Archivi per la categoria ‘Musica e Gastronomia’

Rosalina, Rosalina…

giovedì, 1 luglio 2010
Hilda

Hilda

Forse oggi Rosalina potrà smettere di dannarsi per migliorare la propria linea visto che secondo un recente sondaggio della Swg gli uomini italiani preferiscono le donne rotonde.

Un sogno che si avvera per tutte le donne in lotta con la bilancia? Macchè… i nomi che ipocritamente emergono dal sondaggio sono quelli di Sabrina Ferilli e Jennifer Lopez: due signorine che più che abbondanti sono da considerare maggiorate.

Il sovrappeso reale, quello dalla 48 in su, per intenderci, è una faccenda ben più complessa.
I modelli di riferimento sono rari, inarrivabili e spesso inattendibili: Sophie Dahl, la più celebre delle plus-size model, ha perso le sue rotondità per omologarsi alle magrissime colleghe.

mia tyler

Mia Tyler

Resiste ancora al richiamo della dieta la splendida Mia Tyler, sorellastra di Liv, testimonial della linea di moda oversize Big is Beautiful del colosso dell’abbigliamento svedese H&M.
La moda è un altro punto dolente per le BBW, sigla d’invenzione americana che sta per Big Beautiful Women.
Le donne di taglia forte non hanno scelta, a parte la linea trendy di H&M in vendita nella vicina svizzera le proposte del panorama italiano sono inclassificabili.
Già perché una ragazza che ha voglia di assomigliare alle sue amiche, si vede invece costretta a vestirsi come sua nonna.
Un duro colpo per l’autostima di una giovane già additata come un outsider.

Le donne in sovrappeso vengono infatti percepite attraverso luoghi comuni: sono sempre allegre, buone e gentili anche se deboli e prive di carattere per via della loro propensione all’abbuffata.
Lo sa bene Jennifer Weiner, scrittrice plus size autrice del best seller “Brava a letto” ennesimo libro sulla scia del diario di Bridget Jones, che però vede come protagonista Cannie, arguta giornalista extralarge in cerca di rivalsa.

A lei probabilmente assomigliano quelle signorine che affollano nei week-end l

jennifer weiner

Jennifer Weiner

a pista di Club Curves, la discoteca per “donne dalle curve abbondanti e per gli uomini che le amano” nata a Culver City in California grazie all’intuizione delle due proprietarie, le pingui Shadoe Gray e Michelle Wilson.
Anche se la ricetta per la felicità non sta certo nell’auto segregazione ma nell’accettazione da parte degli altri… e c’è da scommettere che una volta apprezzati si può anche cominciare a dimagrire.


Rosalina, Rosalina
tutto il giorno in bicicletta
fino a sera, sera
chissa’ i polpacci, poveretta
fino a sera, sera
chissa’ che piedi gonfi avrai.
Rosalina, Rosalina
a me piaci grassottina
ma quando e’ sera, sera
ti sento masticare
quando e’ sera, sera
t’ammazzi con i bignet.
Amore mio ti voglio bene come sei
sei eccitante al punto che ti sposerei
novanta chili di libidine e bonta’
e poi vedrai, un po’ di moto ti aiutera’.
Rosalina, Rosalina
tutto il giorno in bicicletta
fino a sera, sera
chissa’ i polpacci, poveretta
fino a sera, sera
chissa’ che piedi gonfi avrai.
Mia madre dice che col tempo dimagrirai
ma non importa amore non cambiare mai
hai fatto caso, che le megre sono tristi
invece tu hai sempre volgia di cantare.
Rosalina, Rosalina
la mia bella farfallina
che pedala e canta
canta finche’ muore il sole
e quando e’ sera, sera
ti sento masticare
e quando e’ sera, sera
t’ammazzi con i bignet. Ole’

Ed ora una poesia di un amico…dedicata ad una antipaticissima donna magra (io non gliel’avrei dedicata :-)
Lontano dal mondo come sono vissuto. Non temo la morte, ma te, l’ossuto tuo riso, l’affondo di candore e velate violenze. Amore lo chiami ma invochi carezze malate di ego e di echi di sacrifici umani

Tano da morire: Nino d’Angelo e la Vucciria

venerdì, 11 giugno 2010

La Vucciria di Renato Guttuso

La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo, si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all’interno del mandamento Castellammare.

Bucceria
deriva dal francese boucherie che significa macelleria. Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato “la Bucciria grande” per distinguerlo dai mercati minori.

