio del Teatro Totò di Napoli.
Dopo alcuni anni trascorsi a lavorare in teatro si affaccia al mondo del cabaret, partecipando a vari concorsi, ai quali si presenta sia come autore che interprete dei suoi sketch.
Con il passar degli anni la sua attenzione è attratta dalla quotidianità del suo quartiere che diventa spunto essenziale per la creazione di gag umoristiche inserite nei suoi spettacoli.
Uno spaccato di vita sulla quotidianeità del suo quartiere, dove sottolinea e mette in evidenza gli esasperati atteggiamenti di chi vive la tragica realtà della periferia.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Mariano: – fondamentale prima degli spettacoli mi mantengo molto leggero. Da qualche parte ho letto che mangiare pesante diminuisce la memoria. Be sostenere 1 oretta di spettacolo richiede molta memoria. Quindi preferisco scassarmi dopo.

Angie:  – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico
Mariano: – Be ritengo che la gastronomia sia parte vitale della mamma partenopea. Si sa. Non fare mai i complimenti a tua mamma per quello che ha cucinato. Altrimenti vede che ti piace e te lo ripropone sempre. A doppione… una volta mia mamma ha fatto il pesce spada. Gli ho fatto i complimenti.. uammamia lunedi pesce spada, martedi pesce spada, mercoledi pesce spada. Il giovedi l’ho risposta a bastoni. Altrimenti non si fermava.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Mariano: – Sentirsi soddisfatto.

Mariano Bruno

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Mariano: – Preferisco esaltare “made in sud” che è il programma che ha contribuito a farmi conoscere palcoscenici importanti come Colorado cafè Italia 1 nel 2009 esperienza che vivo da ormai 5 anni e spero mi ripaghi per il tanto lavoro.

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Mariano: – Ho i miei posti fissi. Dipende dal giorno. E da quello che voglio mangiare.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Mariano: – Qualche volta per questioni di colite.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Mariano: – 50 e 50

Millefoglie

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Mariano: – Forse una millefoglie.

Angie: – Vino?
Mariano: – Astemio

Angie: – Il tuo punto debole
Mariano: – Lasciarmi andare alle fritture

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Mariano: – Nel frigo: un po di tutto nella dispensa devo sapere che almeno ci sono dei dolcetti.

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Mariano: – Mi attira saper di gustare il piatto che sto preparando.  il piatto che preferisco  cucinare   gli spaghetti ai frutti di mare.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Spaghetti ai frutti di mare

Mariano: – Spaghetti ai frutti di mare

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Mariano: – Buona forchetta

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Mariano: – Non la faccio mai. Quindi l’ideale sarebbe iniziare a farla.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Mariano: – Mi piace molto la cucina paesana. Un po meno quella di alberghi hotel eccc

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Mariano: – Basilico mi mette appetito e buon umore

Angie: –  aceto o Limone??
Mariano: – Limone

Angie: – Non puoi vivere senza…

Impepata di cozze

Mariano: – L’impepata di cozze

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Mariano: – Una buona cena ben cucinata nella giusta location

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Mariano: – Olio- basilico- pomodorini del piennolo- zucchine- prosciutto cotto- parmigiano. Fai soffriggere un po l’olio – pomodori –  zucchine a tocchetti – prosciutto cotto a tocchetti – salta tutto aggiungendo parmigiano e basilico in abbondanza.  BELLA NAPOLI.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Mariano: – Frammenti di seneca “il tempo”

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Mariano: – La musica è tutta bella. Perché ti permette di essere libero

Angie: – Hobby?
Mariano: – Pescare e organizzare cene con amici.

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?

Diego Armando Maradona

Mariano: – Se maradona fa parte dei miti. Allora lui senza dubbio.

Angie: – Qual è il sogno più  grande?
Mariano: – Saper cavalcare la felicita sempre.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Mariano: – Ultimamente AH CERTO CERTO

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoco/a?
Mariano: – Si. Se fossi single.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Mariano: – Olive e capperi. Mi piaceva “azzuppare” il pane nella salsa con le olive nere. Mmmm…

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Mariano: – Non direi

Pizza

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?

Mariano: – La pizza Margherita

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Mariano: – Un poco quella messicana.

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Mariano: – Non si svelano mai prima porta sfortuna.

cucina messicana

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Mariano: – Esigente lo sono molto in cucina. Direi caca cazzi.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Mariano: – Berlusconi impepata di cozze. Non a caso la cozza somiglia a quella cosa là e a lui piace molto. Di pietro. Pane pesano e quindi ragù. A Monti lo paragono all’asparago. Appena brucerà l’Italia uscirà fuori chi è veramente.

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Mariano: – Si. Quando mi cimento a cucinare cose difficili. Spesso finisce in tragedia.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Mariano: – Mangia quando hai voglia cosi sarai sempre sazio..

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Mariano: – Mariano ti è venuta fame? Si, mo mi alzo e mi vado a mangiare qualcosa.

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Intervista Gastroumoristica con Ivan e Cristiano

Ivan & Cristiano

Sono molto contenta di ospitare nella mia rubrica, due divertentissimi comici, napoletani, i mitici IVAN & CRISTIANO, all’anagrafe Ivan Fedele (Napoli, 27/4/1974) e Cristiano Di Maio (Napoli, 24/7/1976), duo di cabaret e di teatro (non potete confonderli anche se la domanda che gli fanno piu’ spesso è: Chi è Ivan e chi è Cristiano? Ivan è il moro, piu’ rotondo, ed ha anche il nome più breve, mentre Cristiano, longilineo, ha il nome più lungo e spesso una parrucca bionda), amci di vecchia data si conoscono alle scuole elementari (stessa scuola ma in classi diverse), ma il loro sodalizio artistico si concretizza nel 1995 quando mettono su, insieme ad altri attori, la “Piccola Compagnia Teatrale Spaccanapoli” con cui cominciano a girare l’Italia proponendo un originale repertorio di cui, loro stessi ne sono autori.
In questi anni, sia singolarmente che insieme, raccolgono significative esperienze teatrali accanto ad importanti artisti tra i quali: Tato Russo, Peppino Di Capri, Antonio Casagrande, Lucio Allocca, ecc.
Nel Ivan e Cristiano portano in scena, come attori-autori-registi, la commedia “Sala d’attesa”.

Ivan & Cristano

In questo loro debutto danno prova di forza recitativa e di grande capacità autorale. Soli in scena, raccontano un’incontro-scontro tra due personaggi singolari: Camillo (Ivan), un aspirante sceneggiatore cinematografico, logorroico, goffo, impacciato, ma che sogna di sfondare nel cinema, e Giulio (Cristiano) un poeta post post futurista, scontroso, eccentrico, snob. Questi due personaggi sono costretti alla forzata convivenza in una sala d’aspetto, ma tra situazioni imbarazzanti e sprazzi di stralunata comicità, tra una partita di sottomuro con le monetine e “merende Kolossal”, tra strane ed inquietanti poesie e improponibili danze tribali i due protagonisti vivranno un’esperienza che gli cambierà la vita.
Nel 2004 portano, prima nei teatri e poi nei locali musicali, lo spettacolo “DeReGeJaZz”, duetto tra teatro e musica con la collaborazione del musicista Massimo Sorrentino. Uno spettacolo che miscela la comicità alla musica jazz.
Nel 2005 sono in scena con la commedia “Ultimo piano (Vivi e lascia morire)” scritta, diretta ed interpretata da loro stessi. Una piece che racconta di Simone (Cristiano) e del suo proposito di suicidarsi buttandosi da un cornicione di un palazzo e di Luca (Ivan), poliziotto, che, impreparato di fronte a tale situazione, cerca di fermarlo.
Con questa serie di commedie a due personaggi Ivan e Cristiano girano in vari teatri e partecipando a numerose rassegne teatrali.
Nel 2007 debuttano con la commedia teatrale “Dolce Dormire” (storia di un’amicizia alla quale viene chiesto di andare al di là della vita) e, sempre nello stesso anno, vincono il Premio della Critica ed il riconoscimento speciale di Liliana De Curtis al “Cabaret Festival Premio Totò alla comicità 2007” ed infine partecipano a numerosi programmi televisivi su varie emittenti regionali campane (Tele A, Napolitivù, TvLuna, ecc.) e, sul circuito nazionale, si esibiscono in varie puntate di “Domenica in” su RAIUNO.

Ivan&Cristan...in compagnia di una buona Bottiglia

Nel 2007 entrano a far parte del cast del TAM TUNNEL COMEDY CLUB. Sono tra i protagonisti del Laboratorio “Si…Pariando” diretto da Nando Mormone e del Laboratorio “Zelig” diretto da Federico Andreotti.
Nel 2008 e nel 2009 partecipano alle due edizioni del fortunato show televisivo “MADE IN SUD”, un programma di Paolo Mariconda e Nando Mormone, in onda su Comedy Central e Telenapoli 34.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il vostro lavoro?
Ivan e Cristiano : – Mah diciamo che nel nostro lavoro capita spessissimo di mangiare fuori casa e soprattutto in orari disordinati di conseguenza dovremmo cercare di curare la scelta degli alimenti “Dovremo”… poi magari capita che, soprattutto d’estate, i pranzi sono in autogrill e le cene nelle sagre paesane… non proprio i luoghi dove si possano trovare varietà alimentari consigliate da un saggio nutrizionista… 😉

Angie: –  Nel lavoro che svolgete vi siete  mai ispirati a qualcosa di gastronomico?
Ivan e Cristiano : – La creazione di sketch comici ha di sicuro qualcosa in comune con l’arte culinaria. Può capitare che uno sketch non funzioni perché, ad esempio, il dosaggio degli ingredienti è sbagliato. La comicità così come la buona cucina regge su una delicata alchimia.

Angie: –  Cosa significa per voi “mangiar bene”?
Ivan e Cristiano : – Esplorare sapori, odori, culture, mondi distanti attraverso la godibilità palatabile

Angie: –  Le  vostre  esperienze artistiche e lavorative?
Ivan e Cristiano : – Dopo l’Accademia d’arte drammatica (Cristiano) e l’Università (Ivan) abbiamo lavorato con nomi importanti del teatro italiano, in seguito abbiamo fondato la “Piccola Compagnia Teatrale Spaccanapoli” con la quale abbiamo lavorato dal 1995 al 2000 ed infine abbiamo debuttato come attori-autori-registi con un trittico di commedie a due personaggi: “Sala d’attesa”, “Ultimo piano”, “Dolce Dormire” con le quali abbiamo girato dal 2000 al 2006 (oltre allo spettacolo comico-musicale “DeReGeJaZz”). Nel 2007 abbiamo esordito nel cabaret vincendo il Premio della Critica ed il riconoscimento speciale di Liliana De Curtis al “Cabaret Festival Premio Totò alla comicità 2007”, partecipano a numerosi programmi televisivi tra i quali “Domenica in” su RAIUNO. Nel 2008 siamo entrati a far parte del fortunato show televisivo “MADE IN SUD” prendendo parte a tutte le 5 edizioni fin’ora trasmesse. E da due anni giriamo l’Italia con il nostro spettacolo “IN FILA PER DUE” dove portiamo  in scena i nostri personaggi, passando dai due strampalati lottatori di Arti Marziali iscritti a una scuola napoletana di discipline orientali al dialogo surreale tra un portiere di calcio ed il proprio allenatore, dalle stravaganti esibizioni canore dei due partecipanti ad X Factor, ai due opposti che si attraggono (Ivan, preciso, pignolo, elegante e signorile; Cristiano, invece, rozzo, trash, inopportuno e tamarro) e che si ritrovano in fila nei più svariati posti. Le date dei nostri spettacoli (e i video dei nostri sketch) potrete sempre trovarle sulla nostra pagina facebook… https://www.facebook.com/IvaneCristianoOfficial

Angie: –  Avete  un ristorante o un locale dove preferite andare a mangiare?
Ivan e Cristiano : – C’era uno stupendo ristorante toscano a Napoli, i Bischeri, peccato lo abbiano chiuso da poco. La cucina toscana è davvero irresistibile. A Roma invece mi piace molto la Taverna Centouno in zona Prati.

Angie: – Il vostro punto debole
Ivan e Cristiano : – Troppi! Ma soprattutto la gola 😉

Crackers

Angie: –  Nel vostro frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ivan e Cristiano : – I crackers… sono sempre utili. E anche il parmigiano… Il pan carrè, le sottilette… Tonno e Salmone in scatola, tris di ortaggi surgelati…. Tutti cibi che “salvano” in situazioni di emergenza.

Angie: – L’aspetto che più vi  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che vi piace cucinare di più in assoluto?
Ivan e Cristiano : – Beh, è bello poter cucinare per qualcuno. Mescolare sapori, odori…. Quando abitavamo a Roma cucinavamo spesso la pizza…in poco tempo e con pochi soldi avevamo un piatto gustoso. Ci piace anche preparare una bella braciata di carne e ortaggi accompagnata da un ottimo vino rosso.

Angie: –  E quello che vi piace mangiare?

Parmigiana

Ivan e Cristiano : – Qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta…. Un buon primo…sia di mare che di terra….le carni…il pesce…i contorni…. Per farne vincere uno diciamo…Parmigiana di Melanzane J. Come dolci invece le crostate di frutta, la torta di mele, la cheesecake e la cassata siciliana.

Angie: –  Come vi definireste a tavola?
Ivan e Cristiano : – Buongustai e passionali!!!

Angie:  – La colazione ideale e quella che invece normalmente fate
Ivan e Cristiano : – Biscotti o fette con marmellata e the o latte (Ivan); latte con crusca e cereali per Cristiano… in ogni caso…caffè caffè caffè 😉

Angie:  – Di cosa siete più golosi? e cosa proprio non vi piace?
Ivan e Cristiano : – Golosi di tutto, dai piatti più elaborati a quelli più semplici. Cristiano nutre anche una predilezione, sin da bambino, per i panini farciti che preparano in salumeria..quella che a Napoli viene denominata comunemente ‘a marenna!!! 😉

pane

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne avete uno preferito?
Ivan e Cristiano : – Le spezie…l’odore del pane appena cotto… il profumo dei gamberi…la fragranza delle torte mentre cuociono nel forno…

Angie:  – Limone o aceto?
Ivan e Cristiano : – Assolutamente limone!!!

Angie:  – Non potete vivere senza…
Ivan e Cristiano : – Melanzane

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo voi conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Ivan e Cristiano : – Entrambi. Ci rapportiamo con il cibo così come ci rapportiamo agli affetti. Chi a tavola è molto passionale lo sarà anche nell’intimità. Come menù per sedurre una donna proporremo: Linguine con gli scampi e granellini di Paprika, Ostriche su un letto di radicchio rosso e per dolce una mousse o una creme brulè alla cannella e al peperoncino. Come vino un Morellino di Scanzano. Candele e petali di rosa a profumare la tavola.
Angie:  – Una vostra ricetta per i miei lettori

Ivan e Cristiano : – Petto di pollo al curry
Ingredienti
– 500 gr di petto di pollo
– 2 Carote
– 2 Cipolle
– 4 zucchine
– 6 peperoni (gialli e rossi)
– 2 cucchiai  di Curry
– sale q.b.

Esecuzione: – Per prima cosa è necessario tagliare  il petto di pollo a pezzetti .
Intanto in una padella ampia e (antiaderente) fare appassire la cipolla tagliata  con un bicchiere di acqua.
Una volta ammorbidita la cipolla, aggiungere  il petto di pollo , sale e un cucchiaio di curry.
Una volta che il petto di pollo sarà colorito e rosolato, toglierlo dalla padella e disporre le verdure precedentemente lavate, pulite e tagliate. Aggiungere, se necessario, dell’acqua bollente ( anche brodo vegetale, ma per rendere il piatto più leggero, è preferibile stufare con acqua bollente) in modo da far restare denso il sughetto.
Una volta che le verdure si sono ammorbidite e quasi cotte, ridisporre il petto di pollo nella pentola insieme alle verdure, aggiungendo mezzo cucchiaio di curry.
Girare e controllare che non si perda la densità, se necessario aggiungere ancora dell’acqua bollente.
Correggere con il sale, ultimata la cottura,  concludere con un ultimo mezzo cucchiaio di curry.
Se si vuole rendere più piccante il piatto, perfezionare con il peperoncino tritato.
Servire caldo e, come accompagnamento (se si vuole), riso basmati bianco.

Angie:  – L’ultimo libro che avete letto?
Ivan e Cristiano : – “Siamo solo amici” di Luca Bianchini (Ivan…ma ne leggo uno ogni 3 giorni) e “Il maestro e le maghe” di Jodorowsky (Cristiano…anche lui legge a tambur battente)
Angie:  – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Ivan e Cristiano : – Mah… ce ne sono tante… diciamo il brano che il buon De Andrè ha dedicato all’omonimo piatto di carne genovese: ‘A ÇIMMA

Angie:  – Hobby?
Ivan e Cristiano : – Secondo te??? Magnàààààààààà 😉

Angie:  – Se foste un personaggi mitologico chi sareste?
Ivan e Cristiano : – Saremmo Icaro perché noncuranti delle conseguenze abbiamo il sogno di volare

Angie:  – Qual è il sogno più  grande?
Ivan e Cristiano : – La serenità! Sempre e qualunque cosa si faccia!

