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		<title>Teglia di &#8220;Patane e maccarune&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 08:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina della penisola sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[cucina sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[pasta e maccarune]]></category>
		<category><![CDATA[patata e maccheroni]]></category>
		<category><![CDATA[teglia di pasta]]></category>
		<category><![CDATA[teglia di patane]]></category>

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		<description><![CDATA[In dialetto locale  è conosciuta con il nome di "patate.  pasta e maccarune". Ricetta tipicamente estiva, soprattutto nel periodo di ferragosto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 322px"><img class="left" style="border: 0pt none; margin: 4px;" src="http://static.blogo.it/guide/mangiar_bene/tegliadipatateepastapic.jpg" border="0" alt="teglia di pasta e patate " width="312" height="255" /><p class="wp-caption-text">Teglia di &quot;patane, pasta e maccarune&quot;</p></div>
<p>Questa e’ una ricetta che accompagna da sempre i miei ricordi di ragazzina.<br />
La preparava molto spesso in estate la buonanima di mio padre, soprattutto nel periodo intorno a ferragosto.</p>
<p><em>Ingredienti</em>:<br />
- gr 400 di pasta tipo penne o mezzani<br />
- 6 o 7 patate<br />
- 1 bottiglia di pomodoro di quelle preparate in casa<br />
- 3 o 4 pomodori san marzano<br />
- 1 spicchio di aglio<br />
- basilico in abbondanza<br />
- origano q.b.<br />
- olio extravergine di oliva q.b.</p>
<p><span id="more-549"></span><br />
<em>Esecuzione</em>:<br />
Tagluzzate i pomodori san marzano in piccoli pezzi, l’aglio a pezzetti e cospargetene il fondo di una teglia regolando di sale, olio, sale e tanto basilico<br />
Tagliate le patate a fette e ricoprite il pomodoro, cospargete di sugo di pomodro, basilico, origano, ancora un po’ d’olio e sale, ed aggiungete un po di pasta.<br />
<img class="left alignleft" style="border: 0pt none; margin: 4px;" src="http://static.blogo.it/guide/mangiar_bene/patatepasta.jpg" border="0" alt="" width="295" height="276" /></p>
<p>A questo punto alternate, strati di pasta, patate e pomodoro, aggiungete un po d’acqua ricoprite la teglia con un foglio di carta d’alluminio e mettete a cuocere in forno fino a quando pasta e patate non si saranno cotte.</p>
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		<title>Gnocchi alla Sorrentina</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 08:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina della penisola sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[abate galiani]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi alla romana]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi di patate. gnocchi alla sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[strangulaprievete]]></category>
		<category><![CDATA[zanzarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[
Diffusi in tutto il mondo e di origine antichissima  presentano differenze notevoli sia per la forma che per ingredienti con cui vengono realizzati: farine di riso, di frumento, di semola,  con patate, con mandorle, con pane secco, tuberi o verdure vario genere.
A Roma, vengono preparati con il semolino e sono detti appunto gnocchi alla romana,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_529" class="wp-caption alignright" style="width: 256px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_237539.jpg" ><img class="size-full wp-image-529" style="margin: 5px;" title="237539" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_237539.jpg" alt="" width="246" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Gnocchi al pomodoro</p></div>
<p style="text-align: justify;">Diffusi in tutto il mondo e di origine antichissima  presentano differenze notevoli sia per la forma che per ingredienti con cui vengono realizzati: farine di riso, di frumento, di semola,  con patate, con mandorle, con pane secco, tuberi o verdure vario genere.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Roma</strong>, vengono preparati con il semolino e sono detti appunto <strong>gnocchi alla romana</strong>,  e spesso, in base alla tradizione locale/regionale molteplici sono gli ingredienti impiegati.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono essere serviti come primo, come è tradizione in quasi tutto il nostro Paese,  come piatto unico o come contorno. Quest&#8217;ultimo caso è più frequente per i<strong> knödel </strong>centreuropei.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impiego di peculiari ingredienti ne determinava la differente colorazione: ad esempio la bietola e gli spinaci erano  utilizzati per preparare gli<strong> zanzarelli</strong> di <strong>colore verde</strong>,  mentre quelli<strong> gialli</strong>,  aggiungevano polpa di  zucca o zafferano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed arriviamo nel Seicento quando subirono un lieve cambiamento nel nome e nella preparazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vennero chiamati <strong>malfatti </strong>ed in alternativa alle mandorle e al pane venivano aggiunte farina, acqua e uova, quelli bianchi,  venivano  invece impastati con carne di pollo tritata, ed erano di color arancio, quando venivano preparati con carote.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quelli di patate sono senzaltro i  più diffusi e rinomati nel nostro paese, e a partire dal 1880 si diffusero a macchia d&#8217;olio.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro storia ha inizio quando vennero importate in Europa le prime patate provenienti dal Nuovo  continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri tipi di gnocchi fecero la loro comparsa  dapprima nei banchetti rinascimentali della Lombardia; venivano impastati con mollica di pane, latte e mandorle tritate e venivano chiamati zanzarelli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_537" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/galiani1.jpg" ><img class="size-full wp-image-537" style="margin: 5px;" title="galiani" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/galiani1.jpg" alt="" width="286" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">Ferdinando Galiani</p></div>
<p>A <strong>Napoli</strong> sono conosciuti nella forma dialettale di <strong>strangulaprievete </strong>e,  si racconta questo anneddoto, anche se, non sappiamo quanto sia attendibile poichè sul<strong> Galiani</strong> e su qualche altro prelato come il <strong> Perrella</strong>, si raccontano una infinità di storielle, forse perchè non tutti questi abatini riscontravano grosse ed immediate simpatie.</p>
<p>Sull’origine etimologica del nome <strong>Strangulaprievete</strong>, tra le  più dotte e ricercata, vi è quella che ci racconta <strong>Nicola Vottiero</strong>, egli presuppone, che questo termine napoletano, discenda direttamente dal greco e più precisamente da queste due locuzioni, che trascrivo in lettere del nostro alfabeto: <em> strangulos</em> e <em>preptos</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il termine napoletano, sarebbe l’unione di queste due parole greche che significano un corpo rotondo e sferico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la scaltrezza partenopea ci è ben nota per cui, e potrebbe anche darsi che alluda all’appetito clericale, data anche la consistenza dello <strong>gnocco</strong> o <strong>strangulaprieveto</strong>, che se mangiato in fretta si ferma in gola e potrebbe strozzare.</p>
<p style="text-align: justify;">La  mia preparazione degli gnocchi,  prevede l&#8217;impiego di una patata per ogni commensale, una volta lessate queste vanno pelate e schiacciate con uno schiacciapatate,  lavorate  su un ripiano ampio fino a quanta farina  queste  riescono ad assorbire.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_685887.jpg" ><img class="alignright size-full wp-image-542" style="margin: 5px;" title="685887" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_685887.jpg" alt="" width="235" height="353" /></a>Il risultato dovrà essere un impasto elastico ed omogeneo,  da cui staccherete dei pezzetti e li lavorerete  col palmo delle mani in modo da ricavarne dei bastoncini sottili della grandezza di un dito.</p>