In dialetto siciliano “Vuccirìa” “Confusione”.

Oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniati) è uno degli elementi che, maggiormente, caratterizza questo mercato palermitano.

È impossibile descrivere tutti gli odori caratteristici che pervadono il posto, anche se il tipico odore di pesce risulta certamente il più intenso.

Muovendosi all’interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette del mercato della Vucciria si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina siciliana; le coloratissime bancarelle traboccano di cassette di legno che, grazie ai colori della mercanzia, si trasformano in scrigni ricolmi dell’oro dei limoni, dell’argento delle sarde fresche e salate, del bronzo delle olive e del corallo dei pomodori essiccati.

Spettacolari le piramidi di cuccuzzedde, di broccoli verdi, di mazzi di tenerumi. In estate la scena di questo grande teatro di strada vede trionfare come assoluti protagonisti i muluni d’acqua e le grandi angurie con il ventre affettato e messo a nudo.

E cosa dire delle mille erbe aromatiche assolutamente indispensabili per la riuscita dei nostri piatti regionali più gustosi: l’addauro (alloro), il basilico, il prezzemolo, l’origano, il finocchietto selvatico ed i capperi di Pantelleria; esposte come piccoli tappeti orientali da preghiera, le cassette basse e larghe traboccano di uva passolina, ingrediente fondamentale per la pasta con le sarde e il pesce stocco a ghiotta, di mandorle sgusciate, noccioline croccanti, noci dalla buccia ruvida e pistacchi dolci e salati.

Il variegato mondo dei pesci, poggiato su letti di ghiaccio tritato, è rappresentato da gamberi, orate, scorfani, tonni, pescespada, polpi, seppie e grossi calamari.

Nelle pentole bollenti vengono tuffati i polipi bolliti, conditi a fine cottura con soltanto una spruzzata di limone. Le sarde salate vengono pulite davanti agli occhi dei clienti. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle.
Liberamente tratto da Wikipedia

Renato Guttuso la immortalò in un suo celebre dipinto del 1974 e donato nel 1976 al Palazzo Chiaramonte, detto Steri, sede dell’Università degli Studi di Palermo.Tano da morire

Nel 1997 per la regia di Roberta Torre milanese trapiantata a Palermo, esce nelle nostre sale cinematografiche Tano da morire un musical interamente dedicato alla mafia ma anche allo stile di vita siciliano, visti in un’ottica di allucinazione e con numerosi risvolti grotteschi.
La pellicola, interpretata da un centinaio di palermitani non professionisti, narra la storia di Tano Guarrasi, boss palermitano di quartiere ucciso nel 1988 da un sicario dei corleonesi, e delle sue quattro sorelle zitelle.

Il film ottiene nel 1998 il prestigioso David di Donatello ed il Nastro d’argento .

Nino d’Angelo e’ l’autore della colonna sonora, che ottiene il David di Donatello, come miglior musicista, “o’ rap ‘e tano” e’ il tema principale del film con un video interamente ambientato nel coloratissimo mercato della vucciria.
(continua…)

La Cima Genovese e Fabrizio De Andrè

mercoledì, 9 giugno 2010

Fabrizio De Andrè

La mia passione per la gastronomia teorica e pratica, comincia proprio con questa canzone del grande Fabrizio, e c’e’ da dire che proprio questo brano, in dialetto genovese, mi ha avvicinato alla tradizione musicale folk non solo della mia terra, ma della grande Italia.
Il motivetto era piacevole, ma io il dialetto ligure, nello specifico quello genovese non lo conoscevo, un dialetto cosi’ diverso da quello mio,  anche se Genova e Napoli sono due città che si somigliano molto, ma il suono di quei versi, accompagnato da quella melodia mi fece apprezzare ancora di piu’ il cantautore genovese e la cucina della sua terra, inoltre sul sito della Fondazione De Andrè scopriamo che tra i suoi hobby vi era appunto la cucina:

Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà
ti t’ammiàe a ou spègiu dà ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu’nte ‘n cantùn
che se d’à cappa a sgùggia ‘n cuxin-a stria
a xeùa de cuntà ‘e pàgge che ghe sùn
‘a cimma a l’è za pinn-a a l’è za cùxia

La leggenda più accreditata su questo tipica preparazione ligure  è che questa,  sia la lampante prova della oramai nota spilorceria, o più eufemisticamente geniale parsimonia, dei genovesi: un piatto di carne… che carne non è!
(continua…)

Le Torte dell’anima di Sting

lunedì, 7 giugno 2010

Sting

Tratto dall’Album ” If On A Winter’s Night”,  Sting ci regala un suggestivo pezzo ricco di atmosfera dedicato all’inverno con ballate e canti popolari della tradizione inglese.

