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E' inutile versare rum…

Tag: aggiungi un porco a favola

Intervista Gastronomica ad Aurelio Raiola

Aurelio Raiola

Anche qui, galeotto fu il Laboratorio di Scrittura Umoristica “Achille Campanile” e lo zio Pino (al secolo Pino Imperatore), una grande palestra per la scrittura umoristica ma soprattutto di vita, chiunque passa da li, non puo fare a meno di vivere, respirare e trasmettere l’emozione che si percepisce e, che penetra nel profondo dell’anima di una persona, penserete che in fondo si tratta solo di un “Laboratorio di scrittura”, questo poi, addirittura umoristico, embè che fa? La gioia di vivere, il coinvolgimento, i vincoli affettivi che ci tengono uniti, arrivano attraverso la comicità ed il voler

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Intervista gastronomica a Maurizio De Angelis

Maurizio de Angelis ha accettato di buon grado la mia intervista. Il risultato? un divertente profilo gastroumoristico con una sua personale ricetta di un dolce al caffe’

Maurizio De Angelis

Breve biografia semiseria – del De Angelis
“VITA ED OPERE”
Come vita, 70 cm. Come opere, ha visto Turandot.
Nato a Napoli. Sì, la Nato sta a Napoli, a Bagnoli, in fondo al vialone.
Maurizio non è

superstizioso, non gioca al lotto e non suona nemmeno il mandolino.
A scuola andava molto bene, lo accompagnavano in macchina. Al liceo frequentò dapprima il Tito Lucrezio Caro, poi il Tito Lucrezio Low Cost. Quando marinava la scuola, restava per ore a guardare quei mattoni pieni d’olio.
All’università fece

più economia di studi che studi di economia.

Fu scartato alle prime esperienze lavorative nel ramo vendita, perché pensava che l’Area Nielsen fosse un posto dove si lavano i piatti. All’alba del terzo millennio, si girò dall’altra parte e dormì altre due ore.
Frequentando il Laboratorio di scrittura umoristica “Campanile”, sembrava rinato. Ma renato era più alto.
Ha vinto due Premi Troisi per la scrittura comica, e gli è stata pubblicata una pagina nell’Agenda Comix 2008.
Presente nelle antologie comiche “Enciclopedia degli scrittori inesistenti” e “Aggiungi un porco a favola”, in ambito letterario la sua citazione preferita restò quella che fece all’assicurazione.
Dopo qualche anno, tornò nelle librerie per chiedere se servisse un aiutante.
Fallendo anche come scrittore, aspira a poter fare uno di quei lavori che vengono rifiutati dagli extracomunitari. Non scende mai a compromessi, scende a “Museo” e si fa un pezzo a piedi.
Il 2009 è l’anno della svolta: gli hanno messo un senso unico sotto casa.
Nello stesso anno pubblica “Il Padrino parte prima così non trova traffico” (Cento Autori) ed “Achei, il prezzo è giusto!”.
L’Odissea. Ricordavo tutto? Omero scordato? (Boopen)
Ormai, giunto in età matura, quando si guarda indietro parcheggia meglio.
Sostiene che bisognerebbe vivere ogni giorno della vita come se fosse l’ultimo, ma senza chiamare il prete!

Angie – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Maurizio – Fondamentale è non appesantirsi troppo ad ora di pranzo, cosa che faccio regolarmente (appesantirmi, intendo). Ma recupero con una pennichella di mezz’ora, e così dopo sono in formissima. E mi impegno per fare una prima colazione abbondante, che invece non mi andrebbe affatto. Insomma, il segreto è mangiare molto e spesso.

Angie – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Maurizio – Sì, la tavola è il luogo d’incontro principe tra le persone. Familiari e non. E consumare un pasto, pensandoci, impegna tutti i nostri sensi. In ordine di apparizione: la vista, l’olfatto, il tatto ed il gusto. E pure l’udito, se si va sul croccante!

Angie – Le tue esperienze lavorative ?
Maurizio – Per un quarto di secolo commerciante all’ingrosso di salumi, poi agente principale, e da tre anni anche scrittore umorista, che delle tre è l’attività più bella! Dopo i due Premi Troisi vinti con racconti iper-demenziali, l’anno scorso la Cento Autori mi ha pubblicato “Il Padrino parte prima così non trova traffico”, e dopo qualche mese la Boopen mi ha lanciato definitivamente (è il caso di dire) nell’Olimpo, con “Achei, il prezzo è giusto!”. Ho scritto anche per programmi comici radio (“I Tappi!”) e tv (“Promossi Sposi”). E poi cabaret per Gaetano De Martino, che reputo un grandissimo. E teatro brillante per Maurizio Merolla. L’emozione più bella, proprio con Merolla, alla convention della Fenacom, Palalottomatica di Roma: diecimila persone che ridevano alle mie battute. Sai, in campo comico è facile misurare i risultati: il pubblico o ride o no.