<p style="text-align: justify;">Tagliate questi bastoncini in pezzetti di circa 2 cm di lunghezza, che rotolerete sui rebbi di una forchetta, o anche di una piccola grattugia, in modo da incavarli, affinchè possano accogliere più salsa ed essere dunque  più saporiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gettateli in acqua salata e saranno cotti non appena rimonteranno a galla.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta del condimento si presta ad infinite interpretazioni: con il classico Ragù napoletano, con burro fuso, salvia e parmigiano, o con un semplicissimo sugo a base di pomodoro e basilico, ed aggiunta di mozzarella a dadini, (questi vengono chiamati appunto, alla sorrentina) preparati nelle ciotoline “di coccio” e gratinati al forno risultano essere ancora più saporiti, anche con panna,  salmone e rughetta a seconda del vostro gusto ed estro creativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <strong>città di Roma</strong>, gli gnocchi rappresentano il <strong>piatto tradizionale</strong> del giovedì, seguendo il detto<strong> &#8220;Giovedì gnocchi&#8221;</strong>,  <strong>Venerdì pesce </strong>(o anche <strong>&#8220;ceci e baccalà&#8221;)</strong>, <strong>&#8220;Sabato Trippa&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_440514.jpg" ><img class="size-full wp-image-543 alignleft" style="margin: 5px;" title="440514" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_440514.jpg" alt="" width="223" height="298" /></a>Ancora sopravvivono antiche hostarie e trattorie dove si segue la tradizione. Noto è il detto <strong>&#8220;Ridi, ridi, che mamma ha fatt&#8217; i gnocchi&#8221;</strong> (usando la <em>&#8220;i&#8221; </em>come articolo, e non &#8220;gli&#8221; come vorrebbe la grammatica; il proverbio sottolinea l&#8217;importanza del giovedì come giorno  semifestivo, che necessita d&#8217;un piatto elaborato e gustoso e che anticipa quello di magro del giorno successivo.</p>
<p style="text-align: justify;">In varie città la tradizione degli gnocchi varia,  infatti al sud il giorno tradizionale degli gnocchi conditi con sugo di carne ed un pizzico di mozzarella a cubetti sciolta (es. Napoli, <strong>&#8220;Gnocchi alla sorrentina&#8221;)</strong> è la domenica.<br />
Di tutte queste prelibatezze oggi vorrei segnalarvi gli gnocchi alla sorrentina, un piatto semplice ma molto gustoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per preparare questa prelibatezza, innanzitutto, occorre lavorare l`impasto per gli gnocchi.<br />
<strong>Preparazione degli Gnocchi:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>*</strong> patate (possibilmente farinose per mantenere il composto più morbido)<br />
<strong>*</strong> farina<br />
<strong>* </strong>sale</p>
<p style="text-align: justify;">Le patate vanno lavate per bene, messe in una pentola coperte d`acqua e portate ad ebollizione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_544" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_266881.jpg" ><img class="size-full wp-image-544" style="margin: 5px;" title="266881" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_266881.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Gnocchi passati sui rebbi della forchetta</p></div>
<p>Non appena le patate sono pronte, bisogna passarle ancora calde nello schiacciapatate; il purè così ottenuto va lavorato poi con la farina e un po` di sale, fino ad ottenere un composto morbido e liscio. A questo punto il composto va diviso in più parti da cui si formeranno tanti piccoli cilindri.</p>
<p style="text-align: justify;">I cilindri vanno poi tagliati a pezzetti; se si desidera ottenere degli gnocchi lisci il procedimento si interrompe qui, se invece si desidera preparare i cosiddetti gnocchi rigati (che nel nostro caso sono più indicati perché i solchi raccolgono più sugo) allora c`è bisogno o di un assicella rigagnocchi o semplicemente di una forchetta contro cui andiamo a schiacciare gli gnocchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli gnocchi vengono poi cotti in una pentola con abbondante acqua salata e appena iniziano a salire a galla li si raccoglie con una schiumarola.<br />
Preparazione del condimento:</p>
<p style="text-align: justify;">Per il condimento occorrono:</p>
<p><strong>* </strong>salsa di pomodoro<br />
<strong>* </strong>mozzarella<br />
<strong>*</strong> parmigiano<br />
* basilico</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta cotti gli gnocchi vanno versati in una pirofila, conditi con una parte della salsa e una parte del parmigiano, amalgamando bene il tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">La superficie degli gnocchi va poi ricoperta con la salsa e il parmigiano restanti e la mozzarella tagliata a pezzetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli gnocchi vanno lasciati gratinare in forno a circa 200° e in ultimo serviti guarniti da foglioline di basilico</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cianfotta sorrentina</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 18:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina della penisola sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[ciambotta]]></category>
		<category><![CDATA[cianfotta sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[ratatouilles]]></category>
		<category><![CDATA[rattatuja ligure]]></category>

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		<description><![CDATA[Cianfotta o ciambotta, preparazioni a base di verdure che richiamano,  negli ingredienti la famosissima ratatouille frncese e la rattatuja ligure, costituite essenzialmente da peperoni, melenzane, zucchini, patate e pomodori, ma anche fagiolini freschi, fiori di zucca, sedano, vengono servite tiepide o fredde,  sono piatti tipici della stagione estiva. In Sicilia questa preparazione viene chiamata caponata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_516" class="wp-caption alignright" style="width: 286px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/cianfotta2.jpg" ><img class="size-full wp-image-516" style="margin: 4px;" title="986040" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/cianfotta2.jpg" alt="" width="276" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Cianfotta Sorrentina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Cianfotta o ciambotta, preparazioni a base di verdure che richiamano,  negli ingredienti la famosissima<em> ratatouille</em> frncese e la <em>rattatuja</em> ligure, costituite essenzialmente da peperoni, melenzane, zucchini, patate e pomodori, ma anche fagiolini freschi, fiori di zucca, sedano, vengono servite tiepide o fredde,  sono piatti tipici della stagione estiva. In Sicilia questa preparazione viene chiamata <em>caponata</em>, da non confondere con quella che nella campania e’ una preparazione realizzata con le gallette o freselle, inumidite in acqua e condite con aglio, olio, basilico e pomodori o altri ingredienti disponibili.<br />
Le verdure possono essere cotte al forno o stufate in una capace padella.<br />
La<strong> versione sorrentina</strong> prevede l’aggiunta delle <strong>pere mastantuono</strong> e delle prugne secche<br />
Ed in ogni caso, questo e’ un piatto che si presta a molteplici  <em>variazioni sul tema</em>, a seconda del proprio estro creativo e agli ingredienti disponibili sul mercato, e come diceva la mia nonna: <em>cchiu’ ce miette cchiu’ ce truov</em>, e cioe’ quanti piu ingredienti utilizzi piu ne troverai all’interno <img src='http://www.angiecafiero.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cianfotta Sorrentina<br />
</strong><br />
<em> Ingredienti</em>:<br />
- Olio D’oliva q.b,<br />
- Peperoncino,<br />
- 1 Cipolla,<br />
- 1 Spicchio Aglio,<br />
- gr 400 di Pomodori San Marzano,<br />
- gr 300 di Patate,<br />
- gr 200 di Carote,<br />
- gr 400 Zucchine,<br />
- gr 200 Zucca Lunga,<br />
- 1 Melanzana,<br />
- gr 300 Zucchette,<br />
- 6 Prugne Secche,<br />
- 6 Pere Mast’antuono (o Pere Spadone),<br />
- Basilico,<br />
- Sale q.b.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Esecuzione</em><br />
Rosolare nell’olio la cipolla tagliata a fette sottili con il peperoncino e lo spicchio d’aglio, che eliminerete quando sarà dorato. Unite poi i pomodori pelati e tagliati a pezzi e lasciateli cuocere per circa dieci minuti prima di aggiungere le patate, le carote tagliate a dadini e un bicchiere d’acqua. Intanto sbucciate la zucca lunga e tagliatela a pezzetti; tagliate nella stessa forma anche le zucchine, le zucchette e la melanzana e unite ogni cosa nella casseruola.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettete il sale quasi al termine della cottura in modo che le verdure non perdano la lucentezza dei loro colori.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate cuocere a calore moderato per circa un’ora, senza mescolare troppo, aggiungete le prugne secche snocciolate e le pere (rigorosamente quasi acerbe) tagliate a pezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo circa quindici minuti la cianfotta sarà ben cotta,  completate, aggiungendo del buon basilico fresco e profumato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Tiella di Hans da &#8220;Le perfezioni provvisorie&#8221; di Gianrico Carofiglio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 21:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato guido guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[cucina barese]]></category>
		<category><![CDATA[gianrico carofiglio]]></category>
		<category><![CDATA[le perfezioni provvisorie]]></category>
		<category><![CDATA[riso patate e cozze]]></category>
