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E' inutile versare rum…

Category: Manifestazioni ed eventi

Su pistiddu – il dolce di sant’Antonio di Dorgali

Per la ricorrenza di sant’Antonio Abate è tradizione in tutto il nostro paese di accendere dei fuochi e di preparare per l’occasione dei dolci tradizionali.

Falò di sant'Antonio a Dorgali

Falò di sant’Antonio a Dorgali

La notte tra il 16 e il 17 gennaio da Dorgali a Bolotana, da Bosa a Desulo, da Budoni ad Escalaplano, da Samugheo a Orosei e in tanti altri paesi ancora si accendono i falò in onore di Sant’Antonio Abate, esponente importante dell’ascetismo egiziano del III secolo d. C. Un culto antico e radicato quello per questo santo, visto dalla collettività

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Maria Cacialli e la sua celeberrima pizza fritta al camping Nube d’argento di Sorrento

Maria Cacialli

Maria Cacialli

Nella suggestiva location del Camping Nube d’Argento a Sorrento, in una calda serata di fine agosto, in eccellente compagnia, che invita ancor di più al desinare,  ho avuto modo di degustare la pizza fritta di Maria Cacialli ed il di lei consorte Felice Messina.

La nostra Pizza Napoletana, è riconosciuta come Specialità Tradizionale garantita della Comunità europea e presentata dall’Italia come candidata al riconoscimento

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Street Food – Contest Fotografico – Scatta, Invia e Mangia

La partecipazione è assolutamente GRATUITA. Una giuria premierà le 20 foto più belle sullo STREET FOOD che verranno esposte a Roma nell’ambito di una mostra curata appositamente per il contest.

Streetfood - contest fotografico

Streetfood – contest fotografico

I vincitori saranno, inoltre, premiati con articoli dedicati al food messi in palio dal brand Designtrasparente, shop online di Roma (lavorazioni su misura, lampade design, tavoli, tavolini, mensole e arredi in plexiglass). 

Evento segnalato anche sulla pagina fb: https://www.facebook.com/events/562791890451287/?ref=22

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Giuseppe Manilia è il vincitore della seconda edizione Concorso gastronomico nazionale “SantaRosa ConcaFestival”

Conca dei Marini – E’ Giuseppe Manilia, associato dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, patron della pasticceria “Orchidea” di Montesano Scalo, il vincitore della seconda edizione del Concorso gastronomico nazionale “SantaRosa ConcaFestival”

il Maestro pasticciere Giuseppe Manilia

il Maestro pasticciere Giuseppe Manilia

svoltosi  il 2 agosto presso l’Hotel Le Terrazze.
Ha vinto con un dolce dal nome “Trasparenza Croccante” che ripropone i prodotti dimenticati del territorio. Il premio speciale della giuria è andato invece a Marco Ferrero, napoletano trasferitosi da tempo a Taranto. Il suo dolce “Sfogliatella Antichi Sapori” rappresenta invece una coda d’aragosta farcita con ricotta e mela annurca caramellata con succo di melograno puro.
Una scelta per i giurati davvero difficile perché tutte le proposte sono state davvero superbe.Giuseppe

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Ottavo premio Bancarella di cucina

bancarellacoloratoIn questo blog, anche se chiamarlo blog mi sembra riduttivo, diciamo allora, “in queste pagine”, cosi mi sembra vada un po’ meglio, in cui amiamo raccontare la cucina, amiamo la letteratura in generale, soprattutto quella in cui per caso, ritroviamo riferimenti al cibo, ricette, ricordi gustosi e quant’altro, non potevamo, sicuramente, fare a meno di elencare i   libri selezionati per il Premio Bancarella di cucina che ogni hanno si tiene a Pontremoli ecco il comunicato stampa:

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Intervista Gastronomica a Carolina Ciampa: Stile, eleganza, polpette e parmigiana

Carolina Ciampa, carottese doc, da svariati anni, con
stile e garbo, ha istituzionalizzato l’evento Idee Sposi, è stata la prima fiera dedicata agli sposi nata in Costiera Sorrentina nel lontano 1997.

