Carla Maria Russo

Un giorno, all’incirca un anno fa, ero su google a fare una bella ricerchina, su uno dei personaggi storici, che più ammiro, di quelli che hanno realizzato cose belle nella mia terra, e cioe’  Federico II di Svevia, andavo a caccia di  qualche romanzo che parlasse di lui, e così la mia attenzione è stata attirata da un romanzo La Sposa Normanna, su Costanza d’Altavilla, madre dello Stupor Mundi, il libro era edito dalla Piemme (casa editrice, non quella che qui in costiera produce dell’ottimo Limoncello:-) ed era firmato da Carla Maria Russo, decisi di acquistare la pubblicazione dopo aver letto la piccola recensione che l’accompagnava.
Ho letto il libro in quattro giorni e, subito dopo ho cercato informazioni su di lei, l’autrice del libro, questa mitica donna che descriveva in una maniera così accattivante la figura di Costanza, d’Altavilla, l’ultima erede della dinastia normanna, forte e nello stesso tempo così umana ed insolita per l’epoca, alla guida del Regno di Sicilia, e che viene data in sposa a Enrico di Svevia, figlio dell’Imperatore Federico e più giovane di lei di circa undici anni.
Una madre che dovrà far di tutto per proteggere suo figlio dalle innumerevoli insidie che lo minacciano. Fino a quando, divenuto ragazzino, non sarà in grado egli stesso di sbarazzarsi dei suoi implacabili nemici, rivelando quelle doti che faranno di lui un grande imperatore.
Il personaggio di Federico viene descritto, nella sua difficile giovinezza quasi come uno scugnizzo napoletano, e questo a me è piaciuto molto, poichè era lo stesso modo in cui immaginavo il fondatore della prima Università Italiana, ed è così che ho conosciuto virtualmente Carla Maria Russo, visitando prima il suo sito personale eppoi chiedendole l’amicizia sul chiacchieratissimo Facebook, che in questo caso è stato a dir poco provvidenziale.

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