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E' inutile versare rum…

Category: Musica e Gastronomia

Il cenone di Capodanno degli Esposito

Gli Esposito, nati dalla penna del mio amico Pino Imperatore, risiedono alla Sanità, in uno dei quartieri più popolari, ricchi di storia e di tradizioni di Napoli città dalle mille

Pino Imperatore

Pino Imperatore

contraddizioni e dalle tante difficoltà. In questo rione è nato il principe della risata Totò.
Tonino Esposito è qui che vive, con la sua famiglia allargata, orfano di un boss della camorra. Tonino riceve dal clan un sussidio mensile e potrebbe vivere di rendita. Invece si intestardisce a voler imitare le gesta paterne, senza riuscirvi. Perché è goffo, sfigato, arruffone, incapace di difendersi: un antieroe tragicomico e decadente, che tra incubi e visioni, ingenuità e imbranataggini, ne combina di tutti i colori.

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Intervista Gastronomica a Silvia Mezzanotte

Silvia Mezzanotte

Silvia Mezzanotte

Silvia Mezzanotte, è la bellissima voce dei Matia Bazar in cui è stata dal 1999 al 2004, per poi rientrarvi nuovamente nel 2010.
Nata a Bologna, comincia giovanissima a cantare diversi gruppi musicali. Nel 1990 partecipa al Festival di Sanremo, nella categoria Giovani, con la canzone Sarai grande, ottenendo il quarto posto.
Negli anni successivi collabora con altri artisti e partecipa alla realizzazione di diversi

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Intervista Gastronomica a Ezio Bosso

“Bosso è forse l’unico compositore associabile al minimalismo figurativo di Sol Lewitt. Quello che faceva Lewitt con le linee per cercare “l’essenza dell’arte”, Bosso lo fa con l’emozione. La scava, la traduce, la individua, la deforma sino a farla diventare altro per poi scioccarci riportandoci all’essenza delle nostre emozioni” (M.Wallace – Art ak).

Ezio Bosso

Ezio Bosso

La musica l’ascolto sempre, anche quando cucino, quando poi impasto i miei casatielli, la colonna sonora è spesso la musica folk, adoro “Le Tarantelle del Gargano”, nelle piu’ svariate versioni ed interpretazioni.

Di Ezio, sapevo ben poco, mi limitavo al pezzo scritto con Lucariello, “Cappotto di Legno”, poi, mentre “impastavo” il mio articolo e visitando il suo sito web, davanti ad una corroborante tazza di caffè, ho ascoltato la sua musica ed ho scoperto che la sua musica mi regala energia rendendomi ancora più allegra ed elettrica di quello che

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I Tortorelli di Ronciglione, il paese di Marco Mengoni

Ronciglione è un’antico borgo medievale in provincia di viterbo, nella tuscia, ad ovest del Lago di Vico, la cui vicinanza unitamente ai Cimini ne fa una località di soggiorno non solo estivo a notevole valenza ambientale.

Ronciglione

Ronciglione

Situata lungo un tratto della famosissima via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea, e che conduceva, in epoca medievale, alle tre principali mete religiose cristiane: Santiago de Compostela, Roma e

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Intervista Gastronomica “Irriverente-mente” a Mauro “Marsu” dei Resurrextion

Come si vede che sono diventata una vecchia bacucca, ero convintissima che “Marsu” fosse il cognome del nostro Mauro

Mauro Marsu

D’Arco, mentre invece mi ha spiegato che è il suo nome d’arte e, che sta per Mauro Rapper Socialmente Utile.
Classe 1982 nasce a Castellammare di Stabia, il venti di dicembre e, per questa data, proprio quest’anno, i nostri amici Maya hanno previsto la fine del mondo, ma noi, da buoni napoletani, facciamo gestacci e continuiamo pa via nostra, conosce il rap ad appena 12 anni trovando casualmente una musicassetta a terra (storia che racconta anche nella canzone “Non può finire” presente su youtube).

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Intervista Gastronomica a Federico Stragà

…L’amore è un’stronave….pappappappà
Chi non si ricorda nel 2000 questo orecchiabilissimo  tormentone estivo? “l’amore è un’astronauta, pa’ pa’!!”? Un brano che fece a suo tempo il giro delle discoteche di tutta Italia, diventando una hit radiofonica tutt’ora trasmessa, e che a me, piaceva moltissimo, allegro e spensierato, ad interpretarla è Federico Stragà, classe 1972, lanciato dall’Accademia della Canzone di Sanremo, e passato su quel palco prima nel 1998 tra le nuove proposte e, successivamente nel 2003 nella sezione big in duetto con Anna Tatangelo.

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Intervista Gastronomica a Gianluca Terranova

Gianluca Terranova romano, precisamente della Garbatella, 40 anni, è un volto conosciuto per il pubblico televisivo avendo in passato preso parte ad alcune trasmissioni di Paolo Limiti.

Gianluca Terranova interpreta Enrico Caruso

Ha studiato canto jazz alla scuola popolare di Testaccio, e la sera suonava le tastiere in gruppo etnico argentino nei locali di Roma, scrive e compone con faciltà e, questo gli dà la possibilità di arrivare a cantare nei musical ma non ha mai creduto che quella della lirica fosse la sua vera strada, suo maestro è stato il napoletano Massimo Ranieri, nelle opere, ci racconta, muoiono tutti, e questa gli è sempre sembrata una cosa da vecchi, mentre, 

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Candy – Robbie Williams un cavaliere in rosa confetto

Candy, in inglese, sta a significare diverse cose:zucchero candito; caramella, confetto; addirittura cocaina, ma di quest’ultima definizione, poco importa, e nelle forme verbali, candire, sciroppare; caramellare; confettare; (fig) rendere gradevole, addolcire.

Robbie Williams in candy

Parliamo appunto di un qualcosa di dolce, molto gradevole, e perche’ quindi non parlare del grande Robbie Williams, neopapà da pochissimi giorni di Theodore Rose, nata lo scorso  18 settembre,  in ascolto su tutti i circuiti radio con il nuovissimo  brano “Candy” che anticipa il suo nuovo album Take The Crown’ in uscita il 6 novembre. Autore del testo lo stesso Williams con la collaborazione di Gary  Barlow. suo compagno di band nei Take That.

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La Cucina di Enrico Caruso

Mai passato di moda, è nel cuore di Sorrento e dei Sorrentini, Enrico Caruso (Napoli, 25 febbraio 1873 † Napoli, 2 agosto 1921), è ritornato alla ribalta televisiva grazie alla fiction “Caruso” interpretata magistralmente da Gianluca Terranova per la regia di Stefano Reali.

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Intervista gastronomica a Dario Sansone dei Foja

Vi spiego tutto come è cominciato: Un giorno un amico mi mandò su Facebook un link a questo meraviglioso video, il gruppo è quello dei Foja,la voce inconfondibile è quella del cantante Dario Sansone, mi sono innammorata all’istante di quel brano  (‘o sciore e ‘o viento) tanto è che lo ascoltavo sempre, cosi mi son messa alla ricerca di informazioni in rete e del gruppo e del cantante che in seguito, ho contattato chiedendogli di rilasciarmi un’intervista gastronomica, ed ecco che Dario si è subito reso molto disponibile assecondandomi ed inviandomi il suo questionario.

Una piccola precisazione, di questo brano, mi piace molto la doppia voce, il controcanto, che, Dario mi ha detto essere di Alessio Sollo il cantante dei Collettivo, che ovviamente (manco a dirlo:-) ho contattato chiedendo anche a lui di rilasciarmi un’intervista, che spero prima o poi mi rilasci, ed Alessio, mi ha anche raccontato che il brano è stato scritto pensando a una storia che aveva vissuto.
I Foja hanno una loro pagina su Myspace ed anche una pagina ufficiale su Facebook
La Band nasce nella primavera del 2006 ed è composta da Dario Sansone alla voce e chitarra, Diego Abbate alla chitarra, Giovanni Schiattarella alla batteria e Giuliano Falcone al basso.
“A foja” in napoletano è un’ardente voglia libidinosa, in effetti alla mia domanda del perchè  di questo nome, Dario me lo ha spiegato in italiano dicendo cioe’ : – a foja…è un termine in dialetto per indicare la foga…è quando hai il pepe nel sederino da piccolo e non stai fermo! 🙂 Insomma, qui a Napoli, per definire i tipi cosi’, usiamo spesso dire: Tene ‘o pepe ind ‘o mazzo!  E, questo rende bene l’idea del perche’ di questo nome:-) e Dario aggiunge: “… in qualche maniera questo termine rispecchia la nostra musica e il nostro modo di porci al pubblico durante i live…e poi era un nome breve! 
Na’storia nova è il loro ultimo album, col gusto speciale della lingua napoletana utilizzato, forse per la prima volta, in maniera così totalizzante, in un contesto rock.
Un lavoro in cui con estrema sensibilità, i Foja disegnano 12 affreschi (11 brani + una bonus track) pieni di vita, di dolcezza, di rabbia e di passione.

Angie: –Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Dario: – Direi che in generale una buona alimentazione conta per tutte le attività che si svolgono in particolar modo per cantare e fare un concerto sarebbe bene, “sarebbe”, non appesantire troppo la digestione con cibi pesanti per farsì che la respirazione non risulti faticosa.

Angie: – Nel lavoro che svolgi ti sei mai ispirato a qualcosa di gastronomico?
Dario: – Per il momento no…:)

Dario Sansone

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Dario: – Assecondare gusto e salute.

Angie: – Le tue esperienze artistiche e lavorative?
Dario: – Lavoro nel campo della musica e delle arti visive.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Dario: – Si, qui a Napoli c è un posto meraviglioso che frequento spesso si chiama Valù, è un ristorante accogliente nei quartieri spagnoli, le cui specialità sono i risotti e la bracieria, con una carta dei vini eccezionale e una cortesia eccezionale!…da provare!

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Dario: – Ogni tanto…ma dura un paio di giorni 😀

Angie: – Meglio carne o pesce?
Dario: – Entrambi!

Angie: – Se fossi un dolce, quale sareste?
Dario: – Un Tiramisù!

Primitivo

Angie: –Vino?
Dario: – Primitivo!

Angie: –Il tuo punto debole
Dario: – Mi piace mangiare 😀

Angie: –Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Dario: – In frigo melanzane zucchine e pomodori…in dispensa pasta e passata di pomodoro!

Angie: –L’aspetto che più ti attira del fare da mangiare e se c’è un
piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Dario: – Credo che cucinare sia un arte assoluta che coinvolge tutti i 5 sensi, l’ udito con i suoni della cucina, il tatto quando si preparano o si portano alla bocca i cibi, l’ olfatto con i profumi, la vista con le meravigliose composizioni cromatiche che stimolano l’ appetito, il piatto che mi piace di più cucinare sono i rigatoni alla bolognese.

Angie: –E quello che ti piace mangiare?
Dario: – La bolognese!

Bolognese

Angie: –Come ti definiresti a tavola?
Dario: – Vorace.

Angie: –La colazione ideale e quella che invece normalmente fai
Dario: – Purtroppo non faccio colazione spesso…ma direi che un buon cornetto vince sempre!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Dario: – Domanda difficile la prima!…passo alla seconda…non mi piace il cavolo!!!

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno
preferito?
Dario: – Il soffritto di cipolla.Divino!

Angie:  – Limone o aceto?
Dario: – Limone.

Vongole

Angie: –Non puoi vivere senza…
Dario: – Le vongole.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo te
conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Dario: – Sicuramente saper cucinare, è più coinvolgente e ti permette di imbandire discorsi e tavola! 😀

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Cè una ricetta estiva semplice e saporita e da fare a crudo:
Si cuociono gli spaghetti e a crudo si aggiungono:
Aglio tritato, menta tritata, peperoncino,2 limoni premuti, tonno e pan grattato.
E’ un piatto veloce che può risolvere tanti problemi ed è molto saporito! 🙂

Angie: –L’ultimo libro che hai letto?
Dario: – Moby  Dick.

Angie: – Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Dario: -…davvero non saprei!…solitamente la musica è da sottofondo mentre cucino, e il mio appetito va da se!

Angie: – Hobby?
Dario: – Purtroppo e perfortuna quelli che erano i miei hobby sono diventati il mio lavoro e ho davvero poco tempo libero…

F. Monzio Compagnoni, Sansone uccide il leone, da “La Bibbia per la Famiglia”, edizioni San Paolo

Angie: – Se fossi un personaggi mitologico chi saresti?
Dario: – Sansone 🙂

Angie: –Qual è il sogno più grande?
Dario: – Conitnuare sempre a sognare.

Angie: –Cosa ti dicono più spesso?
Dario: – Che sono calvo ;P

Angie: –Ti fidanzeresti con una cuoca?
Dario: – Assolutamente si!

Angie: –Un piatto della tua infanzia
Dario: – Gli spaghetti al pomodoro che faceva mia nonna.

Angie: –Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Dario: – Sicuramente ogni regione della nostra penisola ha delle proprie radici e caratteristiche diverse, ma se c è una cosa che accomuna tutti è proprio il gusto di mangiar bene e ci vuole poco a dimenticare se si sta mangiando al nord o al sud 🙂

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Dario: – L’ Arrabbiata.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Dario: – Credo che in cucina siamo imbattibili…mi spiace!

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Dario: – Sto attualmente lavorando a un film di animazione con Alessandro Rak, autore tra l’ altro del nostro primo videoclip ‘o sciore e ‘o viento, e nel contempo lavoro alle nuove canzoni per il (speriamo) secondo disco dei Foja.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Dario: – Verace.

Foja

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi, Di Pietro, Mario Monti?
Dario: – Hai fatto una bella insalata…ma non la mangerei MAI!!!

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Dario: – Mai.

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Dario: – Guarda nel tuo piatto e invitata tutti a mangiare con te!

Angie: – classica domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta.
Dario: – Ti è venuta fame?…SI!!!

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Mozartkugeln – Le Palle di Mozart

Mozartkugel - Palle di Mozart

Tutti conosciamo l’Austria per la Sacher Torte, ma i golosastri e gli amanti sia del buon cioccolato che del pistacchio, conoscono le anche non meno famose Mozartkugeln, letteralmente “palle di Mozart”, che detto cosi’, non è che sia una cosa raffinatissima, e perdonerete sicuramente lo spensierato calembour, soprattutto se già avete avuto modo di leggere qualcosa in riferimento alle impertinenze, anche verbali, del musicista di Salisburgo e della sua grande passione per i pastiche linguistique, soprattutto se con allusioni erotiche.
Il termine teutonico non è dei più facili da pronunziare, per cui alla faccia del bon ton e dell’etichetta poco ci importa di chiamarle col loro nome tedesco, Mozartkugeln, sicuramente originale e molto musicale, ma a noi basta degustare le deliziose “palle” di marzapane e cioccolato, per sentirci in pace con il mondo e un po meno con le diete.
Gli ingredienti principali sono: il marzapane, i pistacchi, la crema di nocciole e la copertura di cioccolato fondente di ottima qualità.