Angie:  – Cosa vi dicono più spesso?
Ivan e Cristiano : – Chi è Ivan e chi è Cristiano? E rispondiamo che non lo sappiamo nemmeno noi perché ci conosciamo dalle elementari… scherzi a parte…Cristiano è il più alto e Ivan il più basso.

Angie:  – Vi fidanzereste con una cuoca?
Ivan e Cristiano : – Soprattutto!!!!!!!!!! P.S. La mia fidanzata (Ivan) per fortuna è un’ottima cuoca J

pastina col formaggino

Angie:  – Un piatto della vostra infanzia
Ivan e Cristiano : – Pasta col formaggino

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo voi esiste anche in cucina?
Ivan e Cristiano : – La varietà e la diversità delle cucine locali è un’immensa ricchezza. E’ bello che in ogni luogo si possano assaggiare le specialità del posto. W la diversità culturale! Amiamo tanto il baccalà mantecato o  polenta e osei quanto l’impepata di cozze e la fileja con la nduja!!!

Angie:  – Quale piatto eleggereste come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ivan e Cristiano : – Indubbiamente la pizza!!!

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferite? Se si’, quale?
Ivan e Cristiano : – I sapori forti della cucina spagnola e messicana

Angie:  – A quali altri progetti vi state  dedicando in questo periodo?
Ivan e Cristiano : – Alla preparazione del programma televisivo “Made in Sud 5” in onda su Comedy central dal 3 aprile.

Angie:  – Come definireste il vostro carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Ivan e Cristiano : – Siamo due irrefrenabili golosoni!!!

Angie:  – A che piatto paragonereste Berlusconi? e Di Pietro?
Ivan e Cristiano : – Non so..ma nessuno dei due ci sembra abbastanza appetitoso a dire il vero

Ivan & Cristiano – Made in Sud

Angie:  – La cucina vi ha mai tradito?
Ivan e Cristiano : – Solo nel procurarci chili di troppo 😉

Angie:  – Se doveste riassumere la vostra filosofia di vita?
Ivan e Cristiano : – Prima di mangiare impara ad assaporare ogni boccone. A Tavola come nella vita.

Angie:  – classica domanda alla Marzullo: Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Ivan e Cristiano : – Domanda: Ma la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?
Risposta: Booooooooooooooooooh!!!!! 😀

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Intervista Gastronomica ad Arnaldo Matania detto “Tony”

Il piccolo Tony

Nato in una notte buia e tempestosa del’ 69(che è tutto dire:-) da quel dì inizia una serie di ritardi record e record ritardati.
Il peso da bambino desta stupore fra i pediatri ammirazione nei genitori panico fra le bilance.

A 2 anni mostra precoci doti linguistiche e di scrittura, resteranno però per sempre quelle di un bambino di 2 anni.
A 5 anni stabilisce un record essendo l’unico bambino mai stato espulso dall’asilo.
Dopo altalenanti vicende e l’espulsione dal liceo riesce in soli 10 anni a laurearsi in architettura (record da verificare).
Svolge i lavori più vari dal barman al babysitter, dal cliente misterioso alla produzione di capispalla.
Mercoledì 11 gennaio 2006 ore 17 si imbatte nel “Laboratorio di scrittura comico umoristica Achille Campanile” e nei suoi tenutari con immani conseguenze per la mente ed il fisico.
A luglio 2009 è stato oggetto di un crudele scherzo; gli è stato fatto credere di aver vinto il premio Massimo Troisi per la scrittura comica. I burloni hanno anche inscenato una finta serata di premiazione con qualche migliaio di comparse, amici complici e compiacenti personaggi dello spettacolo.
Indegnamente presente nelle antologie umoristiche Tris di Risate (Comix, 2009), Aggiungi un porco a favola (Cento Autori, 2009), Se mi lasci non male (Kairòs, 2010)e nell’antologia dei finalisti del concorso una piazza un racconto, storie di musica e magia (Iuppiter, 2010).
Nell’ultimo biennio si è dedicato alla scrittura di perizie e relazioni nel settore della manutenzione edile, ambito letterario che accoglie in se i canoni dell’umorismo più esilarante e della migliore suspance giallistica e ancorché decisamente sottovalutato in ambito critico editoriale riscuote un grande successo di pubblico.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
ATM: – Credo che la domanda sia giusta solo se fai agonismo altrimenti è importante nella vita in generale o forse di questi tempi la domanda andrebbe capovolta e cioè “quanto conta il lavoro nella tua alimentazione”…

Angie:  – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
ATM: – Non direttamente visto che mi occupo di manutenzione edile e sicurezza nei luoghi di lavoro, però quando aspiravo a fare l’architettura ho sempre pensato al progetto come ad una ricetta, dove cercare gli equilibri, stupire e far sognare.

Arnaldo Matania detto “Tony” in una delle sue espressioni piu’ caratteristiche

Angie:  – Cosa significa per te mangiar bene
ATM: – Sentire nel sapore la passione di chi ha cucinato e fare molta fatica ad alzarmi da tavola

Angie:  – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
ATM: – Ho fatto un pò di tutto: il barman, il babysitter, il produttore di capispalla, il cliente misterioso… ricordo con maggiore entusiasmo i laboratori teatrali per i bambini delle elementari. Mi diverte molto scrivere ma è difficile fare di questo un lavoro

Angie:  – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
ATM: – Mangio fuori abbastanza spesso e quindi ne ho vari che rispondono a diverse ritualità ed esigenze. C’è l’Alpen, il pub vomerese di tutti i venerdì sera che significa gruppone di amici e panino con la parmigiana di melanzane. C’è Marco’s, alla Riviera di Chiaja che significa cenetta romantica e prelibatezze tradizionali. C’è il Miracolo dei Pesci, a Posillipodove lo sfizio di pesce regna sovrano e dove prima o poi finirò con lo scendere in ciabatte perché è sotto casa e striscio fin lì anche quando sono stanco stanco stanco…

Nei miei frequenti week-end romani ci sono Vito&Dina, a Prati che dovresti proprio vedere perché Vito è proprio l’oste romanesco immenso e caciarone e quando lo vedo arrivare col piattone di bucatini mi si riempie il cuore di gioia!

Angie:  – Sei mai stato a dieta?
ATM: – No non ci sono mai stato, mi pare che sia in Germania. È una città che da qualche tempo sento nominare spesso e dicono che io dovrei andarci…

Angie:  – Meglio carne o pesce?
ATM: – Carne!

Angie:  – Se fossi un dolce, quale saresti?

Millefoglie

ATM: – La millefoglie

Angie:  – Vino?
ATM: – Difficile… dipende. Sono una vecchia spugna e dal Lambrusco al Greco, dal Gewurz al Rapitalà riempitemi il bicchiere e vi farò sapere…

Angie:  – Il tuo punto debole
ATM: – Lo stomaco

Angie:  – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
ATM: – La signora Mozzarella. Salumi e formaggi…

Angie:  – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
ATM: – Nel cucinare mi piace il clima della cucina, il profumo degli ingredienti che diventa quello del piatto però il piatto è una banale ma tiratissima pasta col tonno (quello delle scatolette)… la prima cosa sulla quale mi sono cimentato da ragazzino e di cui mi sono nutrito con avidità, calando quel mezzo chilo di pasta che è la razione minima di sopravvivenza dell’adolescente che sono stato

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
ATM: – La pasta, la pasta, la pasta… alla siciliana, al forno, ma anche uno spago aglio olio e peperoncino mi emoziona

Angie:  – Come ti definiresti a tavola?
ATM: – Leeeeeeeeeeeeeento e instancabile

Angie:  – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
ATM: – Invidio la colazione dei film anglo americani dove le uova col bacon spadroneggiano, non pensavo di essere in grado di sostenerla poi un’estate ho provato ed ho riscosso ottimi risultati… però in vacanza non vale! Normalmente un caffè ed una tazza di latte col caffè…

Angie:  – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?

Parmigiana di Melenzane

ATM: – La PARMIGIANA DI MELANZANE! il capitone anche se non so che sapore abbia…

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
ATM: – il basilico nella sua semplicità

Angie:  –  Limone o aceto?
ATM: – entrambi no?!

Angie:  – Non puoi vivere senza…
ATM: – Gastronomicamente parlando senza Pasta… sennò finiamo nel campo della famosa gaffe della Clerici

Angie:  – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
ATM: – Elementare Watson: Sensualità>Sesso>Vita <> Vita>Cibo>Cucina
il tutto passando per gli incroci di profumi, movimenti, sughi… e poi gli uomini sanno che sulle donne ha sempre un grande effetto e tanto basta!

Angie:  – Una tua ricetta per i miei lettori
ATM: – Ingredienti per una persona:
1 busta di 4 salti in padella (no sottomarche), 500 g. di spaghetti, 1 spicchio d’aglio, un peperoncino, un pò di pane “cafone”,olio q.b.
Preparazione
Mettete a bollire l’acqua in una pentola alta e cuocete la pasta. Mettete dell’olio in un tegame molto ampio e soffriggete l’aglio ed il peperoncino poi aggiungete un pò di pezzettini molto piccoli di pane. Prendete la busta di 4 salti in padella ed agitatela per qualche secondo prima di aprirla e poi versatene delicatamente il contenuto in una zuppiera. Quando la pasta è al dente prendetela con un forchettone in modo che non sia completamente scolata e passatela nel tegame dove la farete saltare per un minutino (facendo attenzione agli schizzi che l’olio incazzato produrrà) affinché si crei intorno alla pasta quella patina dorata e leggermente croccantina. Prendete la zuppiera coi 4 salti in padella e versatene con attenzione il contenuto nel bidoncino Grigio (indifferenziata) non Marrone (umido).

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?
ATM: – Benvenuti in casa Esposito (pure il penultimo, l’ho letto due volte)

ong>Angie:  – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
ATM: – Non so perché ma è “spingole francesi”

Angie:  – Hobby?
ATM: – Scrivere

Angie:  – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
ATM: – Ronfosaziolo (il figlio magico di Bacco&Morfeo)

Angie:  – Qual è il sogno più  grande?
ATM: – Avere sempre un sogno più grande

Angie:  – Cosa ti dicono più spesso?
ATM: – Ma se non escludo il turpiloquio è difficile da dire…

“Sposatevi il cuoco!” – Totò, Miseria e Nobiltà (1954) regia di Mario Mattioli

Angie:  – Ti fidanzeresti con una cuoca?
ATM: – Sposatevi il cuoco! (Totò – Miseria e nobiltà)

Angie:  – Un piatto della tua infanzia
ATM: – La ciambotta di mammà buonanima

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
ATM: – La cucina è l’unica cosa che è bene e giusto sia federale del nostro Paese. In Italia in ogni cucina regionale trovi delle meraviglie ed è un dovere difenderle con forza!

Angie:  – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
ATM: – Come dicevo sopra non siamo un Paese gastronomicamente unito e non ne saprei dire uno, forse le zuppe di pesce, i vari caciucchi e simili per le parti costiere ma è una forzatura… come il resto della nostra unità.

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?

Zuppa di ramen Giapponese e Paella Valenciana

ATM: – No cucina no. Qualche piatto sparso sì, la paella valenciana, un hamburger newyorkese, la zuppa di ramen giapponese…

Angie:  – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
ATM: – Oltre a mangiare? Cerco di rubare tempo al lavoro per rispondere alle interviste gastronomiche delle amiche, raccogliere gli appunti di storie e racconti. Ma non è facile

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?

ATM: – Estroverso e Scofanato! Sono decisamente uno che dà soddisfazione a tavola e spero nella vita…

Angie:  – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro Mario Monti?

Tony con Francesco Di Domenico

ATM: – 4 salti in padella (finto e con molto marketing) – l’arrosticino tipico della sua terra (essenziale e un pò rozzo) – una flebo di glucosio (incommestibile ma indispensabile per sopravvivere)

Angie:  – La cucina ti ha mai tradito?
ATM: – La cucina nella sua essenza mai, qualche volta i cuochi o sedicenti tali e talvolta lo stomaco

Angie:  – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
ATM: – Se si chiama vita allora sarà perché va vissuta. Quindi vivi al meglio e ricordati di lasciar vivere…

Angie:  – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
ATM: – amaro, caffè? un amaro, grazie!

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Intervista gastroironica con il dr. Zap

Dr.Zap

Una risata equivale a un minuto di vogatore (allenamento per i muscoli facciali, delle spalle, diaframma e addome) e quindi riduce il rischio di infarto (Williams Fry della Stanford University della California) dal sito del dr.Zap 

Chi non conosce il dr Zap???
Il piu’ grande collezionista di barzellette di tutti i tempi!

La mia conoscenza con Franco Zappulla alias dr.Zap risale agli albori della mia frequentazione dei newsgroup italiani risale per lo meno a dieci anni fa, quando mi affacciavo per la prima volta sul neonato web italiano.

Spieghiamo cosa sono i newsgroup, specialmente per chi ha trovato internet nelle patatine e nell’ovetto kinder e scorazza solo per i socialnetwork come Facebook e Twitter, ignorando un mondo parallelo molto divertente con una sua filosofia di vita: sono  sono forum Internet in cui gruppi di utenti si trovano per discutere di interessi comuni, che possono andare dal software ai fumetti e alla politica, ma a differenza dei messaggi di posta elettronica, che possono essere visualizzati solo dal mittente e dai destinatari specificati, i messaggi dei newsgroup possono essere letti da tutti gli utenti che visualizzano il newsgroup a cui sono stati inviati. I newsgroup hanno un ambito internazionale e gli utenti che vi partecipano possono accedere ad Internet da diversi paesi.
Nello specifico, all’epoca io frequentavo IHU (It.hobby.umorismo) e Zap era uno dei piu’ assidui postatori, ma rimase una entità virtuale, fino a quando un bel giorno, non decidemmo di andarlo a trovare a Bologna.
A testimonianza di questo storico incontro, rimane questa storica fotografia 🙂

ZapIHU a Bologna

Ma veniamo a Zap, di origini siciliane da anni a Bologna dove è stato Docente di pediatria presso l’Universita’ di Bologna (ora in pensione), ghiotto di arancine siciliane.
E’ da molto tempo che lo stavo corteggiando per intervistarlo, e, finalmente, tra un viaggio e l’altro, avendo piu’ tempo a disposizione e conducendo una vita da pensionato, mi ha finalmente accontentata.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Dr.Zap: –  Da buon medico so e ne sono convinto che una buona alimentazione conta moltissimo sempre e non solo per il mio lavoro.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirata/o a qualcosa di gastronomico?
Dr.Zap: –  Per quanto detto prima, direi proprio di no, a meno di non pensare a qualche bimbo, un po’ troppo vivace, da fare al forno con le patatine…

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene

Io, con il mitico Dr.Zap

Dr.Zap: –  Cibi naturali e saporiti

Angie: – Le  tue  esperienze artistiche e lavorative?
Dr.Zap: –  Il cibo nel mio lavoro difficilmente e’ artistico. Purtroppo la mancanza di tempo conduce a “mense” rapide e a cibi consumati velocemente nei Congressi scientifici

Angie: – Hai  un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Dr.Zap: –  No, uno solo, no. Ma tanti dove ho mangiato bene, sia a Bologna che in giro per l’Italia e il mondo. E non sempre il costo e’ proporzionato alla qualita’. Ci sono semplici trattorie dove si mangia molto bene “naturale” e si paga poco.

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Dr.Zap: –  Si’, una volta, quando 6-7 anni fa ho scoperto di avere il diabete e ho dovuto perdere in 2 mesi i 10 Kg di troppo che avevo.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Dr.Zap: –  Se cucinati bene e di buona qualita’ sono uguali, ma forse una leggera preferenza per il pesce (se veramente fresco e non di allevamento)

Dolci

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Dr.Zap: –  Che domande per un diabetico! Tutti, mi piacciono tutti, non riesco a scegliere!

Angie: – Vino?
Dr.Zap: –  Non sono un intenditore e bevo anche pochissimo. Solo un buon vino rosso se c’e’ carne o un buon vino bianco, se c’e’ pesce (ma lo scelgono i miei amici esperti). Comunque mai piu’ di un bicchiere.

Angie: – Il tuo punto debole
Dr.Zap: –  Credo di essere morigerato; molto difficilmente eccedo, tanto e’ vero che ora il mio peso corrisponde gia’ da anni al mio peso ideale, con grande soddisfazione del mio medico dietologo.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Dr.Zap: –  La frutta (di tutti i tipi, soprattutto quella di stagione)

Angie: – L’aspetto che più ti  attira  del  fare da mangiare e se c’è un piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Dr.Zap: –  Malgrado sia medico e maschio qualcosa in cucina so fare e faccio quelle cose che difficilmente si trovano al ristorante (ad es. le patate al forno cotte nel vino con tanti odori)

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Dr.Zap: –  Mi sembra tutto o quasi tutto. Ad es non ho il coraggio di assaggiare le frattaglie (ad eccezione del fegato che mi piace moltissimo) o le cervella o la coda alla vaccinara o le budella di pecora o roba simile. Vado invece matto per le lumache, e le rane che a pochi piacciono.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Dr.Zap: –  Normale utilizzatore del cibo. Posso stare a digiuno anche per 24 ore di seguito, come e’ successo, senza problemi se posso bere a volonta’.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Dr.Zap: –  Quella ideale e’ poi quella che in effetti faccio. Mentre al lavoro (fino a tre anni fa) me la cavavo con caffe’ e brioche (magari al lavoro), oggi prendo frutta (mela soprattutto), caffelatte con 3 biscotti ai cereali, e marmellata di limoni su una fettina di pane.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?

