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Il Ristorante “The Garden” a Sorrento

giovedì, 15 luglio 2010

Gennaro Prisco e sua moglie Rosaria

Sorrento è una delle località turistiche più visitate della nostra regione e, in posti come questo, non sempre è facile trovare un buon ristorante, molto spesso si mangia bene ma i prezzi sono alti e senza l’offerta di un servizio adeguato.
Il ristorante “The Garden”, è poco distante dal centro di Sorrento. E’ situato lungo la via principale, il Corso Italia, nell’incrocio con via Tasso, uno dei più caratteristici vicoletti di Sorrento.
Il suo attuale gestore, Gennaro Prisco, figlio di questa nostra terra sorrentina, nasce in una famiglia di origini contadine.
Dalla mamma impara ad apprezzare tutto quello che i giardini, gli orti, le colline sorrentine offrono per preparare sane e gustose vivande.
L’arte della madre è felicemente passata al figlio, “pasciuto” in un terreno fertile all’ombra di sagge e precise lezioni di buona gastronomia.
Il suo passato da “apprendista”lo ha spinto poi ad aprire il locale che gestisce insieme alla sua gentile consorte, Rosaria.
Gennaro oltre ad essere un grande esperto di vini e formaggi, è un appassionato gastronomo, e andare ad assaggiare la sua particolare cucina costituisce un momento di vero relax e di gustoso nutrimento.
Diplomatosi all’Istituto Nautico “Nino Bixio” ha solcato il mare per qualche tempo.
Il richiamo della cucina lo ha riportato, per fortuna dei suoi avventori, sulla terra ferma.
Aprire infatti il “The Garden” un ristorante che vanta una ricca enoteca i cui vini ben si sposano con i piatti elaborati dall’ex marinaio. Egli li propone ai suoi clienti, solo quando l’elaborazione mette in evidenza gli aromi e i sapori degli ingredienti tipici della cucina sorrentina e raggiunge con i prodotti del territorio, un perfetto equilibrio.

Tagliolini con pomodorini, melanzane e mozzarella di bufala

Se è una bella giornata, vi consiglio di mangiare all’aperto sulla suggestiva terrazza col pergolato, dove ho potuto degustare dei fiori di zucca avvolti in una fragrante pastella aromatizzata con i nostri limoni, degli eccellenti tagliolini con pomodorini, melanzane e mozzarella di bufala frullata.

Senz’altro meritano un commento, anche se al primo assaggio ti lasciano sconcertata e senza parole, le seppie servite su di un saporitissimo letto di scarole ripassate con olive di gaeta e capperi. Le due parmigiane con fiordilatte e mozzarella di bufala non hanno bisogno di annotazioni.
Non si può terminare un buon pranzo, senza aver assaggiato un dolce realizzato con la ricotta di bufala, con vaniglia e con amarene sciroppate locali, quelle nostre, quelle dei “Colli di San Pietro” che vengono raccolte in estate ed utilizzate nelle preparazioni dolciarie.
Il nostro ristorante – mi racconta Gennaro – e’ frutto di una continua evoluzione. Nel dopoguerra mia nonna qui gestiva una salumeria, successivamente mio padre negli anni ‘ 60 prese in affitto lo spazio retrostante il locale ed inaugurò uno snack bar, con sala te’ per i turisti inglesi che vi si recavano nelle ore pomeridiane. Da qui il primo nome all’iniziativa: “Tea garden“.
Noi ne abbiamo continuato l’attivita’ con un bar rosticceria – pasticceria. Successivamente nel 2000 abbiam

Semifreddo alla ricotta di bufala con amarene sciroppate dei colli di san Pietro

o deciso di tenere solo il ristorante e l’enoteca wine bar.

Nella cucina del signor Gennaro preponderanti sono gli insegnamenti e l’influenza avuta dalle due mamme: quella di mamma Rosa, legata soprattutto al territorio (Massalubrense) e quella di mamma Stella un po’ piu’ ricercata e raffinata ma sempre realizzata con l’apporto di prodotti genuini e di prima qualita’.
Un buon cuoco – sottolinea – deve essere molto paziente.

Quando si cucina non bisogna avere mai fretta! Non abbiamo un segreto, né siamo fortunati ma è perche’ mettiamo impegno nel lavoro che amiamo. Questo impegno è quello che cerchiamo di trasmettere ai nostri collaboratori con l’orgoglio di svolgere il proprio lavoro al meglio. Nella cucina del The Garden c’è l’attenzione verso le materie prime, voluttuosamente elaborate a formare nuovi piatti da quelli tipici che rivisitiamo. Questo non è capriccio o artifizio ma una naturale evoluzione, poiche’ vogliamo noi per primi essere collimati dal nostro lavoro, ed è anche per questo che, mi confida, io, come chef non ho la grande aspirazione di riuscire ad ottenere le ambite stelle per il mio locale, no, io sono convinto delle mie possibilita’, e mi basta che la gente del posto comprenda che il nostro non è un locale solo per i turisti, ma che lavoriamo bene e che venire a mangiare da noi e’ una bella scoperta!
Al mattino prima di aprire il locale il sig. Gennaro si reca presso fidate pescherie per fare la sua spesuccia.

Vede di persona cosa c’e’ di buono, e solamente dopo aver scelto pescato di ottima qualità libera il suo estro creativo realizzando le sue prelibatezze nelle cucine del “Garden”. La ricerca dei prodotti avviene dopo l’analisi del piatto che si vuole preparare, cercando di impiegare i prodotti del nostro territorio, scavando nella memoria del gusto e dell’odore.
Una buona compagnia è ovvio che si sposa bene con un buon cibo e rende felice la tavola.
Allora gli chiedo cosa ne pensa dei molti chef che sono sbarcati in tv con programmi simil-reality, puntando su un bell’aspetto e una buona presenza scenica, nonché sul successo della tendenza “cucina a domicilio“, e ci sono anche programmi dedicati alla cucina, mi risponde che oggi si va sempre di corsa e anche le donne sono troppo prese dal lavoro non hanno tempo per chiudersi in cucina ed elaborare succulenti pietanze, nonostante ci sia sin troppa informazione e troppe ricette sull’argomento, sono rare le signore che si dedicano a questo tipo di attività. Troppa pubblicità ed è il caso di ricordare in proposito un vecchio proverbio che non tutti conoscono:
Quanno sient… Cerase assaie…cerase assaie…. Tu…curre cu ‘o panaro piccerillo.!
Vale a dire troppe chiacchiere poco costrutto.
La cosa che ama prepararsi di più è la sua insalata realizzata con i pomodori l

Gennaro nella sua enoteca-wine bar

ocali e mi confessa che va matto per la pastiera
Solo da quest’anno il locale ha una nuova denominazione difatti è stato aggiunto

da Gennaro” al The Garden, poiche’ è lui l’anima del ristorante.