		<category><![CDATA[tiella barese]]></category>

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		<description><![CDATA[Guido Guerrieri, avvocato brillante e di successo dalla vita instabile e malinconica, si muove  in una bari misteriosa e suggestiva. Nel quarto libro di Gianrico Carofiglio,  Le perfezioni provvisorie, Guido comincia a frequentare il Chelsea, il  locale di Nadia ex prostituta di lusso e sua ex cliente e dove Hans, socio, cuoco e pasticciere tedesco di Dresda prepara una ottima tiella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_492" class="wp-caption alignright" style="width: 285px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/perfezioni.jpg" ><img class="size-medium wp-image-492" style="margin: 3px;" title="perfezioni" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/perfezioni-199x300.jpg" alt="" width="275" height="414" /></a><p class="wp-caption-text">Gianrico Carofiglio</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Hans è il socio  di Nadia. E&#8217; un cuoco e pasticciere oltre che tedesco di Dresda. Ha l&#8217;aspetto di un ex lanciatore dl peso che ha lasciato gli allenamenti e si è dedicato alla birra. Non so come sia fnito a Bari, ma credo ci stia da parecchio perche&#8217; parla un accettabile dialetto e si e&#8217; impadronito dei segreti della cucina locale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> La tiella di riso patate e cozze è un piatto simile alla paella valenciana, anche se qualsiasi barese direbbe che è molto più buona. Si prepara sovrapponendo in casseruola &#8211; la tiella appunto &#8211; strati di riso, di cozze, di patate, di zucchine, pomodori freschi a pezzi, acqua di lavaggio delle cozze, utilizzando un condimento di olio, pepe, cipolle tritat</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e e prezzemolo anch&#8217;esso tritato. Il tutto va tenuto in forno per una cinquantina di minuti e il risultato non è affatto garantito, se non si è baresi da almeno quattro generazioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> &#8220;Non vorrei sembrare mai scortese con Hans, anche perchè, a occhio, non pesa meno di centoventi chili, ma ho qualche dubbio che sia capace di fare bene riso patate e cozze&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> &#8220;Tu prova la tiella di Hans e poi ne parliamo&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<span id="more-489"></span></p>
<p><strong>Tiella Barese o Riso, patate e cozze</strong><br />
<div id="attachment_493" class="wp-caption alignleft" style="width: 320px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_301249.jpg" ><img class="size-full wp-image-493" style="margin: 3px;" title="301249" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/StockFood_301249.jpg" alt="Tiella Barese" width="310" height="382" /></a><p class="wp-caption-text">Tiella Barese</p></div><br />
<em> Ingredienti per 6 persone:</em><br />
- 300 g. di riso,<br />
- 1 kg di cozze,<br />
- 500 g, di pomodorini<br />
- 500 g. di patate,<br />
- 2 cipolle medie,<br />
- 2 spicchi d’aglio,<br />
- un ciuffo di prezzemolo,<br />
- 3-4 cucchiai di pecorino grattugiato (o misto pecorino/parmigiano),<br />
- olio d’oliva,<br />
- sale e pepe.<br />
<em>Esecuzione</em>:<br />
Lavate le cozze e spazzolate i gusci e fatele aprire, conservare il liquido emesso<br />
e filtratelo. Disponete in una <em>“tiella”</em> metà delle cipolle affettate e spolverizzate con metà del trito di aglio e prezzemolo, coprite con 250 gr di pomodori spezzettati e spolverizzate con una manciata di formaggio.<br />
Regolate di sale e pepe e ricoprite con metà delle patate affettate accavallandole leggermente.</p>
<p>Distribuite il riso e le cozze con il liquido filtrato, aggiungete il prezzemolo, l’aglio, le cipolle rimaste, i pomodori sempre spezzetati e le patate affettate. Irrorate con l’olio, pepare e coprire con circa 3/4 l. di acqua fredda.</p>
<p>Mettete in forno già caldo a 180° coprendo la teglia con un foglio di alluminio. Dopo circa 20 min. togliete il foglio di alluminio e fate cuocere per 25 &#8211; 30 minuti ancora.<br />
Controllate la cottura del  riso  prima di toglierlo dal forno.</p>
<p>Variazione: a seconda del vostro gusto una versione di questo piatto prevede anche l’aggiunta di zucchine inserendole prima delle patate.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nadia ripassò dal mio tavolo mentre finivo di spazzolare la seconda porzione e di vuotare il secondo bicchiero di negroamaro. Mi lanciò uno sguardo ironico.<br />
&#8220;E allora?&#8221;.<br />
Alzai le mani mostrandole i palmi, in segno di resa.<br />
&#8220;Avevi ragione. Un riso patate e cozze come questo lo faceva solo la vecchia Marietta.</em></p>
<p><!--more--><br />
<img class="left alignleft" style="border: 0pt none; margin: 3px;" src="http://static.blogo.it/guide/mangiar_bene/leperfezioniprovvisorie1.jpg" border="0" alt="perfezioni provvisorie" width="178" height="250" /><a href="http://www.gianricocarofiglio.com/" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.gianricocarofiglio.com');"><strong>Gianrico Carofiglio</strong></a>-<a href="http://www.ibs.it/code/9788838924545/carofiglio-gianrico/perfezioni-provvisorie.html" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.ibs.it');">Le perfezioni provvisorie</a><br />
Edizioni  Sellerio Palermo<br />
Collana La Memoria<br />
2010<br />
pag. 336 p., brossura<br />
Euro 14.00</p>
<p><!--more--><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fkROY0TxTj8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/fkROY0TxTj8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il Ristorante &#8220;The Garden&#8221;  a Sorrento</title>
		<link>http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina della penisola sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tipica sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro prisco the garden]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante the garden sorrento]]></category>
		<category><![CDATA[the garden wine bar sorrento]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaro Prisco è il proprietario sommelier, e grande appassionato di cucina, una grande scelta tra salumi tipici. La carte dei vini è molto ampia con etichette regionali e nazionali. Un giardino ristorante situato nel centro di Sorrento. Gestito dalla stessa famiglia da 42 anni; cucina tipica che valorizza i prodotti del nostro territorio e del suo mare. Vasta cantina con oltre 600 etichette.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_444" class="wp-caption alignleft" style="width: 417px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2143.jpg" ><img class="size-medium wp-image-444" style="margin: 5px;" title="IMG_2143" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2143-300x168.jpg" alt="" width="407" height="229" /></a> <p class="wp-caption-text">Gennaro Prisco e sua moglie Rosaria</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sorrento è una delle località turistiche più visitate della nostra regione e, in posti come questo, non sempre è facile trovare un buon ristorante, molto spesso si mangia bene ma i prezzi sono alti e senza l’offerta di un servizio adeguato.<br />
Il ristorante <a href="http://www.thegardenrestaurant.it/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.thegardenrestaurant.it');">&#8220;The Garden&#8221;</a>, è poco distante dal centro di Sorrento. E&#8217; situato lungo la via principale, il Corso Italia, nell&#8217;incrocio con via Tasso, uno dei più caratteristici vicoletti di Sorrento.<br />
Il suo attuale gestore, <strong>Gennaro Prisco</strong>, figlio di questa nostra terra sorrentina,  nasce in una famiglia di origini contadine.<br />
Dalla mamma impara ad apprezzare tutto quello che i giardini, gli orti, le colline sorrentine offrono per preparare sane e gustose vivande.<br />
L’arte della madre è felicemente passata al figlio,<em> “pasciuto”</em> in un terreno fertile all’ombra di sagge e precise lezioni di buona gastronomia.<br />
Il suo passato da <em>“apprendista”</em>lo ha spinto poi ad aprire il locale che gestisce insieme alla sua gentile consorte,<strong> Rosaria</strong>.<br />
Gennaro oltre ad essere un grande esperto di vini e formaggi, è un appassionato gastronomo, e andare ad assaggiare la sua particolare cucina costituisce un momento di vero relax e di gustoso nutrimento.<br />
Diplomatosi  all’Istituto Nautico <a href="http://www.ninobixio.com/new/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.ninobixio.com');">“Nino Bixio” </a>ha solcato il mare per qualche tempo.<br />
Il richiamo della cucina lo ha riportato, per fortuna dei suoi avventori, sulla terra ferma.<br />