Macedonia di frutta

Dr.Zap: –  Sono goloso di tantissime cose, ma so contenermi: frutta (grandi macedonie), pasta in tutte le salse, antipasti di tutti i tipi, formaggi, carne o meglio pesce, cereali (ceci, fave, lenticchie, fagioli), verdure crude o cotte, … per non parlare dei dolci e dei gelati

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Dr.Zap: –  Certo, ma con parsimonia. Mi piace il peperoncino, l’origano, l’aglio, il rosmarino, la menta, ecc

Angie: – Limone o aceto?
Dr.Zap: –  Tutti e due mi piacciono, credo sia questione di abitudine scegliere per certi cibi uno e per altri l’altro (sull’insalata l’aceto e sulle patate lesse il limone)

Angie: – Non puoi vivere senza…
Dr.Zap: –  Frutta e pasta

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Dr.Zap: –  Tutti e due; non credo esistano invece cibi afrodisiaci.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Dr.Zap: –  Quella di cui abbiamo parlato prima: le patate al forno che vanno tagliate sottili e poi messe a cuocere su una terrina spruzzando abbondante vino e un filo d’olio di oliva. Gli odori sono (io li metto tutti): peperoncino, origano, rosmarino, aglio (tagliato a pezzi piccolissimi).
A volte aggiungo un petto di pollo che mi serve piu’ da “odore” che da “secondo”. Con il mio forno “combinato” la cottura e’ di 20 minuti

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Dr.Zap: –  “I Segreti del Vaticano” di Corrado Augias, a parte qualche giallo o racconto di fantascienza

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Dr.Zap: –  Tanti autori mi piacciono (Mina, Celentano, Dalla, De Andre, Mannoia, Guccini, Gianna Nannini, Ennio Morricone, e tutta la buona musica sinfonica), ma non mi pare che nessuno mi muova i succhi gastrici

Angie: – Hobby?
Dr.Zap: –  Fotografia, Informatica (ho in casa 3 computer + l’iPad ultimo e naturalmente l’iPhone), Cinema, e viaggi. Inoltre sono un “raccoglitore” o “collezionista” di battute e barzellette (ne ho 76.000 !!!, ma aumentano ogni giorno)

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?

Leon Auguste Adolphe Belly – Ulisse e le sirene

Dr.Zap: –  Non ci ho mai pensato. Forse Ercole? O Ulisse?

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Dr.Zap: –  Mi accontento di poco e mi pare di aver realizzato tutti i miei sogni. Mi basta cosi’.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Dr.Zap: –  “Ciao, come stai?”

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Dr.Zap: –  Se con una bella testa e delle belle tette, direi di si’

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Dr.Zap: –  Gli ARANCINI  siciliani !!! (ma fatti come li faceva la mia mamma)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Dr.Zap: –  Nel senso di cucina regionale, certo!

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Dr.Zap: –  La pizza o una qualsiasi pasta, per es. quella piu’ semplice e piu’ buona, quella al pomodoro e basilico

Angie: – Dopo la cucina italia, ce n’e’ qualcuna internazionale che  preferisci? Se si’, quale?
Dr.Zap: –  Di quelle europee direi di no, quella italiana con tutte le sfumature regionali, e’ di gran lunga la migliore. Mi trovo bene anche in Grecia e in Turchia (verdure e pesce)

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Dr.Zap: –  A godermi la pensione: riposo e hobby con i viaggi (sono da poco tornato dal Peru’ e dalla Turchia. Per l’estate mi aspetta la Grecia, per l’autunno il Marocco e per l’inverno il Myanmar

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Dr.Zap: –  Neutro. Se mi trovo a tavola con dei bei cibi mi piace starci, specie se in compagnia di amici. Ma se mi sto dedicando ad altro non ci penso.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi,  Di Pietro,  Mario Monti?
Dr.Zap: –  A tutte quelle cose di cui ho parlato prima che non mi piacciono (non alle lumache che invece mi piacciono tanto)

Caldarroste

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Dr.Zap: –  Da piccolo in assenza dei miei genitori mi cucinai delle castagne (caldarroste), ma tante che stetti male da non poterle vedere per piu’ anni. Poi  mi e’ passata…

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Dr.Zap: –  “Carpe diem”, ma vanno bene anche orate, persici, dentici e cernie.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Dr.Zap: –  D: Dai una mano a tua moglie in cucina?
R: Certo, spesso le do una mano… sotto la camicetta

DrZap alias Prof. Franco Zappulla


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Un Omaggio al mio amico Andrea Fienga

Voglio riportare qui, nelle mie pagine due vecchi articoli scritti a suo tempo e custoditi nelle pagine della guida al mangiare bene di Supereva, sono un omaggio al mio amico Andrea, con cui oramai è nato un tormentone, che va avanti da almeno 5 anni, lui per me è un “Infame”, ma non perchè io realmente pensi que

Il "Fienga" con il suo famoso casatiello

sto di lui, assolutamente, ho la massima stima e rispetto di lui, ma voglio spiegarvi il perchè di questo nostro tormentone, e per farlo devo tornare un po indietro nel tempo.

Con Andrea c’e’ la condivisione e la passione per la cucina e la buona tavola, anche lui è decisamente un raffinato chef, anche se io, non ho mai avuto il piacere di degustare le sue preparazioni, le ho solo viste sempre in foto, questo già vi svela in parte la storia 🙂

Io, amo la cucina, quella vissuta, quella raccontata, quella che si trasmette di madre in figlia, e porta avanti un prezioso patrimonio di ricordi, cultura e memorie di famiglia.

La famiglia del mio amico, è una delle più antiche di Meta, ed Andrea è depositario di un sapere gastronomico che non ha pari in questo senso, possiede ricette antiche, tradizionali della sua famiglia che alla fine sono poi tipiche dei pochi piatti tradizionali del nostro paese.

Quindi preciso, che il mio finto risentimento nei suoi confronti che mi ha spinto a ribattezarlo “N’famone” nasce dal fatto, non che magni alla faccia mia e mi invii, al solito tramite mms le cose buone che prepara, no, non è questo, ma al fatto che mi piacerebbe, e ne sare oltremodo fiera, inserire nella mia rubrica qualche antica ricetta della sua famiglia

Ed ecco a voi:

Il Casatiello che non Mangiai….

Tutti i miei amici sanno della mia passione per la cucina, e che amo raccogliere ricette, specie quelle raccontate a viva voce e che hanno un loro vissuto. Andrea Fienga e’ uno dei miei amici ma anche quello più fetente 🙂 Sentite perche’….

Il casatiello che non mangiai…

Il “Fienga” al lavoro mentre impasta il famoso casatiello


Andrea Fienga è uno dei miei piu’ cari amici, responsabile della sezione wwf della penisola sorrentina, gira a piede libero e tra un po’ si beccherà tutte le mazzate degli abusivisti edilizi che rovinano la paesaggistica e non solo della nostra amata Penisola:-)

La famiglia Fienga, vive in uno dei palazzi più belli del paese, ed oltre ad essere un ricco possidente visto che l’antico palazzo appartiene alla sua famiglia, il rampollo dei fienga e’ depositario di una antica ricetta di famiglia tramandata da più generazioni.

Ecco il Fienga che impasta….

Di questo casatiello, si vocifera, che sia buonissimo, ma nessuno l’ha mai provato perche’ il fetentone anche quando lo prepara, non solo non ne rivela la sua

Il “Fienga” con la sua dolce creatura

segretissima ricetta, ma non fa assistere nessuno alla sua preparazione, neanche ad Antonio del Bar Caracciolo che un anno di questi gli ha messo a disposizione il laboratorio della

sua Pasticceria, per la realizzazione del Regio casatiello Fienga.

Ecco il Fienga che si appresta ad infornare il suo casatiello

Mr Fienga anche per questa Pasqua ha detto che avrebbe realizzato il mitico casatiello

Fienga, ho insistito per poterlo vedere all’opera, ma il suddetto “essere” antipatico, mi ha inviato le immagini del casatiello e della sua preparazione via msn.

Ora non so cosa augurargli: se una diarrea o un mal di stomaco 😀

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Tortano o casatiello? Il Dilemma Napoletano 

I Riti della Settimana Santa in Penisola Sorrentina
Prove Tecniche di Casatiello con “criscito” o lievito madre

 

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La Notte delle Zeppole

La notte delle zeppole

Notturno napoletano

Tanto tanto tempo fa, quando c’era ancora il festival di Napoli ma i giovani ascoltavano i Bee Gees, in una stranota pasticceria cittadina, che comincia per C e finisce per h, si teneva, intorno al 16 marzo, un evento annuale. Non solo cuochi, pasticcieri, aiutanti di cucina e

Leggi tutto

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Intervista Gastronomica a Pino Imperatore

Pino Imperatore


Pino Imperatore
, umorista e scrittore, per sua definizione è un esempio di “emigrante al contrario”: Nasce a Milano nel 1961, e dopo appena due anni la sua famiglia si trasferisce stabilmente a Napoli.
In qualità di giornalista ha scritto per diversi quotidiani e periodici, inoltre ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive.
È autore dei libri umoristici In principio era il Verbo, poi vennero il soggetto e il complemento (Colonnese, 2001) con il quale ha vinto il premio Troisi per la scrittura comica nel 2001, Un anno strano a Roccapeppa (Kairós, 2004), Le mirabolanti avventure del Gladiator Posillipo (Cento Autori, 2007), La Trilogia del Buon Umore che comprende La catena di Santo Gnomo (Cento Autori, 2007) Questo pazzo pazzo pazzo mondo animale (Cento Autori, 2007) e Manteniamo la salma (Cento Autori, 2007).

De Vulgari Cazzimma - Edizioni Cento Autori

De Vulgari Cazzima vede luce nel 2008 sempre per la Casa Editrice Cento Autori  il volumetto è un agile trattatello “semicomico” sulla genesi e sull’epistemologia di quel sentimento miscellaneo e composito, mosto fruttato ad alta concentrazione zuccherina di malizia, perfidia, cinismo ed astuzia, comunemente noto ai figli di Pulcinella (per non dir peggio) con il popolare epiteto di cazzimma, appunto. dal sito Centoautori.
E, finalmente nel 2012 esce il primo romanzo di Pino Imperatore Benvenuti in Casa Esposito, edito per la Giunti che guarda caso si trova a Firenze, e, coincidenza vuole, che zio Pino, pur raccontando da sempre l’ironia e l’umorismo napoletano, ha un difettuccio, un neo,  una piccola magagna, è l’unico tra gli scrittori partenopei che non tifa per il Ciuccio, ma è da sempre uno sfegatato tifoso della compagine viola, rappresentativa del capoluogo toscano 🙂

Benvenuti in casa Esposito – Edizione Giunti

L’ultima fatica è sicuramente un’opera da non perdere, soprattutto in questi tempi di magra di diete e crisi economiche, è importante ridere, aiuta a vivere meglio e a guardare con un sorriso la realtà che ci gira intorno.Un libro da non perdere
Benvenuti in casa Esposito, narra le vicende della famiglia camorrista più goffa di Napoli.

Uno spaccato divertente e allo stesso tempo reale e  amaro sullla Napoli contemporanea, città ricca di contraddizioni  che non perde mai la speranza nella certezza di poter vivere un futuro migliore, nonostante le difficoltà e le complessità della sua gestione.

“Ricordate la città dei criminali brutali, dei corrieri della droga, dei bagni di sangue e delle lotte di camorra? Be’, scordatevela.”
Maurizio de Giovanni, autore del commissario Ricciardi
«Un viaggio nei bassifondi del crimine, dove correrete il rischio di morire. Dal ridere.»
Maurizio de Giovanni, autore del commissario Ricciardi

In libreria dall’11 gennaio 2012
e, se volete avere un’idea più precisa del libro potete leggere le prime pagine 🙂

Dal 2005 è responsabile della sezione “Scrittura Comica” del Premio Massimo Troisi .
Conduce a Napoli, con Edgardo Bellini, il “Laboratorio di scrittura comica e umoristica Achille Campanile” (www.scritturacomica.it).
Con lo stesso Bellini ha curato le antologie Quel sacripante del grafico si è scordato il titolo (Graus, 2005), e Aggiungi un porco a favola(Cento Autori, 2009)

Io e Zio Pino

Suoi racconti e battute sono apparsi in varie pubblicazioni, tra cui l’Agenda Comix, Scrive testi per il cabaret.
E’ fra i fondatori del GULP, ossia il Gruppo Umoristi Ludici Postmoderni,
De vulgari cazzimma – Cento Autori e’ del 2008.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Pino: – «Da uno a dieci?».
Sì.
«Dieci e lode».

Angie: – Hai mai pensato di scrivere un pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Pino: – «Proprio in questo periodo sto studiando le possibilità di cottura delle uova deposte dalle galline Araucana del Cile. Non sono uova normali, ma colorate: blu, verdi, addirittura rosa. Ne ricaverò un saggio dal titolo “Frittate arcobaleno”».

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Pino: – «Sono giornalista e lavoro in un ente pubblico. Nel tempo libero mi occupo di letteratura umoristica. Nel tempo occupato metto sulla porta il cartello con la scritta “Do not disturb”».

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Pino: – «La masseria “La Sauda” a Caserta: piatti tipici della Campania, aria buona e tanto verde. E uno chef che ha fatto un patto con Dio».

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Pino: – «Eh?».
Angie: – Meglio carne o pesce?
Pino: – «Entrambi meritano il massimo rispetto. Come disse Totò: “Non ho mai commesso peccati, né di carne né di pesce”».

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Pino: – «Uno struffolo».

Angie: – Vino?
Pino: – «Il Per’ ‘e palummo, il Caprettone e il Coda di Volpe: bestiali».

Angie: – Il tuo punto debole.
Pino: – «Te lo dico in privato».

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Pino: – «Il limoncello».

Angie: – Limone o aceto?
Pino: – «Aceto balsamico».

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
«Il risotto alla pescatora».

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Pino: – «Le linguine ai frutti di mare».

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai…
Pino
: – «Quella ideale corrisponde a quella reale: sfogliatella frolla e caffè alla napoletana».

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Pino: – «Piluccatore. Guai a lasciare un vassoio incustodito in mia presenza».

Angie: – Di cosa sei più goloso?
Pino: – «Del cioccolato».

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori. Ne hai uno preferito?
Pino: – «Il profumo della cannella. È inebriante».

Angie: – Non puoi vivere senza…
Pino: – «Sorrisi».

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena o anche il saper cucinare?
Pino: – «Tutt’e due. Più una candela a combustione lenta, molto lenta».

Angie: – Una tua ricetta.
Pino: – «Provola alla brace con una spruzzata di noci tritate: un piatto semplice, genuino e corroborante».

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Pino: – «Ne sto leggendo tre contemporaneamente: “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, “Infinite Jest” di David Foster Wallace e “L’incredibile viaggio di Pomponio Flato” di Eduardo Mendoza».

Angie: – Hobby?
Pino: – «Osservare il volo dei gabbiani».

Angie: -Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Pino: – «Thunderstruck degli AC/DC».

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Pino: – «Incontrare nell’aldilà Stanlio & Ollio, Totò, Massimo Troisi, Groucho Marx, Jacques Tati e Charlie Chaplin».

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Pino: – «Pino».

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Pino: – «Un satirello».

Angie: – Un piatto della tua infanzia…
Pino: – «Pasta e fagioli con le cotiche».

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Pino: – «Sì. Le tradizioni gastronomiche locali vanno tutelate e valorizzate».

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Pino: – «La pizza Margherita, un tricolore perfetto: il verde del basilico, il bianco della mozzarella e il rosso del pomodoro».

Angie: – Dopo la cucina italiana, ce n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?

Paella

Pino: – «Quella spagnola, che si avvicina molto alla nostra. La paella, ad esempio, è un piatto che mi fa impazzire».

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Pino
: – «Sono super impegnato nella promozione di “Benvenuti in casa Esposito”. È un’esperienza bellissima. Amo il contatto diretto con i lettori».

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Pino: – «Dolce come un cioccolatino e piccante come un peperoncino».

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? Ed il buon Mario Monti?

Mario Monti e la fresella...

Pino: – «Berlusconi: una minestra riscaldata. Monti: una fresella».

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Pino: – «Mai. Né io ho tradito lei. Ci amiamo saporitamente».

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Pino: – «Carpe diem. La vita è breve, godiamocela».

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Pino: – «Mi stai facendo una dichiarazione d’amore?».

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta.
Pino: – «“Ciao, Pino, come stai?”. “Molto bene, e tu?”. “Anch’io, mi sento in pace con te stesso”».