Io con Carolina Ciampa

Io con Carolina Ciampa

Ma Carolina non si è limitata solo a questo, vista la grande amicizia che ci lega, mi affianca nell’organizzazione di presentazioni letterarie, vista la mia passione per i libri, siamo riuscite a portare qui diversi autori importanti, come Pino Imperatore, Bruno De Stefano, Francesca Battistella, Amedeo Colella, e tutto per il piacere di organizzare qualcosa che possa avvicinare la gente alla lettura e alla scrittura.

L’evento di quest’anno si terrà all’Hotel Riviera, e si aprirà nel Giorno della festa della Donna: l’8

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La Festa di Santa Lucia “giù” Meta

Nella parte bassa di Meta, vi è la piccola Chiesa della SS.Annunziata, conosciuta col nome di Santa Lucia: è una cappella costruita in pietre di tufo perfettamente squadrate nel

Santa Lucia a Meta

1656 ad opera del Monte della SS.Annunziata del jus patronato della famiglia Cafiero, a cui appartengo anche io, sacramentata fin dal 1771. A navata unica, è dotata di una torre campanaria con un vecchio orologio.
Nella Chiesa vi è anche una statua di Santa Lucia, e molti ex voto a lei dedicati, gli abitanti del rione sono molto devoti della santa siciliana, ed in occasione della sua festività, organizzano una piccola festa con tanto di fuochi e panini con la salsiccia, quest’anno abbiamo avuto anche Nando De Renà, sosia ufficiale di Renato Zero.

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Vittorio Castellani aka Chef Kumalè ospite a Sorrento dell’università della cucina mediterranea

Vittorio Castellani aka Chef Kumalè

Chi non conosce Chef Kumalè??? Vittorio Castellani giornalista,  “gastronomade” è stata una delle mie prime conoscenze gastronomiche sul web, e da anni si dedica con grande passione alla scrittura, divulgazione alternando l’attività di studio e ricerca sulle cucine del mondo con

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San Valentino e Sant’Antonino

San Valentino Martire

Il 14 di febbraio, si celebra San Valentino è la festa dedicata a tutti gl’innammorati, detestata ovviamente da molti disillusi che han smesso da tempo di credere agli amori sullo stile romanzo rosa, al contrario di tanti commercianti che,  per quella ricorrenza addobbano le loro vetrine con mielosi e coloratissimi cuoricini.
Qui, in costiera sorrentina, tradizionalmente nella stessa data, si festeggia “Sant’Antonino Abate”, patrono di Sorrento, la cittadina costiera viene addobbata di luminarie e per gli abitanti è un rituale molto sentito quello di far visita al loro patrono.
Ma molte delle attuali solennità, che rientrano nella memoria cristiana perchè associate o dedicate a dei santi vedono la loro origine nelle antiche leggende pagane, perdendone spesso il significato originario nel corso del tempo, ma successivamente poi. riadattato al senso cristiano della vita. San Valentino, festa dedicata agli innamorati, è una di queste, infatti gli antichi romani celebravano il 15 Febbraio i Lupercali in onore del dio Luperco, il cui compito era quello di proteggere le greggi dall’assalto dei lupi.
I sacerdoti del dio erano dotati di grande fascino e carisma ed i rituali collegati alla festa si tenevano presso la grotta sacra a Luperco ai piedi del colle Palatino. Qui la leggenda narrava della lupa che aveva trovato e allattato Romolo e Remo.
La festa del vescovo e martire Valentino la si ricollega a quegli antichi festeggiamenti che erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità.
i Luperci (i sacerdoti) sacrificavano gli animali, più che altro capre, in onore del dio. Con le