Wolfgang Amadeus Mozart

Sono un’invenzione della antica e centralissima pasticceria Fürst che trovasi li’, nientepopodimenoche dal 1890, e furono realizzate per commemorare il centenario della morte del musicista (avvenuta nel 1791).
Fu il creativo Paul Fürst ad inventarle, pasticciere di Salisburgo, formatosi a Vienna ma che dimenticò di “brevettarle” per proteggerne la ricetta (a danno di Norbert suo pronipote, tuttora vivente).
Così, da quella data, Wolfgang Amadeus Mozart è famoso non solo per la sua musica immortale, ma anche per le sue… palle. Ebbene sì, le palle di Mozart (Mozartkugeln) sono dei gustosissimi cioccolatini esportati in più di 50 paesi nel mondo (pare ne siano vendute finora nel mondo 1.500.000.000).

Nell’anno 1996 la suprema corte di giustizia austriaca ha deciso che il pronipote di Paul Fürst, Norbert, non poteva avere il monopolio sul nome Mozartkugeln, ma è l’unico a poter utilizzare l’attributo originale.

ORIGINAL SALZBURGER MOZARTKUGEL

Ma Vediamo come viene realizzata questa bontà a base di marzapane, crema di torrone ed un cuore di pistacchio, il tutto ricoperto da cioccolato fondente: il cuore verde di pistacchio e marzapane viene infilato su di un bastoncino di legno, viene avvolto da una crema di nougat.
Successivamente, le nostre belle sfere, vengono intinte nel cioccolato fondente ed il bastoncino viene poi poggiato su un asse per far si’ che la pralina si possa asciugare
Il bastoncino viene poi sfilato ed il foro viene imbottito con il cioccolato; infine il cioccolatino viene avvolto in carta stagnola (quella originale è argentata con la scritta blu di Fürst “Original Salzburger Mozartkugel”).

La dicitura “original” viene negata alle altre grandi aziende, come Nestlé e Reber, poiché le loro creazioni non sono artigianali ma il loro delizioso dolcetto viene prodotto in grandi quantità per soddisfare l’enorme domanda in maniera industriale.
Herr Fürst possiede quattro negozi a Salisburgo, dove vende i suoi “Mozartkugeln” originali e con tre dipendenti produce più di un milione di questi cioccolatini all’anno. Un suo cioccolatino costa più di un Euro, mentre quelli degli altri produttori normalmente costano tra i 50 e i 70 Cent.
Mozart nomina spesso il cioccolato, nei suoi scritti privati e nello stesso Don Giovanni.

Fürst a Salisburgo

Onore dunque (e gloria, parafrasando un verso del Don Giovanni) a Paul Fürst, per avere pensato al grande musicista inventando questa prelibatezza ed rendendogli omaggio con il suo nome, una goduria gastronomica che si sposa dolcemente con il suo repertorio musicale regalando ancora più prestigio alla città di Salisburgo, tra le principali mete turistiche d’Europa e di gran lunga la più visitata al mondo fra le patrie dei grandi musicisti della storia.

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Un saluto a Lucio Dalla

Lucio Dalla e Caruso

La notizia di stamane che ha lasciato senza fiato tutti gli italiani ed i fans del grande Lucio Dalla, la sua scomparsa a 69 per un infarto, il 4 marzo ne avrebbe compiuti settanta.

Lucio Dalla qui in costiera sorrentina era di casa, la sua Caruso ha girato il mondo, ma un grande artista come lui, non puo’ morire rimangono le note e le parole delle sue canzoni ad accarezzarci l’anima.
Recente la notizia pubblicata sul Messaggero  in cui si dice Il sindaco Giuseppe Cuomo e la Giunta gli dedicheranno una strada o una piazza, probabilmente il porto di Marina Piccola. Un modo per dire grazie all’artista che proprio in un club sorrentino, Il Fauno, cominciò a esibirsi nel 1966, ben prima di assurgere alla celebrità. Ad ingaggiare Dalla al Fauno Notte Club fu Peppino Iannuzzi, l’allora proprietario della struttura.  (cfr Il Messaggero)

Inoltre il primo cittadino ha reso noto che il Comune di Sorrento parteciperà in forma ufficiale al rito funebre e sarà tenuta una commemorazione nel corso della prossima seduta del consiglio comunale.

Ho cercato un aggancio tra Lucio e la gastronomia, anche nelle sue canzoni, ma non sono riuscita a trovare nulla, per cui cercando sul web, sono sbarcata su Vanity Fair, dove è stata raccolta una gran bella intervista, realizzata da Sara Tieni, una bravissima giornalista a Paolo Pagano amico e proprietario della Trattoria da Vito,dove Lucio era di casa.

Mi piace riportare le sue parole nelle mie pagine, è un piccolo omaggio ad un grande artista dotato di un grande spessore umano, che rimarrà nei nostri cuori.

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Il Sanremo 2012 di Antonio Cafiero: Gelato “Farfallina Fragolina”alla crema di fragola al profumo di sottobosco argentino

Una creazione golosa tutta dedicata al Festival di Sanremo 2012, la Kermesse canora che quest’anno ha preso il via, nella cittadina ligure il 14 e so protrarrà fino al 18 di febbraio, e che ogni anno incolla allo schermo tutti gli italiani, appassionati di musica e non solo.

Il gelato "Farfallina Fragolina" di Antonio Cafiero

Antonio Cafiero, si è ispirato con il suo  ultimo gelato, a sanremo:
un libidinoso Gelato alla  crema di fragola al profumo di sottobosco argentino  servito con deliziose scaglie di cioccolato che ricordano un’altra golosità: la foresta nera.

Gelato "Farfallina Fragolina"

Potrete degustare il tutto presso la sua Pasticceria di Sorrento al Corso Italia, 142
80067 – Sorrento (NA) info@primaverasorrento.it

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Raffioli o raffiuolo napoletani

Raffiolo o raffiuolo con cassata

In Campania è tradizione quella di prepararli durante il periodo natalizio, sono diffusi in tutta la regione.
I Raffioli sono dolci dalla forma ovale a base di pan di Spagna ricoperti di glassa bianca o marmellata di albicocche, e anche farciti con ricotta, scorza di cedro candita, cioccolato e pistacchi.
Si conservano bene a lungo, per cui si possono consumare anche parecchi giorni dopo le feste.

Il sito dell’Agricoltura della  Regione Campania  ce li descrive cosi’ : Il raffiolo o raffiuolo è l’adattamento campano del raviolo salato del nord Italia, a cui si ispira, nel nome e nella forma. Questa specialità campana è, però, un dolce a base di pan di spagna che, nella versione originale, è ricoperto di marmellata di albicocche e poggia su una base di glassa di zucchero. La ricetta del raffiolo classico è antichissima e piuttosto laboriosa: si sbattono tuorli e albumi con lo zucchero per 6-7 minuti e poi si aggiungono altro zucchero, mezzo limone, un quarto di cucchiaino di ammoniaca, mezza bustina di vainiglia e l’albume montato a neve. Si mette il tutto in una tasca di tela da pasticceria e si dispongono dei cordoni di pasta di circa 14 cm l’uno ripiegati su sé stessi su delle placche da forno unte e infarinate. Cocendo per circa 10 minuti, i cordoni si allargano fino ad assumere forma ovale e devono essere tolti dal forno e lasciati raffreddare, per poi essere ricoperti di glassa sulla faccia inferiore spennellati con la marmellata di albicocche. Si velano, poi, con altra glassa e si lasciano di nuovo asciugare. La glassa deve essere preparata a parte, addirittura qualche giorno prima dell’uso, perché riposando coperta, si insaporisca. Prima dell’utilizzo, si deve far riprendere riscaldandola a bagno maria; si prepara cocendo a fuoco lento zucchero, acqua e un pizzico di bicarbonato, girando continuamente con un cucchiaio di legno. Una volta portata all’ebollizione, si fa cuocere per qualche minuto per

Raffiolo classico

poi toglierla dal fuoco e si versarla in una insalatiera a scodella, dove si continuerà a girare fino a che non si raffredderà e diventerà bianca e cremosa. Per spalmarla sui raffioli, deve essere usato un pennello o la lama di un coltello. È molto difficile, oggi, che i raffioli vengano preparati in casa, ma si possono trovare in tutte le pasticcerie artigianali della Campania, anche nella versione definita “a cassata”, farciti, cioè, con crema di ricotta, cioccolato, zucchero, canditi, cannella maraschino e vainiglia.

Il mio ricordo di questi dolci, o almeno quelli prodotti qui in costiera, è legato alle visite alle partorienti o gli ammalati a cui si usava regalare vassoi colmi di queste morbide delizie, un’altra curiosità qui da noi vengono chiamati Raffaioli

Le ricette che vado a  proporvi sono tre:

La prima è tratta dalla “mia Bibbia”, un testo fondamentale, a mio modesto avviso per chi vuol cimentarsi e provare a realizzare piatti tipici e della costiera sorrentina, e della Campania e del grande sud in generale, ed è “I Sapori del Sud” di Mariano e Rita Pane Edizione Rizzoli

Le altre due sono tratte dal Libricino di Lya Ferretti e Piero Serra interamente dedicato alla Pasticceria napoletana, Edizioni “il Libro in piazza”  Edizione del 1993

Raffaioli

Ingredienti:
– 5 uova
– gr 75 zucchero
– gr 220 farina
– 1/2 limone.

Per il naspro o ghiaccia bianca :
– gr 230 zucchero
– gr 230 acqua
– 1 li­
mone.

Raffioli con cassata

Esecuzione:
Battete i rossi con lo zucchero,  in un’altra montate le chiare, mi raccomando che il recipiente sia ben asciutto e successivamente strofinato con metà del vostro limone.
A questo punto amalgamate una parte delle chiare ai vostri tuorli adempiendo a questa operazione molto lentamente ed unendovi la parte restanti degli albumi e la farina setacciata, il trutto con estrema delicatezza.
Per la cottura si usa una teglia completamente coperta di farina, e si sistema la pasta avendo cura di formare tanti mucchietti piccoli e ovali della lunghezza di circa dieci centimetri.
Si ricoprono con altra farina e si cuociono in forno a calore molto moderato per circa quarantacinque minuti.
È assolutamente importante non aprire mai il forno fino a cottura ultimata.
Tolti che siano dal forno, si spazzola via tutta la farina che li ricopriva e si rivestono di uno strato sottile di naspro o ghiaccia bianca.
Questo naspro, o glassa o crosta, come vorrete chiamarla, è una di quelle cose dove un piccolo segreto ha il potere di capovolgere una situa­zione e dare quel tocco particolare che determinerà la buona riu­scita del dolce.
Per la sua perfetta riuscita si mette a bollire in una piccola casse­ruola lo zucchero in un decilitro di acqua fino a che, preso il li­quido tra le dita, risulti un po’ appiccicoso senza necessariamente fare il filo.
Cesserà allora di fumare e si formeranno delle bollicine più corpose. Allora levate la casseruola fuori dal fuoco e ponetela nell’acqua fresca rimestando sempre, e quando vedrete che il li­quido diventa opaco alla superficie, unite il succo di un quarto di limone e lavorate il liquido molto con il mestolo per ridurlo bianco come la neve. Otterrete una crema alquanto densa che stenderete sul vostro dolce.
Rimettete questo in forno soltanto per due o tre minuti e vedrete che la crosta prenderà un aspetto liscio, duro e lucido.

Raffioli Monacali (o sorrentini)
Ingredienti:
– quattordici uova
– gr 500 farina
– gr 700 zucchero
– gr 4 ammoniaca in polvere
– gr 300 zucchero a velo
– un   cuc­chiaino raso bicarbonato   di   sodio
– gr 150 marmellata di albicocche
– burro q. b.

Esecuzione:
Montate insieme con lo zucchero sette uova intere più sette tuorli. Unitevi, mescolando delicatamente, la fari­na e l’ammoniaca. A parte, montate a neve i sette albu­mi che avrete conservato, ed aggiungeteli all’impasto.
Stendetelo sulla spianatoia spolverata di farina, taglia­telo in piccoli rombi di cm. 10 per 6, allineateli su di una placca leggermente unta di burro e spolverizzata di farina e infornateli in forno caldo (da160 a200 gradi) per 20 minuti.
Fateli raffreddare  e  spennellateli con mar­mellata di albicocche sciolta sul fuoco con un cuc­chiaio di acqua e copriteli con la ghiaccia bianca

Raffioli con cassata
Ingredienti:
– gr 200 di farina
– 8 uova
– gr 70 di zucchero
– 1 limone
– gr 300 di ricotta
– gr 300 di zucchero a velo
– gr 50 cioccolata fondente
– gr 100 cedro e scorzette d’arancia canditi
– gr 100 pasta di pistacchi
– gr 100 armellata di albicocche
– Ghiaccia bianca q. b.

Raffioli con cassata

Esecuzione:
In una terrina battete i rossi d’uovo con 70 gr. di zuc­chero sino a farne una crema, aggiungete la farina, ia scorza grattugiata di un limone e i bianchi d’uovo bat­tuti a neve ben ferma.
Imburrate degli stampini ovali, versate in ognuno di essi un po’ dell’impasto che avrete ben lavorato e in­fornate, per circa 20 minuti, a calore moderato.
Preparate intanto il ripieno, passando la ricotta al se­taccio e mescolandola con lo zucchero a velo, la cioc­colata e i canditi tagliuzzati minutamente. Tagliate a meta ogni dolcetto e farcitelo con questo ripieno, ri­chiudetelo, ponete sulla superficie una striscetta di pasta di pistacchio, spennellate con marmellata di albi­cocche sciolta sul fuoco con un po’ d’acqua e coprite più volte, via via che si asciuga, con ghiaccia bianca che avrete preparato secondo la relativa ricetta.