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Intervista Gastronomica ad Aurelio Raiola

Aurelio Raiola

Anche qui, galeotto fu il Laboratorio di Scrittura Umoristica “Achille Campanile” e lo zio Pino (al secolo Pino Imperatore), una grande palestra per la scrittura umoristica ma soprattutto di vita, chiunque passa da li, non puo fare a meno di vivere, respirare e trasmettere l’emozione che si percepisce e, che penetra nel profondo dell’anima di una persona, penserete che in fondo si tratta solo di un “Laboratorio di scrittura”, questo poi, addirittura umoristico, embè che fa? La gioia di vivere, il coinvolgimento, i vincoli affettivi che ci tengono uniti, arrivano attraverso la comicità ed il voler

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La dittatura dei Magri

‘ una simpaticissiima, nonche’ veritiera canzone, composta ed eseguita dagli amici Sing song dog, da me intervistati. Brano di cui, sicuramente non posso fare a meno di ospitare nella mia rubrica.
Sentite un po…

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Scoop Intervista Gastronomica ai Sing song dog

Sing Song Dog

Ma chi sono questi misteriosi SING SONG DOG, che da metà agosto imperversano sul web, e, nello specifico su Feissbucc con le loro stravaganti  e simpatiche piaciate??
E sveliamolo quest’arcano: SING SONG DOG sono una garanzia, una grande firma, nel panorama dei cantautori italiani, dietro cui si celano i testi e le musiche di Gianni Papa e Dario Bucci.
Due insoliti artisti, che nascono cantautori giustappunto sul web, e su feisbucc vi è la  grande opportunità di seguirli partecipando al gruppo da loro fondato con la possibilità di ascoltare i loro originalissimi testi, pregni di contenuti profondi, che trattano temi attuali che vanno dalla situazione politca italiana, alla storica diatriba sull’utilizzo della panna nella carbonara, passando sulle considerazioni socioculturali sulla questione che “e figli…so bbuon sule chill re carcioffole”,  insomma ce ne sta veramente per tutti gusti, e la loro interpretazione e melodia ha veramente incantato il popolo del web, per cui vi consiglio un salto sulla loro pagina ufficiale di feisbucc
Insolito anche il loro sodalizio:
Tempo addietro Gianni e Dario avevano dato vita un un duo di cabaret più eversivo che evasivo…ed io aggiungerei quasi sovversivo ed a tratti lassativo…:-)
TEATRO DOG fu il loro primo nome acronimo di Denominazione di Origine Geniale.
Dopo l’alternarsi di fortunati spettacoli frenetici in cui i nostri eroi grondavano sudore (Gianni Papa) e sangue (Dario Bucci finalmente arrivò il momento di gloria, il tempo di una sveltina, seguito da un’abbastanza più che rapido crepuscolo.
Le loro strade si separarono: Gianni Papa intraprease con molte soddisfazioni (non si sa però di  chi) il mestiere dell’insegnante di sostegno, ma la sua verve ironica e canterina lottava per venir fuori e fu così che iniziò a comporre le sue prime canzoni LA RUGGINE APPICCICOSA, LA BOMBA INCONGRUA (Questa ultima scomparsa è introvabile, ma pochi disgraziati che hanno avuto la possibilità di ascoltarla assicurano che trattasi di un vero capolavoro.

Sing song dog

Dario Bucci, invece, dopo una vana fuga (non si sa da chi e da dove) fu inseguito e raggiunto dalla professione di attore.
Per tanti anni si divise  interpretando ruoli diversi in teatro in varie compagnie senza troppo entuasiamarsi
e senza,  forse,  nemmeno troppo entusiamare il pubblico  (le voci,  in tal guisa sono decisamente
discrepanti, c’è chi dice che era dotato di un pregevole talento e chi,  invece sosteneva,  che i cani recitano senzaltro meglio…e così, alla faccia di chi aveva dato del “cane”, gatton gattoni, senza neanche troppo dare nell’occhio riuscì a districarsi dall’intricata matassa del mondo teatrale e,  senza che nessuno se ne accorgesse
la meteora Bucci si tirò fuori dalla botte.
Poi il colpo di fulmine: il ritrovarsi con Gianni, il guardarsi negli occhi riscoprire la stessa immutata vena innocente ed eversiva (leggi testa di cavolo:-) …ed il domandarsi: -ma se Gianni Papa fa il cantautore, perchè non lo posso fare anche io che ho pure una voce più bella, e se metto mano al rimario, qualche canzoncella pure riesco a tirarla fuori?-
Tra il dire ed il fare c’e’ di mezzo il mare, dice il proverbio, ma i nostri cantautori, grazie alla platea del Web e nello specifico di feissbucc sono riusciti a far conoscere alla vasta platea telematica la loro musica, e fu cosi che a GIANNI PAPA cantautore si affianca DARIO BUCCI
I due artisti preferiscono lavorare separatamente , ognuno alle proprie canzoni, ed è quasi una sfida a chi le fa più belle…(scrive più boiate:-) ma alla parte musicale lavorano assieme e,  solo raramente le interpretano in coppia

E questa è la nuova alba di Gianni Papa e Dario Bucci.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni: – Conterebbe, ma io mangio smodatamente e senza ritegno. Qualunque cosa. Allora mia moglie si incazza e cerco di limitarmi, ma non riesco a seguire una dieta canonizzata. Ma a scuola (che è il mio lavoro) va benissimo anche essere chiatti. Chi se ne frega. Anzi gli insegnanti di sostegno chiatti sono simpatici.
Dario: – Per me importante sentirmi agile e scattante nellavoro..Io lavoro in una agenzia di tour…ed è necessario essere agili e scattanti in questo lavoro… ma io sarei agile e scattante anche se fossi un impiegato del catasto….io ho la sindrome del supereroe mancato e voglio essere agile e scattante in ogni momento della vita…per cui cerco di avere una alimentazione sana e leggera.,come voglio essere io,  sano e leggero…

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Gianni: – Scrivo sempre pensando ai culi in aria.
Dario: No, ma la mia ex maestra delle scuole elementari, Lidia Taffurelli, mi ha scritto un bellissimo testo per una canzone..si chiama CIAMBELLA E VINO….Gianni Papa ne ha fatto le musiche e io con gran passione l’ho cantata….A me questa canzone piace un sacco…

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Gianni: – Svuotarmi in bocca una bomboletta di panna montata spray.
Dario: – Io sono molto goloso….ma con il passare degli anni ho imparato a stare più attento con l’alimentazione…quando posso evito fritture e cose che fanno male….ma per me, mangiare veramente bene, signica stare a tavola con persone simpatiche….

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Gianni: – Ho lavorato per un sito web un rtempo famoso: superEva. Poi ho lavorato nei call center, ho fatto il postino portalettere e infine e nella scuola, che è il mio lavoro principale.
Poi naturalmente ho lavorato nella musica: sono l’autore di canzoni famosissime come BLOWIN’ IN THE WIND di Bob Dylan. E pensare che non ero ancora nato!!!
Dario: – Io ho fatto per tanti anni teatro e tutto sommato dentro mi sento ancora un attore…anche se forse non ho più voglia di recitare per vari motivi…adesso lavoro in una agenzia turistica e sento di avere da questo lavoro molto più piacere e libertà espressiva di quanta me ne dava il teatro….Ma non posso essere del tutto sicuro che fra un po’ non mi ritorni lo sghiripizzo di stare sul palco…speriamo di no…voglio godermi la vita…

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Gianni: – Il calciatore o la velina.
Dario: – ho avuto tanti sogni nella mia vita….da ragazzo sognavo di fare il pilota di formula uno e fu una esperienza non bella quando alla scuola guida, al primo giorno di guida pratica, scoprii di essere abbastanza imbranato alla guida…presi la patente con molta fatica….e tutt’oggi non mi piace per niente guidare…non più teatro, non più formula uno nella mia vita….

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?

Turkish Kebab

Gianni: – Mi piace il Turkish Kebab. Fanno un Kebab buonissimo. Soprattutto piccante. Che delizia!
Dario: – Si, nel paese dove vivo ci stà un locale dove si mangia benissimo e mi fanno pagare poco…ci vado spesso..ma non mi ricordo come si chiama…così come la ragazza,  carina e gentile,che mi serve non ha la minima idea di come mi chiamo io…

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Gianni: – Come ho detto, mai una dieta strutturata. Sempre una dieta fai da te. E infatti raramente è servita. Beato Dario che non ha di questi problemi!
Dario: – certo che sono a dieta…non mi vorrai mica far diventare chiatto come Gianni Papa?

Angie: – Meglio carne o pesce?
Gianni: – Meglio pesce, come cibo. Come sesso, meglio carne
Dario: – Carne nei giorni che mi sento Leone…Pesce nei giorni che mi sento pesce…

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gianni: – Qualcosa di molto unto e pieno di panna montata.
Dario: – io sono un uomo fatto a strati…sarei una di quelle paste con la  sfoglia a strati…

Angie: – Vino?
Gianni: – Vino e Ciambella.
Dario: – Un bicchiere al giorno non lo disdegnamo

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Una crema di ricotta molto particolare…

Tipico cannolo palermitano

Conosco Vincenzo Carini, Vik, da almeno un decennio, ed è una di quelle persone, che pur non conoscendo personalmente posso considerare amica, e con cui interagisco giornaliermente su Facebook.
Ho recuperato questa sua ricetta della crema di ricotta per i cannoli, dalla Guida al Mangiare bene di Supereva, perchè è divertente il modo in cui l’ha trascritta 🙂

Considerazione essenziale per comprendere cosa vi state mangiando se ricevete in dono dei cannoli che vi dicono provenire dalla Sicilia, eheheh facile a dirlo….

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L’Invito a Pranzo Totò e Peppino

Questo video è tratto da Toto’ Peppino ed i Fuorilegge, la scena forse più divertente dell’intero film è l’invito a pranzo con Peppino che è costretto a comprare tutto il necessario per il pranzo.

toto', peppino e titina de filippo

Peppino De Filippo, Totò e Titina De Filippo

Con la complicità di Peppino, Totò si finge rapito ed ottiene dalla moglie un riscatto di cinque milioni,ma la verità viene a galla quando i due vengono visti in televisione pasteggiare e bere champagne in un night club.Tornato a casa viene veramente rapito da Ignazio”il torchio” ma non viene creduto da nessuno.Sua figlia Valeria e Alberto sulle traccie di Ignazio liberano Totò promettendo al bandito un’intervista che gli darà la celebrità.I due giovani si sposano e Totò cacciato di casa finisce col fare il garzone nella bottega dell’amico Peppino.
fonte: www.antoniodecurtis.com

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Intervista gastronomica a Febo Quercia

Febo Quercia con Gianni Puca alla presentazione del libro di quest'ultimo "L'eleganza del ciuccio"

Febo Quercia, di mestiere fa il nutrizionista, e come ben sapete io, con tutti quelli che obbligano a delle regole, seppur piccole, alimentari non è che ci vado molto daccordo eh :..:-) Ma Febo ho avuto modo di conoscerlo, tramite lo stesso giro, quello del Laboratorio di Scrittura umoristica “Achille Campanile”.  Febo ha anche lui l’hobby della scrittura, ed è stato tra gli scrittori che hanno preso parte  all’antologia umoristica “Se mi lasci non male” curata da quel Gianni Puca de me intervistato ed edita da Kairos.

Da anni si occupa anche dell’associazione culturale NarteA, che da tanti anni organizza spettacoli culturali e visite teatralizzate a Napoli.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Febo: – Tanto… più di quanto si possa immaginare. diciamo che conta tanto visto che la buona alimentazione è il mio lavoro: sono un Nutrizionista

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Febo: – certo:  tutti i giorni, scrivo almeno una decina di DIETE al giorno, e parlo molto al telefono di Alimentazione, e anche con gli amici e con i conoscenti e con la gente per strada… prima o poi mi verrà la nausea e non mangerò più

Piramide alimentare

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Febo: – Qui si rischia di iniziare un trattato, ma mi limito a dire che mangiare bene è fondamentale sotto ogni punto di vista. Siamo quel che mangiamo e mangiare male non può fare altro che peggiorare il nostro benessere psico-fisico. Purtroppo e per fortuna in italia MALISSIMO non si mangia, c’è una pseudo educazione alimentare condizionata dai nostri prodotti: se mangiassimo tutti gli alimenti della nostra terra senza i vari “interventi” esterni, siamo potenzialmente la popolazione più sana al mondo. Sappiamo però che anche le condizioni sociali intervengono su questi fattori e la guerra non proprio lontanissima ha inculcato un MODO di mangiare un pò fuori dagli schemi fisiologici. Mangiare bene non significa adottare il motto: mangio-tanto-fino-a-scoppiare-perchè-poi-non-so-se-mangerò-domani, piuttosto: mangio per vivere, non vivo per mangiare

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Febo: – aheeee, mi viene da ridere solo al pensiero di cosa ho fatto fino ad oggi, diciamo che non sono mai stato con le mani nelle mani e anche d’estate ho provveduto a guadagnarmi la pagnotta… anche perchè, devo ammettere, ho le mani bucate e i soldi non bastavano mai… ho fatto di tutto, tranne il gigolò
..e anche per quel ruolo aggiungo io, non sarebbe stato male 😀

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente
cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Febo: – Non lo so. Fondamentalmente faccio quello che mi piace. forse avrei perso meno tempo e avrei cominciato prima a fare quello che faccio oggi, amo essere preparato e il tempo che guadagnerei tornando indietro lo occuperei approfondendo studi e passioni

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Febo: – Tanti, a partire da Nennella nei quartieri spagnoli a la Scialuppa al borgo marinari… mi piace mangiare di tutto e anche sperimentare cucine straniere (cinese, arabo, greco etc…) anche se poi la cucina di cosa è di gran lunga la migliore e quella che preferisco

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Febo: – Si, l’anno scorso. Mi sono rotto una gamba e il riposo forzato mi ha costretto ad una dieta ferrea… mica potevo aumentare di peso con il lavoro che faccio???

Angie: – Meglio carne o pesce?
Febo: – Da Nutrizionista ti rtispondo: <<entrambi con le giuste proporzioni>>; da Febo ti dico: <<Carne senza dubbio… odio le spine>>

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Febo: – Tiramisù

Angie: – Vino?

Febo: – Pallagrello Rosso

Pasta al forno

Angie: – Il tuo punto debole
Febo: – La pasta al forno

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Febo: – Prosciutto crudo… quello lo metterei anche nello stato di famiglia. Nella dispensa i crackers

Angie: – L’aspetto che ti attira di più del  fare da mangiare e se c’è un
piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Febo: – Arrossisco nel dirlo ma… non so cucinare. Forse il fatto che in assoluto, se devo, amo fare Spaghetti aglio olio e peperoncino, dipende dal fatto che non so fare altro

Angie: – Quello che ti piace mangiare?
Febo: – Tutto

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Febo: – scostumato: assaggio tutto e se posso mi concedo anche il BIS, tanto dopo si CAMMINA

Angie: – Di cosa sei più golosa? e cosa proprio non ti piace?
Febo: – Goloso? La pasta. Detesto le interiora; Fegato, cuore, polmoni… per me non sono cibo

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Febo: – Si… l’odore dell’acqua di millefiori… a pasqua lo inalo come fosse una droga….

Angie: – Caffè??
Febo: – non più di tre al giorno

Angie: – Non puoi vivere senza…
Febo: – La mozzarella di castelvolturno

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Febo: – Il saper gustare insieme, saggiare le pietanze ed imboccarsi a vicenda… una cena per me vale come PRELIMINARE, si fa l’amore anche a tavola… ma non con il cibo

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Febo: – Cari lettori: le mie ricette non sono commestibili… Angie saprà sicuramente cosa consigliarvi al posto mio! 😉

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?

"Chocolat" con Juliette Binoche e Johnny Deep


Febo: – La Forma dell’acqua di Camilleri, anche se a dire il vero in una settimana di Camilleri ne ho letti 4

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Febo: – La sigla di Studio Sport

Angie: – Un film?
Febo: – Chocolat

Angie: – Hobby?
Febo: – Degustazione di Vini e Formaggi

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Febo: – Il Dio Apollo, chi altro???

Angie: – Dici parolacce?
Febo: – Troppe, ma solo quando sono nervoso

Angie: – La frase che dici più spesso?
Febo: – <<io non ho vizi: non bevo, non fumo e non gioco; ma le mie virtù non le conosco>>

Angie: – Cosa invece ti dicono più spesso?
Febo: – Che sono uno scassa….

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Febo: – Aprire un megamaxi rifugio per animali abbandonati

Angie: – Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare
Febo: – Sono troppe… in genere detesto la “conoscenza”, le raccomandazioni etc… sono un filio-meritocratico

Angie: – Ti fidanzeresti con uno/a chef?
Febo: – No… sarebbe troppo grave… anche se la mia fidanzata cucina molto bene

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Febo: – Besciamella al forno

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Febo: – DEVE esistere!

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Febo: – No, ti prego non parliamo dell’unità d’italia… risulterei antipatico visto che non l’ho per nulla vissuta come una festa per noi meridionali ma come una conferma di quanto siamo pecore!