Lupercali

pelli degli animali sacrificati successivamente tagliate a listarelle si cingevano i fianchi dividendosi in due gruppi. Completamente nudi tranne che per le strisce di pelli, correvano in due percorsi contrapposti, inizialmente tutto intorno al colle (in seguito il tutto si ridusse al semplice giro del Foro) per poi far ritorno al punto di partenza.
Con le strisce di pelli frustavano lungo il percorso tutti coloro che incontravano e soprattutto le donne, alle quali intendevano così fare dono della fertilità.
Questi riti, divenuti in seguito troppo orridi e licenziosi, furono vietati da Augusto e nel 494 definitivamente soppressi da Gelasio.
Poi arrivò la Chiesa che piazzò la Festività di san Valentino nel 14 di febbraio attribuendogli cosi’ la tutela dei fidanzati, gli innamorati e coloro che (tapini!) si indirizzano al rito nuziale e all’unione allietata dai figli. In seguito a quest’episodio nacquero alcune leggende.
Le più notevoli sono quelle che Valentino fu amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice.

rose

Correva l’anno 175 d.C. quando nacque a Terni egli dedicò la sua vita alla comunità cristiana che si era formata nella città a cento chilometri da Roma, dove infuriava la persecuzione nei confronti dei seguaci di Gesù. La eco degli eclatanti miracoli da lui compiuti, come ad esempio la guarigione del giovane Cheromone figlio del celebre rettore Cratone, arrivò fino a Roma e si diffuse presto in tutto l’Impero, tanto che il Papa San Feliciano, nel 197 d.C., lo consacrò primo vescovo della città di Terni, che ancora oggi ne conserva le spoglie mortali.

Il suo nome è da sempre legato all’amore per un episodio che a quel tempo sollevò particolare clamore: narra la leggenda, infatti, che Valentino fu il primo religioso a celebrare l’unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Furono in seguito in molti a desiderare la sua benedizione, ancor oggi ricordata durante la festa della promessa nella Basilica che porta il nome del Vescovo.

Durante la sua vita pastorale il Santo fu amatissimo dalle popolazioni umbre: quando l’imperatore Aureliano ordinò atroci persecuzioni contro il clero cristiano, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare i tumulti e le rappresaglie dei fedeli, e quindi fu martirizzato.

Basilica di san Valentino a Terni

Il corpo del Vescovo di Terni venne sepolto frettolosamente in un cimitero all’aperto posto al secondo miglio della via Flaminia, a poca distanza da Roma. Poche notti dopo, però, i suoi fedeli discepoli, Efebo, Apollonio e Procolo, tornarono nel cimitero per disseppellire il corpo del Santo. Superati numerosi ostacoli, i tre riuscirono a riportare San Valentino nella sua città, allora Interamna, per assegnargli una sepoltura degna della sua venerazione.

Era il 14 febbraio del 273 d.C. quando cadde martire: una data che dal quel momento viene ricordata in tutto il mondo per celebrare San Valentino, Santo dell’Amore.

La rosa della riconciliazione

Un giorno San Valentino, sentendo litigare due giovani fidanzati che stavano passando di là della siepe del suo giardino, andò loro incontro tenendo in mano una splendida rosa. Si rivolse ai due ragazzi con un gesto pieno d’amore, donò loro la rosa e gli sussurrò parole di riconciliazione. Il volto sorridente del buon Valentino e quel fiore ebbero il magico potere di far terminare la lite tra
i due giovani innamorati. Il Santo volle poi che i due fidanzati stringessero insieme con cautela il gambo della rosa, facendo attenzione a non farsi pungere dalle spine e pregando affinché il loro amore restasse eterno. I giovani dopo un
po’ di tempo tornarono da lui per suggellare la loro felice unione e ricevere la benedizione per il matrimonio. Quando la popolazione venne a conoscenza del fatto, ebbe inizio una lunga processione al cospetto di San Valentino per
invocare il suo patrocinio sulle future famiglie.Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino andò a celebrare le sue nozze in Paradiso.