Guarda pure —->”I dolci di Natale nella tradizione pasticcera napoletana”

 

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La dittatura dei Magri

‘ una simpaticissiima, nonche’ veritiera canzone, composta ed eseguita dagli amici Sing song dog, da me intervistati. Brano di cui, sicuramente non posso fare a meno di ospitare nella mia rubrica.
Sentite un po…

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Intervista Gastronomica con gli Ephesar

Ephesar

Ho deciso di intervistare gli Ephesar in ensemble per un po di motivazioni variegate e miste:-)
– mi sono simpatici,
– sono giovani, belli e pieni di voglia di fare, dimostrare e battagliare, e, i giovani sono il nostro futuro, lo dice sempre qualcuno qui, in costiera sorrentina, ma non si mette mai da parte, ahahahaah 😉
– fanno della buona musica, che anche una bacucca come me è riuscita ad ascoltare
–  Adriano e Fabrizio sono i figlioli della regina dell’horror italiano, Simonetta Santamaria
– il Ragù del nonno dei rampolli Fiocco, mi ha fatto veramente commuovere :-), mi è scesa la lacrimuccia, come quella dell’invernizzi Gim
– Adriano mi ha promesso che comporranno un pezzo gastronomico, ed io farò un grande scoop dandone comunicazione all’interno della mia rubrica

Cosa vi racconto di loro?
La loro musica è Gothic Progressive Rock, che non si mangia, ma che vi assicuro è molto buona 🙂
Chi sono, quanti sono, i loro nomi:
Aurora Rosa Savinelli è la voce del gruppo, Fabrizio Flocco alla chitarra, Adriano Flocco alla Batteria, Fulvio Petti al basso e Federico Matrusciano alle tastiere.
Per andare nel dettaglio della Band,  napoletana doc, copio quello che si trova nella loro pagina Facebook

Ephesar

Gli EPHESAR sono una band fondata da Adriano e Fabrizio Flocco nel 2005. Tutti i componenti provengono da studi decennali di musica classica, il che caratterizza le loro composizioni con un sound innovativo e unico nel suo genere. Propongono i loro pezzi in inglese e ora anche in italiano.
Per quanto altro vi interessa conoscere su questi bravissimi ragazzi, anche perchè è importante che apprezziate ed ascoltate i loro pezzi, vi invito a visitare la loro pagina su My Space, e magari mente mettete a palla gli altoparlanti del vostro pc, gustatevi la loro intervista 🙂

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il vostro lavoro?
Ephesar: – Abbastanza, ci servono molte energie e un’alimentazione veriegata, però fatta anche di molte cose scongelate e, qualche volta, anche crude… senza rimorsi.

Angie: – Avete mai composto o suonato qualche pezzo ispirandovi a qualcosa di gastronomico?
Ephesar: – No, ma potremmo farci un pensierino!

Angie: – Cosa significa per voi mangiar bene?
Ephesar: – Io e Aurora siamo perennemente a dieta, ma per gli altri componenti basta anche solo “mangiare”, il “bene” è facoltativo.

Angie: – Le vostre esperienze artistiche e lavorative?
Ephesar: – Abbiamo faticato tantissimo per arrivare al nostro attuale livello tecnico, compositivo e di feeling tra di noi, e abbiamo ottenuto soddisfacenti risultati. Abbiamo registrato il nostro primo disco, ed ora che abbiamo cambiato nome in Ephesar l’album è stato interamente tradotto in italiano. Abbiamo vinto vari premi in vari eventi, abbiamo aperto i DGM (che ora sono in tour con i Symphony X) e Pino Scotto, siamo stati invitati per due volte al Music Village dove abbiamo avuto a che fare con persone del settore discografico e vari artisti italiani, il nostro brano “Custode Delle Ombre” ci ha portato a Sala Prove di Rock Tv, abbiamo aperto un live ai Rezophonic con Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, Eva Poles dei Prozac+, Sasha Torrisi dei Timoria, Alessandro Ranzani dei Movida, e ovviamente anche il mitico Mario Riso con cui abbiamo avuto a che fare molte volte (al Music Village, a Sala Prove, e a vari concerti)… tanto per fare un breve riassunto. Ci sentiamo molto competitivi, e siamo pronti a esplodere!

Angie: – Avete un ristorante o un locale dove preferite andare a mangiare? Se sì, dove?
Ephesar: – Si, il Sea Legend a Licola e il Morrigan al Vomero. In effetti però noi ragazzi ci andiamo più per bere!

Angie: – Siete mai stati a dieta?
Ephesar: – Solo Aurora ed io (che faccio dieta, palestra e jogging, pur rimanendo ogni tanto una buona forchetta). Gli altri non ingrassano e possono strozzarsi quello che vogliono… invidia nera!

Angie: – Meglio carne o pesce?
Ephesar: – Carne vs Pesce =5 a 0.

Simonetta Santamaria in compagnia dei suoi gioielli 🙂

Angie: – Se foste un dolce, quale sareste?
Ephesar: – L’importante è che sia un dolce Rock! Quali siano questi dolci poi non lo sappiamo. Forse lo strudel, mi dicono, oppure qualcosa di aggressivamente… cioccolattoso.

Angie: – Vino?
Ephesar: – Possibilmente rosso, possibilmente buono. Ma noi rockers siamo molto abituati anche ad alcolici “da battaglia”, che si bevono senza troppe pretese.

Angie: – Il vostro punto debole
Ephesar: – Non ne abbiamo, siamo inarrestabili!

Angie: – Nel vostro frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ephesar: – Cose surgelate e birra a palate… e per Aurora thè al limone.

Angie: – L’aspetto che vi attira di più del fare da mangiare e se c’è un piatto che vi piace cucinare di più in assoluto?
Ephesar: – Fabrizio fa una pasta con i borlotti che è la fine del mondo! In effetti forse è perchè è l’unico di noi a saper cucinare!

Angie: – E quello che vi piace mangiare?
Ephesar: – Pasta alla boscaiola per primo, carne alla brace per secondo e un buon vino rosso. Ma tanto io sono a dieta… altrimenti stilerei una bella lista!

Angie: – Come vi definireste a tavola?
Ephesar: – Squali a digiuno. Tranne Aurora ed io… stupida maledettissima dieta.

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fate?
Ephesar: – Variegata, 300-350 kilocalorie sono già sufficienti, meglio non andare oltre. Io e Aurora mangiamo cereali integrali… gli altri, ovviamente, mangiano qualsiasi cosa, come Federico che praticamente comincia la giornata con un altro pranzo!

Angie: – Di cosa siete più golosi? e cosa proprio non vi piace?
Ephesar: – Principalmente carne, pasta e patate. Fulvio praticamente non mangia niente di verde, Aurora ed io odiamo il baccalà e le ostriche, Federico i peperoni e Fabri è uno dei pochi esseri umani a cui non piace la cioccolata.

Patate al Forno

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne avete uno preferito?
Ephesar: – Per Aurora lo zafferano, per Federico l’odore del pollo arrosto, per Fulvio aglio e cipolla, io e mio fratello Fabri andiamo matti per le patate al forno! Il loro odore è come un richiamo. Se venisse usato per una trappola ci cadremmo senza dubbio, come Ciuchino in Shrek 4 con i waffles.

Angie: – Non potete vivere senza…
Ephesar: – BIRRAAAAAAAAAAAAAAA!!! …e thè al limone per Aurora.

Angie: – Esiste un legame tra cucina e sensualità? Che cosa secondo voi conta di più nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Ephesar: – Personalmente credo che oltre a una buona cena bisogna curare molto i dettagli della serata: bel vestito, una tavola ben arredata, con colori caldi, imbandita in modo ordinato, una candela al centro, una musica jazz di sottofondo… alle donne piace vedere un uomo che non trascura i dettagli e che si impegna per loro. Dipende sempre dal caso, ma direi che le nostre amate cose surgelate sono da evitare!

Angie: – Una vostra ricetta per i miei lettori

Fabrizio Flocco

Ephesar: – Un buon sugo (ricetta di mio nonno), dettato dal nostro chef ufficiale Fabrizio:
– Riempire il fondo di una pentola con olio extravergine, riscaldare bene.
-Tagliare molto sottile una cipolla grande e 2 spicchi d’aglio e metterli nell’olio già caldo.
-Aggiungere 1/3 di bicchiere d’acqua, mescolare spesso e ridurre il fuoco; far evaporare l’acqua e rosolare.
-Versare una bottiglia di salsa passata e mescolare.
-Aggiungere mezzo cucchiaino di sale fino, mantenere la cottura a fuoco lento.
-Aggiungere un dado da brodo di carne.
-Aggiungere 100g di carne di maiale, mezza scatoletta di piselli medi e una carotina sbucciata tagliata a fettine.
-Aggiungere una noce di burro o margarina e un po’ di pepe nero.
-Far bollire a fuoco lento per 15 minuti mescolando ogni tanto.
-Aggiungere un barattolo di polpa di pomodoro ed un pugno di basilico fresco.
-Far cuocere altri 5 minuti.
-Aggiungere una spruzzata di parmigiano, mescolare e spegnere il fuoco.
-Buon appetito 🙂

Angie: – L’ultimo libro che avete letto?
Ephesar: – Fulvio: “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi; Federico: “Il suono di mille silenzi” di EmmaLa Spina; Aurora: “Le lacrime del diavolo” di Jeffrey Deaver; Fabrizio: “La Camera Oscura” di Roland Barthes; Io (Adriano): “Dove il silenzio muore” di Simonetta Santamaria.

Angie: – Il pezzo musicale che vi mette in moto i succhi gastrici…
Ephesar: – Per digerire in fase di relax un bell’album di musica d’orchestra/colonna sonora, per vomitare invece qualsiasi cosa di house o di neomelodico, o di uno di questi soliti cantanti solisti moderni (frequenti in Italia in maniera “nauseante”, tanto per rimanere in tema).

Angie: – Hobby?
Ephesar: – Io il jogging, il web design, graphic design e fotomontaggio; Fabrizio sa usare i programmi di grafica 3D, ed entrambi facciamo palestra; a Fulvio piace informarsi sulle auto sportive; Aurora scrive poesie; Federico ama guardare molti film, anche “impegnativi”.

Thor, Dio del Tuono

Angie: – Se foste dei un personaggi mitologici chi sareste?
Ephesar: – Io Thor, senza dubbio! Fulvio ha scelto Ulisse. Aurora la dea Atena, Fabrizio Ercole… Federico invece Barney Stinson della serie “How I Met Your Mother”.

Angie: – Qual è il sogno più grande?
Ephesar: – Vivere di musica, della nostra musica, di vivere sempre uniti e lavorare tanto.

Angie: – Cosa vi dicono più spesso?
Ephesar: – “Perchè non provate a cantare in italiano?”, in effetti alla fine è quello che abbiamo fatto.

Angie: – Vi fidanzereste con una cuoca?
Ephesar: – Ovvio, purchè sia gnocca!

Angie: – Un piatto della vostra infanzia?
Ephesar: – Per Aurora lo zabaione, per Fulvio pasta e zucchine, per Fede pasta con le fave, per me il mitico sugo di mio nonno… Fabrizio invece ha saggiamente risposto l’omogeneizzato!

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo voi, esiste anche in cucina?
Ephesar: – A Milano, quando siamo andati a Sala Prove di Rock Tv abbiamo mangiato una pizza abbastanza decente… non c’è niente di male nel far varcare i confini alle ricette regionali, purchè ne siano culturalmente riconosciute le provenienze! La pizza si mangia in tutto il mondo, ma tutto il mondo deve sapere che l’abbiamo inventata noi! Beh, non “noi” della band, se fossimo stati noi… non staremmo qui!

spaghetti al pomodoro

Angie: – Quale piatto eleggereste come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ephesar: – Un piatto di spaghetti col pomodorino fresco! Anche in America si chiamano spaghetti, senza traduzione. Forse è il piatto italiano più famoso nel mondo, insieme alla pizza.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferite? Se si’, quale?
Ephesar: – Io penso che la cucina è forse l’unica cosa in cui l’Italia è assolutamente imbattibile! Ogni regione, città, provincia, paesino o singola attività ha qualcosa di tipico e di unico al mondo. Gli altri paesi se la sognano la quantità di specialità culinarie della nostra terra! Mio fratello però va pazzo per la cucina giapponese… bah, contento lui!

Angie: – A quali altri progetti vi state dedicando in questo periodo?
Ephesar: – Io e Fabrizio non siamo distanti dal laurearci in grafica, io mi occupo di web design e lui di grafica 3D. Fulvio attualmente studia ingegneria aerospaziale.

Angie: – Come definireste il vostro carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Ephesar: – Mmm… Fabrizio si definisce “al dente”; Fulvio “mantecato”; Aurora “piccante”; io “succulento”; Federico “gustoso”.

Angie: – A che piatto paragoneresti Berlusconi? e Di Pietro?
Ephesar: – Berlusconi niente di particolare, di sicuro un piatto col condimento scaduto. Di Pietro? Un piatto… insipido.

Angie: – La cucina vi ha mai tradito?
Ephesar: – Una delle ultime volte che sono andato in sala prove mi sono sentito male, probabilmente per il pesce spada che ho mangiato prima di scendere… in genere mi piace e non mi ha mai fatto male, ma quella volta mi sono sentito tradito! Lo stesso vale per la pasta e patate, una delle mie preferite… una volta mi ha fatto stare così male che ora ho paura di mangiarla! Aurora invece è stata tradita dalla carne alla brace… ha passato una notte da incubo. Fulvio a Londra ha mangiato una bistecca che per qualche motivo gli ha fatto venire il singhiozzo… lui si imbestialiva e noi gli ridevamo addosso!

Angie: – Se doveste riassumere la vostra filosofia di vita?
Ephesar: – Veniamo al mondo per un

Ephesar

gran colpo di fortuna, e dobbiamo far tesoro di questo. Non bisogna mai accontentarsi, bisogna fregarsene delle persone che ti vogliono ostacolare o dissuadere dal perseguire i tuoi sogni, l’arrendersi non esiste, esiste solo farsi un mazzo tanto! L’unica cosa che importa è avere degli obiettivi, e fare di tutto perchè vengano raggiunti, ogni alternativa significa “accontentarsi”, e la vita è un dono troppo raro e troppo breve per essere vissuto così. Io adoro il detto “Riempite le vostre giornate di vita, non la vita di giornate”, e poi concludo con una mia personale massima al quale tengo molto e rispecchia un mio modo di vivere: “Avere uno stile non significa distinguersi dagli altri, ma riconoscere sè stessi”.

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Ephesar: – DOMANDA: “Se ci chiedessero di farci una domanda e di darci una relativa risposta, quale domanda ci porremmo?” / RISPOSTA: “Questa!”