Cucina Greca

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Febo: – La greca… ma in fondo assomiglia alla napoletana

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Febo: – una pasta al forno, o una insalata di riso

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Febo: – Segreto! Ci sono troppe persone che aspettano le idee altrui per fare qualcosa e di conseguenza ho imparato a tacere 😉

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Febo: – entrambi a un piatto rotto

Angie: – La cucina ha mai deluso le tue aspettative??
Febo: – Dipende da dove mangio

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Febo: – Il nemico del mio nemico è il mio migliore amico

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Febo: – Dopo questa intervista ti è venuta fame? Si troppa, vado a pranzo! Ciaoooo

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Intervista Gastronomica a Maria Bolignano

Maria Bolignano

Maria Bolignano napoletana classe 1970, si è diplomata nel 1997, presso l’Accademia Napoletana di Teatro.
E’ Vincitrice del “Premio Massimo Troisi 2005” – miglior attrice comica;
Dal 1997 al 1999 entra a far parte della Compagnia Dell’Accademia, collabora con La Nuova Orchestra Scarlatti, partecipa al Festival del Teatro indipendente “La punta dell’Iceberg”, partecipa alla teatrale dell‘”Albero Azzurro” dalla più nota trasmissione televisiva per bambini in onda su Rai e si confronta con testi di vario genere da Giovanni Granelli a Garcia Lorca a Lorenzo da Ponte.
Partecipa a numerosi stages di perfezionamento, soprattutto di danza teatro e di teatro Kabuki-No. “Laboratorio Zelig” di Napoli.
Per maggiori informazioni sull’attività artistica di Maria vi rimando al suo sito personale, così io lavoro di meno, ed il suo sito fa più accessi 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro e le tue attività?
Maria: –  Devi sapere, Angie , che io sono una patita dell’alimentazione sana ( con qualche eccezione perchè quando ce vò ce vò) e coinvolgo in questo tutta la mia famiglia ed,  avolte anche i colleghi. Quindi è fondamentale per tutte le mie attività

Maria Bolignano

Angie: –  Hai mai scritto e recitato ispirandoti a qualcosa di gastronomico?
Maria: –  Devo dire la verità no ma è un’idea. Te la posso rubare?

Angie: –  Cosa significa per te mangiar bene?
Maria: –  Significa equilibrio tra genuinità e gusto

Angie:  – Le tue esperienze lavorative?
Maria: –  Questa non l’ho capita bene. Devo parlarti delle mie esperienze a prescindere dalla gastronomia (quindi quelle artistiche) o solo quelle legate ad essa (sai io ho frequentato l’alberghiero anche se come receptionist ma questo lo sapevano in pochi…fino ad ora)

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maria: – Sì più di uno. Ma quelli che prediligo sono “Lo stuzzichino” di Santa Agata sui due Golfi (se vuoi mangiare con semplicità e genuinità) e Viva lo Re di Ercolano ( per palati più fini ed esigenti e amanti del buon vino). Da entrambi troverete dei padroni di casa “speciali” Mimmo e Maurizio. Ve li consiglio.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Maria: – Certo! Quale donna non è mai stata a dieta?

Angie: – Meglio carne o pesce?
Maria: – Mi piacciono entrambi ma il pesce lo preferisco un tantino di più

Tortino di cioccolato
Tortino di cioccolato

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Maria: – Mio marito mi paragona sempre ad un tortino di cioccolato (quelli con il cioccolato caldo all’interno che quando lo apri ti cola dappertutto). Sarà un complimento?

Angie: -Vino?
Maria: –  Un rosso sicuramente: Aglianico o Cannonau

Angie: –  Il tuo punto debole?
Maria: –  adoro “il casatiello napoletano” ma credo di dover cominciare a stare attenta al colesterolo alla mia età!!!

Angie: –  Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Maria: –  Nel frigo ? O nel freezer? Perchè se è nel freezer la risposta è : del buon gelato artigianale ( Gelateria Polo Nord di Napoli) Nella dispensa credo il riso. Che adoro

Angie:- Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maria: –  Mi ripeto i risotti: alla zucca, alle zucchine, con le salsicce…

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
Maria: –  Mia madre è una cuoca fantastica e quando mi cucina i suoi piatti vado sul sicuro. Tra i miei preferiti c’è sicuramente come primo le chicche all’astice , come contorno,vado sul classico, la parmigiana

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Maria: –  un’esploratrice di sapori

Angie: – Di cosa sei più golosa? e cosa proprio non ti piace?
Maria: –  adoro i primi piatti ma odio quelli troppo pasticciati. Mi piacciono anche molto i piatti unici

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Graffe

Maria: –  certo! Gli odori in cucina mi risvegliano sensazioni e ricordi. E proprio per un ricordo legato a mia nonna adoro l’odore delle graffe fritte fatte in casa

Angie: –  Non puoi vivere senza…
Maria: –  Parmigiano Reggiano. Cosa sarebbe la nostra vita senza questa squisita invenzione?

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Maria
: –  Saper cucinare è un’arma in più nella seduzione.Si sa che sesso e cibo vanno a braccetto

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Maria: –  In realtà che ho “riletto” per la decima volta: “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Maria: –  Ultimamente – Should I stay or Should I go dei Clash– tanto che, su suggerimento di un’amica cara, l’ho messo nel mio nuovo spettacolo comico, “Caburlesc un pò cabaret un pò Burlesque”

Angie: – Hobby?
Maria: –  leggere e passseggiare ma ultimamente, avendo due figli di cui uno piccolo di 9 mesi in piena dentizione, non riesco a fare molto nè l’uno nè l’altro. Ma va bene così. La gioia che mi danno val pure rinunciare ad un hobby

Angie:- Qual è il tuo sogno più grande?
Maria: – Il mio sogno più grande? Essere per sempre circondata d’amore come adesso

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Maria: – Gli amici ? Che mi stimano e questo per me è fonte di grande orgoglio. Nemici? Non credo di averne. I non-amici? Non lo so , di solito ti parlano alle spalle

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Maria: –  se non fossi già sposata con un grande estimatore della mia cucina ( ma è perchè mi vuole bene), credo proprio di sì.

Angie: – Un piatto della tua infanzia?
Maria: –  Pasta cas’ e ove (pasta cacio e uova). Un piatto semplice della cultura contadina che i miei nonni facevano spesso e volentieri in inverno e i tagliolini fatti in casa da mia nonna, nel brodo di gallina

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Maria: –  per la cucina io parlerei più di tradizione legata al territorio che di federalismo. Si badi che in sè il termine “federalismo” non ha nulla di negativo , è il modo in cui se ne parla in Italia che dà al termine una connotazione negativa

Angie: piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?- Quale
Maria: – la pasta e fagioli con la cotica

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?
Maria: – Quando posso vado nei ristoranti “etnici” perchè mi piace sperimentare nuovi gusti. Quale preferisco non ti so dire perchè c’è sempre qualcosa che mi convince e qualcos’altro che invece non mi garba. Posso dirti , però, quella che non preferisco : la cucina indiana. Troppo prezzemolo.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Maria: –  semplice ma gustoso, colorato ma discreto.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Maria:  Ricetta estiva: Pappardelle fiori di zucca e calamari.

Fiori di zucca

Ingredienti per 4 persone:
– 300 gr di pappardelle (anche integrali se vi va di favorire l’intestino)
– 2 calamari belli grossi
– fiori di zucca
– mezzo bicchiere di vino bianco
– aglio
– pomodorini (ciliegine )
– olio- sale- pepe- q.b.

Esecuzione:
Soffriggete l’aglio nell’olio fino a doratura.Aggiungete i calamari tagliati a rondelle e fateli cuocre fino a a quando non assumono una colorazione rosa. A questo punto sfumate con del vino bianco. Tagliate i pomodorini in due parti e aggiungeteli. Poi i fiori di zucca. Salate e pepate.Fate cuocere per altri 10/15 minuti. Cuocete le pappardelle. Scolatele al dente e spadellate nel sugo precedentemente preparato. Aggiungete un trito di prezzemolo e servire. Spero di aver ricordato tutto. Se è così : buon appetito

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Mariassunta Di Matteo intervista gastroironicamente Angie Cafiero

Angie e Assuntina versione Buddy Poke

Se il riso fa buon sangue, Angie Cafiero, avesse ‘a schiattà ‘e salute.
Non solo per la sua abilità culinaria nel preparare la suddetta graminacea, ma per la bellezza del regalarci, ogni giorno , in piena espansione il suo meraviglioso e condagioso sorriso!
Angie sostiene (in molti dei suoi scritti) che la cucina è il posto ideale dove fare l’amore.
Infatti dice spesso: Guagliu’, magnate l’ho preparato con amore.
Angie, ma simme sicure e nun ce truvà nu pilo ‘e baffo dell’arzillo aiuto-cuoco?
Ha intervistato tutti, mescolando sapori e passioni, dal tipo “maccarone ‘e zito”
allo “gnocco gratinato”, da “gallette ‘e castiellammare” a “freselle capunate”
Ci ha servito, riverito e ringraziato.
Angelì, assettate, gustati il sapore che viene dai tuoi amici.
In alto i calici, i cuori no, chill’ ‘e facimme zuffritt’ c’a cipolla!

Assuntina: – Molte coppie moderne che lavorano, purtroppo, (non per il lavoro) tornano a casa e preparano cibi precotti in microonde in 2 minuti e, nel frattempo fanno all’amore…qualcosa non quadra?
Angie: – Be fanno tutto frettolosamente, fanno l’amore surgelato ahahahah

Coscette di rana

Assuntina: – Un uomo abbastanza brutto, ti invita al ristorante cinese, ordinando “coscette di rana”, come riesci ad “ingoiare il rospo”?
Angie: – Se un omo brutto mi invita al ristorante, e io accetto l’invito, deve avere quantomeno una capa orgasmica tanta, senno le cosce di rana le faccio gnocere a lui

Assuntina
: – Se il cameriere al ristorante da del “porco” al tuo accompagnatore, vorrà dire che ha ordinato del maiale. Quale parte succulenta di questa carne preferisci?
Angie: – Non amo molto il maiale, ho da pochi anni ricominciato a mangiare questa carne, poiche quando ero piccina ho assitito al rituale dell’uccisione della povera bestia, cmq preferisco i salumi

Assuntina: – “A tavola non si invecchia mai”. Mentre mi dai il parere su questo famoso detto, posso finire il mio lecca-lecca?
Angie: – Be, allora ne puoi mangiare pure piu di uno

Assuntina: – Se tu dovessi abbinare Francesco Di Domenico ad un piatto, che pietanza sarebbe?
Angie: – Un corposo ragù napoletano

Assuntina: – …e Maurizio Ponticello?
Angie: – Una insalata di riso

Assuntina: – …e Maurizio De Angelis?
Angie: Chiacchiere carnascialesche o anche una gustosa cartuccia, per via della sua altezza :-))

Assuntina: – …e una macedonia di tutti gli altri?
Angie: – Zio pino una crostata di ciliegia, la Tursi uno sciu’ al cioccolato, de giovanni una sfogliatella riccia, il Puca un bicchinotto, l’Ambrogio Von Hotten una prussiana, la Simonetta Santamaria una testa di mor..to

Gelato di pistacchio

Assuntina: – I peccati di carne sifanno con la carne. E quelli di pesce?Con i Angie: – legumi, cioe’ i piselli

Assuntina: – Il “chiantellino”, dalle mie parti, è un chianti piu’ leggero.

Hai mai provato un “chiantellino”?
Angie: – Non provo chiantelle e chiantelline da settembre dell’anno scorso

Assuntina: – Siamo

alla frutta. Che tipo di frutta ti rappresenta?
Angie: – Na frutta sciapa che nun sape e niente, un cetrulo, tanto puo essere sia frutta che verdura

Assuntina: – Dulcis in fundo. Io faccio un sacco di “cassate”,  è la mia specialità. Tu che dolce preferisci?
Angie: – Mi piace molto il pistacchio nella pasticceria, ma dolci ce ne son pochi qui, cosi mi accontento del gelato a quel gusto, amo molto le mandorle, per cui mi piace molto il pasticcetto con le mandorle e le amarene, poi se dovessi trovare un dolce che mi rappresenta degnamente credo che la pastiera sia perfetta

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Intervista Gastronomica a Nunzia Schiano

Nunzia Schiano e Claudio Biso in "Benvenuti a Sud"

Nunzia Schiano, nasce a Portici, il 16 maggio 1959, dove vive tuttora da ben a 23 anni con il marito, Nico Mucci, e il figlio Francesco.
Ha lavorato veramente tanto per giungere al meritato successo grazie al film di Luca Miniero di “Benvenuti al Sud”, di cui abbiamo ampiamente parlato nelle nsotre pagine, dove interpreta il ruolo della simpatica madre ossessiva di Alessandro Siani.
Tra i suo film al cinema ricordiamo: Vacanze di Natale 2000, per la regia di Carlo Vanzina (1999), South Kensington, sempre di Carlo Vanzina (2001), Il paradiso all’improvviso, per la regia di Leonardo Pieraccioni (2003), Ti lascio perché ti amo troppo, regia di Francesco Ranieri Martinotti (2006), Benvenuti al Sud, per la regia di Luca Miniero (2010), Sul mare, regia di Alessandro D’Alatri (2010), La valigia sul letto,regia di Eduardo Tartaglia (2010)

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Nunzia: –  Conta molto,anche se spesso si mangia in modo sbagliato,molto tardi la sera, al ristorante, dove non si può certo controllare la cucina.

Angie: – In Benvenuti a Sud, ci sono molte scene che hanno a che fare con la cucina tradizionale campana, ma anche in altre performance ti sei mai ispirata a qualcosa di culinario?
Nunzia: –  A Museum per Sgruttendio, preparavo degli gnocchi e poi offrivamo una frittata di

Nunzia, in "Benvenuti a Sud Foto di Gianni Fiorito

maccheroni, preparata da noi.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene?
Nunzia: –  Usare prodotti di qualitá, cercare di verificarne la provenienza. Preferisco la qualità alla quantitá.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Nunzia: –  Ho cominciato con la musica per poi passare al teatro. Ho imparato tanto dai miei incontri con Giacomo Rizzo, Renato Carpentieri,Vanzina, Sironi,Pieraccioni, Claudio Bisio, Anna Bonaiuti, Nino D’Angelo, Alessandro D’Alatri, Nuccia

Angie: – Hai un ristorante oun locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Nunzia: –  Il Giardino a Ventotene, il Tallioo a San Giorgio a Cremano.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Nunzia: –  Sono sempre a dieta!

Angie: – Meglio carne o pesce?
Nunzia: –  Pesce.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Nunzia: –  Millefoglie con crema pasticciera.

Angie:  – Vino?
Nunzia: –  Assolutamente si!

Angie: – Il tuo punto debole?
Nunzia: –  La gola, in tutti i sensi,del resto sono del segno del toro

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Nunzia: –  Frutta e verdura, latte, legumi e passat

Pane

e di pomodori.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Nunzia: –  I primi e i dolci.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Nunzia: –  La pizza.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?

Nunzia: –  Curiosa,ma non troppo!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Nunzia: –  Adoro pane e pizza,ma non amo le interiora.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Nunzia: –  L’odore del pane appena sfornato.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Nunzia: –  I miei uomini.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Nunzia: –  Entrambe le cose,ma sarebbe la perfezione!

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Nunzia: –  La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Nunzia: –  …spaghetti,pollo e insalatina!!!!!

Angie: – Hobby?
Nunzia: –  Quando il lavoro lo permette,il mezzopunto!

Nunzia Schiano e Alessandro Siani "Benvenuti a Sud" foto Gianni Fiorito

Nunzia con Alessandro Siani "Bnvenuti a Sud" Foto Alessandro Fiorito

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Nunzia: –  In questo momento,vedere mio marito camminare di nuovo!
Angie: – Cosa ti dicono più spesso??
Nunzia: –  Ma siete la mamma di Siani?

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Nunzia: –  Penso di no,ne andrebbe della mia salute!

Angie: – Un piatto della tua infanzia?
Nunzia: –  I crocchè della nonna Nunziatina!

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Nunzia: –  La cucina italiana è tra le migliori al mondo proprio per la sua varietà,si mangia bene in ogni  regione e quindi in tutta la nazione!

Pizza

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Nunzia: –  Non ho dubbi LA PIZZA!

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Nunzia: –  Tra quelle che ho provato mi diverte molto quella Giapponese.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Nunzia: –  un fritto misto all’italiana!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Nunzia: – Babá rustico:

Ingredienti:
– 300 gr.patate lesse;
– 500 gr.farina;
– 2 cubetti di lievito di birra;
– 4 uova;
– 100 gr.burro;
– 50 gr.romano grattugiato
– 50 gr.parmigiano grattugiato
– 1/2 cucchiaio di sale;
– 2 cucchiai di zucchero

Babà Rustico

– Per il ripieno un misto di salumi e formaggi a scelta.

Esecuzione:

Disponete la farina a fontana con al centro il burro e le patate schiacciate.
A parte battete le uova con il formaggio, lo zucchero, il sale ed unitevi il composto a farina e patate.

Alla fine unite il lievito, sciolto in poco latte tiepido.
L’impasto dovrà risu

ltare elastico eventualmente aggiungete altra farina.
Stendete l’impasto e lo farcite arrotolandolo ben stretto.
Ponetelo in una teglia unta forata al centro,facendolo crescere fino a farlo raddoppiare di volume.
Cuoce in forno a 200 gradi per circa 40 minuti, facendlo ben cuocere nella parte inferiore.

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Intervista Gastronomica a Mariassunta Di Matteo

Mariassunta insieme a Francesco Di Domenico in arte "Didò"

sono una persona socievole amante dell’humor la risata di cuore è molto terapeutica

Con queste parole, la nostra Mariassunta si descrive nelle pagine di Facebook, e, galeotto fu appunto il noto social network teatro della nostra conoscenza, grazie anche all’amicizia comune di Didò (ndr. Francesco Di Domenico) Mariassunta con le sue battute ogni giorno regala un tocco d’ironia e di umorismo alle mie giornate telematiche. E cosi’ ho deciso di intervistare anche lei, che certamente non sfigura nella mia rubrica, soprattutto perchè l’ingrediente principale di questa accogliente conversazione gastronomica è risultata essere l’ironia che da sempre contraddistingue il suo modo di essere e della sua scrittura telematica.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro? Assunta: – Per quello che faccio, mi basterebbe una pera!