Il Poliedrico artista inglese non finirà mai di stupirci riesce a realizzare tante cose diverse, mantenendo sempre un senso di coerenza musicale, e risultando sempre credibile e bravissimo.

Soul cake viene tradotto letteralmente come “Torta dell’anima”, ed e’ una preparazione tipica della tradizione inglese ed irlandese

La Soul Cake è una piccola torta rotonda che tradizionalmente viene offerta per le anime dei morti.
E’ una tradizione medievale originaria dell’ Irlanda e della Gran Bretagna, pratiche simili le ritroviamo anche nel nostro sud Italia.

Le torte, chiamate ANIME, (soul) sono consegnate ai soulers, ovvero ai piu’ piccoli che vanno porta a porta il giorno di Ognissanti cantando e recitando le preghiere per i defunti.
Ogni torta che viene mangiata rappresenterebbe un anima che viene liberata dal Purgatorio.
La consuetudine di dare e di mangiare dolci da taluni viene riconosciuta come l’origine della moderna Trick or Treating.
Le torte sono generalmente imbottite con noce moscata, cannella, o altre spezie dolci, uvetta o ribes.

Per la ricetta, riporto quella tratta dal fantasioso e ricco blog di Giovanna Nobile alias La Cuoca eclettica
Soul cake

ingredienti per 6 persone

- 150 g. di farina più un pò,
soulcake
- 100 g. di fecola di patate,
- 100 g. di zucchero,
- 125 g. di yogurt,
- 2 uova,
- 1 pera,
- 1 mela,
- 40 g.di uva passa,
- 10 ciliegine candite,
- 1 bustina di lievita per dolci,
- il succo di 1 limone,
- olio extravergine di oliva.

Esecuzione:
Montate lo zucchero con le uova fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete la farina, la fecola e il lievito setacciati, lo yogurt, 3 cucchiai di olio extravergine di olivae il succo del limone.
Passate nella farina l’uva passa precedentemente ammollata, strizzata e asciugata, la mela e la pera pelate e tagliate a dadini e le ciliegine tagliate grossolanamente.
Unite, delicatamente per non smontare l’impasto, la frutta e ponete tutto iu uno stampo da plum cake, precedentemente unto e infarinato.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 35 – 40 minuti.
Come sempre vale la prova stecchino, e tenete presente che la frutta conferisce una certa umidità.
(continua…)

Lo spumone

martedì, 4 maggio 2010

Renato Carosone

Vuo’ ‘o cuppetto o vuo’ o spumone? Chello ca costa ‘e cchiù! Pe’
ricordo ‘e sta jurnata,dint’ ‘a villa ce hanno fatt’ ‘a foto… Vo’ ‘o

pallone, vo’ ‘o babbà….

E questa e’ una strofa della canzone Io Mammeta & Tu, portata al Successo dal grande Renato Carosone, in cui si fa un piccolo accenno a questa prelibattezza
fiore all’occhiello dei gelatieri napoletani e palermitani, anche se questa preparazione la si può trovare in altre zone dell’Italia meridionale.
Sono la quintessenza dei gelati, di cui è indiscussa regina è la cassata alla siciliana.

Sono composti di una copertura di una consistente crema gelata di gusti diversi, che racchiude una spuma leggera spesso arricchita da canditi, mandorle tostate e pezzetti di cioccolato.
Tema ampio, offre infinite possibilità di esecuzione  e varianti.
Tra gli spumoni famosi, vanno citati il lattemiele
e fragole
del caffè Targiani di Napoli, oggi scomparso, e,  la testa di moro del gelatiere napoletano Fontana,  alla Torretta.
Per realizzare gli spumoni, occorrono degli stampi speciali lisci, rotondi, leggermente a cupola e provvisti di coperchio.
Prima di rivestirli (incamiciarli nel linguaggio dei gelatieri) di crema,  è indispensabile ghiacciarli tenendoli nel ghiaccio o nel reparto più freddo del frigorifero. Preparata la crema gelata per il rivestimento, la si addossa allo stampo, in uno strato di circa un centimetro e mezzo, con un cucchiaio o un apposito coltello da gelato, si versa poi la preparazione spumosa colmando bene il recipiente, si copre con un disco di carta bianca e con
il coperchio possibilmente a chiusura ermetica. Si pone poi lo stampo in un mastello con ghiaccio tritato e sale, seppellendolo sotto la coltre gelida, oppure nel congelatore,  lasciandovelo per almeno un paio d’ore.
Al momento di servirlo, asciugate perfettamente lo stampo, scoperchiatelo, scuotetelo con forza e capovolgetelo sopra un piatto ricoperto di carta.
Generalmente, con uno stampo normale, si ricavano quattro porzioni di spumone.