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Scoop Intervista Gastronomica ai Sing song dog

Sing Song Dog

Ma chi sono questi misteriosi SING SONG DOG, che da metà agosto imperversano sul web, e, nello specifico su Feissbucc con le loro stravaganti  e simpatiche piaciate??
E sveliamolo quest’arcano: SING SONG DOG sono una garanzia, una grande firma, nel panorama dei cantautori italiani, dietro cui si celano i testi e le musiche di Gianni Papa e Dario Bucci.
Due insoliti artisti, che nascono cantautori giustappunto sul web, e su feisbucc vi è la  grande opportunità di seguirli partecipando al gruppo da loro fondato con la possibilità di ascoltare i loro originalissimi testi, pregni di contenuti profondi, che trattano temi attuali che vanno dalla situazione politca italiana, alla storica diatriba sull’utilizzo della panna nella carbonara, passando sulle considerazioni socioculturali sulla questione che “e figli…so bbuon sule chill re carcioffole”,  insomma ce ne sta veramente per tutti gusti, e la loro interpretazione e melodia ha veramente incantato il popolo del web, per cui vi consiglio un salto sulla loro pagina ufficiale di feisbucc
Insolito anche il loro sodalizio:
Tempo addietro Gianni e Dario avevano dato vita un un duo di cabaret più eversivo che evasivo…ed io aggiungerei quasi sovversivo ed a tratti lassativo…:-)
TEATRO DOG fu il loro primo nome acronimo di Denominazione di Origine Geniale.
Dopo l’alternarsi di fortunati spettacoli frenetici in cui i nostri eroi grondavano sudore (Gianni Papa) e sangue (Dario Bucci finalmente arrivò il momento di gloria, il tempo di una sveltina, seguito da un’abbastanza più che rapido crepuscolo.
Le loro strade si separarono: Gianni Papa intraprease con molte soddisfazioni (non si sa però di  chi) il mestiere dell’insegnante di sostegno, ma la sua verve ironica e canterina lottava per venir fuori e fu così che iniziò a comporre le sue prime canzoni LA RUGGINE APPICCICOSA, LA BOMBA INCONGRUA (Questa ultima scomparsa è introvabile, ma pochi disgraziati che hanno avuto la possibilità di ascoltarla assicurano che trattasi di un vero capolavoro.

Sing song dog

Dario Bucci, invece, dopo una vana fuga (non si sa da chi e da dove) fu inseguito e raggiunto dalla professione di attore.
Per tanti anni si divise  interpretando ruoli diversi in teatro in varie compagnie senza troppo entuasiamarsi
e senza,  forse,  nemmeno troppo entusiamare il pubblico  (le voci,  in tal guisa sono decisamente
discrepanti, c’è chi dice che era dotato di un pregevole talento e chi,  invece sosteneva,  che i cani recitano senzaltro meglio…e così, alla faccia di chi aveva dato del “cane”, gatton gattoni, senza neanche troppo dare nell’occhio riuscì a districarsi dall’intricata matassa del mondo teatrale e,  senza che nessuno se ne accorgesse
la meteora Bucci si tirò fuori dalla botte.
Poi il colpo di fulmine: il ritrovarsi con Gianni, il guardarsi negli occhi riscoprire la stessa immutata vena innocente ed eversiva (leggi testa di cavolo:-) …ed il domandarsi: -ma se Gianni Papa fa il cantautore, perchè non lo posso fare anche io che ho pure una voce più bella, e se metto mano al rimario, qualche canzoncella pure riesco a tirarla fuori?-
Tra il dire ed il fare c’e’ di mezzo il mare, dice il proverbio, ma i nostri cantautori, grazie alla platea del Web e nello specifico di feissbucc sono riusciti a far conoscere alla vasta platea telematica la loro musica, e fu cosi che a GIANNI PAPA cantautore si affianca DARIO BUCCI
I due artisti preferiscono lavorare separatamente , ognuno alle proprie canzoni, ed è quasi una sfida a chi le fa più belle…(scrive più boiate:-) ma alla parte musicale lavorano assieme e,  solo raramente le interpretano in coppia

E questa è la nuova alba di Gianni Papa e Dario Bucci.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni: – Conterebbe, ma io mangio smodatamente e senza ritegno. Qualunque cosa. Allora mia moglie si incazza e cerco di limitarmi, ma non riesco a seguire una dieta canonizzata. Ma a scuola (che è il mio lavoro) va benissimo anche essere chiatti. Chi se ne frega. Anzi gli insegnanti di sostegno chiatti sono simpatici.
Dario: – Per me importante sentirmi agile e scattante nellavoro..Io lavoro in una agenzia di tour…ed è necessario essere agili e scattanti in questo lavoro… ma io sarei agile e scattante anche se fossi un impiegato del catasto….io ho la sindrome del supereroe mancato e voglio essere agile e scattante in ogni momento della vita…per cui cerco di avere una alimentazione sana e leggera.,come voglio essere io,  sano e leggero…

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Gianni: – Scrivo sempre pensando ai culi in aria.
Dario: No, ma la mia ex maestra delle scuole elementari, Lidia Taffurelli, mi ha scritto un bellissimo testo per una canzone..si chiama CIAMBELLA E VINO….Gianni Papa ne ha fatto le musiche e io con gran passione l’ho cantata….A me questa canzone piace un sacco…

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Gianni: – Svuotarmi in bocca una bomboletta di panna montata spray.
Dario: – Io sono molto goloso….ma con il passare degli anni ho imparato a stare più attento con l’alimentazione…quando posso evito fritture e cose che fanno male….ma per me, mangiare veramente bene, signica stare a tavola con persone simpatiche….

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Gianni: – Ho lavorato per un sito web un rtempo famoso: superEva. Poi ho lavorato nei call center, ho fatto il postino portalettere e infine e nella scuola, che è il mio lavoro principale.
Poi naturalmente ho lavorato nella musica: sono l’autore di canzoni famosissime come BLOWIN’ IN THE WIND di Bob Dylan. E pensare che non ero ancora nato!!!
Dario: – Io ho fatto per tanti anni teatro e tutto sommato dentro mi sento ancora un attore…anche se forse non ho più voglia di recitare per vari motivi…adesso lavoro in una agenzia turistica e sento di avere da questo lavoro molto più piacere e libertà espressiva di quanta me ne dava il teatro….Ma non posso essere del tutto sicuro che fra un po’ non mi ritorni lo sghiripizzo di stare sul palco…speriamo di no…voglio godermi la vita…

Angie: – Se non avessi esercitato la professione che svolgi attualmente cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Gianni: – Il calciatore o la velina.
Dario: – ho avuto tanti sogni nella mia vita….da ragazzo sognavo di fare il pilota di formula uno e fu una esperienza non bella quando alla scuola guida, al primo giorno di guida pratica, scoprii di essere abbastanza imbranato alla guida…presi la patente con molta fatica….e tutt’oggi non mi piace per niente guidare…non più teatro, non più formula uno nella mia vita….

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?

Turkish Kebab

Gianni: – Mi piace il Turkish Kebab. Fanno un Kebab buonissimo. Soprattutto piccante. Che delizia!
Dario: – Si, nel paese dove vivo ci stà un locale dove si mangia benissimo e mi fanno pagare poco…ci vado spesso..ma non mi ricordo come si chiama…così come la ragazza,  carina e gentile,che mi serve non ha la minima idea di come mi chiamo io…

Angie: – Sei mai stata/o a dieta?
Gianni: – Come ho detto, mai una dieta strutturata. Sempre una dieta fai da te. E infatti raramente è servita. Beato Dario che non ha di questi problemi!
Dario: – certo che sono a dieta…non mi vorrai mica far diventare chiatto come Gianni Papa?

Angie: – Meglio carne o pesce?
Gianni: – Meglio pesce, come cibo. Come sesso, meglio carne
Dario: – Carne nei giorni che mi sento Leone…Pesce nei giorni che mi sento pesce…

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Gianni: – Qualcosa di molto unto e pieno di panna montata.
Dario: – io sono un uomo fatto a strati…sarei una di quelle paste con la  sfoglia a strati…

Angie: – Vino?
Gianni: – Vino e Ciambella.
Dario: – Un bicchiere al giorno non lo disdegnamo

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Intervista Gastronomica a Paolo Propoli

Io con Paolo Propoli

Paoletto Propoli, sorrentino di nascita, metese d’adozione :-), è figlio d’arte, il papà infatti è il Meastro  intarsiatore Riccardo Propoli che,  da anni prestigiosamente fa conoscere al mondo l’antica arte della tarsia sorrentina realizzando con grande amore e maestria prestigiose opere, interamente lavorate a mano, di riconosciuto valore artistico.
La mia mamma, per anni ha lavorato come bidella a Sorrento, all’Istituto parificato Santa Maria della Pietà, e, quando Paolo era più piccolo ogni mattina, lo portava con se fino a scuola 🙂
Da allora ne è passato di tempo, e Paolo ne ha fatta di strada, diventando tra i più promettenti musicisti che danno prestigio, al nostro lembo di costa 🙂
Diplomatosi in Chitarra classica al Conservatorio di Benevento, nel giugno del 2000, in continua crescita ed evoluzione, ha continuato il suo percorso formativo ed artistico, collaborando con numerosi artisti, e per saperne di più su di lui, vi invito a visitare le sue pagine personali.
Paolo, molto gentilmente mi si è “concesso gastronomicamente”, e galeotta è stata una sua esibizione estiva, qui, proprio a Meta, dove Gianni Coppola c’ha immortalato assieme, come potete vedere nella foto 🙂

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Paolo: – In genere non si sale mai sul palco a stomaco pieno, per evitare sgradevoli inconevienti! Meglio una ricca e fantasiosa cenetta a sipario chiuso! Ma a parte gli scherzi, una buona alimentazione conta per tutti, a tutte le età e in qualsiasi ambito. Purtroppo nell’era dei cibi transgenici bisogna stare sempre in allerta a cosa si mangia; beati coloro che hanno la possibilità di coltivarsi un minimo di cose in modo ancora “biologico”. Purtroppo siamo in un sistema globlale le cui redini sono nelle mani di pochi potenti, il cui obiettivo quotidiano è il profitto e basta. Si pensa molto alla quantità da produrre e non alla qualità. Io nel mio piccolo cerco di leggere sempre le etichette quando vado a fare la spesa!

Angie:  – Hai mai composto o suonato qualche pezzo ispirandoti a qualcosa di gastronomico?
Paolo: – Composto per adesso no! Però hai voglia da quanti anni mi capita di cantare: “…ma tu vulive a pizza, a pizza, cu ‘a pummarola ‘ngopp”!

Angie:  – Cosa significa per te mangiar bene?
Paolo: – Per non dilungarmi faccio riferimento alla prima domanda. In buona sostanza preferisco mangiare in maniera “tranquilla” durante la settimana, per poi “festeggiare” nel weekend, come la maggior parte delle persone normali, immagino…

Angie:  – Le tue esperienze lavorative?
Paolo: – Nato con la chitarra al posto dei soliti sonagli per neonati, cresciuto nei pub con musica dal vivo, dalle semplici serate e spettacoli sono approdato in un circuito musicale discreto, sia in Penisola Sorrentina che a livello regionale. Alterno impegni artistici disparati, dall’intrattenimento privato a spettacoli pubblici e televisivi. Negli ultimi hanni ho suonato come chitarrista per artisti di fama nazionale, tra cui Eddy Napoli (Orchestra Italiana), Valentina Stella, Giovanni Mauriello (Nuova Compagnia Canto Popolare); a settembre dell’anno scorso ho avuto l’onore e il piacere personale di accompagnare alla chitarra Renzo Arbore in una sua esibizione estemporanea al Premio “Salvatore Di Giacomo”. E poi tanti viaggi, a portare la musica napoletana in giro per il mondo: Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti.

Angie:  – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Paolo: – Azz…questa è vera e propria pubblicità occulta! Sono cresciuto al “Pub America” di Priora e penso che lì vorrò fare la festa di pensionamento, tra moltissimi anni! Poi c’è il “Tico Tico” a Meta che non tradisce mai, e quando capita, il “Zi ‘Ntonio a Mare” a Marina Grande di Sorrento.

Angie:  – Sei mai stato a dieta?
Paolo: – Si certo, ho seguito i magnifici consigli di una brava nutrizionista, la quale mi ha “insegnato a mangare bene”. Si, perchè il vero segreto per stare in forma non è assolutamente il diminuire le dosi: basta mangiare in modo corretto e salutare, cucinare in modo corretto e il gioco è fatto. Ecco il mio stile di dieta quotidiano: bere molto e fara tanta plin plin, poco sale nei condimenti e olio sempre crudo (quando possibile). E quando è possibile, il sacrosanto bicchiere di vino rosso!

Angie:  – Meglio carne o pesce?
Paolo: – Sono di segno Leone, quindi sbranerei carne tutti i giorni, comunque amo molto anche il pesce (fresco) e affini. In verità se si riuscisse a mangiare molto più pesce che carne, si starebbe tutti meglio…

cassata, caprese e profiteroles

Angie:  – Se fossi un dolce, quale saresti?
Paolo: – Sarei un dolce “camaleontico” perchè non posso riassumermi in un unico dolce. Sarei una profitterole al cioccolato, poi sarei una cassata siciliana, un babbà, una caprese

Angie:  – Vino?
Paolo: – Primitivo di Manduria, Cannonau, Aglianico, Lacrima Christi, Falanghina…sicuramente ne sto dimenticando qualcuno!

Angie:  – Il tuo punto debole
Paolo: – Sono troppo buono ed educato, anche se a volte faccio vedere gli artigli. Però in generale mi faccio passare le cose addosso – anche se mi lamento – ma di questi tempi sono fuori moda. Il mondo è pieno di prepotenti e farabutti, sono quelli che stanno sopra di noi, e purtroppo per andarsi a prendere quel posto bisogna diventare come loro, ma io non mi ci vedo nella parte del prepotente e farabutto.

Angie:  – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Paolo: – Prosciutto crudo e formaggi. Nella dispensa tarallucci e vino!

Angie:  – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Paolo: – Scialatielli con tocchetti di pesce spada e scaglie di tonno fatto in casa, crema di formaggio al salmone (una mia invenzione)!

Angie:  – E quello che ti piace mangiare?
Paolo: – La pasta e fagioli di mia nonna: si ferma l’orologio! Ma anche le mitiche orecchiette con rucola e gamberetti, ‘e mammà!
E sul fatto che mamma Antonietta sia un’eccellente cuoca, posso confermare, essendo stata ospite a cena in casa Propoli:-)

Angie:  – Come ti definiresti a tavola?
Paolo: – Uno che la sa onorare…non le faccio mai prendere collera!

Angie:  – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Paolo: – Mangerei 365 giorni l’anno solo bistecca ai ferri; se non mi vuoi nemico non presentarmi mai un piatto di riso con la verza!