Una logica trasformazione dall’originario “Tea garden”,  sia per affetto s

ia per riconoscenza verso suo padre.

La nostra piacevole chiacchierata gastronomica prosegue sulle melenzane di cui io sono una appassionata cultrice e Gennaro sostiene che la melanzana è uno di quei prodotti che andrebbe rivalutato, infatti uno dei piatti del “Garden” è una preparazione realizzata con sei piccole ricette varianti circa il gustoso ortaggio.
Il suo menu’ ideale: Antipasto: calamari saltati su letto di scarole croccanti; Primo: risotto mantecato con zucchine alla scapesce con bocconcini di coccio all’acquapazza Secondo: Piccata di ricciola bruschettata agli asparagi con dadolata di pomodoro di Sorrento Dessert: Spuma ghiacciata di limone di Sorrento dop con salsa di frutti di bosco e menta fresca.
Anche le preparazioni dolciarie sono realizzate dallo staff e vi consiglio di provare oltre al semifreddo alla ricotta ed amarene anche il baba’ alla crema Rossana ed il Pestato di torrone e cioccolato.
Spesso, vengono presentate serate a tema di un prodotto locale, dove vengono proposti dei piatti di formaggi e salumi locali.
Un piccolo suggerimento ci viene da Gennaro per le amministrazioni locali: la promozione dei prodotti locali con la realizzazione di mercatini che vendano solo le tipicità del nostro territorio: verdure locali, limoni, olio di Sorrento:
Attualmente queste iniziative sono solo ad opera di qualche “imprenditore”, sempre gli stessi, che ovviamente cercano di trarne profitto.
Il mio sogno ci racconta – sarebbe quello che il Corso Italia divenisse un isola pedonale permanente, una specie di viale tipo le ramblas spagnole, dove la gente può passeggiare senza annoiarsi, con un sottofondo di musica napoletana di modo che la gente non abbia mai voglia di ritornare a casa.

Andare al “The Garden”costituisce il vero approccio con l’autentica cucina sorrentina. Credetemi… e andate a provare!!!

(continua…)

Intervista Gastronomica a Roberto Russo

lunedì, 7 giugno 2010
Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo ha 47 anni, è napoletano, e si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sul rapporto fra i Borboni e i filosofi napoletani alla fine del 1700.
Fra il 1979 ed il 1993 è stato programmista regista e direttore artistico di emittenti radiofoniche come Radio Kiss Kiss Network, Kiss Kiss Italia e Kiss Kiss Music.
Fra il 1983 ed il 1985 ha lavorato come programmista regista a RAI Stereo UNO.
Dopo aver messo in scena due spettacoli (nel ’93 “Escursione a Normalindi”, e nel ’94 “Primo taglio”) per la produzione del Teatro Sancarluccio di Napoli, nel ’95 è uno dei vincitori del Laboratorio di Drammaturgia del Piccolo Teatro di Milano con “Neroluce” che viene rappresentato al Teatro Studio di Milano nella forma di “mise en espace” per la regia di Roberto Graziosi il 9 maggio del ’95.
Ricordiamo La Camorra sono ioche ottiene la Menzione Speciale alla XXI edizione del Premio Letterario Elsa Morante, un atto unico per sei personaggi portato in scena da Agostino Chiummariello
La camorra sono io

La poliedricità e la bravura del nostro Roberto, ed il suo corposo, saporito e variegato curriculum potrete continuare a leggerlo nelle pagine del suo sito, poiche’ io da appassionata gastronoma mi sono limitata ad intervistarlo solo “gastronomicamente”

Angie – Quando conta una buona alimentazione per uno scrittore come te?
Roberto – Una buona alimentazione conta ma, confesso, che essendo spesso con la testa fra le nuvole mi faccio prendere dalla pigrizia e se non c’è qualcuno che cucina per me sono pronto ad andare avanti a stracchini e orrori di questo genere.
Angie - Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Roberto - Si, ci ho pensato. Mi capita di pensare ad una cena o ad un pranzo nel quale si scoprono delle cose. All’interno di una famiglia o fra amici. Proprio di recente sto pensando ad una piece teatrale sul risorgimento che avrebbe come ambientazione surreale una macelleria. Risorgimento=Macello. Sto cercando una sorta di elenco di pezzi di carne con annesse ricette per ogni singolo pezzo di carne.
Angie - Mi racconti delle tue esperienze lavorative ?
Roberto - Ho lavorato per anni a Radio Kiss Kiss (dal 79 al 93). Ho lavorato in RAI sempre come speker e come programmista regista. Oggi scrivo per il teatro e per il cinema.
Angie - Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare se sì, dove?
Roberto - Mi piace molto il ristorante “I Primi” a Napoli, dalle parti di Mergellina. Amo molto anche Steak House al Vomero.  “Il Rifugio” a Castel di Sangro, L’Alosclub e Bobò a Pozzuoli.
Angie – Sei mai stato a dieta? Te lo chiedo perche’, la dieta e’ un problema che mi perseguita da una vita intera :-)
Roberto – Io sono a dieta da quando sono nato. Se apro un pò più la bocca, prendo peso. Considera che dal 2006 ad oggi ho perso 23 chili. Che tristezza!
Angie – Un po’ come quando io guardo il cibo e lo annuso, che me lo ritrovo all’improvviso sui miei fianchi e sulle mie tette :-D
Angie- Carne o pesce?
Roberto – Se proprio devo scegliere, carne. Sono assolutamente carnivoro.
Angie - Se fossi un dolce, quale saresti?
Roberto – Io sono decisamente cannolo. Duro fuori e morbido dentro.
Angie - Vini?
Roberto - Non sono un esperto di vini ma penso che sarei un Fiano di mastroberardino. Un bianco.
Angie – Il tuo punto debole?
Roberto – Il mio punto debole è la mia fragilità interna. Spesso non sono convinto dei miei mezzi.
Angie - Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? e quello che ti piace mangiare?
Roberto - Fra i pochi piatti che so fare c’è il coronello con i pomodorini del piennolo. Quello lo so fare bene.
Angie - Come ti definiresti a tavola?
Roberto – Mi definirei un “piluccatore pentito”. Sto lì, mi prometto di non mangiare molto ma poi chiacchiero, discuto e intanto pilucco. Poi mi pento.
Angie – Di cosa sei più goloso?
Roberto – Amo molto la pasta al forno: quella alla siciliana più di tutto.
Angie - Non puoi vivere senza ?
Roberto - Lo dico? Amo non solo la pasta al forno ma anche le “schifezze” fritte. Gambari e calamari per esempio…patate (che non posso mangiare mai), il latte condensato della nestlè, la nutella (cose che non compro mai perchè durano fra i 2 e i 3 minuti al massimo)
Alla fine, tirando le somme, non posso vivere senza pasta. In particolare, linguine.
Angie - Quanto secondo te conta una buona cena, o anche il saper cucinare nel sedurre una donna?
Roberto – Nè più nè meno..Secondo me serve moltissimo. Ho un amico che riesce a sedurre proprio grazie alla sua capacità di sapere cucinare molto bene. Io, che sono una schiappa, devo fare sempre l’intellettuale o il poeta e secondo me è una cosa molto molto più faticosa.
Angie - l’ultimo libro che hai letto?
Roberto – Quando scrivo, di solito, non leggo. Amo i classici. In questo periodo sto leggendo libri storici sulla conquista del sud da parte dei colonialisti piemontesi.
Angie – Hobby?
Roberto – Il calcio. Amo molto il calcio.
Angie - A proposito di calcio, tifi Napoli??
Roberto - Azzz…ma fai domande imbarazzanti!!!! No, non tifo Napoli, sono juventino ma, attenzione, poichè non mi sento minimanente italiano, per me, tifare Juve, è come tifare per una squadra straniera.
Angie - Qual è il tuo sogno più grande?
Roberto – Il mio sogno più grande, in questo momento, è un pò di serenità e pensare un pò più lentamente. Ho il sogno di un buon avvenire per i miei figli.
Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Roberto – Dicono che la mia prudenza non è pari alla mia creatività e al mio talento e questo è un problema.
Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Roberto – Una cuoca è assolutamente da sposare!!!!