Angie – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Maurizio – Adoro mangiar bene all’aperto. Che sia ad Ischia, a Positano o a Rivisondoli, poco importa.
Indoor, al Vomero preferisco “Il Polipo”, ma è troppo vicino casa. Allora,Ruggiero” a Lucrino: venticinque mini-portate tutte preparate al momento. Serve tutti alla stessa ora, come fosse un banchetto matrimoniale. E, quando posso, vado in tre o quattro locali a Napoli, fronte al mare, in via Partenope. Ma mai nello stesso giorno.

Angie – Sei mai stato a dieta?
Maurizio – Quando mia moglie comincia una dieta, di riflesso mi mantengo un po’ anch’io: è brutto ingozzarsi di leccornie davanti alla persona che sta soffrendo per piacerti di più. Così a volte mi sacrifico un po’ anch’io. Per esempio, la domenica rinuncio a portare a casa i pasticcini: ingurgito un cannolo alla siciliana prima di salire in ascensore. Il problema è che porta zucchero a velo esternamente, che contamina le dita: se mi sottoponessero al guanto di paraffina, non potrei mentire.

Consiglio di Volpi...arrammaggio 'e jalline...

Angie – Meglio carne o pesce?
Maurizio – Non adoro la carne: la mangio solo se è buonissima. Il pesce lo consumo perché fa bene. sperando che un po’ di fosforo faccia effetto. E poi perché contiene i famosi Omega3. A furia di mangiare Omega3, ho la faccia a forma di orologio.

Angie – Se fossi un dolce, quale saresti?
Maurizio – Credo un profiterole, nel senso che il meglio sta nascosto.
“Ne sono goloso: li butterei a sei alla volta, nel tubo digerente ”
“A sei alla volta?”
“E quello perciò si chiama esofago!”

Angie – Vino?
Maurizio – Il bianco sul pesce, il rosso sul conto corrente.
Adoro il vino bianco freddo, e preferisco quello made in Campania, Falanghina dei Campi Flegrei o del Beneventano. Il rosso mi provoca sonno: in fondo, non sono un gran bevitore.

Angie – Il tuo punto debole
Maurizio – Il cioccolato fondente. Al 70% di cacao. Non riesco ad immaginare di poter vivere senza. Ma pure il prosciutto crudo. A proposito: in colossale conflitto di interessi, ti rivelo che non è vero che i salumi siano grassi. Oggi i maiali allevati sono per lo più magri, quindi…

Angie – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
La lampadina. Non potrei farne a meno.

Angie – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Maurizio – Sono un po’ scarso: mi limito all’omelette, spaghetti aglio e olio, e son bravo anche a preparare tè e tisane. Con i dolci, sto imparando. Son stato a qualche serata organizzata dal “Gambero rosso”,
ma in affiancamento a mia moglie, come osservatore-degustatore.

Angie – E quello che ti piace mangiare
Maurizio – Parmigiana di melanzane for ever. Anche da asporto, in mezzo al pane vecchio. E poi vorrei una legge ad personam, che mi consentisse di mangiare lasagna non solo a carnevale.

Angie – Come ti definiresti a tavola?
Maurizio – Goloso ed incontrollato. Ma anche nella vita. Se qualcosa mi piace, non so dire basta. È una vera fortuna che non beva, nè fumi! Il fumo provoca il cancro. Ma io sono pesci.

Angie – Di cosa sei più goloso?
Maurizio – Peperoni fritti – Melanzane sott’olio – Pomodori secchi: è una bella gara.
Ci sono molte ricette che mi piacciono. Ma ahimè, anche a Napoli sappiamo che fa molto male mangiare con ricette troppo elaborate. Non per niente, passare a miglior vita si dice “arricettarsi”.

Angie – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Maurizio – La mia adorata moglie esprime un’odorata cucina. Per I miei gusti cucina un po’ insipido, ma non mancano le essenze. Quando mi chiede “Che essenza è?” dico “E’ senza sale”.

Angie – Non puoi vivere senza ….
Maurizio – Amare, scrivere, correre. Nell’ordine.