Gli aromi preferiti da Paolo

Angie:  – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Paolo: – I “miei odori” sono molto umili, sono i classici: aglio, cipolla, peperoncino, capperi, origano, prezzemolo. Apprezzo molto, quando mi capita, i piatti aromatizzati col tartufo ma se dovessi uscire a posta a comprarlo no so se lo farei.

Angie:  – Non puoi vivere senza…
Paolo: – Musica, mare… e la mia cucciola (che già pizzica non male le corde della chitarra).

Angie:  – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Paolo: – Certo si fa sempre bella figura nell’offrire una bella cenetta, magari nel posto giusto. Ma quando le fai trovare la tavola apparecchiata, e magari l’accogli col mantesino addosso che stai ancora “operando” vicino ai fornelli, è ‘nata cosa!

Angie:  – L’ultimo libro che hai letto?

Paolo: – “Verrò da te” di Mario Capanna. Il penultimo è stato “Contro tutti i nemici” di Richard Clark (sull’11 Settembre). Il primo libro “serio” che abbia mai letto è stato “Gente di Dublino” di James Joyce (che a volte leggo ogni tanto, sempre con piacere).

Angie:  – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Paolo: – “Minuano” di Pat Metheny…è l’inno mondiale di tutti noi methiniani!

Angie:  – Hobby?
Paolo: – L’hobby dinamico sono i viaggi; l’hobby da poltrona e il cinema.

Angie:  – Qual è il tuo sogno più grande?
Paolo: – Debellare l’ignoranza della gente comune. Siamo ancora in pochi, quelli che hanno sete di documetarsi e confrontare il proprio istinto con le mezze o false verità che ci somministrano puntualmente ogni giorno alle 13:30.
I Pre-Potenti della nostra epoca trovano terreno fertile e appiglio proprio sulle persone più ignoranti, quelle che si accontentano, quelle meschine e omertose che non hanno coraggio di osare e peggio ancora, quelle che non si sforzano per niente di “staccarsi” da quel loro status di ignoranza.
Ricordate Hitler? Perchè faceva bruciare i libri? Con un popolo ignorante avrebbe potuto dominare tranquillamente!
Oggi in Italia non si bruciano i libri, però si riempiono i palinsesti televisivi di reality fatti da cafoni presi in mezzo alla strada, destinati a essere meteore; gente che bestiemma e sproloquia in fasce orarie protette (?). Quando poi le vere fasce orarie per i bambini e i ragazzi dovrebbero essere proprio quelle notturne: i migliori documentari di storia e di scienza, spettacoli di musica e teatro, dibattiti seri, tutti messi in onda la notte. Quando la massa ignorante attacata ai loro fili di comando dorme…

Angie:  – Cosa ti dicono più spesso?
Paolo: – Che canto e suono bene. E per quanto mi riguarda, mi basta sentirmi dire questo!

Angie:  – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Paolo: – Io sono un grande cuoco, e non voglio nessuno vicino ai fornelli che mi disturbi!!!

Gnocchi alla sorrentina

Angie:  – Un piatto della tua infanzia.
Paolo: – Gnocchi alla sorrentina. Tutte le domeniche al ristorante da “Umberto” ad Arola.

Angie:  – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Paolo: – Ceeerto! Ognuno deve stare al suo posto e gestirsi le proprie mansioni. E penso che questo esista già da sempre nei migliori ristoranti.

Angie:  – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Paolo: – Il trittico tricolore: mezze penne col pesto, pennette panna e prosciutto, rigatoni col ragù!

Angie:  – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Paolo: – Da quasi un decennio vado in Germania ogni anno per lavoro, e amo molto le loro ricette tipiche: non pensiate che lì siano solo wrustel e birra! Poi amo molto il sushi.

Angie:  – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Paolo: – Sono come il prezzemolo, sto bene dappertutto e dovunque mi metti impreziosisco la situazione! Del resto, il prezzemolo è un’erba molto modesta!

Angie:  – Una tua ricetta per i miei lettori
Paolo: – Vi svelo i miei scialatielli!

Scialatielli - Foto pastificio Gentile

Ingredienti:
– gr 400 Scialatielli
– 1 fetta di pesce spada
– 2 spicchi d’aglio
– 2 o 3 pomodorini
– vino bianco q.b
– olio evo
– sale q.b.
– Phliadelphia al salmone
– prezzemolo q.b.

Esecuzione:
Mentre un paio di spicchi d’aglio (schiacciati e non tagliati!) soffriggono leggermente nell’olio, tagliate a tocchetti una fetta di pesce spada; metteteli poi a soffriggere insieme all’aglio e due/tre pomodorini tagliati a spicchi. Dopo un pò una spruzzatina di vino bianco.
Poco prima che gli scialatielli siano cotti da scolare, scogliete una Philadelphia al salmone nel condimento e subito dopo calate in padella gli scalatielli. Dopo averli impiattati una bella spolverata di prezzamolo tritato e via! E buon appetito!



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Intervista Gastronomica ad Ermanno Capelli

Ermanno Capelli

“A 16 anni durante le vacanze estive va tutto solo a vivere per 2 mesi in una baita in alta montagna, in Valle Gesso, dove comincia a scrivere la stesura del suo primo romanzo. A 18 anni inizia a lavorare in banca ma il suo sistema nervoso continua a peggiorare sempre di più e lui, dopo 2 anni, si licenzia e va a vivere a Milano con un amico che vuole tentare il successo come cantante. Ed è così che Ermanno inizia a scrivere canzoni.” Fonte Wikipedia


Ermanno Capelli, nasce a Torino e già a 14 anni inizia a scrivere romanzi. A 18 anni si diploma e va a lavorare in banca ma la sua indole ribelle lo spinge a licenziarsi dopo soli 4 anni, trasferendosi a Milano, dove decide di fare l’autore di canzoni. Qui, incontra il cantante napoletano Ciro Sebastianelli che resterà per tutta la vita nel suo cuore, come amico e come artista. Nel giro di pochissimo tempo, Ermanno scrive canzoni per numerosi cantanti di successo tra i quali: Mina, Camaleonti, Mino Reitano, Ciro Sebastianelli, Tiziana Rivale, Dik Dik, Nicola Di Bari, Antoine, Maurizio dei Krisma, Flora Fauna & Cemento e tanti altri. Inoltre Ermanno è l’autore del testo di DOLCE LASSIE sigla dei serial TV LASSIE e di CIAO AMICO sigla dello ZECCHINO D’ORO per sette anni ed anche sigla ufficiale dell’UNICEF.

Yo Yo Denti Di Lupo è considerato da Ermanno il suo primo vero romanzo che lo rappresenta come scrittore e come artista. dal sito Laura Capone Editore

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro e le tue attività?
Ermanno: –  Ermanno: – E’ fondamentale una buona alimentazione.

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di gastronomico?
Ermanno: –  Sempre,poichè nei miei romanzi parlo sopratutto d’amore e di s…. e per far bene l’amore devi amare il cibo.

Angie: – Cosa significa per te  mangiar bene
Ermanno: –  Per me mangiar bene significa alzarsi da tavola appagato.. soddisfatto. Dopo aver mangiato bisogn asorridere perchè se sorridi a pancia piena vuol dire che hai mangiato bene…perchè mangiare bene è come fare l’amore!

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Ermanno: –  A 18 anni ero un pazzo: lavoravo in banca! Poi sono diventato NORMALE e ho iniziato a scrivere canzoni e in seguito anche ROMANZI.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Ermanno: –  Mi piace cambiare spesso ristorante perchè amo sperimentare. Ovviamente se sono in compagnia prima di sceggliere valuto anche i gusti dei miei amici-amiche perciò o scelgo il ristorante di lusso o li porto da Mc Donald’s.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Ermanno: –  Non sono mai stato a dieta….anzi no, scusa, una volta mi è capitato ma forse perchè ero single?!!!

Angie: – Meglio carne o pesce?
Ermanno: –  Il pesce è splendido se cucinato con lo champagne. Non disdegno però la carne alla tartara.

Panna Montata

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Ermanno: –  PANNA MONTATA, naturalmente!

Angie: – Vino?
Ermanno: –  La risposta ti parrà strana:Fragolino oppure champagne.

Angie: – Il tuo punto debole
Ermanno: –  Il mio punto debole: gli occhi dolci di una ragazza che ha una cotta per me…poi se è anche una buona cuoca allora è il max

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Ermanno: –  Nella dispensa le spezie e gli aromi orientali. Nel frigo lo champagne, il fragolino e la coca cola perchè non si sa mai…se viene a trovarmi un’amica che ama la coca non posso trascurarla.
Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?

Ermanno: –  La carne alla tartara anche se per farla bene bisogna avere una serata full immersion, per la cena e il dopo cena.
Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Ermanno: –  Tutto quello che ha sapori che mi fanno affondare in un’atmosfera da sogno. E naturalmente anche i profumi che mi fanno sognare.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Ermanno: –  Un divoratore buongustaio moderato.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Ermanno: –  Sono golosissimo di PANNA.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Ermanno: –  Il profumo essenza odore che preferisco? PROFUMO DI FICHI FEMMINE!!!

Angie: – Non puoi vivere senza…
Ermanno: –  Non posso vivere senza amore, cibo e viaggi.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena,o anche il saper cucinare?
Ermanno: – I miei 3 step per sedurre una donna:a)Lo sguardo…di solito faccio il pesce lesso ah ah ah! b)una buona cena c)A volte cucinata da me….dipende da lei naturalmente!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Ermanno: –  Ecco LA MIA RICETTA SEMPLICE SEMPLICE X I LETTORI:
Munirisi di una padella
una noce di burro
due fette di petto di pollo

Petto di pollo

quando il burro si è sciolto, dare una voltata e una girata al pollo e  poi versare 1/2 litro di latte intero
aggiungere sale-scorza-limone
fare cuocere a fuoco lento, voltando e girando più volte la carne di pollo
QUANDO IL LATTE E’DIVENTATO UNA CREMA, si spegne il fuoco e si fa una grattata di noce moscata.
Un piatto delizioso, non impegnativo e veloce. Lo so fare perfino io…

Angie: – – L’ultimo libro che hai letto?
Ermanno: –  Il mio YO YO DENTI DI LUPO, poichè facendo lo scrittore ho sempre meno tempo per leggere gli altri autori.

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Ermanno: –  Pelle sulla pelle di Riccardo Cocciante e Mi ritorni in mente del nostro mitico Lucio Battisti.

Angie: – Hobby?
Ermanno: –  I miei hobbiy: tennis golf e deltaplano…lo so che sono cose un pò insolite e impegnative e perciò quando non riesco a praticarli mi accontento di belle passeggiate in riva al mare o in montagna.

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Ermanno: –  COMPRARMI UN’ISOLA: questo è il mio sogno. Sognamo che fa bene.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Ermanno: –  Che sono strano.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Ermanno: –  Una cuoca? Certo che sì, specialmente se è

Bruschetta

BUONA…..come CUOCA…certamente.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Ermanno: –  Pane e aglio, la volgare bruschetta contemporanea.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Ermanno: –  Alla politica preferisco un bel piatto di aragoste.Per cui non vorrei mischiare la politica con la cucina. Scusate la mia risposta, ma io sono fatto così.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Ermanno: –  Spaghetti e Ceci?

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Ermanno: –  La cucina francese, anche se la cucina ITALIANA è il top.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Ermanno: –  Sfizioso e irriverente.

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Intervista Gastronomica a Paolo Cimmino

Paolo Cimmino

Paolo Cimmino, nasce a Napoli nel 1964, e, già il fatto che siamo della stessa annata la dice tutta su quanto sia in gamba il personaggio che mi accingo ad intervistare, visto che anche io sono nata nello stesso anno 🙂

Docente della Cattedra di Strumenti a Percussione presso il Conservatorio di Musica di Salerno, insegna Tamburi a Cornice e Elementi di Musica Etnica presso Musicateneo dell’Università degli studi di Salerno.
Ha lavorato per molti anni come Percussionista dell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli.

Tanti gli artisti italiani con cui ha collaborato: Lucio Dalla, Tony Esposito, Marco Zurzolo, Tamburi del Vesuvio, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Marco Sannini, Rosario Jermano, Carlo Faiello, Adria Mortari, Francesco D’Errico, Leonardo Massa, Trio Shadow, Jingle & Frames .

E’  Presidente della Società Tamburi a Cornice (www.tamburiacornice.it).

Per maggiori informazioni sull’attività artistica vi rimando al sito personale di Paolo

Angie:  – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Paolo: – E’ un aspetto fondamentale, sono estremamente fissato per tutto ciò che fa bene, penso che una buona condizione fisica sia molto importante per suonare. Le percussioni, in particolar modo, impegnano tutto il corpo e la coordinazione e la velocità non possono ottenersi senza un buon equilibrio psicofisico. Una dieta come quella mediterranea, per esempio, aiuta sicuramente!

Angie – Hai mai composto o suonato qualche pezzo ispirandoti a qualcosa di culinario?
Paolo: – No, strano ma no, le mie ispirazioni vengono soprattutto da momenti lunari della mia anima…

AngieCosa significa per te  mangiar bene?
Paolo: – Significa cercare di mangiare piatti preparati con prodotti il più possibile naturali, significa rispettare il mio corpo, significa rispettare l’ambiente,significa essere in contatto con il mondo che ci circonda, anche se spesso è difficile avere informazioni sulla provenienza dei prodotti.
Significa anche provare gusti nuovi, accostamenti e soluzioni gastronomiche nuove. L’arte culinaria sorprende per la creatività e la fantasia

Angie – Le tue esperienze lavorative?
Paolo: – Sono molteplici e in diversi campi.
Ho lavorato per molti anni come Percussionista al Teatro S. Carlo di Napoli, sono Docente di percussioni al Conservatorio di Musica Salerno, ho collaborazioni  con diversi artisti Italiani come la Nuova Compagnia di Canto Popolare, come Solista porto avanti i miei progetti e la mia musica andando in giro con il mio ultimo spettacolo “Invasioni”… e altro. Insomma mi piace sperimentare e imparare sempre dalla musica che è una continua scoperta.

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?Se sì, dove?
Paolo: – Si, “ Il gallo e la perla” a Paestum –  Mi piace l’ambiente intimo e familiare e soprattutto trovo un’alta qualità dei prodotti cucinati in modo  leggero e gustoso.

Angie; – Sei mai stato a dieta?
Paolo: – NOOO…ma in effetti si, da sempre. Nel senso che essendo molto goloso mi trattengo, sono molto disciplinato,,,forse troppo. Per quanto riguarda il peso, invece, non ho mai avuto la necessità.

Angie – Meglio carne o pesce?
Paolo: – Pesce.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?