SPUMONE AL CIOCCOLATO
(TESTA Dl MORO)

Ingredienti:
- Gelato al cioccolato
- Panna montata
- Cioccolato in polvere

Esecuzione:
Preparate un ottimo gelato al cioccolato con una dose supplementare di cacao che ne accentuerà il sapore e il colore.
Incamiciate uno o più stampi da spumoni con il gelato al cioccolato e versate nel vuoto centrale panna montata addizionata a cioccolato in polvere dolcificato.
Gelate come già descritto.
Variante
Involucro esterno secondo la precedente ricetta. Invece di mescolare la panna montata al cioccolato in polvere, coloratela e profumatela con essenza di caffè.

SPUMONE LATTEMIELE E FRAGOLE
Ingredienti:
Preparate un gelato di fragole rivestitene uno stampo da spumone. Nel mezzo mettete panna montata alla vaniglia.
Variante
Date alla panna una leggera colorazione rosea, mescolandovi un poco di purea di fragole, meglio se di frutti di bosco.

Lo Guarracino: incanto della biodiversità marina nel Golfo di Napoli

giovedì, 22 aprile 2010

CastagnolaLo guarracino è una celebre canzone in lingua napoletana la più antica tarantella risalente alla fine del ‘700 di autore ignoto ed ha da sempre attirato l’interesse degli studiosi per la variegata  biodiversità descritta racchiusa all’interno del testo
Al primo ascolto ciò che maggiormente colpisce sono i versi: un susseguirsi incalzante di suoni vivaci e ritmati, allitterazioni e onomatopee a sfondo marino.
Definita dal filosofo Croce “una singolare fantasia capricciosa e graziosa e di un brio indiavolato”
Le diciannove strofe, infatti, costituiscono una vera e propria epopea del mare in cui si esaltano tutte le specie ittiche del Golfo di Napoli.
La storia narra della rivalità in amore di due pesci, il Guarracino (castagnola) e l’Alletterato (tonnetto), entrambi innamorati della bella Sardella (sardina).

Nell’amorosa tenzone intervengono amici e parenti dei due partiti e sotto la superficie del mare scoppia una colossale zuffa.
Cinque vivacissime strofe ne descrivono il tafferuglio e ivi vengono nominate ben settantadue specie ittiche, tra pesci, molluschi, crostacei e mammiferi marini.
Il guarracino, in italiano altri non è che la castagnola nera

(continua…)

Travis…a torte in faccia

mercoledì, 21 aprile 2010

Come non poter consigliare la visione di questo divertentissimo video dei Travis – Sing?

Chi sono i Travis? È quella band che nel suo clip più famoso (Sing) trasformava una tranquilla cena inglese in una guerra a colpi di torte in faccia.

Recentemente sono stati tra i partecipanti al Live 8 sul palco di Londra, dove hanno appunto eseguito questo loro grande successo.

Francis Healy (voce) forma il gruppo a Glasgow nel 1990, insieme al chitarrista Andy Dunlop, al batterista Neil Primrose e al bassista Douglas Payne.

“The Invisible Band”, il terzo disco, esce nel giugno del 2001. Il primo singolo estratto dall’LP è il tormentone “Sing”, accompagnato dal famoso  nel quale i quattro Travis si trovano coinvolti in una guerra di cibo in faccia.

Vola veramente di tutto, dalle salsine cremose, alle aragoste alle piovre, per terminare in una battaglia finale a torte in faccia.

Il video musicale,   e’ stato girato a Pasadena e diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris che hanno già lavorato per i R.E.M., gli Smashing Pumpkins ed i Red Hot Chili Peppers.

Sul sito dei travis vi e’ la possibilita’ di vedere il video sing, nonche’ un dietro le quinte girato durante la preparazione del video.

“Sing”, incarna pienamente lo spirito del disco. Nonostante il testo non brilli certo per varietà, questa “slow ballad” conquista subito, forse grazie anche a quel tocco di originalità dato dall’accompagnamento del banjo che fa tanto country.