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario? Assunta:-Si! La lista della spesa.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene Assunta:- Mangiare di gusto ed in ottima compagnia.

Angie: – Le tue esperienze lavorative? Assunta:- Insegnante di ebraismo e cristianesimo – Manager marketing compagnie telefoniche, direttore artistico radio libere

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Assunta: Nei Boschi Di Lari (PI) c’è un localino che sempra la casetta dei 7 nani con prezzi da gigante! Però si mangia bene

Angie: – Sei mai stata a dieta? Assunta:- Purtroppo si…l’acqua ‘mmocca!

Angie: – Meglio carne o pesce?

...che vita sarebbe...senza nutella...

Assunta:- sono una donna di carne e di pesce. Manzo, tonno i miei preferiti. Angie: – Vino? Assunta:- Chianti rosso, però mi manca il “fragola” di Napoli

Angie: – Il tuo punto debole Assunta:-la nutella.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa? Assunta:- Ogni tipo di insaccato, figurati, faccio 35 km per andare in un supermercato dove hanno la “prusuttella”

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? Assunta:- Pennette rigate alle alghe marine (asparagini di mare)

Angie: – E quello che ti piace mangiare? Assunta: – Gnocchi alla sorrentina. Un omaggio alla tua Sorrento!

Angie: – Come ti definiresti a tavola? Assunta:-Pappa/gone, eqquequà, nun me ‘nzurdate!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace? Assunta:-Gli involtini di manzo in ragu’- Non amo la cacciagione Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito? Assunta: – Tutte le erbe aromatiche, tranne l’origano! Abbiate pietà!

Angie: – Non puoi vivere senza… Assunta:- Affetto e affettati.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo? Una buona cena, o anche il saper cucinare Assunta: – Prenderlo per la gola e, se non cede, ho pur sempre una corda!

Angie: – L’ultimo libro che hai letto? Assunta:- Notte in Arabia di Francesco Di Domenico Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici… Assunta:- Run to the hills degli Iron Maiden

Angie: – Hobby?

Assuntina con Didò

Assunta:- Alta enigmistica, disegno a carboncino, rendere belle cose che gli altri buttano

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande? Assunta:- Vivere, da grande e alla grande, in una comune con tutti i vecchietti amici di FACEBOOK

Angie: – Cosa ti dicono più spesso? Assunta:- Uà! 57 anni? Te ne davo 100 :))

Angie: – Ti fidanzeresti con un cuoco? Assunta:- il mio sogno erotico, vedere ‘sto presunto fidanzato, impastare per me. Angie: – Un piatto della tua infanzia Assunta:- ‘A zuppa ‘e samurchio! (chiedilo ai SANTANTIMESI)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina? Assunta:- Odio i miscugli ed la globalizzazione culinaria, su questo, ognuno ‘a casa soja!

Angie: -Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia? Assunta:- Un trittico di pasta: Trenette al pesto, rigatoni al burro e ricotta, pennette al pomodoro.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale? Assunta:- la paiella ed i tacos

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico? Assunta:- Agro-dolce tendente al piccante!

Ribollita - Zuppa di 'avolo toscana

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Assunta: Zuppa di ‘avolo toscana, detta anche ribollita Ingredienti: – gr.150 di carote – gr. 150 di sedano – gr. 150 di cipolla – 3 foglie di basilico – dl 3 di olio d’oliva – gr. 1500 di patate – gr. 1000 di fagioli freschi – gr. 1000 di cavolo nero – gr. 200 di pomodori maturi – gr. 500 di pane raffermo. Esecuzione: in una pentola di giusta grandezza mettete una mirepoix non troppo fine di cipolle, carote, sedano, qualche foglia di basilico e fatela imbiondire con dell’olio d’oliva. Dopo alcuni minuti unite le patate tagliate a pezzi e lasciatele insaporire; aggiungete una parte dei fagioli e le foglie di cavolo nero tagliate molto finemente. Aggiungete adesso i pomodori maturi che avreteo avuto l’accortezza di fare salsare in un altro poco di olio, senza soffritto, profumando solamente con un pò di pepe e salando moderatamente. Lasciate che le verdure stracuociano, aggiungendo se necessario poca acqua o brodo. A questo punto unite i restanti fagioli passati con il loro brodo di cottura, regolate di sapore e rimestando continuamente lasciate bollire per 10 minuti. Servite in una zuppiera con pane raffermo tagliato in fette sottili.

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Intervista Gastronomica a “Kappa”

Franco Cappelletti in arte "Kappa"

Alto, biondo, cogli occhi azzurri. ah no, scusate, avevo letto fakebook. più marxista di groucho marx, più calvinista di italo calvino, più campanilista di achille campanile.

Questo è scritto nelle info del suo profilo su Facebook, e già la dice tutta, sul personaggio che mi accingo ad intervistare 🙂
Conosco Franco da più di dieci anni quando insieme scrivevamo su it. hobby.umorismo.
Ma lui è diventato ormai uno scrittore satirico più famoso di me visto che
Franco Cappelletti in arte Kappa (Ivrea, 1966), è rubricista della popolare rivista satirica Il Vernacoliere
Così si presenta sul suo Blog
franco cappelletti
agronomo cassiere di cinema collaboro col Vernacoliere (le kappate), ho collaborato coi siti satirici Giuda, Mamma ed Eco del Padule. Ho collaborato con diversi vignettisti, tra cui Dimpo e Oqqu. Collaboro tuttora con la vignettista Alelaz.

Con Franco ci siamo ritrovati spesso ad i vari raduni di IHU a condividere i fornelli, purtroppo solo quelli.
Ecco un profilo gastronomico del nostro simpaticissimo ed ironico amico, il quale si è prestato ben volentieri al mio terzo grado gastronomico.

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Kappa : – Molto, anzi, io scelgo le mie attività in funzione di quanto e come sia necessario mangiare per poterle svolgere. Per questo non farei mai il cuoco: cucinare per gli altri anzichè per me? Ma scherziamo??? Ora faccio pausa che ho fame.
Angie:  – Hai mai pensato, quando scrivi, di ispirarti alla cucina ed alla gastronomia?
Kappa: – Sì, molto spesso. Soprattutto quando scrivo utilizzando il concentrato di pomodoro o la pasta d’acciughe al posto dell’inchiostro (di seppia, no, non il prete):

Angie: – Ma cosa significa per te  mangiar bene
Kappa: – Mangiare biologico penso sia un bel mangiare. Ma quando mi abbuffo non sto lì tanto a pensare, ciò che non ammazza ingrassa, o al limite ferisce.
Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Kappa: – Agente di commercio, anche se non mi ricordo più cosa voglia dire. Agronomo, anche se cosa voglia dire non l’ho mai saputo. Scrittore satirico, ma questo è un segreto tra te e me.
Angie:  – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?

Gelato al cioccolato...dolce un po' salato...


Kappa: – Sì, un self-service perchè non c’è attesa e i tavoli sono ampi che ci puoi aprire il giornale anche non tabloid.  A Sandiglliano (Bi).

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Kappa: – Io sono sempre a dieta! Ipercalorica, d’accordo, ma sempre dieta è!

Angie:  – Meglio carne o pesce?
Kappa: – Bene entrambe, l’importante non le rane che non sono nè carne nè pesce.
Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Kappa: – Gelato al cioccolato (chi ha orecchie, ma soprattutto tette, intenda).

Angie:  – Vino?
Kappa: – Io amo il Timorasso (vino bianco dei colli tortonesi), quindi non quello. Nebbiolo, ha un nome che ricorda il mio stato quando ne bevo parecchio.

Angie: – Il tuo punto debole
Kappa: – Sono ipocondriaco, mi ammalo di tutto, compresa l’ipocondria.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Kappa: – Nel mio frigo non manca mai la muffa. Nella dispensa le farfalle della farina. Come pasta prendo sempre le farfalle, apposta per non aver problemi.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Kappa: – Il piatto tondo. No, scherzo (forse). Pollo arrosto con patate.

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
Kappa: – Lasagne alla ligure (forse). Anzi no porcini fritti e frittata di gallinacci!

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Kappa: – Lento, lento, lento. A tavola non invecchio, muoio direttamente senza passare dal via.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?

Funghi


Kappa: – Pur preferendo il salato al dolce, ho una venerazione per la panna, e il mio colesterolo lo sa bene. Detesto la cipolla (su youtube c’è un video in cui ne morsico una per promessa elettorale per la vittoria di Pisapia a Milano).


Angie
: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Kappa: – Funghiiiiiii!!!

Angie:  – Non puoi vivere senza…
Kappa: – ……….no, scherzo ci vivo sempre. No, però delle patate in cucina non posso farne a meno.

Angie:  – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Kappa: – No, dimmelo tu, porca zozza!

Angie:  – Una tua ricetta per i miei lettori
Kappa: – Risotto al timo serpillo (va benino anche coltivato). Semplicissimo, basta basta cuocere il riso col timo e viene molto saporito, usare vino bianco (ma copre un po’ il sapore), oppure un brodo leggero vegetale.

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?
Kappa: – Moby Dick. Moderno, eh? No, è che lì c’è parecchia trippa per gatti.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici
Kappa: – Qualunque di Shakira…ah no, non sono gastrici…Alan’s psychedelic breakfast dei Pink Floyd.

Angie:  – Hobby?
Kappa: – Vale la masturbazione?

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Kappa: – Diventare un Ciclope. No, essere un cabarettista satirico che campa di quello.

Angie:  – Cosa ti dicono più spesso?
Kappa: – Che panza che hai! Ma sempre meglio di quando mi dicevano “dovresti andare alla Corrida!”

Franco Cappelletti, versione bel tenebroso

Angie:  – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Kappa: – MLD?

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Kappa: – Quello con sopra gatto silvestro. No, i fiori di zucca in pastella.

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Kappa: – Assolutamente sì: la mia cucina è al nord, la camera da letto a sud. Soggiorno ladrone!
Angie: –  Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Kappa: – Pasta al pesto: viene bene ovunque!
Angie:  – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Kappa – Quella greca, perchè somiglia a quella italiana. Comunque mi piace più o meno tutta esclusa la nordica.

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Kappa: – Sono un bel polpettone, non in senso cinematografico. Crostoso, cicciuto, sapori molto articolati e non sempre percettibili.

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Intervista Gastronomica ad Alberto Tristano

Alberto Tristano

Alberto Tristano nacque dopo le Olimpiadi di Roma ma prima che l’uomo mettesse piede sulla luna. Dopo due decenni di serietà e duro impegno per realizzarsi come uomo e come professionista, può ora cavalcare in piacevole tranquillità l’onda dell’ ironia. Essendo troppo rotondetto per fare il Cubista, decide di scrivere e usa la penna per corto racconti che definire corbellerie è un ardito eufemismo. Tuttavia consegue soddisfacenti reiterati piazzamenti in concorsi letterati seri.
(Quelli nei quali non riceve menzione, a suo avviso, sono concorsi letterari poco seri). Usa uno stile colto e raffinato impreziosito da un lessico evoluto: tale scelta per differenziarsi dagli idraulici dei quali, tuttavia, invidia il proverbiale sex appeal.
Siccome avevo i capelli rossi i compagni di scuola mi avevano ribattezzato lo ChefRoscio giocando sulla offensiva assonanza fonetica. In realtà invidiosa dei miei successi con il gentil sesso.
Alberto, cura il suo blog: http://arditoeufemismo.splinder.com/

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Alberto: – Per prima cosa bisogna discernere il “buono” da il “sano”. Se per buono si intende sano direi che paradossalmente la buona cucina è antitetica al mio lavoro di aspirante manager. Se i vertici ti vedono in forma fisica pensano che tu sia un narciso e non un nerd sempre intento a pensare a strategie aziendali senza badare ai maniglioni dell’amore e al collo taurino che ti costringe dentro una Oxford collofit 18. I padroni si sa, hanno tempo per lo yackt e le nuotate, le aragoste e la bottarga. Noi funzionari al massimo possiamo ambire al panino con tonno e pomodoro.

Angie: – Hai mai pensato, quando scrivi, di ispirarti alla cucina ed alla gastronomia?
Alberto: – I disturbi alimentari, affrontati in maniera ironica, sono il mio cavallo di battaglia. Ne “La goffaggine delle radici quadrate” parodia de “La solitudine dei numeri primi”, i miei due disadattati sono obesi colitici. E lei muore per overdose di soppressata.

Angie: – Cosa significa per te  mangiar bene
Alberto: – Mangiare piatti, anche molto semplici, dagli ingredienti però selezionati e genuini.

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Alberto: – Sono un “quadro” direttivo di una società di factoring. Nel mio periodo grasso mi sono evoluto da quadro in  “trompe l’œil”

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Alberto: – Si, a Roma in via Margutta, da Babette. Bello il locale, ottima la cucina

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Alberto: – Io sono la dieta. Scarsdale ha copiato da me. La dottoressa Tirone (una cicciona che spacciava pasticche) l’ho inventata io. Ho detenuto per anni il pacchetto di maggioranza della Weight Watchers. Ho provato quella a punti, la dissociata, la conta calorie, la smuovi metabolismo, il palloncino, il bendaggio gastrico, la digiuno terapia con le flebo, il sondino. Al momento però quella che adoro di più è una dieta to

Bistecche alla griglia

talmente proteica con massicce assunzioni di fendimetrazina tartrata che si possono ottenere solo con un indice di massa corporea che supera i 30 e accompagnato dal medico in farmacia.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Alberto: – Ahimè carne. Almeno una volta a settimana, pena crisi di astinenza, devo andare da Steack House o da Wild West o da Crazy Bull per spararmi dei tagli da 800 grammi su pietra ollare.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Alberto: – Questa è la tua domanda più difficile.  Io sono un potenziale diabetico e amo i dolci al di sopra di qualsiasi altra cosa. Se mi chiedessero preferiresti una bomba alla crema o un orgasmo, tentennerei un attimo ma poi sceglierei la prima. Se fossi un dolce sarei un “tiramisù”

Angie: – Vino?
Alberto: – Originariamente mi piacevano i bianchi freschi e frizzantini. Chardonnay, roba così. Poi il sommelier mi spiegò che quelli non si possono neppure definire vini. Quindi per fare il figo provai i rossi e devo dire che ora amo molto il Nero d’Avola o i corposi toscani.

Angie: – Il tuo punto debole
Alberto: – Come ti ho detto i dolci. La prima volta che i miei genitori mi lasciarono da solo a Roma, scesi in pasticceria e pranzai con  uno “zuccotto” per otto persone.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Alberto: – Latte e capperi sotto aceto

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Alberto: – Uno ne so fare. Me lo insegnò un collega bastardo che voleva farmi le scarpe quando ancora eravamo amici. Trattasi della “Pasta Gialla”. Pennette rigate in un condimento fatto di soffrittino di cipolla, tonno, panna, peperoncino e zafferano.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

"mparrettati" calabresi

Alberto: – Gli ‘mparettati di mia suocera calabrese. Pasta lavorata a mano con fili di saggina, con sugo di pomodoro e poco peperoncino fresco.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Alberto: – Dipende quale delle mie personalità dissociate incarno. Posso essere il bulimico che si ingozza di wurstel crudi, il vegetariano che si ciba di insalata e un frutto. Il buongustaio che ama la buona cucina tradizionale.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Alberto – Zuccheri e Grassi. Detesto oltre ogni ragionevole dubbio la cicoria. Secondo me puzza di pipì.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Alberto: – L’olfatto, la vista e il gusto sono sensi che trovano gratificazione nel cibo. Mi piace quando Vissani, con fare feticista, porta i prodotti alimentari al naso per inalarne l’essenza. Io in genere lo faccio col prosciutto crudo.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Alberto: – Il pranzo e la cena, sempre e comunque.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare:
Alberto: – Dipende dalla donna. Certo saper cucinare è un valore aggiunto che ti fa guadagnare un miliardo di punti da non bruciare facendoti poi sorprendere con i calzini corti bianchi.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori:
Alberto: – Versare del latte fresco in un bicchiere della coca cola omaggio di mac  donald’s. Porlo nel microonde a 800 w per un 50 secondi. Aggiungere Nescafè miscela classica, dietor qb, e frullare il tutto con il frollino per cappuccini di Ikea (Stieg 2,50 euro)

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Alberto: – Leggo di preferenza autori italiani. L’ultimo degno di nota è Profezia di Sandro Veronesi.
In tema culinario mi è piaciuto questo passo del libro di Fabio Volo, Il tempo che vorrei.
Parla dei genitori “La spesa la fanno al discount dove tutto costa poco, il formaggio sembra di plastica e le mozzarelle palline di gomma…qualche volta porto ai miei qualcosa di speciale ma dopo aver spiegato loro la particolarità di quel formaggio, loro subito dicono “non starlo ad aprire per noi. Portalo a casa e mangialo tu. Tu sai che non le capiamo nemmeno queste cose.” E’ vero non sentono la differenza. O magari la sentono ma preferiscono ciò che mangiano di solito perché  amano l’abitudine anche nei sapori. Un gusto nuovo li agita. Non riescono a capire se gli piace o no” Molto vera questa non cultura e curiosità del cibo.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Alberto – E’ degli Articolo 31 si chiama Ohi Maria. E’ una gustosa metafora a favore delle droghe leggere. Sia ben chiaro. Io sono contrarissimo all’uso della marijuana. Non ho mai fumato una sigaretta figuriamoci una canna, ma quando sento questo pezzo mi viene sempre un certo appetito: “Maria Maria. Dalla mattina fino a sera, siamo stati insieme e stavo troppo bene, sebbene…m’era venuta una fame immane, da pescecane, mi sono fatto otto panini col salame, ed un tegame di pasta al pesto…del resto…dopo mangiato Maria si bacia con più gusto”

Angie: – Hobby?
Alberto: – Scrivere. A volte vivere.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Alberto: – Un mondo dove la qualità della vita sia a misura d’uomo. Il ritorno della lira. Una sanità pubblica, una scuola pubblica, l’economia al servizio dell’essere umano e non viceversa. “Un mondo dove non si muoia di fame solo perché qualcuno si è servito doppio.” (cit. da una canzone della Pina)

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Alberto: – Non si capisce mai quando scherzi e quando dici la verità.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Alberto: – Si, solo se obesa però, adoro le BBW. In alternativa una figlia unica di farmacisti. Per una mera questione economica.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Alberto: – Patate. Mangiavo solo quello. Mia madre, da brava romana, mi dava della “bocca di fresca (eufemismo per non scadere nel volgare)” Mi dev’essere rimasto il dubbio perché come colluttorio anziché il tantum verde uso quello rosa. Ma non sono l’unico, ho notato nella pubblicità della lavanda vaginale compare la scritta NON BERE!