Mousse al pistacchio

Paolo: – Una mousse al pistacchio

Angie – Vino?
Paolo: – Agostinella ma anche un buon Fiano.

Angie – Il tuo punto debole
Paolo: – preferirei non dirlo..!

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Paolo: – La frutta, la frutta MAI, ortaggi, verdure e ovviamente il latte…nella dispensa pasta e riso!

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Paolo: – Ogni tanto, con grandi risate di mia moglie, compro libri con ricette davvero speciali,,,che ti raccontano di gusti lontani,e saporiti…ma raramente ho il tempo di cucinare. Comunque piatti della nostra tradizione.

Angie – E quello che ti piace mangiare?
Paolo: – Spaghetti alle vongole

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Paolo: – Pacato..

Angie – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Paolo: – Mozzarella ma quella vera …( ebolitana)
Anche se mangio la carne, proprio non posso mangiare interiora o cose del genere

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Paolo: – Sarà banale ma è il basilico!

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Paolo: – Non saprei, senz’altro la conversazione e l’atmosfera mentre si mangia insieme.

Angie – Una tua ricetta per i miei lettori
Paolo: – Tortino di pasta con fiori di zucca e provola

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Paolo: – Vandali di Stella e Rizzo

Angie – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici..
Paolo: – Anime Salve di Fossati e De Andrè

Angie – Hobby?
Paolo: – La lettura.

Angie: – Qual è il tuo sogno più  grande?
Paolo: – Battere Nadal alla finale di Wimbledon

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Paolo: – Che capelli che hai!

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Paolo: – Mia moglie non è una cuoca ma mi ci fidanzerei lo stesso.

Angie – Un piatto della tua infanzia
Paolo: – Pasta e lenticchie

Orecchiette con le cime di rape

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Paolo: – Il federalismo è un argomento molto serio che mi tocca molto e mi fa anche arrabbiare, per come viene “interpretato” e proposto da molti. Ma, certo, esiste un’ importante caratterizzazione regionale anche nella cucina.

Angie; –  Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Paolo: – Le orecchiette alle cime di rapa, per ricordare il tributo del Sud.

Angie: – Dopo la cucina italiana, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale?
Paolo: – Mi affascina e incuriosisce la cucina indiana.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Paolo: – Dolce-amaro.

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Intervista Gastronomica a Gianni Lamagna

Gianni Lamagna

Ho conosciuto Gianni Lamagna per la prima volta telematicamente, quando chiese di occuparsi nel “Progetto Guide di Supereva” della rubrica dedicata alla musica napoletana, ho sempre seguito con grande interesse la sua carriera di musicista, essendo una grande appassionata di musica popolare, ma non vi è stata mai l’occasione di conoscersi di persona, ma spero che quanto prima la nostra amicizia si possa concretizzare anche di persona.
Gianni, nasce a Napoli nel 1954. Il suo debutto artistico avviene nel 1972.
Nel 1974, con alcuni amici musicisti ed antropologi svolge lavori di ricerca sulla musica e il teatro di tradizione, collaborando con la cooperativa teatrale “I Masaniello” fino al 1976.
Nel 1979 entra nella compagnia di Roberto De Simone, e inizia uno studio sulla vocalità che gli permetterà di cantare la musica sacra e quella di tradizione, le arie antiche e la musica contemporanea.

In seguito, partecipa alla maggior parte dei lavori del Maestro, da quelli teatrali-musicali: La Gatta Cenerentola, L’opera Buffa del Giovedì Santo, Il Canto de li Cunti, Il Drago, Dedicato a Maria, Le 99 disgrazie di Pulcinella, L’Opera dei Centosedici etc., a quelli operistici: Piedigrotta, Crispino e la Comare, Requiem per Pasolini, Stabat Mater, Carmina Vivianea, Cantata per Masaniello, Le Cantatrici Villane.

Nel 1980 è tra i fondatori del gruppo Media Aetas, e partecipa a moltissimi festival internazionali in Italia e all’estero (Germania, Francia, Spagna, Israele, Russia, Iraq, U.S.A., Brasile, Algeria,

Dal 1997 Gianni entra a far parte della Nuova Compagnia di Canto popolare, al posto di  Giovanni Mauriello.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Gianni: –  una buona alimentazione è essenziale per il mio quanto per il lavoro di tutti.

Angie: – Hai mai scritto ispirandoti a qualcosa di culinario?
Gianni: – mai pensato al cibo quando canto o cerco di creare qualche melodia.

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene
Gianni: – mangiare bene è come essere un poco felici, almeno per la durata del pasto

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Gianni: – sono molto legate alla cucina e al cibo, spesso sono in giro per concerti e, dato che ho iniziato quarant’anni fa, le esperienze lavorative sono andate di pari passo con i gusti e i sapori dei luoghi che ho avuto la fortuna di conoscere in giro per il mondo.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare?
Gianni: – ne ho incontrati di veramente speciali, ma non ho un posto in particolare da menzionare.

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Gianni: -spesso mi metto a dieta, certe volte riesco ad ottenere i risultati che mi prefiggo e altre volte, dicendo a me stesso, chesta è ll’urdema sera ca magno, passano sere e ssere e nun accummencio maje.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Gianni: – meglio tutto, ma meglio il buono. però mi definirei appartenente alla razza “Carnivora”

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?

Pastiera Napoletana

Gianni: – ‘na bbella e bbona pastiera.

Angie: – Vino?
Gianni: – si, ma ho iniziato da pochi anni.

Angie: – Il tuo punto debole
Gianni: – la pasta, è una vera passione, sono un esperto, in ogni salumeria o supermercato sono, da bambino, affascinato dal reparto pasta. me la guardo, la scelgo, cerco formati strani e la mangio sempre molto volentieri.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Gianni: – sempre fornito di parmigiano e pasta di diversi formati, specialmente i lunghi.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Gianni: – sughi a base di carne e cipolle per condire, immaginando, poi il momento di unirli alla pasta.

Angie: – E quello che ti piace mangiare?

Pasta alla siciliana

Gianni: – ho un’antica passione per la siciliana: pennoni o paccheri al forno con melanzane fritte a fette, provola, basilico, molto e sugo, non molto tirato, di pomodoro, fresco, possibilmente.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Gianni: – uno che si diverte.

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Gianni: – di primi piatti golosissimo, non riesco proprio a farmi piacere la senape.

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Gianni: – la cipolla e l’aglio che soffriggono.

Angie: – Non puoi vivere senza…
Gianni: – senza musica.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena,
o anche il saper cucinare
Gianni: – cucinare una buona cena, accogliere in un ambiente che sia amabile.

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori
Gianni: – Zitoni spezzati alla crema di latte:
semplice ma lunga, massimo se po ffà nu par’ ‘e vote all’anno.

Ingredienti per 4 persone:
– 2 litri e mezzo di latte,
– 200 gr. di burro,
– 3/4 di carne, un solo pezzo avvolto con lo spago,

Esecuzione:
Mettete tutti gli ingrdienti assieme, portate lentamente ad ebollizione, fate attenzione altrimenti fuoriesce e se ‘nguacchia tutt’ ‘a cucina, da quel momento fate attenzione e controllate spesso girando con la cucchiarella di legno, dopo un oretta e mezza sollevate la carne e mettetela da parte, lasciate cucinare lentamente il latte e il burro, mescolando ogni tanto finchè il latte non sarà diventato una crema di colore marroncino, saranno passate come minimo 5 ore, prima di spegnere aggiungete un bicchierino di vermouth bianco, lasciate evaporare e spegnete. Menat’ ‘a pasta, fatela cuocere al dente, condite, cospargete con parmigiano e una grattata di pepe fresco e mangerete una delle cose più buone al mondo.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Gianni: – Il mio cuore è un mandarino acerbo di Alessio Arena.

Gianni Lamagna

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Gianni: –Superstition di Stevie Wonder

Angie: – Hobby?
Gianni: – pochi, e tutti legati alle passioni: musica, teatro, letture, suonare, viaggiare.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Gianni: – dirigere una grandissima orchestra, credo sia la più grande soddisfazione della vita far “cantare” come vorresti, un’orchestra di circa 100 elementi.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Gianni: – che sono simpatico e trasmetto emozioni, ma io spisso, nun ce credo.

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Gianni: – certo, potrebbe essere pericoloso per il mio sistema circolatorio e per il colesterolo, ma lo farei. me piacen’ ‘e ccose ca fanno “male“.

Angie: – Un piatto della tua infanzia
Gianni: –‘a pasta caso e ova e ‘e rise uoglio e pretusino.

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Gianni: – in cucina è federalismo all stato puro.

Angie: -Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Gianni: – quello che da qualche anno facciamo in estate, fettuccine con pesto fresco e pomodorini, il bianco, il rosso e il verde.

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se si’, quale?
Gianni: -non ho preferenze, mi piace mangiare quello che cucinano nei posti dove mi trovo.

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?
Gianni: – aromatico.

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Intervista Gastronomica a Luca Calabrese

Luca Calabrese in compagnia di Tullio De Piscopo

Luca Calabrese in compagnia di Tullio De Piscopo

Con Luca, ci conosciamo da più di dieci anni, è stata una delle mie prime conoscenze telematiche, all’epoca vivevo a Caserta, e in occasione dei una manifestazione di “Settembre al Borgo”, ci siamo anche incontrati. Bene o male siamo rimasti sempre in contatto, ma Facebook questo famigerato ed incredibile strumento telematico ci siamo reincontrati.

Luca Calabrese, è uno dei più grandi trombettisti in circolazione nel nostro panorama musicale.

Nato a Castello di Annone, un paesino della provincia di Asti, nel nord ovest italiano il 22 gennaio 1964. Collabora come solista o sessionman con gruppi diversi fra loro, dalla musica popolare a quella contemporanea, dal jazz tradizionale fino all’avanguardia suonando fra gli altri con: Gianni Basso, Dusko Gojkovich, Tullio de Piscopo, Alvin Queen, Roberto Cecchetto,Giorgio Gaslini, Giorgio Occhipinti, Carlo Actis Dato, Tony Scott, Claudio Roditi, Franco d’Andrea, Ray Charles, … Ecco quello che racconta di lui nel suo profilo fb:

Quando sono nato, in quella mattina del ventidue gennaio, l’inverno era una faccenda serissima. I vetri erano ghiacciati e tutto era bianco e silente. Una stufa a carbone garantiva quel minimo di tepore necessario al benessere mio e di mia madre. Si, quella stupida stufa, che decidendo di saturare la stanza di monossido di carbonio, ha cambiato radicalmente la mia vita. Mia madre, già in preda di quelle nefaste esalazioni, raccolte le ultime forze, riesce ad alzarsi e a spalancare la finestra. Di colpo, l’aria gelata dell’inverno con tutti i suoi candidi profumi, è entrata di forza nei miei polmoni. Il bianco che scaccia il nero, la vita che scaccia la morte. Se in pieno inverno, con il termometro che segna temperature sotto lo zero, mi vedrete chiudere gli occhi e respirare profondamente, se mi vedrete godere del vento di ghiaccio che taglia la faccia, se mi vedrete felice come un bambino al cospetto di una nevicata… ora sapete perché!

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro? Luca: – Per me è fondamentale, ma non in termini nutrizionali: per me la tavola è il momento della verità. Se mangio bene insieme a qualcuno, sicuramente ci starò alla grande anche sul palcoscenico. Angie: – Hai mai composto qualche pezzo ispirandoti a qualcosa di culinario Luca: – No, però è una buona idea… potrei scrivere un brano romantico dedicato alla pasta al forno!

Angie: – Cosa significa per te mangiar bene Luca: – Per me significa soprattutto buona compagnia. Il piatto più delizioso, il mio preferito, non me lo gusto appieno se sono da solo. E poi mi piace osservare come mangia la persona che ho di fronte a tavola, mi piace vedere cosa preferisce, come usa la forchetta. Mi soddisfa vederla soddisfatta. Per ciò che riguarda me, direi che sono abbastanza semplice e forse per questo amo i sapori. Mi ricordo una zuppa di legumi mangiata in piedi a Siracusa in un piatto di plastica… semplicemente fantastica! E poi i ravioli di ricotta della mamma, con lo stufato di maiale e i semi di finocchio… ecco mi è tornato l’appetito eh eh

Angie: – Le tue esperienze lavorative? Luca: – Forse questa è una domanda per un cuoco… sono un musicista che ha la fortuna di girare per il mondo e conoscere un sacco di gente simpatica e interessante. E ovviamente non mi sottraggo dall’assaggio della cucina locale.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove? Luca: – Pur essendo aperto a ogni tipo di esperienza culinaria, confesso di essere fondamentalmente un abitudinario e quindi a Milano ho la mia pizzeria preferita, il mio ristorante giapponese preferito (ao me piace er sushi.. non è colpa mia) e un paio di locali molto tradizionali dove mi piace andarci una volta ogni tanto. Ma vengo dal Piemonte, e nel Monferrato, pur conoscendo ristoranti in luoghi sublimi dove, per intenderci si va sul sicuro, mi piace trovare nuovi locali e fare nuove scoperte sia in tema di piatti che di vini.

Angie: Sei mai stato a dieta? Luca: – Scherzi?

Sushi

Sushi

Angie: – Meglio carne o pesce? Luca: – Bella domanda… posso passare oltre?

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti? Luca: – Un Tiramisù: semplice, saporito, morbido, moderatamente alcolico

Angie: – Vino? Luca: – Se fossi un vino sicuramente sarei una Barbera

Angie: – Il tuo punto debole Luca: – La crosta della pasta al forno

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa? Luca: – Non mancano mai parmigiano e pecorino e nella dispensa.. pasta, riso, olio al peperoncino e aceto balsamico

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? Luca: – La pasta ca muddica

Angie: – E quello che ti piace mangiare? Luca: – Vado matto per la pizza!

Angie: – Come ti definiresti a tavola? Luca: – Un moderato, che però, piano piano, fa sparire le cose dal tuo piatto!

Angie: – Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace? Luca: – Domanda difficile perché sono goloso di cose diverse e la cosa dipende molto dal momento. Ora direi una bella crema catalana. Ciò che invece proprio non mi piace … cos’è che non mi piace?

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?

Basilico

Luca: – Il profumo del basilico

Angie: – Non puoi vivere senza… Luca: – Pizza

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare Luca: – Sicuramente il saper cucinare è importante. Diciamo che io riesco quasi sempre a indovinare il ristorante giusto!