Sant’Antonino Abate patrono di Sorrento

Il 14 febbraio a Sorrento si festeggia Sant’Antonino Abate, patrono della ridente cittadina campana e per l’occasione si prepara questa torta di crema.

Negli altri paeselli confinanti prende il nome del Santo Protettore del luogo, perché si era soliti (in alcune famiglie lo si è ancora)
confezionarlo in occasione della “sua” festa.
E’ una torta molto semplice – di pasta frolla arricchita poi, di crema al cioccolato e amarene (sempre fatte in casa).

Torta Sant’Antonino
Ingredienti
per 6 persone

Per l’involucro (pastafrolla)
– farina gr. 200;
– zucchero gr. 200;
– 1 uovo;
– sugna gr. 100.

Per il ripieno {crema pasticciera)

Torta Sant’Antonino di Antonio Cafiero

– farina gr. 50;
– zucchero gr, 100;
– 3 tuorli d’uovo;
– latte lt, 0,500;
– buccia di limone a-spìrale.

Esecuzione:
Foderare una teglia con la pastafrolla piuttosto sottile. Su di essa versate la crema pasticciera bianca e alla cioccolata.
Unite le amarène e poi coprite con l’altra sfoglia di pastafrolla. Cuocete la torta al forno ad alta temperatura e gustatela
piuttosto tiepida.

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Santa Lucia nella tradizione gastronomica siciliana

Santa Lucia

Premetto che quest’articolo ha visto una sua pubblicazione nella Guida al Mangiar Bene di Supereva, ed un successivo approfondimento nella Guida di Cucina Etnica che ho curato fino allo scorso febbraio.

Lo ripropongo in queste pagne ampliato e rimaneggiato.
La storia racconta che Santa Lucia, è  venerata sia dalla Chiesa cattolica che e dalla Chiesa ortodossa, nacque a Siracusa,

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I Tortelli (di patate) di san Lorenzo

Borgo san Lorenzo

Borgo san Lorenzo

Sui tortelli, abbiamo ampiamente discusso, ma quelli di patate, dalla forma quadrata, morbidi, di colore giallo, con un ripieno di patate bollite, formaggio, aglio e prezzemolo. Sono tipici del Mugello, e a Borgo san Lorenzo, vengono preparati in occasione della festività di san Lorenzo
L’odore è quello tipico della pasta fresca e il sapore quello delle patate

Tortelli di S. Lorenzo

Per la sfoglia:
– ½ Kg. di farina
– 5 uova
– pizzico di sale.

Per il ripieno:
– 1 Kg. di patate farinose
– aglio
– prezzemolo
– sale
– pepe
– noce moscata

Esecuzione:

Lessate le patate con la buccia e quando sono ancora calde passatele in un passaverdure finemente. Aggiungete al vostro impasto noce moscata, sale, pepe e un soffritto preparato con il battuto di aglio e prezzemolo.
Spianate la pasta, preparata con la farina, le uova e il sale.
Con il ripieno formate tanti bocconcini e distribuiteli sulla sfoglia alla distanza di 3-5 cm.
La sfoglia verrà poi ripiegata e i tortelli chiusi con l’apposita rotella e ripassati con la forchetta onde evitarne la rottura durante la cottura.

Tortelli di san Lorenzo

Si consumano come primo piatto accompagnato con sugo di carne bovina, d’anatra, di coniglio, di cinghiale o anche funghi.

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La frittata dalle mille uova

Sofia Loren in una scena di "C'era una volta" Regia di Francesco Rosi

Nel Film film C’era una volta… capolavoro di Francesco Rosi e, magistralmente interpretato dalla nostra Sofia Loren ed Omar Sharif, si fa riferimento a questo episodio leggendario.
Dunque, il re Carlo V di Spagna, ritorna trionfante dalla battaglia di Tunisi nella quale ha sconfitto l’ammiraglio turco Khayr al-Din (detto Barbarossa), e, decide di fermarsi a Padula.
Sosta presso la Certosa di San Lorenzo per due giorni, con l’intero esercito al seguito, ai quali ordina di non mangiare carne in conformità alle regole del monastero.