Aprire infatti il<a href="http://www.thegardenrestaurant.it/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.thegardenrestaurant.it');"> “The Garden”</a> un ristorante che vanta una ricca enoteca i cui vini ben si sposano con i piatti elaborati dall’ex marinaio. Egli li propone ai suoi clienti, solo quando l’elaborazione mette in evidenza gli aromi e i sapori degli ingredienti tipici della cucina sorrentina e raggiunge con i prodotti del territorio, un perfetto equilibrio.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_446" class="wp-caption alignright" style="width: 306px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2152.jpg" ><img class="size-medium wp-image-446" style="margin: 3px;" title="IMG_2152" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2152-300x168.jpg" alt="" width="296" height="165" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Tagliolini con pomodorini, melanzane e mozzarella di bufala</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Se è una bella giornata, vi consiglio di mangiare all’aperto sulla suggestiva terrazza col pergolato, dove ho potuto degustare dei <strong>fiori di zucca</strong> avvolti in una <strong>fragrante pastella</strong> aromatizzata con i<strong> nostri limoni</strong>, degli eccellenti<strong> tagliolini </strong>con<strong> pomodorini</strong>,<strong> melanzane</strong> e<strong> mozzarella di bufala</strong> frullata.</p>
<p style="text-align: justify;">Senz’altro meritano un commento, anche se al primo assaggio ti lasciano sconcertata e senza parole, le<strong> seppie </strong>servite su di un saporitissimo letto di<strong> scarole ripassate</strong> con<strong> olive di gaeta </strong>e<strong> capperi</strong>. Le due <strong>parmigiane</strong> con<strong> fiordilatte</strong> e<strong> mozzarella di bufala </strong>non hanno bisogno di annotazioni.<br />
Non si può terminare un buon pranzo, senza aver assaggiato un dolce realizzato con la <strong>ricotta di bufala</strong>, con <strong>vaniglia</strong> e con <strong>amarene sciroppate </strong>locali, quelle nostre, quelle dei <strong>“Colli di San Pietro”</strong> che vengono raccolte in estate ed utilizzate nelle preparazioni dolciarie.<br />
Il nostro ristorante – mi racconta Gennaro &#8211; e’ frutto di una continua evoluzione. Nel dopoguerra mia nonna qui gestiva una salumeria, successivamente mio padre negli anni ‘ 60 prese in affitto lo spazio retrostante il locale ed inaugurò uno snack bar, con sala te’ per i turisti inglesi che vi si recavano nelle ore pomeridiane. Da qui il primo nome all’iniziativa: “<strong>Tea garden</strong>“.<br />
Noi ne abbiamo continuato l’attivita’ con un bar rosticceria &#8211; pasticceria. Successivamente nel <strong>2000</strong> abbiam</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_448" class="wp-caption alignleft" style="width: 195px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2153.jpg" ><img class="size-medium wp-image-448" style="margin: 5px;" title="IMG_2153" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2153-168x300.jpg" alt="" width="185" height="332" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Semifreddo alla ricotta di bufala con amarene sciroppate dei colli di san Pietro</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">o deciso di tenere solo il <a href="http://www.thegardenrestaurant.it/ristorante-pranzo.htm" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.thegardenrestaurant.it');">ristorante</a> e l’<a href="http://www.thegardenrestaurant.it/winebar.htm" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.thegardenrestaurant.it');">enoteca wine bar</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella cucina del signor Gennaro preponderanti sono gli insegnamenti e l’influenza avuta dalle due mamme: quella di <strong>mamma Rosa</strong>, legata soprattutto al territorio (<strong>Massalubrense</strong>) e quella di <strong>mamma Stella</strong> un po’ piu’ ricercata e raffinata ma sempre realizzata con l’apporto di prodotti genuini e di prima qualita’.<br />
Un buon cuoco – sottolinea &#8211; deve essere molto paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si cucina non bisogna avere mai fretta! Non abbiamo un segreto, né siamo fortunati ma è perche’ mettiamo impegno nel lavoro che amiamo. Questo impegno è quello che cerchiamo di trasmettere ai nostri collaboratori con l’orgoglio di svolgere il proprio lavoro al meglio. Nella cucina del <strong>The Garden</strong> c’è l’attenzione verso le materie prime, voluttuosamente elaborate a formare nuovi piatti da quelli tipici che rivisitiamo. Questo non è capriccio o artifizio ma una naturale evoluzione, poiche’ vogliamo noi per primi essere collimati dal nostro lavoro, ed è anche per questo che,  mi confida,  io, come chef non ho la grande aspirazione di riuscire ad ottenere le ambite stelle per il mio locale,  no, io sono convinto delle mie possibilita’, e mi basta che la gente del posto comprenda che il nostro non è un locale solo per i turisti, ma che lavoriamo bene e che venire a mangiare da noi e’ una bella scoperta!<br />
Al mattino prima di aprire il locale il sig. Gennaro si reca presso fidate pescherie per fare la sua <em>spesuccia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vede di persona cosa c’e’ di buono, e solamente dopo aver scelto pescato di ottima qualità libera il suo estro creativo realizzando le sue prelibatezze nelle cucine del<strong> “Garden”</strong>. La ricerca dei prodotti avviene dopo l’analisi del piatto che si vuole preparare, cercando di impiegare i prodotti del nostro territorio, scavando nella memoria del gusto e dell’odore.<br />
Una buona compagnia è ovvio che si sposa bene con un buon cibo e rende felice la tavola.<br />
Allora gli chiedo cosa ne pensa dei molti chef che sono sbarcati in tv con<strong> programmi simil-reality</strong>, puntando su un bell’aspetto e una buona presenza scenica,  nonché sul successo della tendenza<em> “cucina a domicilio“</em>, e ci sono anche programmi dedicati alla cucina, mi risponde che oggi si va sempre di corsa e anche le donne sono troppo prese dal lavoro non hanno tempo per chiudersi in cucina ed elaborare succulenti pietanze, nonostante ci sia sin troppa informazione e troppe ricette sull’argomento,  sono rare le signore che si dedicano a questo tipo di attività. Troppa pubblicità ed è il caso di ricordare in proposito un vecchio proverbio che non tutti conoscono:<br />
<em>Quanno sient… Cerase assaie…cerase assaie…. Tu…curre cu ‘o panaro piccerillo.!</em><br />
Vale a dire troppe chiacchiere poco costrutto.<br />
La cosa che ama prepararsi di più è la sua insalata realizzata con i pomodori l</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_449" class="wp-caption alignright" style="width: 190px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2145.jpg" ><img class="size-medium wp-image-449" style="margin: 5px;" title="IMG_2145" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2145-168x300.jpg" alt="" width="180" height="323" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Gennaro nella sua enoteca-wine bar</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">ocali e mi confessa che va matto per la pastiera<br />
Solo da quest’anno il locale ha una nuova denominazione difatti è stato aggiunto <strong>“</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>da Gennaro”</strong> al <strong>The Garden</strong>, poiche’ è lui l’anima del ristorante.</p>
<p style="text-align: justify;">Una logica trasformazione dall’originario <strong>&#8220;Tea garden&#8221;</strong>,  sia per affetto s</p>
<p style="text-align: justify;">ia per riconoscenza verso suo padre.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra piacevole chiacchierata gastronomica prosegue sulle<strong> melenzane </strong>di cui io sono una appassionata cultrice e<strong> Gennaro</strong> sostiene che la melanzana è uno di quei prodotti che andrebbe rivalutato, infatti uno dei piatti del <strong>&#8220;Garden&#8221;</strong> è una preparazione realizzata con sei piccole ricette varianti circa il gustoso ortaggio.<br />
Il suo menu’ ideale: <strong>Antipasto</strong>: calamari saltati su letto di scarole croccanti;<strong> Primo</strong>: risotto mantecato con zucchine alla scapesce con bocconcini di coccio all’acquapazza <strong>Secondo</strong>: Piccata di ricciola bruschettata agli asparagi con dadolata di pomodoro di Sorrento <strong>Dessert</strong>: Spuma ghiacciata di limone di Sorrento dop con salsa di frutti di bosco e menta<a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2156.jpg" ><img class="alignleft size-medium wp-image-450" style="margin: 5px;" title="IMG_2156" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2156-168x300.jpg" alt="" width="182" height="324" /></a> fresca.<br />
Anche le preparazioni dolciarie sono realizzate dallo staff e vi consiglio di provare oltre al<strong> semifreddo alla ricotta ed amarene</strong> anche il<strong> baba’ alla crema Rossana </strong>ed il <strong>Pestato di torrone e cioccolato</strong>.<br />
Spesso, vengono presentate serate a tema di un prodotto locale, dove vengono proposti dei piatti di formaggi e salumi locali.<br />