Angie: – Una tua ricetta per i miei lettori Luca: – Mica posso svelare i miei segreti

Angie: – L’ultimo libro che hai letto? Luca: – Il Purificatore – del mio amico Maurizio Blini! Uno che di cucina se ne intende (Maurizio eh, non il purificatore)

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici… Luca: – You can leave you hat on

Angie: – Hobby? Luca: – Fotografia, mi piace tantissimo e ho scoperto da poco quanto mi faccia stare bene fotografare.

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande? Luca: – Una casa con una grande finestra sul mare da un lato e su una pineta dall’altro… e sullo sfondo, dietro la pineta, le montagne. Già che si sogna lasciami sognare alla grande!

Angie: – Cosa ti dicono più spesso? Luca: – Ma la pianti?

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca? Luca: – Perchè no?

Angie: – Un piatto della tua infanzia Luca: – La Scaccia siciliana (pomodoro e formaggio)

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina? Luca: – Assolutamente si. Non c’è una sola città in Italia dove si mangino le stesse cose, fatte nello stesso modo. Figuriamoci le regioni.

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia? Luca: – Gli spaghetti pomodoro e basilico. perchè credo che sia un “piatto” simbolo!

Angie: – Dopo la cucina italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che preferisci? Se si’, quale? Luca: – Lo dicevo prima… sono goloso di Sushi

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico? Luca: – Non lo so… ma mi piacciono i colori: il rosso come il pomodoro o una bella mela, il verde, il blu del mare, adoro il profumo degli agrumi, le rotondità di un buon vino, il vapore delle patate lessate. Mi piacciono le cose vere, sincere come un pomodorino appena tolto dalla pianta, caldo di sole. Il dolce e il salato, così come adoro il caldo torrido e il freddo più pungente. La mollica del pane intinta nell’olio d’oliva! Questo dopo tutto sono io: tutto e niente!

Le pagine di Luca:

http://www.myspace.com/lucalab

http://www.myspace.com/belittle2

http://www.myspace.com/syntonymusic

http://www.myspace.com/highravemusic

http://www.myspace.com/pizzatrio

http://www.myspace.com/pjazz4th

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Intervista Gastronomica ad Umberto Napolitano

Umberto Napolitano, lo ricorderete tutti, per successi come Ora il disco va (1976), Oggi settembre26 (1976, 2°classificato alla “Gondola d’oro” di Venezia), Con te ci sto (1977, finalista al Festival di San Remo), Amiamoci (1977, 3° classificato al “FestivalBar”), Hey musino (1978), Come ti chiami (1978), Bimba mia (1978, finalista al Festival di San Remo), Mille volte ti amo (1981, nuova partecipazione al Festival di San Remo). Canzoni che ricordano la mia gioventù e, che spesso riascolto volentieri grazie a youtube, ma grazie a Facebook ho avuto modo di reincontrare virtualmente l’idolo della mia adoloscenza, e, che molto gentilmente si è reso disponibile a concedermi una intervista gastronomica.

Umberto è presidente dell’Associazione Famiglie d’Italia ed ha un suo Blog che aggiorna personalmente.

Umberto Napolitano

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Umberto: – E’ importante, perché un buon inizio è il giusto carburante per mettersi in moto. La mia colazione è rappresentata da uno yogurt,un caffè e due fette biscottate, a volte con uno strato di marmellata

Angie: – Hai mai pensato, nel tuo lavoro, di ispirarti alla gastronomia?
Umberto: – Beh, proprio alla gastronomia no, ma l’alimentazione per è importante e ne studio caratteristiche ed effetti, specialmente affrontandoli in un blog, www.famiglied’itamia.it ,del quale sono il titolare

Angie:- Ma cosa significa per te mangiar bene
Umberto: –  Mangiare bene, mangiare sano è alla base della nostra esistenza, perché … noi siamo ciò che mangiamo.

Angie:- Le tue esperienze lavorative?
Umberto: – Io e mia moglie, abbiamo un paio di volte gestito dei ristoranti, o meglio … aperte le attività, fatte funzionare molto bene, grazie ai sani principi gastronomici e gestione del personale e della clientela, e poi vendute  per colpa della mia carriera musicale che mi portava sempre lontano … lasciando le responsabilità maggiori a mia moglie. Però, le persone che ci subentravano erano all’altezza ed il lavoro precedente non veniva sprecato.

Angie:- Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Umberto: – Non esattamente … il ristorante mio preferito è quello casalingo, dove, a volte, mi diletto anch’io

Angie:- Sei mai stato a dieta?
Umberto: – Mi ci metto almeno 2 volte all’anno per smaltire gli eccessi causatimi da una mia preferenza per carboidrati rappresentati soprattutto da succulenti primi.

Angie:- Meglio carne o pesce?
Umberto:- Entrambi, nelle giuste quantità e proporzioni  sono essenziali nella dieta di noi onnivori umani: Il pesce è preferibile alla carne in quanto ha meno grassi saturi … ma entrambi vanno accuratamente scelti perché, purtroppo, soffrono dei mali del millennio: il pesce l’inquinamento, e la carne gli allevamenti selvaggi e senza scrupoli, con eccesso di ormoni e farine sospette

Profiteroles

Angie:- Se fossi un dolce, quale saresti?
Umberto: – Un profiterole, che se anche posso apparire a volte nero fuori … sempre bianco e candido all’interno

Angie:- Vino?
Umberto: – Una buona malvasia, mia madre è di Lipari, da gustare sorseggiandola magari inzuppandogli dei cantucci, ma sempre  mai esagerandone nell’abuso

Angie: – Il tuo punto debole
Umberto: –  Eh … a volte mi alzo la notte e con il mio barboncino Ginger non riusciamo a superare le tentazioni offerte da un frigorifero solo apparentemente dormiente e … sempre pronto a soddisfarti sadicamente se non ti sai trattenere

Angie:- Nel tuo frigo che cosa non manca mai, e nella dispensa?
Umberto: –  del buon parmigiano, mai aggredito … ma sempre assaggiato, della buona insalata, visto che abbiamo la possibilità di usufruire di un piccolo orto personale, yogurt, budini alla soia e, purtroppo … pochi salumi, per un occhio sempre vigile al colesterolo

Angie:- Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? E quello che ti piace mangiare?
Umberto: –  dei buoni sughi a base di pesce da abbinare a  vari primi, a secondo dell’ispirazione momentanea

Angie:- Come ti definiresti a tavola?
Umberto: – un moderato … con testa

Angie:- Di cosa sei più goloso? e cosa proprio non ti piace?
Umberto: – sono goloso delle buone pastasciutte e le zucchine bollite non mi piacciono proprio … ricordi di fanciullezza, quando mia madre me le imponeva, per il mio bene, almeno 2 volte alla settimana

Pomodori e basilico

Angie:- La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Umberto: – mi piace molto il profumo del basilico su un sugo di pomodoro fresco e su una bella pizza margherita fumante

Angie: – Non puoi vivere senza…
Umberto: – … almeno una pastasciutta ed un risotto a settimana

Angie:- Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Umberto: – … una buona cena, vissuta in serenità, assaporando il cibo annaffiandolo con un vinello adeguato ed accompagnandolo con una conversazione sensata, può rappresentare l’occasione adeguata per conoscere e farsi conoscere
… no, non penso che sia essenziale il saper cucinare … è più importante, per me, il saper apprezzare la buona e sana cucina e nel dissertarne …  mai strafare o eccedere in banalità

Angie:- Una tua ricetta per i miei lettori
Umberto: – … tanto amore ed umiltà ogni volta che si decide di cimentarsi in cucina … amore, perché io mi cimento qualche volta solo per la mia famiglia o per qualche amico del cuore … umiltà, perché non bisogna mai cercare di strafare per fare colpo, si rischia l’effetto contrario

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Umberto: –  The Secret di Rhonda Byrne

Angie: – Il pezzo musicale che ti mette in moto i succhi gastrici…
Umberto: – … non ci ho mai pensato … appena lo scopro te lo faccio sapere

Angie:- Hobby?
Umberto: –  amo a giocare a biliardo , il classico a 5 o a 9 birilli, due palle bianche ed una rossa … me la cavo benino

Angie:- Qual è il tuo sogno più grande?
Umberto: –  … vorrei almeno un  piatto caldo ogni giorno per ogni essere al mondo … e lo dico con sincerità e convinzione

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Umberto: –  fai questo e non fare quello … io faccio sempre ciò che mi detta il buon senso … infatti amo definirmi  “ il cantautore del buon senso “

Angie:- Ti fidanzeresti con una cuoca?
Umberto: –  sono felicemente sposato, ma quando ho conosciuto mia moglie … era una bambina dolce e delicata che nel tempo è cresciuta diventando una grande donna ed un’ eccellente cuoca

Angie:- Un piatto della tua infanzia
Umberto: – La mia nonna di Salerno, quando andavo in vacanza, mi faceva i fiori di zucca impanati con l’uovo e fritti …  lei me li aveva fatti scoprire ed io ne andavo matto … mi piacciono anche molto le melanzane alla parmigiana

Angie:- Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Umberto: – Ogni regione ha il suo piatto caratteristico e lo stesso, in ogni caso, come la pizza, si espande nel mondo e poi ognuno lo interpreta secondo le proprie caratteristiche e tradizioni

Pizza napoletana

Angie:- Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Umberto: –  Senza alcun dubbio … la pizza

Angie:– Dopo la cucina Italia, c’e’ ne qualcuna internazionale che
preferisci? Se sì, quale?
Umberto: –  Certo, la cucina spagnola e sud americana in genere

Angie:- Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista
prettamente gastronomico?…
Umberto: – delicato e corposo, nutriente e naturale, cotto e salato al punto giusto … per tutti i gusti …

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Il Limoncello

Bucce di Limone

La buccia gialla e rugosa del limone è l’ingrediente essenziale per la realizzazione di questo liquore la cui paternita e’ contesa tra le due costiere, quella amalfitana e sorrentina e l’isola di Capri.
In un fazzoletto di chilometri, tre popolazioni si vantano di una produzione di limoncello tramandata da svariate generazioni.
A Capri, qualcuno sostiene che le sue origini siano legate alle vicissitudini della famiglia dell’imprenditore Massimo Canale che, nel 1988, registrò per primo il marchio «Limoncello»
Ma in realtà, anche nelle due costiere esistono in abbondanza, leggende e racconti sulla produzione del tradizionale liquore di limoni.
A Sorrento, ad esempio, si racconta delle grandi nobili famiglie del luogo, che agli inizi del secolo non lo facevano mai mancare agli ospiti illustri, realizzato secondo la tradizionale ricetta.

Ad Amalfi, invece c’è chi sostiene addirittura che il liquore abbia origini molto antiche, quasi legate alla coltivazione del limone.
Tuttavia, come spesso accade in queste situazioni, la veridicità rimane confusa e tante invece le seducenti ipotesi a supporto della narrazione.
Qualcuno asserisce che il limoncello era utilizzato dai pescatori e dai contadini al mattino per combattere il freddo, già ai tempi dell’invasione dei saraceni.
Altri, invece, ritengono che la ricetta sia nata, come tante altre prelibatezze della cucina napoletana all’interno dei famosi monasteri per deliziare i frati tra una preghiera e un’altra.

Ma come sono veramente andati fatti, non la sapremo mai, e al là di questioni puramente campanilistiche, il sono decenni che il tradizionale

Sorrento

liquore giallo, simbolo della regione Campania conquista i mercati di mezzo mondo, e non solo per il suo profumo viene utilizzato molto spesso nelle preparazioni dolciarie.

Bottiglie delle piu sfariate forme artistiche e non riempiono e fanno bella mostra sugli scaffali dei market d’oltreoceano, e nuovi importanti scenari commerciali si stanno sviluppando anche sui mercati asiatici.

Il limoncello, dunque, rischia davvero di diventare un prodotto di caratura mondiale alla pari del Bitter o dell’Amaretto.

Avril Lavigne
Avril Lavigne

E per difendersi dalle imitazioni, si è corso anche ai ripari, riservando alla produzione del caratteristico

«ovale» sorrentino (il “femminello”) o lo sfusato amalfitano IGP la denominazione di Indicazione geografica protetta (Igp).

Infatti, L’originale limone di Sorrento deve essere prodotto in uno dei comuni del territorio che va da Vico Equense a Massa Lubrense e nell’isola di Capri.
La cantante statunitense Avril Lavigne parla del limoncello nella canzone I Can Do Better, appartenente all’album The Best Damn Thing, in cui si dice: “I will drink as much Limoncello as I can and I’ll do it again and again” “Berrò più Limoncello che posso e lo farò ancora ed ancora”), poiche’ Limoncello è anche la bevanda preferita della cantante.

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Travis a torte in faccia

Travis

Come ben sapete, in queste pagine trattiamo dell’argomento gastronomico a 360 gradi, per cui, è facile trovare segnalazioni in merito a video che in un qualche modo siano in tema con il mio blog,  e quindi, come non poter consigliare la visione di questo video dei Travis dal titolo Sing?

Il video è molto divertente, non si puo’ dire la stessa cosa del testo della bellissima canzone, che al contrario è triste e malinconica.

Ma, chi sono i Travis?

Dunque, sono una band scozzese che in uno dei suoi  suo clip più famosi, appunto  (Sing) trasformava una tranquilla cena inglese in una guerra a colpi di torte in faccia.

Francis Healy (voce) forma il gruppo a Glasgow nel 1990, insieme al chitarrista Andy Dunlop, al batterista Neil Primrose e al bassista Douglas Payne.

“The Invisible Band”, il terzo disco, esce nel giugno del 2001.

Il primo singolo estratto dall’LP è il tormentone “Sing”, accompagnato dal famoso  video nel quale i quattro Travis si ritrovano coinvolti in una guerra gastronomica, finendo a tirarsi prelibatezze gastronmiche in faccia.

Vola veramente di tutto,  dalle salsine cremose, alle aragoste,  alle piovre, per terminare in una rash finale a torte in faccia.

Il video musicale,   e’ stato girato a Pasadena e diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris che hanno lavorato per i R.E.M., gli Smashing Pumpkins ed i Red Hot Chili Peppers.

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Da Comme facette mammeta…alla torta di rose e ricotta…

Comme facette mammeta è una canzone del 1906 scritta da Salvatore Gambardella e Giuseppe Capaldo.
Si classificò seconda al Festival di Piedigrotta, venne interpretata da Antonietta Rispoli al Teatro Eldorado e fu cavallo di battaglia di Elvira Donnarumma.

Elvira Donnarumma

Innumerevoli furono le cover nel corso degli anni, tra cui quella, particolare, in versione rock ‘n’ roll eseguita da I Due Corsari.