La ricetta del coronello di Roberto
coronello

La ricetta…beh, c’è il coronello che mi piace. Mezzo chilo di coronello già bagnato e tagliato in pezzi. Tre cucchiai d’olio con uno spicchio di aglio. Quando l’aglio è biondo, aggiungere almeno dieci pomodorini vesuviani già tagliati. Aggiungere poi i pezzi di coronello. Laciare il tutto a cuocere girando ogni tanto. Togliere il coronello quando la pelle si è del tutto staccata, aggiungere sale e molto molto peperoncino.

Il coronello a napoli o “coronello di stock” e’ il dorso dello stoccafisso mentre la ventresca viene detta semplicemente stock (stoccafisso), mentre nel baccala’, il dorso vienechiamato “mussillo di baccalà” e il rimanente resta solo baccalà!

Ingredienti
- 1/2 kg di coronello gia’ bagnato e tagliato in pezzi
- 1 spicchio d’aglio
- 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- una decina di pomodirini vesuviani
Escuzione:
Soffriggere l’aglio nell’olio extravergine d’oliva, quando questo si sarà imbiondito aggiungete i pomodorini del vesuvio gia’ tagliati, unite i pezzi di coronello, lasciate cuocere, rimastando ogni tanto.
Quando la pellicina si sara’ staccata dal coronello, regolate di sale ed aggiungete il peperoncino.
Servite caldo.

Intervista gastronomica a Maurizio De Angelis

lunedì, 7 giugno 2010

Maurizio de Angelis ha accettato di buon grado la mia intervista. Il risultato? un divertente profilo gastroumoristico con una sua personale ricetta di un dolce al caffe’

Maurizio de Angelis

Maurizio De Angelis

Breve biografia semiseria – del De Angelis
“VITA ED OPERE”
Come vita, 70 cm. Come opere, ha visto Turandot.
Nato a Napoli. Sì, la Nato sta a Napoli, a Bagnoli, in fondo al vialone.
Maurizio non è

superstizioso, non gioca al lotto e non suona nemmeno il mandolino.
A scuola andava molto bene, lo accompagnavano in macchina. Al liceo frequentò dapprima il Tito Lucrezio Caro, poi il Tito Lucrezio Low Cost. Quando marinava la scuola, restava per ore a guardare quei mattoni pieni d’olio.
All’università fece

più economia di studi che studi di economia.

Fu scartato alle prime esperienze lavorative nel ramo vendita, perché pensava che l’Area Nielsen fosse un posto dove si lavano i piatti. All’alba del terzo millennio, si girò dall’altra parte e dormì altre due ore.
Frequentando il Laboratorio di scrittura umoristica “Campanile”, sembrava rinato. Ma renato era più alto.
Ha vinto due Premi Troisi per la scrittura comica, e gli è stata pubblicata una pagina nell’Agenda Comix 2008. achei copertina
Presente nelle antologie comiche “Enciclopedia degli scrittori inesistenti” e “Aggiungi un porco a favola”, in ambito letterario la sua citazione preferita restò quella che fece all’assicurazione.
Dopo qualche anno, tornò nelle librerie per chiedere se servisse un aiutante.
Fallendo anche come scrittore, aspira a poter fare uno di quei lavori che vengono rifiutati dagli extracomunitari. Non scende mai a compromessi, scende a “Museo” e si fa un pezzo a piedi.
Il 2009 è l’anno della svolta: gli hanno messo un senso unico sotto casa.
Nello stesso anno pubblica “Il Padrino parte prima così non trova traffico” (Cento Autori) ed “Achei, il prezzo è giusto!”.
L’Odissea. Ricordavo tutto? Omero scordato? (Boopen)
Ormai, giunto in età matura, quando si guarda indietro parcheggia meglio.
Sostiene che bisognerebbe vivere ogni giorno della vita come se fosse l’ultimo, ma senza chiamare il prete!il padrino copertina

Angie – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Maurizio – Fondamentale è non appesantirsi troppo ad ora di pranzo, cosa che faccio regolarmente (appesantirmi, intendo). Ma recupero con una pennichella di mezz’ora, e così dopo sono in formissima. E mi impegno per fare una prima colazione abbondante, che invece non mi andrebbe affatto. Insomma, il segreto è mangiare molto e spesso.

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Maurizio – Sì, la tavola è il luogo d’incontro principe tra le persone. Familiari e non. E consumare un pasto, pensandoci, impegna tutti i nostri sensi. In ordine di apparizione: la vista, l’olfatto, il tatto ed il gusto. E pure l’udito, se si va sul croccante!

Angie – Le tue esperienze lavorative ?
Maurizio – Per un quarto di secolo commerciante all’ingrosso di salumi, poi agente principale, e da tre anni anche scrittore umorista, che delle tre è l’attività più bella! Dopo i due Premi Troisi vinti con racconti iper-demenziali, l’anno scorso la Cento Autori mi ha pubblicato “Il Padrino parte prima così non trova traffico”, e dopo qualche mese la Boopen mi ha lanciato definitivamente (è il caso di dire) nell’Olimpo, con “Achei, il prezzo è giusto!”. Ho scritto anche per programmi comici radio (“I Tappi!”) e tv (“Promossi Sposi”). E poi cabaret per Gaetano De Martino, che reputo un grandissimo. E teatro brillante per Maurizio Merolla. L’emozione più bella, proprio con Merolla, alla convention della Fenacom, Palalottomatica di Roma: diecimila persone che ridevano alle mie battute. Sai, in campo comico è facile misurare i risultati: il pubblico o ride o no.