Un piccolo suggerimento ci viene da Gennaro per le amministrazioni locali: la promozione dei prodotti locali con la realizzazione di mercatini che vendano solo le tipicità del nostro territorio: verdure locali, limoni, olio di Sorrento:<br />
Attualmente queste iniziative sono solo ad opera di qualche “imprenditore”, sempre gli stessi, che ovviamente cercano di trarne profitto.<br />
Il mio sogno ci racconta &#8211; sarebbe quello che il Corso Italia divenisse un isola pedonale permanente, una specie di viale tipo le <em>ramblas spagnole</em>, dove la gente può passeggiare senza annoiarsi, con un sottofondo di musica napoletana di modo che la gente non abbia mai voglia di ritornare a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Andare al<strong> “The Garden”</strong>costituisce il vero approccio con l’autentica cucina sorrentina. Credetemi&#8230; e andate a provare!!!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="../wp-content/uploads/2010/07/IMG_2143.jpg"><img title="gallery columns=&quot;2&quot;" src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" /></a><span id="more-440"></span></p>

<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2143/' title='IMG_2143'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2143-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gennaro Prisco e sua moglie Rosaria" title="IMG_2143" /></a>
<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2145/' title='IMG_2145'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2145-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gennaro nella sua enoteca-wine bar" title="IMG_2145" /></a>
<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2154/' title='IMG_2154'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2154-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_2154" /></a>
<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2151/' title='IMG_2151'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2151-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_2151" /></a>
<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2140/' title='IMG_2140'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2140-e1279145235393-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_2140" /></a>
<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2141/' title='IMG_2141'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2141-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_2141" /></a>
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<a href='http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/il-ristorante-the-garden-a-sorrento/attachment/img_2153/' title='IMG_2153'><img width="150" height="150" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2153-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Semifreddo alla ricotta di bufala con amarene sciroppate dei colli di san Pietro" title="IMG_2153" /></a>
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		<item>
		<title>Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno  di Roberta Deiana</title>
		<link>http://www.angiecafiero.it/letteratura-e-gastronomia/piccolo-ricettario-per-cuochi-perdigiorno-di-roberta-deiana/</link>
		<comments>http://www.angiecafiero.it/letteratura-e-gastronomia/piccolo-ricettario-per-cuochi-perdigiorno-di-roberta-deiana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 22:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[confessions of a food stylist]]></category>
		<category><![CDATA[piccolo ricettario per cuochi perdigiorno edizioni bietti]]></category>
		<category><![CDATA[roberta deiana food stylist]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente un ricettario da leggere, perchè no anche in compagnia, leggero, frizzante e divertente come il suo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_427" class="wp-caption alignleft" style="width: 167px"><strong><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/food-stylist41.jpg" ><img class="size-full wp-image-427" title="food-stylist41" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/food-stylist41.jpg" alt="" width="157" height="239" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Roberta Deiana</p></div>
<p><a href="http://www.robertadeiana.com/bio/" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.robertadeiana.com');">Roberta Deiana</a> si divide tra tra <a href="http://www.robertadeiana.com/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.robertadeiana.com');">blog</a>, <a href="http://www.robertadeiana.com/i-miei-libri/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.robertadeiana.com');">libri</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Food_photography"onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Food_photography');"  target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/en.wikipedia.org');">food styling</a>, tutto quello che volete sapere di lei e&#8217; scritto nel suo blog <a href="http://www.robertadeiana.com/bio/" target="_blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.robertadeiana.com');"><strong>Confessions of a Food Stylist</strong></a></p>
<p><strong>Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno </strong>pubblicato per <a href="http://www.edizionibietti.it/"onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.edizionibietti.it/');"  onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.edizionibietti.it');">Bietti</a> è un divertissement scanzonato, in piena sintonia con lo<strong> spirito buontempone</strong> che anima il suo blog.</p>
<p><em>Un insolito ricettario classico con qualche tocco creativo e l’ho spennellato in tutte le sue parti (tutte le ricette, incluse anche introduzione e prefazioni) con una serie di linguaggi specifici oppure con dei modi narrativi molto lontani dalla cucina. Poi  ho mescolato bene e ho lasciato insaporire il tutto per qualche mesetto.</em><br />
<strong> </strong></p>
<p>Sono 73, con stile fortemente letterario.<br />
Perché, come insegna Queneau, lo stile è la base del comunicare, la sua forza e il suo divertimento.  <strong><a href="http://www.robertadeiana.com/" target="blank" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.robertadeiana.com');">Roberta Deiana</a></strong> &#8211; appassionata food stylist, cuoca e blogger &#8211; non ha resistito alla tentazione di raccontare queste ricette riprendendo qualcosa dell&#8217;esistere, perché è lì che il cibo si colloca, tra una canzone e le pagine di un romanzo, l&#8217;oroscopo del giorno e l&#8217;annuncio commerciale, un atto d&#8217;accusa e il dialogo tra madre e bambina. Leggendo il <strong><em>Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno</em></strong> (Edizioni Bietti, 313 pagg., 16 euro) ci si diverte, incontrando la <strong>ricetta dello zabaione in forma di sms</strong>, i fiori di zucca mischiati al palinsesto televisivo e, giusto per stare in tema,<strong> &#8220;E.R. &#8211; Emergenza Ripieno&#8221;</strong>.<br />
Ci sono le canzoni di <strong>Paolo Conte</strong>, di <strong>Francesco Guccini</strong> e di Laura Pausini, i ritmi rap dell&#8217;Insalata di Natale, il curriculum vitae &#8220;Margherita Pizza&#8221;, il telegramma &#8220;Lessato borlotti&#8221;, la telepromozione<em> &#8220;Mangia anche tu le lasagne A modo mio&#8221;</em> e il decreto legislativo. Bellissimo l&#8217;<strong>Haiku del pane dorato</strong>, ma anche l&#8217;<strong>insa_riso 1.0.</strong> A questa immersione forte in ricette che, in realtà, sono preparati molto semplici, e che rimanda di continuo tra parola e alimento, si arriva ben preparati. Infatti la premessa è in forma di lista da dieci comandamenti (le mie preferite&#8230;), e raccomanda le cose da sperimentare in cucina almeno una volta nella vita, quelle che non dovrebbero mancare mai nel frigo e quelle che non mancano mai (la differenza non è poca&#8230;), gli utensili che si trovano e quelli che non si trovano, i piaceri feticisti (potrei citarne qualcuno, ma preferisco che l&#8217;elenco rimanga intonso per chi lo leggerà). Qualcosa della tradizione, come i dieci proverbi sul cibo e le cose che si dicono dei cuochi. Infine un po&#8217; di tendenza: le dieci spezie che fanno subito fusion e i dieci nomi di pesci per sushi.<br />
<span id="more-426"></span><br />
<strong> </strong></p>
<div id="attachment_428" class="wp-caption alignright" style="width: 202px"><strong><strong><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/ricettario.jpg" ><img class="size-medium wp-image-428" title="ricettario" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/ricettario-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno</p></div>
<p><strong>Dalla quarta di copertina:</strong><br />
Un ricettario originale e spiritoso, in cui 70 ricette riscritte nei modi più imprevedibili danno vita ad un insolito libro di cucina, creativo e divertente. Dalla ricetta in stile romanzo erotico a quella in terzine dantesche, dalla ricetta stile noir anni ‘50 a quella scritta come una canzone di Paolo Conte, è tutto un susseguirsi di trovate ed invenzioni, affettuosamente irriverenti, di una scrittrice ed esperta di food.<br />