Perchè parlare di questa canzone in un sito dedicato alla gastronomia?
Ma perchè i riferimenti alla genuità e alla bellezza dell’amata narrano di cose buone, da mangiare, da assaporare, quante volte avete detto al partner, vi mangerei di baci? :-)…

Ciento rose ‘ncappucciate,
dinta mártula mmescate…
Latte, rose, rose e latte,
te facette ‘ncoppo fatto!…

e ancora:

nu panaro chino, chino,
tutte fravule ‘e ciardino…
Mèle, zuccaro e cannella:
te ‘mpastaje ‘sta vocca bella…

La Rosa volgarmente chiamata incappucciata, è la rosa centifolie, originaria della Persia e da cui si ricava un pregiatissimo olio essenziale
La martula, altri non è che la madia, dove un tempo veniva impastato il pane.

E a proposito di questa canzone la ricetta che voglio proporre è una ricetta conventuale, viene menzionata per la prima volta nel 1540 in occasione della festa dellaM adonna dell’Idria o della rosa, ma forse le origini sono ben più antiche.

In una delle primissime manifestazioni organizzate a Napoli, denominata

Maggio dei monumenti, il mattino, noto quotidiano partenopeo allegava un inserto di poche pagine con le ricette conventuali napoletane questa che vi propongo è tratta dal menu benedettino riproposto nel convento di Napoli 8/9 maggio 1993 San Gregorio Armeno in occasione delle manifestazione Monumenti a Porte aperte

Rosa Centifolia

Un segreto nascosto tra le mura dei conventi napoletani, viene

La ricetta originale prevedeva una farcitura con panna e mirtilli e veniva sfornata dalle benedettine di S. Gregorio Armeno,

Torta di rose e ricotta

Ingredienti
– gr 400 di farina;
– gr 300 di ricotta;
– 3 uova,
– gr 200 di zucchero;
– un bicchiere

di latte;
– la buccia grattugiata di un limone;
– i petali di due rose;
– cinque foglie di menta;
– liquore dolce.

Per la farcitura: panna, mirtilli, succo di limone, una spruzzata di Cognac

Esecuzione:

Sbattete le uova, unite la ricotta, lo zucchero, il latte e la farina versata a pioggia.
Aggiungete quindi la buccia grattugiata del limone, i petali di rosa e le foglie di menta tagliate sottili.
Lavorate bene l’impasto, aggiungete il liquore dolce e versate in una teglia dai bordi alti. Cuocete in forno a calore moderato per 40 minuti.
Lasciate raffreddare, tagliate il dolce a strati a farcitelo con panna, mirtilli, succo di limone e una spruzzata di Cognac. Decorate con petali di rosa.
Conservate in frigo per almeno un’ora prima di servire.

Ed ora
la versione di Pietra Montecorvino, che fa da colonna sonora al trailer di Passione per la regia di John Turturro.

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Rosalina, Rosalina…

Hilda

Forse oggi Rosalina potrà smettere di dannarsi per migliorare la propria linea visto che secondo un recente sondaggio della Swg gli uomini italiani preferiscono le donne rotonde.

Un sogno che si avvera per tutte le donne in lotta con la bilancia? Macchè… i nomi che ipocritamente emergono dal sondaggio sono quelli di Sabrina Ferilli e Jennifer Lopez: due signorine che più che abbondanti sono da considerare maggiorate.

Il sovrappeso reale, quello dalla 48 in su, per intenderci, è una faccenda ben più complessa.
I modelli di riferimento sono rari, inarrivabili e spesso inattendibili: Sophie Dahl, la più celebre delle plus-size model, ha perso le sue rotondità per omologarsi alle magrissime colleghe.

Mia Tyler

Resiste ancora al richiamo della dieta la splendida Mia Tyler, sorellastra di Liv, testimonial della linea di moda oversize Big is Beautiful del colosso dell’abbigliamento svedese H&M.
La moda è un altro punto dolente per le BBW, sigla d’invenzione americana che sta per Big Beautiful Women.
Le donne di taglia forte non hanno scelta, a parte la linea trendy di H&M in vendita nella vicina svizzera le proposte del panorama italiano sono inclassificabili.
Già perché una ragazza che ha voglia di assomigliare alle sue amiche, si vede invece costretta a vestirsi come sua nonna.
Un duro colpo per l’autostima di una giovane già additata come un outsider.

Le donne in sovrappeso vengono infatti percepite attraverso luoghi comuni: sono sempre allegre, buone e gentili anche se deboli e prive di carattere per via della loro propensione all’abbuffata.
Lo sa bene Jennifer Weiner, scrittrice plus size autrice del best seller “Brava a letto” ennesimo libro sulla scia del diario di Bridget Jones, che però vede come protagonista Cannie, arguta giornalista extralarge in cerca di rivalsa.

A lei probabilmente assomigliano quelle signorine che affollano nei week-end l

Jennifer Weiner

a pista di Club Curves, la discoteca per “donne dalle curve abbondanti e per gli uomini che le amano” nata a Culver City in California grazie all’intuizione delle due proprietarie, le pingui Shadoe Gray e Michelle Wilson.
Anche se la ricetta per la felicità non sta certo nell’auto segregazione ma nell’accettazione da parte degli altri… e c’è da scommettere che una volta apprezzati si può anche cominciare a dimagrire.


Rosalina, Rosalina
tutto il giorno in bicicletta
fino a sera, sera
chissa’ i polpacci, poveretta
fino a sera, sera
chissa’ che piedi gonfi avrai.
Rosalina, Rosalina
a me piaci grassottina
ma quando e’ sera, sera
ti sento masticare
quando e’ sera, sera
t’ammazzi con i bignet.
Amore mio ti voglio bene come sei
sei eccitante al punto che ti sposerei
novanta chili di libidine e bonta’
e poi vedrai, un po’ di moto ti aiutera’.
Rosalina, Rosalina
tutto il giorno in bicicletta
fino a sera, sera
chissa’ i polpacci, poveretta
fino a sera, sera
chissa’ che piedi gonfi avrai.
Mia madre dice che col tempo dimagrirai
ma non importa amore non cambiare mai
hai fatto caso, che le megre sono tristi
invece tu hai sempre volgia di cantare.
Rosalina, Rosalina
la mia bella farfallina
che pedala e canta
canta finche’ muore il sole
e quando e’ sera, sera
ti sento masticare
e quando e’ sera, sera
t’ammazzi con i bignet. Ole’

Ed ora una poesia di un amico…dedicata ad una antipaticissima donna magra (io non gliel’avrei dedicata 🙂
Lontano dal mondo come sono vissuto. Non temo la morte, ma te, l’ossuto tuo riso, l’affondo di candore e velate violenze. Amore lo chiami ma invochi carezze malate di ego e di echi di sacrifici umani

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Tano da morire: Nino d’Angelo e la Vucciria

La Vucciria di Renato Guttuso

La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo, si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all’interno del mandamento Castellammare.

Bucceria
deriva dal francese boucherie che significa macelleria. Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato “la Bucciria grande” per distinguerlo dai mercati minori.

In dialetto siciliano “Vuccirìa” “Confusione”.

Oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniati) è uno degli elementi che, maggiormente, caratterizza questo mercato palermitano.

È impossibile descrivere tutti gli odori caratteristici che pervadono il posto, anche se il tipico odore di pesce risulta certamente il più intenso.

Muovendosi all’interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette del mercato della Vucciria si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina siciliana; le coloratissime bancarelle traboccano di cassette di legno che, grazie ai colori della mercanzia, si trasformano in scrigni ricolmi dell’oro dei limoni, dell’argento delle sarde fresche e salate, del bronzo delle olive e del corallo dei pomodori essiccati.

Spettacolari le piramidi di cuccuzzedde, di broccoli verdi, di mazzi di tenerumi. In estate la scena di questo grande teatro di strada vede trionfare come assoluti protagonisti i muluni d’acqua e le grandi angurie con il ventre affettato e messo a nudo.

E cosa dire delle mille erbe aromatiche assolutamente indispensabili per la riuscita dei nostri piatti regionali più gustosi: l’addauro (alloro), il basilico, il prezzemolo, l’origano, il finocchietto selvatico ed i capperi di Pantelleria; esposte come piccoli tappeti orientali da preghiera, le cassette basse e larghe traboccano di uva passolina, ingrediente fondamentale per la pasta con le sarde e il pesce stocco a ghiotta, di mandorle sgusciate, noccioline croccanti, noci dalla buccia ruvida e pistacchi dolci e salati.

Il variegato mondo dei pesci, poggiato su letti di ghiaccio tritato, è rappresentato da gamberi, orate, scorfani, tonni, pescespada, polpi, seppie e grossi calamari.

Nelle pentole bollenti vengono tuffati i polipi bolliti, conditi a fine cottura con soltanto una spruzzata di limone. Le sarde salate vengono pulite davanti agli occhi dei clienti. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle.
Liberamente tratto da Wikipedia

Renato Guttuso la immortalò in un suo celebre dipinto del 1974 e donato nel 1976 al Palazzo Chiaramonte, detto Steri, sede dell’Università degli Studi di Palermo.

Nel 1997 per la regia di Roberta Torre milanese trapiantata a Palermo, esce nelle nostre sale cinematografiche Tano da morire un musical interamente dedicato alla mafia ma anche allo stile di vita siciliano, visti in un’ottica di allucinazione e con numerosi risvolti grotteschi.
La pellicola, interpretata da un centinaio di palermitani non professionisti, narra la storia di Tano Guarrasi, boss palermitano di quartiere ucciso nel 1988 da un sicario dei corleonesi, e delle sue quattro sorelle zitelle.

Il film ottiene nel 1998 il prestigioso David di Donatello ed il Nastro d’argento .

Nino d’Angelo e’ l’autore della colonna sonora, che ottiene il David di Donatello, come miglior musicista, “o’ rap ‘e tano” e’ il tema principale del film con un video interamente ambientato nel coloratissimo mercato della vucciria.

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‘a cimma la Cima Genovese cantata da Fabrizio De Andrè

La mia passione per la gastronomia teorica e pratica, comincia proprio con questa canzone del grande Fabrizio, e c’e’ da dire che proprio questo brano, in dialetto genovese, mi ha avvicinato alla tradizione musicale folk non solo della mia terra, ma della grande Italia.
Il motivetto era piacevole, ma io il dialetto ligure, nello specifico quello genovese non lo conoscevo, un dialetto cosi’ diverso da quello mio,  anche se Genova e Napoli sono due città che si somigliano molto, ma il suono di quei versi, accompagnato da quella melodia mi fece apprezzare ancora di piu’ il cantautore genovese e la cucina della sua terra, inoltre sul sito della Fondazione De Andrè scopriamo che tra i suoi hobby vi era appunto la cucina.

Scritta con Ivano Fossati, anch’egli genovese, il pezzo in questione è una singolare e poetica descrizione della preparazione che si incentra però sull’aspetto rituale del fatto.

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Le Torte dell’anima di Sting

Sting

Tratto dall’Album ” If On A Winter’s Night”,  Sting ci regala un suggestivo pezzo ricco di atmosfera dedicato all’inverno con ballate e canti popolari della tradizione inglese.

Il Poliedrico artista inglese non finirà mai di stupirci riesce a realizzare tante cose diverse, mantenendo sempre un senso di coerenza musicale, e risultando sempre credibile e bravissimo.

Soul cake viene tradotto letteralmente come “Torta dell’anima”, ed e’ una preparazione tipica della tradizione inglese ed irlandese

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Lo spumone

Renato Carosone

Vuo’ ‘o cuppetto o vuo’ o spumone? Chello ca costa ‘e cchiù! Pe’
ricordo ‘e sta jurnata,dint’ ‘a villa ce hanno fatt’ ‘a foto… Vo’ ‘o

pallone, vo’ ‘o babbà….

E questa e’ una strofa della canzone Io Mammeta & Tu, portata al Successo dal grande Renato Carosone, in cui si fa un piccolo accenno a questa prelibattezza fiore all’occhiello dei gelatieri napoletani e palermitani, anche se questa preparazione la si può trovare in altre zone dell’Italia meridionale.
Sono la quintessenza dei gelati, di cui è indiscussa regina è la cassata alla siciliana.

Sono composti di una copertura di una consistente crema gelata di gusti diversi, che racchiude una spuma leggera spesso arricchita da canditi, mandorle tostate e pezzetti di cioccolato.
Tema ampio, offre infinite possibilità di esecuzione  e varianti.
Tra gli spumoni famosi, vanno citati il lattemiele e fragole del caffè Targiani di Napoli, oggi scomparso, e,  la testa di moro del gelatiere napoletano Fontana,  alla Torretta.
Per realizzare gli spumoni, occorrono degli stampi speciali lisci, rotondi, leggermente a cupola e provvisti di coperchio.
Prima di rivestirli (incamiciarli nel linguaggio dei gelatieri) di crema,  è indispensabile ghiacciarli tenendoli nel ghiaccio o nel reparto più freddo del frigorifero. Preparata la crema gelata per il rivestimento, la si addossa allo stampo, in uno strato di circa un centimetro e mezzo, con un cucchiaio o un apposito coltello da gelato, si versa poi la preparazione spumosa colmando bene il recipiente, si copre con un disco di carta bianca e con
il coperchio possibilmente a chiusura ermetica. Si pone poi lo stampo in un mastello con ghiaccio tritato e sale, seppellendolo sotto la coltre gelida, oppure nel congelatore,  lasciandovelo per almeno un paio d’ore.
Al momento di servirlo, asciugate perfettamente lo stampo, scoperchiatelo, scuotetelo con forza e capovolgetelo sopra un piatto ricoperto di carta.
Generalmente, con uno stampo normale, si ricavano quattro porzioni di spumone.

SPUMONE AL CIOCCOLATO
(TESTA Dl MORO)

Ingredienti:
– Gelato al cioccolato
– Panna montata
– Cioccolato in polvere

Esecuzione:
Preparate un ottimo gelato al cioccolato con una dose supplementare di cacao che ne accentuerà il sapore e il colore.
Incamiciate uno o più stampi da spumoni con il gelato al cioccolato e versate nel vuoto centrale panna montata addizionata a cioccolato in polvere dolcificato.
Gelate come già descritto.
Variante
Involucro esterno secondo la precedente ricetta. Invece di mescolare la panna montata al cioccolato in polvere, coloratela e profumatela con essenza di caffè.

SPUMONE LATTEMIELE E FRAGOLE
Ingredienti:
Preparate un gelato di fragole rivestitene uno stampo da spumone. Nel mezzo mettete panna montata alla vaniglia.
Variante
Date alla panna una leggera colorazione rosea, mescolandovi un poco di purea di fragole, meglio se di frutti di bosco.

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