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maurizio – Adoro mangiar bene all’aperto. Che sia ad Ischia, a Positano o a Rivisondoli, poco importa.
Indoor, al Vomero preferisco “Il Polipo”, ma è troppo vicino casa. Allora,Ruggiero” a Lucrino: venticinque mini-portate tutte preparate al momento. Serve tutti alla stessa ora, come fosse un banchetto matrimoniale. E, quando posso, vado in tre o quattro locali a Napoli, fronte al mare, in via Partenope. Ma mai nello stesso giorno.

Angie – Sei mai stato a dieta?
Maurizio – Quando mia moglie comincia una dieta, di riflesso mi mantengo un po’ anch’io: è brutto ingozzarsi di leccornie davanti alla persona che sta soffrendo per piacerti di più. Così a volte mi sacrifico un po’ anch’io. Per esempio, la domenica rinuncio a portare a casa i pasticcini: ingurgito un cannolo alla siciliana prima di salire in ascensore. Il problema è che porta zucchero a velo esternamente, che contamina le dita: se mi sottoponessero al guanto di paraffina, non potrei mentire.

Foto di gruppo

Consiglio di Volpi...arrammaggio 'e jalline...

Angie – Meglio carne o pesce?
Maurizio – Non adoro la carne: la mangio solo se è buonissima. Il pesce lo consumo perché fa bene. sperando che un po’ di fosforo faccia effetto. E poi perché contiene i famosi Omega3. A furia di mangiare Omega3, ho la faccia a forma di orologio.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Maurizio – Credo un profiterole, nel senso che il meglio sta nascosto.
“Ne sono goloso: li butterei a sei alla volta, nel tubo digerente ”
“A sei alla volta?”
“E quello perciò si chiama esofago!”

Angie – Vino?
Maurizio – Il bianco sul pesce, il rosso sul conto corrente.
Adoro il vino bianco freddo, e preferisco quello made in Campania, Falanghina dei Campi Flegrei o del Beneventano. Il rosso mi provoca sonno: in fondo, non sono un gran bevitore.

Angie – Il tuo punto debole
Maurizio – Il cioccolato fondente. Al 70% di cacao. Non riesco ad immaginare di poter vivere senza. Ma pure il prosciutto crudo. A proposito: in colossale conflitto di interessi, ti rivelo che non è vero che i salumi siano grassi. Oggi i maiali allevati sono per lo più magri, quindi…

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
La lampadina. Non potrei farne a meno.

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maurizio – Sono un po’ scarso: mi limito all’omelette, spaghetti aglio e olio, e son bravo anche a preparare tè e tisane. Con i dolci, sto imparando. Son stato a qualche serata organizzata dal “Gambero rosso”,
ma in affiancamento a mia moglie, come osservatore-degustatore.

Angie – E quello che ti piace mangiare
Maurizio – Parmigiana di melanzane for ever. Anche da asporto, in mezzo al pane vecchio. E poi vorrei una legge ad personam, che mi consentisse di mangiare lasagna non solo a carnevale.

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Maurizio – Goloso ed incontrollato. Ma anche nella vita. Se qualcosa mi piace, non so dire basta. È una vera fortuna che non beva, nè fumi! Il fumo provoca il cancro. Ma io sono pesci.

Angie – Di cosa sei più goloso?
Maurizio – Peperoni fritti – Melanzane sott’olio – Pomodori secchi: è una bella gara.
Ci sono molte ricette che mi piacciono. Ma ahimè, anche a Napoli sappiamo che fa molto male mangiare con ricette troppo elaborate. Non per niente, passare a miglior vita si dice “arricettarsi”.

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Maurizio – La mia adorata moglie esprime un’odorata cucina. Per I miei gusti cucina un po’ insipido, ma non mancano le essenze. Quando mi chiede “Che essenza è?” dico “E’ senza sale”.

Angie – Non puoi vivere senza ….
Maurizio – Amare, scrivere, correre. Nell’ordine.

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Maurizio – Una buona cena, in un posto carino. Carino sta per un po’ caro.

torta al caffe

Angie – Una tua ricetta.
Maurizio - Torta fredda al caffè: 64 biscotti tipo oro saiwa-caffè ristretto piccolo zuccherato-2 tuorli- 100 gr burro- 100 gr cioccolato fondente- 100 cc. marsala- 4 cucchiai zucchero.
Lavorare burro e zucchero, aggiungere i due tuorli ed il marsala a filo. Bagnare I biscotti nel caffè e disporli formando un quadrato di 16 biscotti con 4 biscotti per lato. Stendere lo strato di crema e pezzi di cioccolato sullo strato di biscotti. Poi attendere 5 minuti che il Governo Berlusconi vari un condono edilizio, e sopraelevare fino a quattro piani.
Naturalmente, avrete spalmato crema e pezzi di cioccolato su ogni piano. Infilare in frigo. Attenzione: crea dipendenza. Il tuo medico può aiutarti a smettere. Sempre se non glielo fai assaggiare…

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Maurizio“Donna Cunce’ e la sua corte”, di Pippo Della Monica, collega di Boopen. Ho fatto da relatore semi-serio alla sua presentazione. Le presentazioni sono una splendida occasione di divertimento per noi ed ancor più per i presenti. Quelle delle antologie comiche a cui ho partecipato sono dei veri e propri show della risata: dovremmo far pagare il biglietto!

Angie – Hobby?
Maurizio – La scrittura comica. E seguire Gaetano De Martino quando interpreta i miei pezzi sul palco.
Mi metto dietro le quinte e guardo chi ride, e quando e come ride: una cosa fondamentale, per perfezionare i pezzi e le battute.
Mi piace guardare il Napoli in tv, e quando posso
allo stadio, che è come un teatro: qui la partita è come una funzione, un rito collettivo. Seguo con passione le partite di basket di mio figlio sedicenne. Un altro hobby è fare il turista nella mia città: ci sono sempre tante cose nuove da scoprire, culturalmente interessantissime.

Angie – Qual è il tuo sogno più grande?
Maurizio – Che mia moglie ed i due figlioli, oggi all’opposizione, mi dicano: “Avevi ragione tu, ad insistere con la scrittura comica”.

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Maurizio – Che ho una mente malata per partorire certe cose!

Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Maurizio – Ma mia moglie è già una cuoca! Sei male infornata…

Intervista Gastronomica a Pino Imperatore

lunedì, 7 giugno 2010
Pino Imperatore

Pino Imperatore

trilogia del buon umore

Trilogia del Buon Umore


Pino Imperatore
, umorista e scrittore, per sua definizione è un esempio di “emigrante al contrario”: Nasce a Milano nel 1961, e dopo appena due anni la sua famiglia si trasferisce stabilmente a Napoli.
In qualità di giornalista ha scritto per diversi quotidiani e periodici, inoltre ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive.
È autore dei libri umoristici In principio era il Verbo, poi vennero il soggetto e il complemento (Colonnese, 2001) con il quale ha vinto il premio Troisi per la scrittura comica nel 2001, Un anno strano a Roccapeppa (Kairós, 2004), Le mirabolanti avventure del Gladiator Posillipo (Cento Autori, 2007), La Trilogia del Buon Umore che comprende La catena di Santo Gnomo (Cento Autori, 2007) Questo pazzo pazzo pazzo mondo animale (Cento Autori, 2007) e Manteniamo la salma (Cento Autori, 2007).

Dal 2005 è responsabile della sezione “Scrittura Comica” del Premio Massimo Troisi .
Conduce a Napoli, con Edgardo Bellini, il “Laboratorio di scrittura comica e umoristica Achille Campanile” (www.scritturacomica.it).
Con lo stesso Bellini ha curato le antologie Quel sacripante del grafico si è scordato il titolo (Graus, 2005), e Aggiungi un porco a favola (Cento Autori, 2009) pino imperatore_eddybellini
Suoi racconti e battute sono apparsi in varie pubblicazioni, tra cui l’Agenda Comix, Scrive testi per il cabaret.
E’ fra i fondatori del GULP, ossia il Gruppo Umoristi Ludici Postmoderni,
De vulgari cazzimma – Cento Autori e’ del 2008.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Pino: – «Da uno a dieci?».
Sì.
«Dieci e lode».

Angie: – Hai mai pensato di scrivere un pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Pino: – «Proprio in questo periodo sto studiando le possibilità di cottura delle uova deposte dalle galline Araucana del Cile. Non sono uova normali, ma colorate: blu, verdi, addirittura rosa. Ne ricaverò un saggio dal titolo “Frittate arcobaleno”».

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Pino: – «Sono giornalista e lavoro in un ente pubblico. Nel tempo libero mi occupo di letteratura umoristica. Nel tempo occupato metto sulla porta il cartello con la scritta “Do not disturb”».

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Pino: – «La masseria “La Sauda” a Caserta: piatti tipici della Campania, aria buona e tanto verde. E uno chef che ha fatto un patto con Dio».

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Pino: – «Eh?». gulp
Angie: – Meglio carne o pesce?
Pino: – «Entrambi meritano il massimo rispetto. Come disse Totò: “Non ho mai commesso peccati, né di carne né di pesce”».

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Pino: – «Uno struffolo».

Angie: – Vino?
Pino: – «Il Per’ ‘e palummo, il Caprettone e il Coda di Volpe: bestiali».

Angie: – Il tuo punto debole.
Pino: – «Te lo dico in privato».

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Pino: – «Il limoncello».

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
«Il risotto alla pescatora».

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Pino: – «Le linguine ai frutti di mare».

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Pino: – «Piluccatore. Guai a lasciare un vassoio incustodito in mia presenza».

Angie: – Di cosa sei più goloso?
Pino: – «Del cioccolato».
cannella
Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori. Ne hai uno preferito?
Pino: – «Il profumo della cannella. È inebriante».

Angie: – Non puoi vivere senza…
Pino: – «Sorrisi».

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena o anche il saper cucinare?
Pino: – «Tutt’e due. Più una candela a combustione lenta, molto lenta».

Angie: – Una tua ricetta.
Pino: – «Provola alla brace con una spruzzata di noci tritate: un piatto semplice, genuino e corroborante».

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Pino: – «Ne sto leggendo tre contemporaneamente: “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, “Infinite Jest” di David Foster Wallace e “L’incredibile viaggio di Pomponio Flato” di Eduardo Mendoza».

Angie: – Hobby?
Pino: – «Osservare il volo dei gabbiani».

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?Stanlio e Ollio
Pino: – «Incontrare nell’aldilà Stanlio & Ollio, Totò, Massimo Troisi, Groucho Marx, Jacques Tati e Charlie Chaplin».

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Pino: – «Pino».

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Pino: – «Mi stai facendo una dichiarazione d’amore?».

Intervista gastronomica a Ketti Martino

lunedì, 7 giugno 2010

Ketti Martino è nata a Napoli dove vive. Laureata in filosofia, è stata insegnante nella scuola statale per vent’anni. Specializzata in Psicologia sociale e nell’insegnamento ai ragazzi diversamente abili.
Ketti Martino

Ha iniziato a scrivere poesie all’età di 13 anni. È presente in una dozzina di opere antologiche con testi lirici e in prosa. Ha scritto testi per il sito Labcampanile.it, Homoscrivens.it. , Distanzelab.it . Finalista in premi letterari di poesia; è tra i compilatori dell’Enciclopedia degli scrittori inesistenti (2009, Boopen Led).
Fa parte della Compagnia di Scrittura Homoscrivens.

È stata appena pubblicata dalla Boopen Led la sua prima raccolta poetica, dal titolo “I poeti hanno unghie luride”, e verrà presentata a Napoli, il 13 aprile alle 17,30 al Maschio Angioino, sala della Loggia.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Ketti: – È fondamentale: se non ci si nutre in maniera adeguata, la concentrazione è scarsa, ma se si esagera con le calorie, si rischia di rallentare l’attenzione, oltre ad ingrassare, visto che si trascorre molto tempo seduti.

Angie: – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Ketti: – Sì, ho già iniziato un racconto che prende spunto proprio da una ricetta gastronomica un po’ inusuale.

Angie: -Le tue esperienze lavorative?
Ketti: – Prima di diventare insegnante (professione che ho esercitato per una ventina d’anni), da ragazza ho fatto un po’ di tutto: teatro (sulla scena e dietro le quinte come assistente, direttrice di scena), segretaria, artigiana, baby-sitter. Più di recente mi sono occupata di organizzazione di eventi musicali. Da qualche anno mi dedico solo alla scrittura.

Angie: -Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Ketti: – Mi piacciono le pizzerie classiche di Napoli, tipo Oliva, Mattozzi, Il 22, De Matteo. Non prediligo i ristoranti alla moda, dove di solito si mangia poco e male e non si va per la prelibatezza delle pietanza, ma per stare “in vetrina”.

Angie: -Sei mai stata a dieta?
Ketti: – Solo dopo le gravidanze e di recente, perché, complice l’età, ho messo su un po’ di chiletti.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Ketti: – In inverno carne, d’estate pesce.

Angie: -Se fossi un dolce, quale saresti?
Ketti: – Ho iniziato ad amare i dolci tardi, ma ho sempre avuto un debole per il cioccolato. Quindi direi una sacher o una caprese.

cassata siciliana

Angie: -Vino?
Ketti: – Ne bevo pochissimo, solo pregiato. Mi piacciono i bianchi, secchi. Greco di Tufo, Falanghina, Fiano di Avellino. Amo molto gli spumanti.