<!--more--><br />
<em><br />
“Un libro immorale, che contiene innumerevoli motivi di scandalo per i giovani, oltre che un cattivo esempio per la servitù e diversi disdicevoli suggerimenti per il cuoco di corte.”<br />
LA REGINA ELISABETTA D’INGHILTERRA</em></p>
<p><em>“Delizioso. Con una copertina così chic, si intonerà perfettamente con il guardaroba di ogni donna veramente elegante.”<br />
COCO CHANEL</em></p>
<p><em>“Gioverà questo libro in special modo alla cura dell’isteria, alle sindromi minori da fissazione orale, all’alopecia e al prurito da polvere gratta-gratta.”<br />
SIGMUND FREUD</em></p>
<p><em>“Questo libro mi piace talmente tanto che mi piacerebbe lo stesso anche se fosse completamente diverso.”<br />
GROUCHO MARX</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le deliziose di Grazia</title>
		<link>http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/le-deliziose-di-grazia/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette degli amici]]></category>
		<category><![CDATA[deliziose alla ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[pasticceria napoletana]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo dolce partenopeo  è tra i più antichi, ed è presente sempre nelle vetrine delle pasticcerie napoletane, facendo bella mostra di se&#8217;, tra babà, cassatine, cannoli e choux; esistono anche nella versione mignon.
Questa e&#8217; la ricetta di famiglia di Grazia, custodita in un preziosissimo quaderno e che si tramanda da almeno tre generazioni.
Con questa ricetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 463px"><a href="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2454.jpg" ><img class="size-large wp-image-408" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="IMG_2454" src="http://www.angiecafiero.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2454-1024x574.jpg" alt="" width="453" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Le &quot;Delziose&quot;</p></div>
<p>Questo dolce partenopeo  è tra i più antichi, ed è presente sempre nelle vetrine delle pasticcerie napoletane, facendo bella mostra di se&#8217;, tra babà, cassatine, cannoli e choux; esistono anche nella versione mignon.<br />
Questa e&#8217; la ricetta di famiglia di Grazia, custodita in un preziosissimo quaderno e che si tramanda da almeno tre generazioni.<br />
Con questa ricetta potrete preparare una quarantina di<em> &#8220;deliziose&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Pasta Frolla</strong><br />
<em>Ingredienti</em><br />
- gr 800 di farina<br />
- gr 400 di sugna o burro<br />
- gr 400 di zucchero<br />
- 4 rossi d&#8217;uovo<br />
- 1 pizzico di sale<br />
- la buccia grattugiata di due limoni<br />
- acqua o latte q.b.<br />
- 1 pizzico di ammoniaca<br />
- vanillina</p>
<p>NB: Le proporzioni tra gli ingredienti, possono essere cambiare: per ottenere una pasta frolla un po&#8217; più secca si possono utilizzare uova intere anzichè solo tuorli.</p>
<p>Per aumentarne, invece, la friabilità si può aumentare la quantità di burro o quella dello zucchero.</p>
<p><em>Esecuzione</em><br />
Procedere con l&#8217;impasto come x la pasta frolla, quindi formate dei dischi di 6/7 cm di diametro,adagiateli su una placca rivestita di carta da forno e cuocete in forno a 180° fino a doratura.<br />
Sfornateli e lasciateli raffreddare.</p>
<p><strong>Crema alla ricotta</strong><br />
<em>Ingredienti</em><br />
- 1 kg di ricotta<br />
- gr 500 di zucchero<br />
- 2 cucchiai di farina<br />
- 1 bustina di vanillina<br />
- cioccolata fondente<br />
- la buccia di 1 limone grattugiato<br />
- gr 150 di mandorle</p>
<p><em>Esecuzione</em>:<br />
Lavorate la ricotta aiutandovi con una forchetta, aggiungete la farina. la avanillina, la buccia di limone  e lo zucchero, lavorate questa crema sul fuoco, fino a quando non comincia a sobollire, a quel punto spegnete il fuoco.<br />
Lasciate raffreddare la crema, unitevi le mandorle tritate ed il cioccolato fondente a scaglie, se piacciono potrete aggiungere anche i canditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Farcite i dischi di pasta frolla con la crema, rotolate i bordi nella granella di nocciola e spolverate di zucchero a velo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Invito a pranzo da Totò Peppino e i fuorilegge</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 22:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema, teatro e gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ignazio il torchio]]></category>
		<category><![CDATA[invito a pranzo totò peppino e i fuorilegge]]></category>
		<category><![CDATA[peppino de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[titina de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[totò]]></category>
		<category><![CDATA[totò peppino e i fuorilegge]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo video è tratto da Toto' Peppino ed i Fuorilegge,  la scena forse più divertente dell'intero film è l'invito a pranzo con Peppino che è costretto a comprare tutto il necessario per il pranzo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><img style="margin: 3px;" title="Peppino e Titina De Filippo con Totò" src="http://static.blogo.it/guide/mangiar_bene/fuoril1.jpg" alt="" width="250" height="186" /><p class="wp-caption-text">Peppino e Titina De Filippo con Totò</p></div>
<p style="text-align: justify;">Con la complicità di Peppino, Totò si finge rapito ed ottiene dalla moglie un riscatto di cinque milioni, ma la verità viene a galla quando i due vengono visti in televisione pasteggiare e bere champagne in un night club.<br />
Tornato a casa viene veramente rapito da Ignazio<em> &#8220;il torchio&#8221; </em>ma non viene creduto da nessuno.<br />
Sua figlia Valeria e Alberto sulle traccie di Ignazio liberano Totò promettendo al bandito un&#8217;intervista che gli darà la celebrità.</p>
<p style="text-align: justify;">I due giovani si sposano e Totò cacciato di casa finisce col fare il garzone nella bottega dell&#8217;amico Peppino.<br />
fonte:<a href="http://www.antoniodecurtis.com/fuoril.htm" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.antoniodecurtis.com');"> www.antoniodecurtis.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-396"></span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2Zh2en4pE84&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/2Zh2en4pE84&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<!--more--><br />
Regia :  Camillo Mastrocinque<br />
Soggetto : Vittorio Metz<br />
Sceneggiatura : Anton,Amendola,Maccari<br />
Fotografia : Mario Albertelli<br />
Scenografia : Alberto Boccianti<br />
Musica : Alessandro Cicognini<br />
Montaggio : Gisa Radicchi Levi<br />
Aiuto regia : Michele Lupo,Mario Castellani<br />
Direttori produzione : Romolo Laurenti,Carlo Vignati<br />
Produzione : DDL ( D.De Laurentiis Cinematografica ),Roma<br />
Durata: 103 minuti</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Interpreti e personaggi</strong>:<br />
Totò ( Antonio )<br />
Titina De Filippo( Teresa, sua moglie )<br />
Dorian Gray( Valeria, la loro figlia )<br />
Peppino De Filippo( Peppino, il barbiere )<br />
Franco Interlenghi( Alberto, il giornalista )<br />
Maria Pia Casillo( la serva Rosina )<br />
Barbara Shelley( la contessa )<br />
Andreina Zani( la sua dama di compagnia )<br />
Memmo Carotenuto( Ignazio detto &#8220;il Torchio&#8221; )<br />
Mario Castellani( il braccio destro del Torchio )<br />
Mario Meniconi( il &#8220;Guercio&#8221; )<br />
Lamberto Maggiorani( un bandito )<br />
Salvo Libassi( un altro bandito )<br />
Mimmo Poli( il cuoco della banda )<br />
Teddy Reno( se stesso )<br />
Gianna Cobelli( la ragazza nel night )<br />
Lamberto Antinori( un cliente nel night )<br />
Pasquale De Filippo( l&#8217;esattore della bolletta della luce )<br />
Gino Scotti( il professore )<br />
Guido Martufi( il commesso del barbiere )</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri interpreti</strong> :<br />
Vittorio Bottone, Michele Faccioni,Renato Montalbano,<br />
Lionello Zanchi, Armando Furlai, Attilio Torelli.<br />
Pierugo Gragnani, Alimpo Gargano</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rosalina, Rosalina&#8230;</title>
		<link>http://www.angiecafiero.it/musica-e-gastronomia/rosalina-rosalina/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 20:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica e Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[bbw]]></category>
		<category><![CDATA[big beautiful woman]]></category>
		<category><![CDATA[jennifer weiner brava a letto]]></category>
		<category><![CDATA[rosalina rosalina]]></category>
		<category><![CDATA[tartufi al cioccolato]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse oggi Rosalina potrà smettere di dannarsi per migliorare la propria linea visto che secondo un recente sondaggio della Swg gli uomini italiani preferiscono le donne rotonde.