Lo stesso sovrano rinuncia ad ogni lusso, dormendo in una cella proprio come i padri (l’unico vezzo fu quello di sostituire il pagliericcio con un materasso e le lenzuola di lana con quelle di lino).
L’Imperatore desidera far colazione in cantina con tutti i suoi uomini, ed i monaci preparano per l’illustre ospite una “pantagruelica imbadigione” e, tra l’altro, versano in una enorme frittata ben mille uova.
Carlo rimane sconcertato dall’abilità del cuoco e, grato per le onoreficenze che gli erano state riservate, decide di confermare al monastero gli antichi privilegi di cui godeva.

E’ un episodio che ha del leggendario, ma che a distanza di oltre 463 anni è divenuto realtà.
Infatti, ogni 10 agosto la pro-loco di Padula, commemora lo storico evento presso la certosa, con un evento dal titolo “Padula in festa per Carlo V – Frittata delle mille uova”, e’ un’avvenimento che richiama molti spettatori da ogni parte d’Italia e riveste una grande importanza, quindi, non solo dal punto di vista culturale, ma anche turistico.
Nell’ambito della manifestazione un corteo storico ricorda l’arrivo dell’Imperatore alla Certosa, ed infine una gigantesca padella, viene usata per far cuocere e soprattutto girare la frittate, è un ingegnoso congegno meccanico, che a prima vista sembra una macchina da guerra, è tuttora esposto innanzi la Certosa.
Alla fine della manifestazione è anche possibile mangiare un panino con la leggendaria frittata!

Anche quest’anno, si svolgerà la rievocazione storica Padula in festa per Carlo V, XIV edizione, l’evento supportato dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Salerno e Avellino, dal Comune di Padula e organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Padula. L’avvenimento richiama molti spettatori da ogni parte d’Italia e riveste una grande importanza, quindi, non solo dal punto di vista culturale, ma anche turistico: nella scorsa estate è stato addirittura l’unico spettacolo presentato nella meravigliosa cornice della corte esterna del monastero certosino.

Nei giorni 8 e il 9 Agosto, dalle ore 20:00, lungo l’antica passeggiata dei monaci (Viale Padre Semeria) che conduce all’arco di San Brunone, saranno allestiti standgastronomici e, tra canti e danze popolari, ci si potrà intrattenere in un luogo particolarmente suggestivo.
Il 10 agosto, giorno di san Lorenzo, alle ore 11.30 in Certosa sarà celebrata l’Ora Media e alle ore 20.30, nella corte esterna, la rievocazione con figuranti e attori in costumi d’epoca dell’arrivo nel monastero di Carlo V e a seguire la preparazione e la degustazione della Frittata delle 1000 uova.

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Birra Felix al via la seconda edizione delle giornate dedicate alle Birre Artigianali

Birra Felix

Dal 20 al 22 maggio a Sorrento, si svolgerà in piazza Angelina Lauro, la seconda edizione di “Birra Felix”, la manifestazione dedicata alle birre artigianali.
Promossa dall’associazione Slow Sud e dal Birrificio Sorrento, la tre giorni si tiene nell’ambito della Borsa Valori del Territorio, kermesse dedicata all’olio extravergine di oliva dop.
La presenza di microbirrifici campani e pugliesi sarà l’occasione per degustare birre prodotte esclusivamente con ingredienti semplici e naturali – acqua, malti d’orzo, luppolo, lievito e, in alcuni casi, spezie – senza alcun processo di pastorizzazione, né di filtrazione meccanica. A chi volesse approfondire la conoscenza dell’arte brassicola, sarà offerta la possibilità di partecipare ai laboratori del gusto, tenuti da Gianluca Polini, docente Slow Food, in programma domenica 22 alle ore 11 e alle ore 16, presso il Kontatto Cafè, sempre in piazza Angelina Lauro (prenotazioni info@birrafelix.it). Alcuni ristoranti di Sorrento hanno inoltre aderito a Birra Felix, e proporranno piatti abbinati a birre artigianali.