Angie: – Il tuo punto debole?
Ketti: – Tutto quanto è fatto con la ricotta mi fa andare in visibilio: cassate di tutti i tipi, cannoli, torta ricotta e pera, pastiera, etc

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Ketti: – Il latte e lo yogurt.

Angie: -Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ketti: – Linguine con scampi e frutti di mare.

Angie: -E quello che ti piace mangiare
Ketti: – Vedi sopra
Ketti Martino
Angie: -Come ti definiresti a tavola?
Ketti: – Esigente, nel senso che se una pietanza non è cucinata come Dio comanda, resto digiuna.

Angie: – Di cosa sei più golosa?
Ketti: – Cioccolato sempre e comunque.

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Ketti: – In ordine: basilico, rosmarino, peperoncino, pepe. Uso spesso l’aglio, la cipolla, l’aceto balsamico.

Angie: – Non puoi vivere senza….
Ketti: – Latticiniiiii

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo?
Ketti: – Una buona cena, o anche il saperli cucinare con una ottima ricetta? :-) Conta il quid…con o senza cena…

Angie: – Una tua ricetta.
Ketti: -

Pappardelle con salsiccia e funghi: ridurre a pezzetti la salsiccia e infarinarla; fare lo stesso con i funghi.
pappardelle

Sciogliere un po’ di burro in una pentola e aggiungere uno spicchio d’aglio (eliminarlo prima di condire la pasta).
Rosolare la salsiccia e quando sarà colorita aggiungere i funghi, sfumare col vino e insaporire con sale e poco pepe.
Coprire col brodo e lasciar cuocere; man mano che il sugo si asciuga, allungarlo appena con altro brodo.
Mettere a bollire una pentola d’acqua, salarla e cuocervi le pappardelle. Quando la pasta è cotta, scolarla e saltarla nel sugo mantecandola con il parmigiano.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ketti: – Leggo più d’un libro contemporaneamente. Ho finito Stabat mater di Tiziano Scarpa e Il giorno prima della felicità di Erri De Luca.

Angie: -Hobby?
Ketti: – Non ho mai avuto hobby nel senso classico del termine: in genere se mi piace fare qualcosa, non la faccio nei ritagli di tempo, ma mi dedico con passione a tempo pieno, in maniera quasi maniacale.

Angie: -Qual è il tuo sogno più grande?
Ketti: – È talmente immenso che non si avvererà mai.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Ketti: – Che sono una donna forte.

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Ketti: – Forse sì, solo per pigrizia nel cucinare, ma dovrebbe prepararmi anche pietanze dietetiche e il caffè.

Le interviste di Angie

Intervista gastronomica a Gianni Puca

lunedì, 7 giugno 2010
Gianni Puca

Gianni Puca

E qui, lo confesso, ero veramente curiosa di scoprire le abitudini alimentari, i gusti e le preferenze a tavola del nostro Puca, per capire effettivamente se le cose che partorisce sono frutto di una cattiva alimentazione o della “capa fresca” che si ritrova…

Giovanni Puca, detto Gianni, nasce a Casoria il 25 luglio del 1973 pè grazia ’e Dio… ancora vivente).
Laureatosi in Giurisprudenza, presso l’Università di Napoli Federico II, esercita la professione di avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi.
Autore di una commedia teatrale dal titolo Finché l’avvocato non vi separi, edita dalla Kairòs, ispirata da paradossali esperienze professionali.
Al libro sono allegati un cd musicale con due testi di Puca, musicati dal gruppo di musica popolare Vottafuoco.
Ha pubblicato per Cento Autori un libro di favole per bambini ed ex bambini, dal titolo Il Principe Quasiazzurro e la password maledetta, in cui i personaggi delle favole classiche mettono in scena una protesta contro gli scrittori classici per aver scelto dei finali da loro non condivisi.
Autore di un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo Io sono un altro (Ad Est dell’Equatore edizioni) in cui i rappresentanti di ogni categoria del male vengono assassinati in modi assolutaprincipe copertinamente beffardi e di un testo teatrale Giudizio Universale, Appello e Cassazione, interamente scritto in rime, in una lingua arcaica inventata, nel quale vengono ribaltate alcune “sentenze di condanna” contenute nella Divina Commedia e alcuni personaggi della realtà e della fantasia affrontano i tre gradi del nuovo giudizio universale, attraverso i quali viene processata la nuova morale.
Suo il testo teatrale dal titolo “2013 Meglio tardi che Maya” e anche la commedia scritta a quattro mani con Gino Rivieccio dal titolo “Intrigo al caravan petrol”, e ancora un altro libro per ragazzi “Sacchetta e Romeo” (Kairòs edizioni).
Curatore di un’antologia di nanoromanzi d’amore umoristici, dal titolo Se mi lasci, non male, che sarà pubblicato dalla Kairòs. Collabora con il webmagazine “Napoliontheroad”, per cui cura la rubrica sportivo-umoristica “Il ciuccio che vola”, che si sposterà su di un altro web magazine “Pensiero Azzurro” ne partirà un’altra dal titolo “L’eleganza del ciuccio” su Il mediano.it

Angie – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni – Tale e quale a quanto conterebbe se facessi l’idraulico, il carpentiere o l’ingegnere aerospaziale. E’ fondamentale e incide anche sull’umore.
Il riso con la verza, per esempio, mi mette di cattivo umore.

Quando rientro a casa, per esempio, ne avverto la puzza già dal garage, così anziché parcheggiare… faccio marcia indietro e me ne vado a mangiare fuori…

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Gianni – Si, mentre mi facevi questa domanda, ho pensato di scrivere un romanzo d’amore tra uno gnocco e una mozzarella. Credo ne verrebbe fuori una storia molto romantica, o quantomeno gustosa.

Angie – Le tue esperienze lavorative?
Gianni – Attualmente sono un avvocato civilista, specializzato involontariamente in separazioni e divorzi. E il mio lavoro è la mia fonte di ispirazione primaria per scrivere commedie e per inventare nuovi generi pseudo-letterari, quali ad esempio i nanoromanzi d’amore (sto curando un’antologia di nanoromanzi “Se mi lasci, non male” – Kairòs edizioni), le favole per bambini ed ex bambini (Il Principe Quasiazzurro e la password maledettaEd. Cento Autori) e di recente ho scritto anche un giallo noir a tinte rosa ambientato in una città tutta grigia, dal titolo “Io sono un altro” Ad est dell’equatore ed.). Ma il mio sogno, comunque, è quello di comprarmi un garage a via dei Mille e fare il parcheggiatore. L’altro giorno, per un pomeriggio, ho pagato 40 euro!!