Un sogno che si avvera per tutte le donne in lotta con la bilancia? Macchè&#8230; i nomi che ipocritamente emergono dal sondaggio sono quelli di Sabrina Ferilli e Jennifer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><img class="left" style="border: 0pt none; margin: 3px;" src="http://static.blogo.it/guide/cucina_ed_erotismo/bici.jpg" border="0" alt="Hilda" width="280" height="360" /><p class="wp-caption-text">Hilda</p></div>
<p>Forse oggi <strong>Rosalina</strong> potrà smettere di dannarsi per migliorare la propria linea visto che secondo un recente sondaggio della Swg gli uomini italiani preferiscono le donne rotonde.</p>
<p>Un sogno che si avvera per tutte le donne in lotta con la bilancia? Macchè&#8230; i nomi che ipocritamente emergono dal sondaggio sono quelli di <strong>Sabrina Ferilli</strong> e <strong>Jennifer Lopez</strong>: due signorine che più che abbondanti sono da considerare maggiorate.</p>
<p>Il sovrappeso reale, quello dalla<strong> 48 </strong>in su, per intenderci, è una faccenda ben più complessa.<br />
I modelli di riferimento sono rari, inarrivabili e spesso inattendibili: <a href="http://www.sophie-dahl.com/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.sophie-dahl.com');"><strong>Sophie Dahl</strong></a>, la più celebre delle <strong>plus-size model</strong>, ha  perso le sue rotondità per omologarsi alle magrissime colleghe.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><img class="left" style="border: 0pt none;" title="Mia Tyler" src="http://static.blogo.it/guide/cucina_ed_erotismo/miatylerplus.jpg" border="0" alt="mia tyler" width="224" height="360" /><p class="wp-caption-text">Mia Tyler</p></div>
<p>Resiste ancora al richiamo della dieta la splendida <strong>Mia Tyler</strong>, sorellastra di <strong>Liv</strong>, testimonial della linea di moda oversize <strong>Big is Beautiful </strong>del colosso dell’abbigliamento svedese <strong>H&amp;M</strong>.<br />
La moda è un altro punto dolente per le <strong>BBW</strong>, sigla d’invenzione americana che sta per <strong>Big Beautiful Women</strong>.<br />
Le donne di taglia forte non hanno scelta, a parte la <strong>linea trendy di H&amp;M </strong>in vendita nella vicina svizzera le proposte del panorama italiano sono inclassificabili.<br />
Già perché una ragazza che ha voglia di assomigliare alle sue amiche, si vede invece costretta a vestirsi come sua nonna.<br />
Un duro colpo per l’autostima di una giovane già additata come un outsider.</p>
<p>Le donne in sovrappeso vengono infatti percepite attraverso luoghi comuni: sono sempre allegre, buone e gentili anche se deboli e prive di carattere per via della loro propensione all’abbuffata.<br />
Lo sa bene <strong><a href="http://www.jenniferweiner.com/" onclick="javascript:urchinTracker ('/outbound/article/www.jenniferweiner.com');">Jennifer Weiner</a></strong>, scrittrice plus size autrice del best seller<strong> “Brava a letto”</strong> ennesimo libro sulla scia del diario di <strong>Bridget Jones</strong>, che però vede come protagonista <strong>Cannie</strong>, arguta giornalista extralarge in cerca di rivalsa.</p>
<p>A lei probabilmente assomigliano quelle signorine che affollano nei week-end l</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 306px"><img class="left" style="border: 0pt none; margin: 5px;" src="http://static.blogo.it/guide/cucina_ed_erotismo/jweiner.jpg" border="0" alt="jennifer weiner" width="296" height="360" /><p class="wp-caption-text">Jennifer Weiner</p></div>
<p>a pista di Club Curves, la discoteca per “donne dalle curve abbondanti e per gli uomini che le amano” nata a<strong> Culver City </strong>in <strong>California</strong> grazie all’intuizione delle due proprietarie, le pingui <strong>Shadoe Gray </strong>e<strong> Michelle Wilson</strong>.<br />
Anche se la ricetta per la felicità non sta certo nell’auto segregazione ma nell’accettazione da parte degli altri&#8230; e c’è da scommettere che una volta apprezzati si può anche cominciare a dimagrire.</p>
<blockquote><p><em><br />
Rosalina, Rosalina<br />
tutto il giorno in bicicletta<br />
fino a sera, sera<br />
chissa&#8217; i polpacci, poveretta<br />
fino a sera, sera<br />
chissa&#8217; che piedi gonfi avrai.<br />
Rosalina, Rosalina<br />
a me piaci grassottina<br />
ma quando e&#8217; sera, sera<br />
ti sento masticare<br />
quando e&#8217; sera, sera<br />
t&#8217;ammazzi con i bignet.<br />
Amore mio ti voglio bene come sei<br />
sei eccitante al punto che ti sposerei<br />
novanta chili di libidine e bonta&#8217;<br />
e poi vedrai, un po&#8217; di moto ti aiutera&#8217;.<br />
Rosalina, Rosalina<br />
tutto il giorno in bicicletta<br />
fino a sera, sera<br />
chissa&#8217; i polpacci, poveretta<br />
fino a sera, sera<br />
chissa&#8217; che piedi gonfi avrai.<br />
Mia madre dice che col tempo dimagrirai<br />
ma non importa amore non cambiare mai<br />
hai fatto caso, che le megre sono tristi<br />
invece tu hai sempre volgia di cantare.<br />
Rosalina, Rosalina<br />
la mia bella farfallina<br />
che pedala e canta<br />
canta finche&#8217; muore il sole<br />
e quando e&#8217; sera, sera<br />
ti sento masticare<br />
e quando e&#8217; sera, sera<br />
t&#8217;ammazzi con i bignet. Ole&#8217;</em></p></blockquote>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OwAQq5qo1Ug&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/OwAQq5qo1Ug&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ed ora una poesia di un amico&#8230;dedicata ad una antipaticissima donna magra (io non gliel&#8217;avrei dedicata <img src='http://www.angiecafiero.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<em>Lontano dal mondo come sono vissuto. Non temo la morte, ma te, l&#8217;ossuto tuo riso, l&#8217;affondo di candore e velate violenze. Amore lo chiami ma invochi carezze malate di ego e di echi di sacrifici umani<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I fichi di Monsignore</title>
		<link>http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/i-fichi-di-monsignore/</link>
		<comments>http://www.angiecafiero.it/cucina-campana/cucina-della-penisola-sorrentina/i-fichi-di-monsignore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 17:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina della penisola sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia coppola]]></category>
		<category><![CDATA[fichi brogiotti]]></category>
		<category><![CDATA[fichi del vescovo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angiecafiero.it/?p=379</guid>
		<description><![CDATA[Cecilia Coppola, ci spiega perche' i fichi noti comunemente con il nome di "brogiotti", qui vengono chiamati anche "del vescovo"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La giornata è particolarmente afosa ma la stanza dove mi riceve <strong>Don Antonino Guarracino</strong>, con il suo abituale solare sorriso, si apre su di una terrazza che rivela il paesaggio tipico della nostra zona, una fuga di agrumeti, la linea dolce delle colline e poi l’ampio orizzonte del mare.</p>