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Alberto: – Io e la mia dolce “un quarto” diciamo sempre: “Ovunque vai, in Italia, se magna da Dio!”

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Alberto: – Pizza alla Norma, con salame di Felino, radicchio trevigiano, du carciofoli romaneschi.  Il tutto accompagnato con un’insalata di rinforzo.

Angie: – Dopo la cucina Italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Alberto: – Ultimamente ho provato l’Eritrea. Mi schifavo ma era buonissima.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Alberto: – Piccante come il peperoncino, dolce come la panna, profumato come la cannella, rude e fragile  come il carasau.

E dopo quest’ultima dichiarazione di Alberto, c’e’ il mio Wuao, è un uomo da sposare, peccato che in Italia la bigamia sia un reato 🙂 Ma come non si può apprezzare un uomo cosi’ ironico e che, per di più ama le bbw? 🙂

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Intervista Gastronomica a David Anzalone

David Anzalone

David Anzalone, si è presentato alla trasmissione di Fabio Fazio, “Vieni via con me” con il suo bell’elenco di opportunità che si hanno nell’essere handicappati, e sicuramente alcune delle sue tante battute sul perchè gli handicappati sono considerati dei privilegiati, ci offrono una prospettiva del tutto singolare ma soprattutto irriverente sul tema della disabilità:

“Perchè prendiamo la pensione senza aver fatto mai nulla”, “perchè abbiamo i parcheggi riservati”, “perchè andiamo gratis sia al cinema che a teatro”, “perchè in Olanda il sesso ce lo passa la mutua….solo in Olanda però!”.

La sua biografia non autorizzata racconta che a 9 anni capì per la prima volta d’essere nato attore, il suo attuale mestiere.
Ma fu il solo a rendersene conto, perché appena divenuto adolescente in municipio gli scrissero sulla carta d’identità, alla voce «professione», l’incredibile sentenza: «Handicappato».
A 37 anni, David Anzalone in arte “Zanza” ride continuamente di se stesso.
E lo fa su Internet, in televisione, a teatro Targato H, è il suo spettacolo che da gennaio 2006 ha girato lo stivale in lungo e largo e ne e’ nata una pubblicazione dal titolo Handicappato e carogna edita da Mondadori, scritta a quattro mani con Alessandro Castriota. «Carogna» poiché a “ Zanza“, non gli manca certamente il sarcasmo, che esercita innanzitutto contro le persone nelle sue stesse condizioni.
Infatti si presenta così:

«Dopo tanti comici handicappati, finalmente un handicappato che fa il comico.
Ci chiamano diversamente abili e tu stai tutta la vita a chiederti: ma a che cazzo sarò abile io?».

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Zanza: – Moltissimo… Non vado mai in scena senza aver sgranocchiato un tenero abbacchio!

Angie: – Hai mai pensato di ispirati in un tuo spettacolo anche alla gastronomia?
Zanza: – Gia’ fatto! Nella mia regione, le Marche, c’e’ un pasticcino secco che
si chiama il “Brutto ma buono”…
Beh, il libro che ho scritto assieme ad Alessandro Castriotra si
intitola “Handicappato e Carogna”:
in pratica un “Bello ma Cattivo”!

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Zanza: – Tanto teatro! Nel mio spettacolo comico “Targato H”, scritto assieme al
mio regista Alessandro Castriota e che stiamo portando in teatro, cerco di smascherare le ipocrisie, dettate dal pregiudizio, che la societa’ manifesta nei confronti degli handicappati. Ci siamo accorti, poi, che l’handicap era diventato solo un pretesto, un mezzo e non un fine, per parlare a tutto tondo della paura dei “diversi”.
Partendo dal tentativo di distruggere il tabu’ che “l’handicap e’ una tragedia sulla quale non si puo’ ridere ma si deve averne pieta’”, cerchiamo di ridicolizzare la paura e il buonismo allo scopo di fare incontrare le umanità in modo crudo ma autentico.
Certo queste tematiche si tirano dietro anche alcune critiche ma, ve lo assicuro, la maggior parte delle persone che incontriamo a teatro non vedeva l’ora di sentire questo tipo di comicita’.

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Melenzanina

Melenzanina

Melanzanina

C’era una volta una signora incinta che, durante la gravidanza, aveva sempre voglia di mangiar melanzane. Nel giardino accanto al suo di melanzane ne crescevano tantissime pero’ quel giardino era delle L’aure e le L’aure erano gelosissime delle loro melanzane. Una notte, non potendo piu’ resistere, la signora si intrufolo’ furtivamente nel giardino delle L’aure e fece una scorpacciata di melanzane al funghetto.

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Intervista gastronomica a Maurizio De Angelis

Maurizio de Angelis ha accettato di buon grado la mia intervista. Il risultato? un divertente profilo gastroumoristico con una sua personale ricetta di un dolce al caffe’

Maurizio De Angelis

Breve biografia semiseria – del De Angelis
“VITA ED OPERE”
Come vita, 70 cm. Come opere, ha visto Turandot.
Nato a Napoli. Sì, la Nato sta a Napoli, a Bagnoli, in fondo al vialone.
Maurizio non è

superstizioso, non gioca al lotto e non suona nemmeno il mandolino.
A scuola andava molto bene, lo accompagnavano in macchina. Al liceo frequentò dapprima il Tito Lucrezio Caro, poi il Tito Lucrezio Low Cost. Quando marinava la scuola, restava per ore a guardare quei mattoni pieni d’olio.
All’università fece

più economia di studi che studi di economia.

Fu scartato alle prime esperienze lavorative nel ramo vendita, perché pensava che l’Area Nielsen fosse un posto dove si lavano i piatti. All’alba del terzo millennio, si girò dall’altra parte e dormì altre due ore.
Frequentando il Laboratorio di scrittura umoristica “Campanile”, sembrava rinato. Ma renato era più alto.
Ha vinto due Premi Troisi per la scrittura comica, e gli è stata pubblicata una pagina nell’Agenda Comix 2008.
Presente nelle antologie comiche “Enciclopedia degli scrittori inesistenti” e “Aggiungi un porco a favola”, in ambito letterario la sua citazione preferita restò quella che fece all’assicurazione.
Dopo qualche anno, tornò nelle librerie per chiedere se servisse un aiutante.
Fallendo anche come scrittore, aspira a poter fare uno di quei lavori che vengono rifiutati dagli extracomunitari. Non scende mai a compromessi, scende a “Museo” e si fa un pezzo a piedi.
Il 2009 è l’anno della svolta: gli hanno messo un senso unico sotto casa.
Nello stesso anno pubblica “Il Padrino parte prima così non trova traffico” (Cento Autori) ed “Achei, il prezzo è giusto!”.
L’Odissea. Ricordavo tutto? Omero scordato? (Boopen)
Ormai, giunto in età matura, quando si guarda indietro parcheggia meglio.
Sostiene che bisognerebbe vivere ogni giorno della vita come se fosse l’ultimo, ma senza chiamare il prete!

Angie – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Maurizio – Fondamentale è non appesantirsi troppo ad ora di pranzo, cosa che faccio regolarmente (appesantirmi, intendo). Ma recupero con una pennichella di mezz’ora, e così dopo sono in formissima. E mi impegno per fare una prima colazione abbondante, che invece non mi andrebbe affatto. Insomma, il segreto è mangiare molto e spesso.

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Maurizio – Sì, la tavola è il luogo d’incontro principe tra le persone. Familiari e non. E consumare un pasto, pensandoci, impegna tutti i nostri sensi. In ordine di apparizione: la vista, l’olfatto, il tatto ed il gusto. E pure l’udito, se si va sul croccante!

Angie – Le tue esperienze lavorative ?
Maurizio – Per un quarto di secolo commerciante all’ingrosso di salumi, poi agente principale, e da tre anni anche scrittore umorista, che delle tre è l’attività più bella! Dopo i due Premi Troisi vinti con racconti iper-demenziali, l’anno scorso la Cento Autori mi ha pubblicato “Il Padrino parte prima così non trova traffico”, e dopo qualche mese la Boopen mi ha lanciato definitivamente (è il caso di dire) nell’Olimpo, con “Achei, il prezzo è giusto!”. Ho scritto anche per programmi comici radio (“I Tappi!”) e tv (“Promossi Sposi”). E poi cabaret per Gaetano De Martino, che reputo un grandissimo. E teatro brillante per Maurizio Merolla. L’emozione più bella, proprio con Merolla, alla convention della Fenacom, Palalottomatica di Roma: diecimila persone che ridevano alle mie battute. Sai, in campo comico è facile misurare i risultati: il pubblico o ride o no.

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maurizio – Adoro mangiar bene all’aperto. Che sia ad Ischia, a Positano o a Rivisondoli, poco importa.
Indoor, al Vomero preferisco “Il Polipo”, ma è troppo vicino casa. Allora,Ruggiero” a Lucrino: venticinque mini-portate tutte preparate al momento. Serve tutti alla stessa ora, come fosse un banchetto matrimoniale. E, quando posso, vado in tre o quattro locali a Napoli, fronte al mare, in via Partenope. Ma mai nello stesso giorno.

Angie – Sei mai stato a dieta?
Maurizio – Quando mia moglie comincia una dieta, di riflesso mi mantengo un po’ anch’io: è brutto ingozzarsi di leccornie davanti alla persona che sta soffrendo per piacerti di più. Così a volte mi sacrifico un po’ anch’io. Per esempio, la domenica rinuncio a portare a casa i pasticcini: ingurgito un cannolo alla siciliana prima di salire in ascensore. Il problema è che porta zucchero a velo esternamente, che contamina le dita: se mi sottoponessero al guanto di paraffina, non potrei mentire.

Consiglio di Volpi...arrammaggio 'e jalline...

Angie – Meglio carne o pesce?
Maurizio – Non adoro la carne: la mangio solo se è buonissima. Il pesce lo consumo perché fa bene. sperando che un po’ di fosforo faccia effetto. E poi perché contiene i famosi Omega3. A furia di mangiare Omega3, ho la faccia a forma di orologio.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Maurizio – Credo un profiterole, nel senso che il meglio sta nascosto.
“Ne sono goloso: li butterei a sei alla volta, nel tubo digerente ”
“A sei alla volta?”
“E quello perciò si chiama esofago!”

Angie – Vino?
Maurizio – Il bianco sul pesce, il rosso sul conto corrente.
Adoro il vino bianco freddo, e preferisco quello made in Campania, Falanghina dei Campi Flegrei o del Beneventano. Il rosso mi provoca sonno: in fondo, non sono un gran bevitore.

Angie – Il tuo punto debole
Maurizio – Il cioccolato fondente. Al 70% di cacao. Non riesco ad immaginare di poter vivere senza. Ma pure il prosciutto crudo. A proposito: in colossale conflitto di interessi, ti rivelo che non è vero che i salumi siano grassi. Oggi i maiali allevati sono per lo più magri, quindi…

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
La lampadina. Non potrei farne a meno.

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maurizio – Sono un po’ scarso: mi limito all’omelette, spaghetti aglio e olio, e son bravo anche a preparare tè e tisane. Con i dolci, sto imparando. Son stato a qualche serata organizzata dal “Gambero rosso”,
ma in affiancamento a mia moglie, come osservatore-degustatore.

Angie – E quello che ti piace mangiare
Maurizio – Parmigiana di melanzane for ever. Anche da asporto, in mezzo al pane vecchio. E poi vorrei una legge ad personam, che mi consentisse di mangiare lasagna non solo a carnevale.

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Maurizio – Goloso ed incontrollato. Ma anche nella vita. Se qualcosa mi piace, non so dire basta. È una vera fortuna che non beva, nè fumi! Il fumo provoca il cancro. Ma io sono pesci.

Angie – Di cosa sei più goloso?
Maurizio – Peperoni fritti – Melanzane sott’olio – Pomodori secchi: è una bella gara.
Ci sono molte ricette che mi piacciono. Ma ahimè, anche a Napoli sappiamo che fa molto male mangiare con ricette troppo elaborate. Non per niente, passare a miglior vita si dice “arricettarsi”.

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Maurizio – La mia adorata moglie esprime un’odorata cucina. Per I miei gusti cucina un po’ insipido, ma non mancano le essenze. Quando mi chiede “Che essenza è?” dico “E’ senza sale”.

Angie – Non puoi vivere senza ….
Maurizio – Amare, scrivere, correre. Nell’ordine.

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Maurizio – Una buona cena, in un posto carino. Carino sta per un po’ caro.

Angie – Una tua ricetta.
Maurizio Torta fredda al caffè: 64 biscotti tipo oro saiwa-caffè ristretto piccolo zuccherato-2 tuorli- 100 gr burro- 100 gr cioccolato fondente- 100 cc. marsala- 4 cucchiai zucchero.
Lavorare burro e zucchero, aggiungere i due tuorli ed il marsala a filo. Bagnare I biscotti nel caffè e disporli formando un quadrato di 16 biscotti con 4 biscotti per lato. Stendere lo strato di crema e pezzi di cioccolato sullo strato di biscotti. Poi attendere 5 minuti che il Governo Berlusconi vari un condono edilizio, e sopraelevare fino a quattro piani.
Naturalmente, avrete spalmato crema e pezzi di cioccolato su ogni piano. Infilare in frigo. Attenzione: crea dipendenza. Il tuo medico può aiutarti a smettere. Sempre se non glielo fai assaggiare…

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Maurizio – “Donna Cunce’ e la sua corte”, di Pippo Della Monica, collega di Boopen. Ho fatto da relatore semi-serio alla sua presentazione. Le presentazioni sono una splendida occasione di divertimento per noi ed ancor più per i presenti. Quelle delle antologie comiche a cui ho partecipato sono dei veri e propri show della risata: dovremmo far pagare il biglietto!

Angie – Hobby?
Maurizio – La scrittura comica. E seguire Gaetano De Martino quando interpreta i miei pezzi sul palco.
Mi metto dietro le quinte e guardo chi ride, e quando e come ride: una cosa fondamentale, per perfezionare i pezzi e le battute.
Mi piace guardare il Napoli in tv, e quando posso
allo stadio, che è come un teatro: qui la partita è come una funzione, un rito collettivo. Seguo con passione le partite di basket di mio figlio sedicenne. Un altro hobby è fare il turista nella mia città: ci sono sempre tante cose nuove da scoprire, culturalmente interessantissime.

Angie – Qual è il tuo sogno più grande?
Maurizio – Che mia moglie ed i due figlioli, oggi all’opposizione, mi dicano: “Avevi ragione tu, ad insistere con la scrittura comica”.

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Maurizio – Che ho una mente malata per partorire certe cose!

Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Maurizio – Ma mia moglie è già una cuoca! Sei male infornata…

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Intervista gastronomica a Gianni Puca

Gianni Puca

E qui, lo confesso, ero veramente curiosa di scoprire le abitudini alimentari, i gusti e le preferenze a tavola del nostro Puca, per capire effettivamente se le cose che partorisce sono frutto di una cattiva alimentazione o della “capa fresca” che si ritrova…

Giovanni Puca, detto Gianni, nasce a Casoria il 25 luglio del 1973 pè grazia ’e Dio… ancora vivente).
Laureatosi in Giurisprudenza, presso l’Università di Napoli Federico II, esercita la professione di avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi.
Autore di una commedia teatrale dal titolo Finché l’avvocato non vi separi, edita dalla Kairòs, ispirata da paradossali esperienze professionali.
Al libro sono allegati un cd musicale con due testi di Puca, musicati dal gruppo di musica popolare Vottafuoco.
Ha pubblicato per Cento Autori un libro di favole per bambini ed ex bambini, dal titolo Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta, in cui i personaggi delle favole classiche mettono in scena una protesta contro gli scrittori classici per aver scelto dei finali da loro non condivisi.
Autore di un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo Io sono un altro (Ad Est dell’Equatore edizioni) in cui i rappresentanti di ogni categoria del male vengono assassinati in modi assolutamente beffardi e di un testo teatrale Giudizio Universale, Appello e Cassazione, interamente scritto in rime, in una lingua arcaica inventata, nel quale vengono ribaltate alcune “sentenze di condanna” contenute nella Divina Commedia e alcuni personaggi della realtà e della fantasia affrontano i tre gradi del nuovo giudizio universale, attraverso i quali viene processata la nuova morale.
Suo il testo teatrale dal titolo “2013 Meglio tardi che Maya” e anche la commedia scritta a quattro mani con Gino Rivieccio dal titolo “Intrigo al caravan petrol”, e ancora un altro libro per ragazzi “Sacchetta e Romeo” (Kairòs edizioni).
Curatore di un’antologia di nanoromanzi d’amore umoristici, dal titolo Se mi lasci, non male, che sarà pubblicato dalla Kairòs. Collabora con il webmagazine “Napoliontheroad”, per cui cura la rubrica sportivo-umoristica “Il ciuccio che vola”, che si sposterà su di un altro web magazine “Pensiero Azzurro” ne partirà un’altra dal titolo “L’eleganza del ciuccio” su Il mediano.it

Angie – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni – Tale e quale a quanto conterebbe se facessi l’idraulico, il carpentiere o l’ingegnere aerospaziale. E’ fondamentale e incide anche sull’umore.
Il riso con la verza, per esempio, mi mette di cattivo umore.

Quando rientro a casa, per esempio, ne avverto la puzza già dal garage, così anziché parcheggiare… faccio marcia indietro e me ne vado a mangiare fuori…

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Gianni – Si, mentre mi facevi questa domanda, ho pensato di scrivere un romanzo d’amore tra uno gnocco e una mozzarella. Credo ne verrebbe fuori una storia molto romantica, o quantomeno gustosa.

Angie – Le tue esperienze lavorative?
Gianni – Attualmente sono un avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi. E il mio lavoro è la mia fonte di ispirazione primaria per scrivere commedie e per inventare nuovi generi pseudo-letterari, quali ad esempio i nanoromanzi d’amore (sto curando un’antologia di nanoromanzi “Se mi lasci, non male” – Kairòs edizioni), le favole per bambini ed ex bambini (Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta – Ed. Cento Autori) e di recente ho scritto anche un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo “Io sono un altro” Ad est dell’equatore ed.). Ma il mio sogno, comunque, è quello di comprarmi un garage a via dei Mille e fare il parcheggiatore. L’altro giorno, per un pomeriggio, ho pagato 40 euro!!

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Gianni – Il ristorante mio preferito è “Adda Nonna ‘a mare”.
Mia nonna è una cuoca sopraffina. Il 25 luglio festeggio ogni anno il mio compleanno e i miei amici vengono solo per assaggiare le prelibatezze di mia nonna. Molte amiche mi vorrebbero sposare solo per mia nonna. Il mio amico Maurizio De Giovanni ha iniziato le pratiche per essere adottato da mia nonna. Un altro amico, Ugo Ciaccio, mi chiese se anziché venire una volta all’anno a mangiare tutta quella roba, se poteva venire tutti i giorni, accontentandosi di molto meno.

Angie – Sei mai stato a dieta?
Gianni – Sì, ho cominciato ieri sera. Ma stamattina ho deciso di smettere. Io e la dieta siamo assolutamente incompatibili.

Angie – Meglio carne o pesce?
Gianni – A me piace la carne. Vado pazzo per la carne argentina, ma anche per le bistecche alla fiorentina. Ma al ristorante preferisco mangiare pesce.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gianni – Sicuramente un tiramisù.

Angie – Vino?
Gianni – Ne bevo solo mezzo bicchiere a tavola, se sto a casa mia o se dopo non debbo guidare. Amo il buon vino, preferisco quello campano, ma sono quasi completamente astemio. Se bevo un bicchiere intero, mi addormento in piedi a tavola…

Angie – Il tuo punto debole.
Gianni – Non ho punti deboli. E se pure li avessi, non li direi certamente in pubblico…

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Gianni – Nel mio frigo non deve mancare assolutamente niente. A me piace variare, non mangio molto, ma mangio spesso e mi piace mangiare sempre cose diverse.

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Gianni – A me piacerebbe saper cucinare i primi, ma al momento non ne sono capace. Prima di sposarmi o di iniziare una convivenza seria, credo farò un corso di cucina da mia nonna. Al momento so fare solo il tè e la scamorza alla brace…

Angie – E quello che ti piace mangiare?
Gianni – Come primo è una bella lotta tra i paccheri con la pescatrice e gli gnocchi alla sorrentina. Come secondo, carne argentina, come ti dicevo oppure un bel sarago al sale.

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Gianni – Non lo so, non mi sono mai guardato mentre sto a tavola. Ma credo di essere abbastanza educato e composto. Non mi è mai capitato di schizzare con il ragù la mia compagna quando mangio gli spaghetti, e solo una volta ho schizzato con il limone un mio ex amico, mentre cercavo di insaporire delle ostriche. Ma ora sono felice di averlo fatto…

Angie – Di cosa sei più goloso?
Gianni – Di dolci. In particolare di cioccolato. Dicono che sia il cibo degli dei… E se così è, in un’altra vita, probabilmente lo sono stato anche io.

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Gianni – Sono tanti i profumi che mi inebriano. Ho la fortuna – sfortuna di avere i miei genitori che abitano al piano di sotto. Dal mio studio riesco a riconoscere ogni giorno quello che cucina mia madre, in modo che nel caso in cui mi invita a pranzo riesco a intuire con anticipo se mi conviene accettare o se è meglio andare a pranzo fuori.

Angie – Non puoi vivere senza ….
Gianni – Non posso vivere senza l’amore. E credo che nessuno possa. Al momento sono innamorato dell’amore, sto una bellezza anche nella comoda posizione di single. Ma ho dentro di me tanto amore che mi è avanzato pure dagli anni passati, e lo conservo per la Donna che prima o poi incontrerò sul mio cammino. Come diceva Totò: “io aspetto, di qua deve passare”. Prima che tutto questo amore scade, credo che anche per me sia scritto che troverò l’altra metà. Non la conosco ancora, ma già la invidio… perché credo che sarà una donna felice. Non perché io sia migliore di altri, anzi… ma semplicemente perché tra i miei principi ce n’è uno importantissimo, la totale dedizione al proprio partner e alla famiglia.

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare.
Gianni – Io non so cucinare quasi niente, ma ho una grande fantasia. Riesco ad inventarmi delle cose anche senza accendere i fornelli e bruciare casa. Comunque un giorno imparerò. Credo che preparare qualcosa per la propria compagna sia, oltre che un qualcosa che seduce molto la donna, un vero e proprio gesto d’amore. A tutti piacerebbe avere una compagna che sia una tigre a letto e fuori dal letto una grande massaia. Così come però credo che anche alle donne faccia piacere che il partner abbia considerazione del loro lavoro, del fatto che anche loro la sera tornano a casa stanche e che desidererebbero ogni tanto trovare una tavola apparecchiata con amore.

Angie – Una tua ricetta.
Gianni – Tè agli agrumi. Lo so, non è un granché… ma sono ancora giovane. Imparerò.

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Gianni – Io leggo sempre quattro o cinque libri per volta. Ora sto leggendo “Il posto di ognuno”, di Maurizio De Giovanni, “Storie brillanti di eroi scadenti”, di Francesco Di Domenico”, “De Vulgari cazzimma”, di Pino Imperatore”, “Il padrino parte prima, così non trova traffico”, di Maurizio De Angelis e poi sto leggendo uno che ho scritto io, ma che non ho mai avuto il tempo di leggere “Finché l’avvocato non vi separi”.

Angie – Hobby?
Gianni – Il teatro. Scrivere testi teatrali e mettere in scena le cose che scrivo.

E’ un’emozione grande vedere degli attori che danno voce ai tuoi pensieri, alle tue emozioni e vedere che la gente sorride o semplicemente approva. E poi il Napoli.
Più che un hobby è qualcosa di fisiologico… Io la domenica debbo per forza vedere la partita, così come debbo per forza controllare sul televideo tutti i giorni quello che ha detto Mazzarri, se nella squadra che affrontiamo la domenica è stato squalificato qualche difensore, se qualche attaccante è stato colto da dissenteria… Debbo confessare che ogni tanto guardo pure le trasmissioni di Paolo Del Genio

Angie – Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Gianni – No, io sogni li tengo nell’armadio. Tengo un armadio pieno di sogni. Nei cassetti, al massimo ci vanno i calzini… Ma i sogni sono tanti e così grandi che un cassetto non basta. Il sogno più grande è di conservare tutto ciò che ho già e di riuscire ad avere sempre l’umiltà e la saggezza per apprezzare ciò che ho e qualsiasi cosa avrò in futuro. Non mi è mai mancato niente di importante nella vita. Avere una famiglia unita e tanti amici affettuosi per me è già tantissimo. E poi scoppio di salute e ho l’allegria scolpita dentro di me, cos’altro potrei desiderare? Al massimo, qualcuno con cui poter condividere tutto questo. Fino ad ora pensavo che la donna è mobile, ma ora è giunta l’ora di chiudere… il mobilificio…. E di mettere la testa a posto.

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Gianni – Che tengo
‘a capa fresca e che sono un gentiluomo.

Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Gianni – Ma anche con una vice cuoca, con una sottocuoca. Ma l’importante, per me, in una donna è che, qualsiasi lavoro faccio, si senta realizzata.

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Se mi lasci, non male edizioni Kàiros a cura di Gianni Puca

Cosa ci azzecchera’ mai una antologia umoristica in una rubrica gastronomica? E ve lo spiego subito: in questa antologia umoristica curata da Gianni Puca, che mi ha anche regalato la sua intervista gastronomica è contenuto il mio racconto umoristico “Invito a cena con relitto”, nella sezione dedicata ai racconti “gastro-ironici”, la storia di un invito a cena, che lascia

Gianni Puca

presagire una conseguente folle notte di passione, e con un sorprendente finale…dietetico…, il racconto è in possesso di ottimi e succulenti ingredienti che si sposano bene con l’ironia, la sensualità e la gastronomia, che lo rendono adatto e mi e’ sembrato anche giusto, ad essere recensito in un posto in cui si disquisisce di cose buone oltre che nella mia storica rubrica dedicata Mangiar Bene che curo da piu’ di dieci anni all’interno del Progetto guide di Supereva.

Ma vediamo come nasce questo progetto di Giovanni Puca, detto Gianni, classe 1973 pè grazia ’e Dio… ancora vivente, e meno male, aggiungo io, altrimenti neanche io avrei potuto prendere parte al suo progetto editoriale!!!
Gianni è laureato in Giurisprudenza, presso l’Università di Napoli Federico II, ed  esercita la professione di avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi.
E’ Autore di una commedia teatrale dal titolo Finché l’avvocato non vi separi, edita dalla Kairòs, ispirata da paradossali esperienze professionali. Al libro sono allegati un cd musicale con due testi di Puca, musicati dal gruppo di musica popolare Vottafuoco.

Ha pubblicato per Cento Autori un libro di favole per bambini ed ex bambini, dal titolo Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta, in cui i personaggi delle favole classiche mettono in scena una protesta contro gli scrittori classici per aver scelto dei finali da loro non condivisi.

Autore di un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo Io sono un altro (Ad Est dell’Equatore edizioni) in cui i rappresentanti di ogni categoria del male vengono assassinati in modi assolutamente beffardi e di un testo teatrale Giudizio Universale, Appello e Cassazione, interamente scritto in rime, in una lingua arcaica inventata, nel quale vengono ribaltate alcune “sentenze di condanna” contenute nella Divina Commedia e alcuni personaggi della realtà e della fantasia affrontano i tre gradi del nuovo giudizio universale, attraverso i quali viene processata la nuova morale.
Suo il testo teatrale dal titolo “2013 Meglio tardi che Maya” e anche la commedia scritta a quattro mani con Gino Rivieccio dal titolo “Intrigo al caravan petrol”, e ancora un altro libro per ragazzi “Sacchetta e Romeo” (Kairòs edizioni).

La malsana idea dei nonoromanzi d’amore gli è venuta un bel giorno, quando preso dal cosidetto raptus di Lyala decise di cimentarsi nell’impresa di scrivere un romanzo d’amore.
Più volte si è domandato come diavolo facessero gli scrittori a scrivere romanzi d’amore di due o trecento pagine, sono esageratamente fortunati o hanno una fantasia sconfinata? Fattosta che con tutto l’impegno necessario i romanzi d’amore a lui venivano al massimo tre o quattro pagine.
Così nasce l’idea di chiedere ad un gruppo di amici scrittori, giallisti, umoristi, poeti, di scrivere ciascuno un proprio micro romanzo d’amore da pubblicare in una collana apposita. Ed, in questo modo ha potuto constatare che non era l’unico scrittore contemporaneo ad avere questo tipo di problema.
Sono infatti pervenuti romanzi d’amore di un rigo, di una parola…
…Sì, perchè l’amore non è più come quello di una volta, quelli che duravano più o meno per sempre.
E’ cosi’ che nasce questo nuovo genere pseudo letterario dei nanoromanzi d’amore, in cui ogni nanostoria ha una lunghezza proporzionale alle storie d’amore che si vivono nella realtà.
Le storie contenute nella raccolta “Se mi lasci non male” edita da Kàiros di Napoli sono quasi tutte autobiografiche, anche se nessuno lo ammetterà mai, a cominciare da un personaggio di fama nazionale che ha aderito con grande entusiasmo a questo progetto, regalando una bellissima storia vera, chiedendo però di conservare l’anonimato, questi ha voluto con il suo contributo fare una sorpresa originale alla donna della sua vita, evitando però che lo venisse a sapere la moglie…
Ricordiamo che il 15 maggio, ore 22.00 l’antologia umoristica verrà presentata al salone del Libro di Torino, presso lo stand della Regione Campania mentre la prima presentazione campana e’ fissata per l’11 maggio, alle ore ore 18.00, alla libreria Feltrinelli di via San Tommaso d’Aquino a Napoli.
mentre venerdì 28 maggio alle ore 18.00 si terrà a Roma alla libreria Odradek, in via dei Banchi vecchi n. 57.

Se mi lasci, non male

Se mi lasci, non male
Antologia di nanoromanzi d’amore umoristici, a-lieto fine (dove la “a” è intesa nel senso di alfa privativo). Autori vari, tra cui scrittori di fama nazionale e giovani esordienti, hanno offerto il loro contributo per questa antologia in cui in ogni storia c’è un personaggio di troppo: la coppia.
Uno più una non fa mai due: in amore, l’aritmetica è un’opinione. La cifra ideale è uno, più una, più un altro, più un’altra, più molti. Ovviamente, nella fattispecie, la somma non fa il totale, ma crea il caos più totale…
Le storie narrate sono tutte assolutamente surreali; i protagonisti, però, estremamente realisti, giungono alla unanime conclusione che la felicità non esiste e che quindi non resta che provare a essere felici senza.
La sofferenza è un vuoto a perdere, quindi affrontano le delusioni d’amore con auto-ironia, invitando il lettore a soffrire solo quel giusto indispensabile per distinguersi dai coccodrilli.
La robusta convinzione di ciascun autore è che l’amore è nano!


Elenco degli autori
:
Gabriele Aprea, Edgardo Bellini, Laura Bugno, Guido Bulla, Riccardo Brun, Angie Cafiero, Elio Capriati, Nagi Capuvoni, Marco Catizone, Ugo Ciaccio, Liborio Savio Ciufo, Laura Costantini, Roberta Cuozzo, Anita Curci, Maurizio De Angelis, Maurizio de Giovanni, Pippo Della Monica, Luca De Pasquale, Francesco Di Domenico, Argia Di Donato, Marcello D’Orta, Milena Esposito, Loredana Falcone, Alessandro Ferrara, Raffaella R. Ferré, Enzo Fischetti, Enzo & Sal, Monica Florio, Gennaro Francione, Raffaele Galiero, Pino Imperatore, Elisabetta Malantrucco, Ciro Marino, Marco Marsullo, Arnaldo Tony Matania, Ada Natale, Giovanni Nurcato, Marco Palasciano, Chiara Piedisacco, Antonella Platì, Gianni Puca, Aldo Putignano, Febo Quercia, Aurelio Raiola, Maria Rosaria Riccio, Laura Rossetti, Lucio Rufolo, Cristina Maria Russo, Sergio Saggese, Simonetta Santamaria, Sonia Scarpa, Antonella Scotti, Gianni Solla, Palma Spina, Piero Antonio Toma, Anna Trieste, Luana Troncanetti, Floriana Tursi, Nando Vitali.
A questi straordinari autori contemporanei vanno aggiunti un nanoromanzo d’altri tempi di Ciullo D’Alcamo e Monna Rosa de Fresca Frasca e un nanoromanzo anonimo, di un personaggio noto che ha voluto dedicare uno straordinario racconto all’amore della sua vita, senza che venisse a saperlo la moglie…

www.edizionikairos.com
www.paragulp.it

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