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Gianni – Il ristorante mio preferito è “Adda Nonna ‘a mare”.
Mia nonna è una cuoca sopraffina. Il 25 luglio festeggio ogni anno il mio compleanno e i miei amici vengono solo per assaggiare le prelibatezze di mia nonna. Molte amiche mi vorrebbero sposare solo per mia nonna. Il mio amico Maurizio De Giovanni ha iniziato le pratiche per essere adottato da mia nonna. Un altro amico, Ugo Ciaccio, mi chiese se anziché venire una volta all’anno a mangiare tutta quella roba, se poteva venire tutti i giorni, accontentandosi di molto meno.
la mitica nonna puca

Angie – Sei mai stato a dieta?
Gianni – Sì, ho cominciato ieri sera. Ma stamattina ho deciso di smettere. Io e la dieta siamo assolutamente incompatibili.

Angie – Meglio carne o pesce?
Gianni – A me piace la carne. Vado pazzo per la carne argentina, ma anche per le bistecche alla fiorentina. Ma al ristorante preferisco mangiare pesce.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gianni – Sicuramente un tiramisù.

Angie – Vino?
Gianni – Ne bevo solo mezzo bicchiere a tavola, se sto a casa mia o se dopo non debbo guidare. Amo il buon vino, preferisco quello campano, ma sono quasi completamente astemio. Se bevo un bicchiere intero, mi addormento in piedi a tavola…

Angie – Il tuo punto debole.
Gianni – Non ho punti deboli. E se pure li avessi, non li direi certamente in pubblico…

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Gianni – Nel mio frigo non deve mancare assolutamente niente. A me piace variare, non mangio molto, ma mangio spesso e mi piace mangiare sempre cose diverse.

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Gianni – A me piacerebbe saper cucinare i primi, ma al momento non ne sono capace. Prima di sposarmi o di iniziare una convivenza seria, credo farò un corso di cucina da mia nonna. Al momento so fare solo il tè e la scamorza alla brace…

Angie – E quello che ti piace mangiare?
Gianni – Come primo è una bella lotta tra i paccheri con la pescatrice e gli gnocchi alla sorrentina. Come secondo, carne argentina, come ti dicevo oppure un bel sarago al sale.

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Gianni – Non lo so, non mi sono mai guardato mentre sto a tavola. Ma credo di essere abbastanza educato e composto. Non mi è mai capitato di schizzare con il ragù la mia compagna quando mangio gli spaghetti, e solo una volta ho schizzato con il limone un mio ex amico, mentre cercavo di insaporire delle ostriche. Ma ora sono felice di averlo fatto…

tavoletta di cioccolatoAngie – Di cosa sei più goloso?
Gianni – Di dolci. In particolare di cioccolato. Dicono che sia il cibo degli dei… E se così è, in un’altra vita, probabilmente lo sono stato anche io.

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Gianni – Sono tanti i profumi che mi inebriano. Ho la fortuna – sfortuna di avere i miei genitori che abitano al piano di sotto. Dal mio studio riesco a riconoscere ogni giorno quello che cucina mia madre, in modo che nel caso in cui mi invita a pranzo riesco a intuire con anticipo se mi conviene accettare o se è meglio andare a pranzo fuori.

Angie – Non puoi vivere senza ….
Gianni – Non posso vivere senza l’amore. E credo che nessuno possa. Al momento sono innamorato dell’amore, sto una bellezza anche nella comoda posizione di single. Ma ho dentro di me tanto amore che mi è avanzato pure dagli anni passati, e lo conservo per la Donna che prima o poi incontrerò sul mio cammino. Come diceva Totò: “io aspetto, di qua deve passare”. Prima che tutto questo amore scade, credo che anche per me sia scritto che troverò l’altra metà. Non la conosco ancora, ma già la invidio… perché credo che sarà una donna felice. Non perché io sia migliore di altri, anzi… ma semplicemente perché tra i miei principi ce n’è uno importantissimo, la totale dedizione al proprio partner e alla famiglia.

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare.
Gianni – Io non so cucinare quasi niente, ma ho una grande fantasia. Riesco ad inventarmi delle cose anche senza accendere i fornelli e bruciare casa. Comunque un giorno imparerò. Credo che preparare qualcosa per la propria compagna sia, oltre che un qualcosa che seduce molto la donna, un vero e proprio gesto d’amore. A tutti piacerebbe avere una compagna che sia una tigre a letto e fuori dal letto una grande massaia. Così come però credo che anche alle donne faccia piacere che il partner abbia considerazione del loro lavoro, del fatto che anche loro la sera tornano a casa stanche e che desidererebbero ogni tanto trovare una tavola apparecchiata con amore.
copertina finchel'avvocatononvisepari
Angie – Una tua ricetta.
Gianni – Tè agli agrumi. Lo so, non è un granché… ma sono ancora giovane. Imparerò.

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Gianni – Io leggo sempre quattro o cinque libri per volta. Ora sto leggendo “Il posto di ognuno”, di Maurizio De Giovanni, “Storie brillanti di eroi scadenti”, di Francesco Di Domenico”, “De Vulgari cazzimma”, di Pino Imperatore”, “Il padrino parte prima, così non trova traffico”, di Maurizio De Angelis e poi sto leggendo uno che ho scritto io, ma che non ho mai avuto il tempo di leggere “Finché l’avvocato non vi separi”.

Angie – Hobby?
Gianni – Il teatro. Scrivere testi teatrali e mettere in scena le cose che scrivo.

E’ un’emozione grande vedere degli attori che danno voce ai tuoi pensieri, alle tue emozioni e vedere che la gente sorride o semplicemente approva. E poi il Napoli.
Più che un hobby è qualcosa di fisiologico… Io la domenica debbo per forza vedere la partita, così come debbo per forza logo calcio napolicontrollare sul televideo tutti i giorni quello che ha detto Mazzarri, se nella squadra che affrontiamo la domenica è stato squalificato qualche difensore, se qualche attaccante è stato colto da dissenteria… Debbo confessare che ogni tanto guardo pure le trasmissioni di Paolo Del Genio

Angie – Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Gianni – No, io sogni li tengo nell’armadio. Tengo un armadio pieno di sogni. Nei cassetti, al massimo ci vanno i calzini… Ma i sogni sono tanti e così grandi che un cassetto non basta. Il sogno più grande è di conservare tutto ciò che ho già e di riuscire ad avere sempre l’umiltà e la saggezza per apprezzare ciò che ho e qualsiasi cosa avrò in futuro. Non mi è mai mancato niente di importante nella vita. Avere una famiglia unita e tanti amici affettuosi per me è già tantissimo. E poi scoppio di salute e ho l’allegria scolpita dentro di me, cos’altro potrei desiderare? Al massimo, qualcuno con cui poter condividere tutto questo. Fino ad ora pensavo che la donna è mobile, ma ora è giunta l’ora di chiudere… il mobilificio…. E di mettere la testa a posto.