Angie – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena, o anche il saper cucinare?
Maurizio – Una buona cena, in un posto carino. Carino sta per un po’ caro.

Angie – Una tua ricetta.
Maurizio Torta fredda al caffè: 64 biscotti tipo oro saiwa-caffè ristretto piccolo zuccherato-2 tuorli- 100 gr burro- 100 gr cioccolato fondente- 100 cc. marsala- 4 cucchiai zucchero.
Lavorare burro e zucchero, aggiungere i due tuorli ed il marsala a filo. Bagnare I biscotti nel caffè e disporli formando un quadrato di 16 biscotti con 4 biscotti per lato. Stendere lo strato di crema e pezzi di cioccolato sullo strato di biscotti. Poi attendere 5 minuti che il Governo Berlusconi vari un condono edilizio, e sopraelevare fino a quattro piani.
Naturalmente, avrete spalmato crema e pezzi di cioccolato su ogni piano. Infilare in frigo. Attenzione: crea dipendenza. Il tuo medico può aiutarti a smettere. Sempre se non glielo fai assaggiare…

Angie – L’ultimo libro che hai letto?
Maurizio – “Donna Cunce’ e la sua corte”, di Pippo Della Monica, collega di Boopen. Ho fatto da relatore semi-serio alla sua presentazione. Le presentazioni sono una splendida occasione di divertimento per noi ed ancor più per i presenti. Quelle delle antologie comiche a cui ho partecipato sono dei veri e propri show della risata: dovremmo far pagare il biglietto!

Angie – Hobby?
Maurizio – La scrittura comica. E seguire Gaetano De Martino quando interpreta i miei pezzi sul palco.
Mi metto dietro le quinte e guardo chi ride, e quando e come ride: una cosa fondamentale, per perfezionare i pezzi e le battute.
Mi piace guardare il Napoli in tv, e quando posso
allo stadio, che è come un teatro: qui la partita è come una funzione, un rito collettivo. Seguo con passione le partite di basket di mio figlio sedicenne. Un altro hobby è fare il turista nella mia città: ci sono sempre tante cose nuove da scoprire, culturalmente interessantissime.

Angie – Qual è il tuo sogno più grande?
Maurizio – Che mia moglie ed i due figlioli, oggi all’opposizione, mi dicano: “Avevi ragione tu, ad insistere con la scrittura comica”.

Angie – Cosa ti dicono più spesso?
Maurizio – Che ho una mente malata per partorire certe cose!

Angie – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Maurizio – Ma mia moglie è già una cuoca! Sei male infornata…

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Intervista Gastronomica a Floriana Tursi

Floriana Tursi

Floriana Tursi è napoletana cento per cento, discendente da gente che aveva le palle, nel blasone.
Laureata in storia dell’arte aveva imboccato una strada seria,  come ricercatrice di storia della miniatura e delle arti minori.

Poi pensò bene di creare lei stessa delle opere d’arte – ma non minori – e fece due meravigliosi figli, Chiara e Guido, che ha affidato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, come allievi.

Pubblica il suo primo libro nell’anno 1989; pubblica il suo ultimo libro nel 1989: “Le miniature di Silvestro dei Gherarducci e la cultura degli Scriptoria”, la sua tesi di laurea che corredata di bacio accademico, divenne un must delle librerie universitarie: tutti la sfogliano nessuno la compra.

È il libro più fotocopiato dopo la Bibbia e “I promessi sposi”.

Successivamente diventa vicepresidente di una esclusivissima scuola di equitazione .

Infine pensa di voler fare la Castellana e lavora in uno splendido palazzo ducale, organizzando feste per il jet set cittadino e internazionale: Palazzo San Teodoro, alla riviera di Chiaja.

La sua biografia entra nelle schede della questura dopo aver frequentato il corso di scrittura umoristica “Achille Campanile”.

Pubblica un racconto umoristico dal titolo “Tamarrus Balnearis, una specie in evoluzione” su “il Roma” il più antico giornale cittadino.

È in uscita nell’antologia curata da Gianni Puca “Se mi lasci non male”Kairòs Edizioni.

Sta scrivendo un libro di leggende metropolitane su Napoli.

Angie: – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Floriana: – Moltissimo direi, organizzo eventi, e il cibo per noi è importantissimo, mi pagano per assaggiare prelibatezze. Per la scrittura è fondamentale…le endorfine servono, e anche il fosforo.