<p><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 5px;" src="http://www.cucinaironia.it/guidacampania/ifichidelvescovo/piazzacota.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" width="323" height="246" align="right" /></p>
<p style="text-align: justify;">E’ sempre un piacere incontrarmi con lui, che ha già festeggiato sessanta anni di sacerdozio spesi a servizio della comunità con un interesse particolare verso la gioventù carottese in qualità di animatore dell’<strong>Oratorio di San Nicola </strong>e direttore e fondatore dei <strong>Pueri Cantores</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizia il nostro colloquio che riporta la memoria del passato e rivela lontane usanze e interessanti curiosità come quella sul fico, frutto che, nella stagione estiva e all’inizio dell’autunno, è presente sulle nostre tavole. Per rendere più esatta e colorita la descrizione Don Antonino prende dalla sua biblioteca <strong>“Il dolce nido”</strong> un lavoro di<strong> Don Alfredo Amendola</strong> ( che fu il mio docente di italiano e latino al Liceo classico <strong>“ P. V. Marone” di Meta </strong>) e me lo porge evidenziando che non è possibile prestarmelo, in quanto è difficilissimo trovarlo e non vuole assolutamente privarsene neanche per un solo giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizio a sfogliarlo mentre lo ascolto raccontare come i fichi in passato si potevano maturare con anticipo grazie ad un semplice espediente, ampiamente confermato dalla lettura di alcune pagine del capitolo terzo del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">La voce di <strong>Don Antonino</strong> mi riporta al <strong>1670</strong> quando a <strong>Piano di Sorrento, “Carotto”</strong>, il corso era formato da una strada stretta dal fondo di terra battuta, che ad ogni pioggia a dirotto diventava come il letto di un torrente, ed era molto difficile potervi camminare, i signori andavano a dorso di cavallo e di mulo, mentre la gente semplice si rimboccava gli abiti e vi sguazzava dentro, camminando con difficoltà. Il traffico non aveva nessun elemento caotico, non sfrecciavano pericolosi motorini, motociclette rombanti, macchine, tir, pullman, che non danno facile possibilità al povero pedone di attraversare neanche sulle strisce, ma consisteva in qualche carretto agricolo, qualche carrozza, qualche biroccio e per lo più dagli stes<img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px;" src="http://www.cucinaironia.it/guidacampania/ifichidelvescovo/vescovi.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" width="237" height="173" align="left" />si pedoni soprattutto quando era bel tempo. I contadini portavano i loro prodotti nella <strong>Gran Piazza</strong>, il mercato del paese fino alla seconda metà del secolo scorso, che si riempiva di ceste di frutta dal profumo e dall’aspetto allettante.” Allora sì che si poteva assaporare la sua dolcezza, era tutto un altro mondo. “ sottolinea <strong>Don Antonino </strong>con un soffio di melanconia nello sguardo. A questo punto leggo un’osservazione dal libro di <strong>Don Alfredo </strong>” Se i fichi piacciano tanti agli uccelli e non solo alle fucetole, ma a tutti i passeracei in genere, non piacciono meno agli uomini che, da quando hanno scoperto la loro squisitezza, li hanno sempre coltivati con immutabile amore. Nella penisola sorrentina ve ne sono una discreta qualità ed assai più ve ne erano ai tempi passati, quando gli agrumeti non erano così densi di queste tipiche piante, ma i contadini di quel tempo avevano il buon senso di coltivare quelle che dessero i frutti in ogni stagione, e tra gli alberi preferiti vi erano i fichi, una varietà è chiamata ancora oggi <strong>“ fichi del vescovo”</strong>, forse perché le prime specie furono piantate in un fondo di proprietà di <strong>Monsignor Giuseppe Mastellone</strong>, situato alla fine di <strong>via Savinola</strong>, da dove si diffuse la particolarità di maturazione” .</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 224px"><img style="border: 0pt none; margin: 5px;" src="http://www.cucinaironia.it/guidacampania/ifichidelvescovo/Fico_brogiotto_nero.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" width="214" height="206" align="right" /><p class="wp-caption-text">Fico &quot;brogiotto&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il fondo era stato affidato a <strong>Simone Zaccaria</strong> che, affezionato al suo padrone, ci teneva a coltivarlo nel migliore dei modi, soprattutto per quel che riguardava gli alberi di fichi di cui il prelato era ghiotto. Simone aveva addirittura inventato uno speciale artificio per farli maturare anzitempo, con un anticipo di almeno dieci giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi spiega <strong>Don Antonino</strong> <em>“ per accelerare la maturazione senza danneggiarli bisogna pungerli, benché sia improprio l’uso dell’esp</em><em>ressione in quanto non è una puntura ma semplicemente si pone sulla loro boccuccia una goccia d’olio o di alcol puro, così si accelerava il processo di maturazione pur rimanendo di gusto inalterato”</em>. Questa operazione richiedeva molta pazienza, è un’innocente trovata che in considerazione delle moderne tecniche<em> </em> adoperate a danno di pomodori e melanzane sottoposte a speciali iniezioni per crescere in fretta è veramente cosa da poco conto. <em>“A quei tempi </em>- leggo sempre nel libro di <strong>Don Alfredo</strong> &#8211; <em>Simone Zaccaria aveva con grande meraviglia di tutti un’assoluta precedenza nel coglierli . I primi fichi più belli e più grossi erano per il suo Monsignore ed era felice nel vedere con quanta festa accoglieva la prima cesta che egli portava nell’ultima decade di agosto e alla domanda piena di meraviglia del prelato su come riuscisse a compiere tale magia, rispondeva che usava solo un trattamento speciale,un segreto personale, e alla sollecita richiesta di conoscerlo Zaccaria rispose. ” A voi posso confidarlo, perché sapete tenere il cece in bocca” e avvenne la rivelazione che Monsignore custodì con rispetto, ma che Zaccaria purtroppo, un poco alla volta, confidò ora a un amico ora a un parente e così in breve tempo tutti</em><em> a Piano di Sorrento pungevano i fichi e finì il primato di Simone”. Così nacquero i fichi del vescovo che anche in quell’ estate del 1687 la produzione fu abbondante e Monsignore ne potette assaporare il delizioso sapore senza parsimonia.</em> A questo punto non posso che ringraziare<strong> Don Antonino </strong>e aggiungere una ricetta per coloro che seguono le mie ricerche e che ringrazio per l’attenzione che pongono e per le numerose lettere che mi scrivono a testimonianza della loro soddisfazione a ritrovare frammenti del passato e a scoprire</p>
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