PROGRAMMA
Venerdì 20 maggio
ore 17.00  – Apertura Stand
Sabato 21 maggio
ore 09.00 – Apertura Stand
ore 23.00  – Chiusura Stand
Domenica 22 maggio
ore 9.00 – Apertura stand
ore 11.00 – Laboratorio di degustazione
ore 13.00 – Chiusura Stand
ore 16.00 – Laboratorio di degustazione

I LABORATORI DEL GUSTO
Vi saranno servite, da un addetto Ais e in bicchiere da degustazione teku in vetro, 8 birre artigianali. Gianluca Polini spiegherà, in modo semplice e divertente, cos’è una birra artigianale e come si degusta e fornirà gli strumenti base per approcciare nel giusto modo questo mondo.
Per partecipare ad uno dei quattro laboratori del gusto, in programma domenica 22 maggio, inviare una e-mail a info@birrafelix.it, specificando numero dei partecipanti ed orario scelto tra i seguenti: ore 11 o ore 16 Per i laboratori è previsto un contributo di partecipazione di € 20,00.

BIRRIFICI PRESENTI
Campania
Birrificio Sorrento – Sorrento (Na)
Il Chiostro – Nocera Inferiore (Sa)
Karma – Alvignano (Ce)
Maneba – Striano (Na)
Puglia
Birrificio Birranova – Triggianello (Ba) Birrificio B94 – Lecce

LE BIRRE ARTIGIANALI
Acqua, malti d’orzo, luppolo, lievito e, in alcuni casi, spezie.
Sono questi gli ingredienti, semplici e naturali, per la produzione di birre artigianali.
Una vera e propria arte, quella brassicola, che si compone di fasi laboriose e svolte quasi interamente a mano.
Si comincia con l’ammostamento, in cui si disciolgono gli zuccheri dei malti in acqua calda, la cui temperatura varia secondo lo stile di birra che si vuole ottenere.
Quando ormai tutti gli zuccheri sono disciolti si passa alla filtrazione naturale del mosto, facendolo scorrere lentamente tra le trebbie del malto, che trattenendo le eventuali farine ed impurità, rilasciano lentamente un mosto limpido e dolcissimo.
Al mosto così ottenuto, prima di portarlo all’ebollizione, vengono aggiunti i fiori di diverse varietà di luppolo, pianta rampicante con qualità amaricanti, conservanti ed aromatiche. Il processo completo richiede una giornata di lavoro.
Al termine si procede ad un rapido raffreddamento e all’inoculo dei lieviti selezionati, organismi unicellulari che riescono a trasformare gli zuccheri in alcol, anidride carbonica e particolari esteri e sentori che sono poi la caratteristica delle birre artigianali.
La differenza tra queste ultime e le cosiddette “industriali” risiede nel fatto che non sono né pastorizzate, quindi un prodotto “vivo” grazie al continuo lavoro dei lieviti, né filtrate meccanicamente, così da mantenere inalterate le proprietà organolettiche, nè additate con conservanti.
Le birre artigianali vengono prodotte in quantitativi limitati, con una grandissima attenzione alla ricerca e alla scelta delle materie prime.
Inoltre una birra non artigianale è pronta per la vendita in pochi giorni, mentre una artigianale richiede almeno 45 giorni tra fermentazione e rifermentazione naturale in bottiglia, senza contare che ci sono anche particolari birre che necessitano di anni di pazienza e di lavoro prima di poter esse degustate.
Ma l’attesa è ripagata dalla piacevolezza e dalla complessità olfattiva e gustativa che il prodotto è in grado di regalarci.

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