Angie: – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Floriana: – Certo, l’ho già fatto e lo rifarei ancora

Angie: – Le tue esperienze lavorative ?
Floriana: – Molto varie, ma sono stata fortunata, ho fatto sempre bellissimi lavori. Da sette anni faccio “il Maestro di casa” a Palazzo San Teodoro, una dimora storica molto prestigiosa.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Floriana: – Quando non lavoro prediligo cibi gustosi, ma semplici e tradizionali. Amo Paolino a Pescocostanzo. Lo Scarabeo a Procida e in città vado spesso alla Nuova Quercia a via Manzoni, da Vittorio e Alfredo a via Cavalleggeri D’Aosta.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Floriana: – Direi da quando ho compiuto 15 anni, nella notte dei tempi. Una lotta che dura da una vita, lasciata a briglia sciolta sarei un mammuth.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Floriana: – Carne e pesce, secondo il tempo, le stagioni, la temperatura, l’umore.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Floriana: -La pastiera, senza dubbio. Mediterranea, solida, sapida, un caleidoscopio di sapore e profumi.

Angie: – Vino?
Floriana: – Mi piacciono assai i bianchi campani, falanghina, ma soprattutto fiano (gli avellinesi li preferisco), i rossi tutti, i piemontesi, profumati e corposi; i toscani, sinfonici; i siciliani, in questo momento sono innamorata del Sirah, i campani ovviamente, con in testa il Pallagrello rosso di Roccamonfina, il vino di Ferdinando IV di Borbone.

Angie: – Il tuo punto debole
Floriana: – I vermicelloni zucchini e cozze di Alfredo, il mio compagno: lui sa che quando mi cucina quelli, vado in una specie di trance mistico/psichedelica e quindi può chiedermi e ottenere qualunque cosa.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Floriana: – Beh sorvolerei sul mio frigo: siccome ho la mania di non lasciare la famiglia senza cibo, esagero e a ben guardare ci si trovano dentro, oltre al cibo, strane colonie di miceti e costellazioni di muffe, mio figlio Guido ogni tanto provvede a bonificarlo.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? E quello che ti piace mangiare
Floriana: – Adoro cucinare il ragù, quello vero, comincio un giorno prima, anche per fare i manfredi con la ricotta, che amo molto, ma il piatto che preferisco in assoluto è la genovese, la cucino anche molto ma molto bene.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Floriana: – Assolutamente onnivora, insospettabilmente capace, nel senso che, volendo, mangio quanto un giovane manovale, direi pericolosa.

Angie: – Di cosa sei più golosa?
Floriana: – Sicuramente preferisco il rustico, se chiudo gli occhi quando ho fame vedo enormi piatti di spaghetti con i frutti di mare

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Floriana: – Il basilico, imperatore degli odori… Ogni anno di quest’epoca torno a casa con un ciuffo di basilico, lo guardo commossa come se fosse un mazzo di orchidee e dico sempre la stessa frase: “ ragazzi il primo basilico” e loro ridono: “ogni anno la stessa solfa”.

Angie: – Non puoi vivere senza ….
Floriana: – La pasta, il giorno successivo alla sparizione della pasta, mi lascerei morire di malinconia.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Floriana: – La prima volta meglio una cena fuori…puoi mettere i tacchi e truccarti quel tanto che basta per fare un po’ gli occhi dolci, in un secondo momento è bello spendere la propria perizia culinaria, e poi nutrire un uomo è molto gratificante, quasi erotico.

Angie: – Una tua ricetta.
Floriana: – Ne ho molte, la pasta e patate (con o senza provola) la lasagna , rigorosamente napoletana, con la pettola di semola riccia; i cannelloni, il coniglio all’ischitana…. Ma non le divulgo, in ognuna di esse c’è un segreto indicibile….lo rivelo solo ai parenti stretti.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Floriana:“Aggiungi un porco a favola” Edizioni Cento Autori, un libro divertentissimo: c’è tutto il gotha dell’umorismo campano e non solo.

Angie: – Hobby?
Floriana: – La scrittura umoristica, mi mette allegria. Adoro curare il giardino, mi rilassa e immergermi nei colori e nei profumi delle piante è fonte di gioia e d’ispirazione

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Floriana: – Vincere il win for life, e ritirarmi a Procida a scrivere, a godere del mio mare e del cibo prelibato di Alfredo

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Floriana: – Sei una simpatica pazza

Angie: – Ti fidanzeresti con un cuoco?
Floriana: – Sono già fidanzata con un grande cuoco.

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