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Gianni – Che tengo
‘a capa fresca e che sono un gentiluomo.

Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Gianni – Ma anche con una vice cuoca, con una sottocuoca. Ma l’importante, per me, in una donna è che, qualsiasi lavoro faccio, si senta realizzata.

Intervista Gastronomica a Floriana Tursi

lunedì, 7 giugno 2010
FlorianaTursi

Floriana Tursi

Floriana Tursi è napoletana cento per cento, discendente da gente che aveva le palle, nel blasone.
Laureata in storia dell’arte aveva imboccato una strada seria,  come ricercatrice di storia della miniatura e delle arti minori.

Poi pensò bene di creare lei stessa delle opere d’arte – ma non minori – e fece due meravigliosi figli, Chiara e Guido, che ha affidato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, come allievi.

Pubblica il suo primo libro nell’anno 1989; pubblica il suo ultimo libro nel 1989: “Le miniature di Silvestro dei Gherarducci e la cultura degli Scriptoria”, la sua tesi di laurea che corredata di bacio accademico, divenne un must delle librerie universitarie: tutti la sfogliano nessuno la compra.

È il libro più fotocopiato dopo la Bibbia e “I promessi sposi”.

Successivamente diventa vicepresidente di una esclusivissima scuola di equitazione .

Infine pensa di voler fare la Castellana e lavora in uno splendido palazzo ducale, organizzando feste per il jet set cittadino e internazionale: Palazzo San Teodoro, alla riviera di Chiaja.

La sua biografia entra nelle schede della questura dopo aver frequentato il corso di scrittura umoristica “Achille Campanile”.

Pubblica un racconto umoristico dal titolo “Tamarrus Balnearis, una specie in evoluzione” su “il Roma” il più antico giornale cittadino.

È in uscita nell’antologia curata da Gianni Puca “Se mi lasci non male”Kairòs Edizioni.

Sta scrivendo un libro di leggende metropolitane su Napoli.

Angie: – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Floriana: – Moltissimo direi, organizzo eventi, e il cibo per noi è importantissimo, mi pagano per assaggiare prelibatezze. Per la scrittura è fondamentale…le endorfine servono, e anche il fosforo.

Angie: - Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Floriana: – Certo, l’ho già fatto e lo rifarei ancora

Angie: – Le tue esperienze lavorative ?
Floriana: – Molto varie, ma sono stata fortunata, ho fatto sempre bellissimi lavori. Da sette anni faccio “il Maestro di casa” a Palazzo San Teodoro, una dimora storica molto prestigiosa.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Floriana: – Quando non lavoro prediligo cibi gustosi, ma semplici e tradizionali. Amo Paolino a Pescocostanzo. Lo Scarabeo a Procida e in città vado spesso alla Nuova Quercia a via Manzoni, da Vittorio e Alfredo a via Cavalleggeri D’Aosta.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Floriana: – Direi da quando ho compiuto 15 anni, nella notte dei tempi. Una lotta che dura da una vita, lasciata a briglia sciolta sarei un mammuth.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Floriana: – Carne e pesce, secondo il tempo, le stagioni, la temperatura, l’umore.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Floriana: -La pastiera, senza dubbio. Mediterranea, solida, sapida, un caleidoscopio di sapore e profumi.

Angie: – Vino?
Floriana: – Mi piacciono assai i bianchi campani, falanghina, ma soprattutto fiano (gli avellinesi li preferisco), i rossi tutti, i piemontesi, profumati e corposi; i toscani, sinfonici; i siciliani, in questo momento sono innamorata del Sirah, i campani ovviamente, con in testa il Pallagrello rosso di Roccamonfina, il vino di Ferdinando IV di Borbone.

Angie: – Il tuo punto debole
Floriana: – I vermicelloni zucchini e cozze di Alfredo, il mio compagno: lui sa che quando mi cucina quelli, vado in una specie di trance mistico/psichedelica e quindi può chiedermi e ottenere qualunque cosa.

pastazucchine
Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Floriana: – Beh sorvolerei sul mio frigo: siccome ho la mania di non lasciare la famiglia senza cibo, esagero e a ben guardare ci si trovano dentro, oltre al cibo, strane colonie di miceti e costellazioni di muffe, mio figlio Guido ogni tanto provvede a bonificarlo.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? E quello che ti piace mangiare
Floriana: – Adoro cucinare il ragù, quello vero, comincio un giorno prima, anche per fare i manfredi con la ricotta, che amo molto, ma il piatto che preferisco in assoluto è la genovese, la cucino anche molto ma molto bene.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Floriana: – Assolutamente onnivora, insospettabilmente capace, nel senso che, volendo, mangio quanto un giovane manovale, direi pericolosa.

Angie: – Di cosa sei più golosa?
Floriana: – Sicuramente preferisco il rustico, se chiudo gli occhi quando ho fame vedo enormi piatti di spaghetti con i frutti di mare

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Floriana: – Il basilico, imperatore degli odori… Ogni anno di quest’epoca torno a casa con un ciuffo di basilico, lo guardo commossa come se fosse un mazzo di orchidee e dico sempre la stessa frase: “ ragazzi il primo basilico” e loro ridono: “ogni anno la stessa solfa”.

Angie: – Non puoi vivere senza ….
Floriana: – La pasta, il giorno successivo alla sparizione della pasta, mi lascerei morire di malinconia.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Floriana: – La prima volta meglio una cena fuori…puoi mettere i tacchi e truccarti quel tanto che basta per fare un po’ gli occhi dolci, in un secondo momento è bello spendere la propria perizia culinaria, e poi nutrire un uomo è molto gratificante, quasi erotico.

Angie: – Una tua ricetta.
Floriana: - Ne ho molte, la pasta e patate (con o senza provola) la lasagna , rigorosamente napoletana, con la pettola di semola riccia; i cannelloni, il coniglio all’ischitana…. Ma non le divulgo, in ognuna di esse c’è un segreto indicibile….lo rivelo solo ai parenti stretti.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Floriana:“Aggiungi un porco a favola” Edizioni Cento Autori, un libro divertentissimo: c’è tutto il gotha dell’umorismo campano e non solo.

Angie: – Hobby?
Floriana: – La scrittura umoristica, mi mette allegria. Adoro curare il giardino, mi rilassa e immergermi nei colori e nei profumi delle piante è fonte di gioia e d’ispirazione

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Floriana: – Vincere il win for life, e ritirarmi a Procida a scrivere, a godere del mio mare e del cibo prelibato di Alfredo

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Floriana: – Sei una simpatica pazza

Angie: – Ti fidanzeresti con un cuoco?
Floriana: – Sono già fidanzata con un grande cuoco.