Malazè è una gran bella realtà nata sul territorio Flegreo grazie a Rosario Mattera attivissimo ed inarrestabile il quale, sogna il rilancio di questa terra splendida, incantevole.
Johann Wolfgang Goethe asseriva: “Una terra col solo respiro delle pietre, deserta, con acque in ebollizione, coi resti di una storia disegnata nei vulcani spenti e semispenti; la regione più meravigliosa del mondo sotto il cielo più puro ed il terreno più infido.” 

Il Pranzo dei Parenti

E qui,  in queste terre meravigliose,  il cui nome  deriva dal greco phlegraios che significa ardente, dove rivivono, ancora oggi, antichi rituali sacri e tradizioni popolari che affondano le loro radici in un mondo arcaico, oltre a dissertare di degustazioni, assaggi o enogastronomia; percorriamo  strade che si snodano lungo le vie della storia, della paesaggistica e del mare, e con itinerari nei luoghi più antichi e suggestivi dei campi flegrei ed è così, che, nell’ambito dell’evento Libri di Mare Libri di Terra – Festival della Letteratura nei Campi FlegreiMalazè VII Edizione, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Il Diario del Viaggiatore” e con lo scrittore Davide Morganti si è tenuto
Il pranzo dei Parenti a   Bacoli (Fusaro – Cantina La Sibilla)  all’interno di  Pagine da Gustare è stata una stuzzicante parentesi alla quale ho avuto il privilegio di prendere parte.

L’evento si è tenuto presso la Sibilla S.a.s. ed incominciato con una esaustiva passeggiata all’interno della Vigna Cruna del Lago del Fusaro situata nel Parco Regionale dei Campi Flegrei, a ridosso del Parco Monumentale di Baia con i resti della splendida Villa di Cesare, a pochi passi dalla Casina Vanvitelliana e dell’Antro della Sibilla Cumana .

Enzo di Meo in visita alla vigna

E’ lo stesso Enzo Di Meo, esperto enologo nonchè rampollo della famiglia Di Meo, che ci ha guidato in una interessante visita allla vigna, raccontandoci e descrivendoci in un modo  appassionato  delle presenti viti autoctone e centenarie di falanghina, piedirosso ed altre, cresciute secondo la tradizione:ed aggrappate ai pali di castagno ed ancora oggi in piena produzione; ed è qui che abbiamo perlustrare  le antiche cantine di origine romana.

La Famiglia Di Meo è  da più di cinque generazioni che si dedica alla coltivazione dei propri vitigni nel cuore dei Campi Flegrei, sulla collina di Baia presso Cuma, spinta da una grande passione per la terra e per i suoi prodotti che prosperano rigogliosi, grazie anche ad un ecosistema favorevole dovuto soprattutto ad un clima mite ed un terreno di origine vulcanica riparato dal vicino mare.

La Vigna dei Di Meo

Da due anni, inoltre, è stato avviato anche il recupero di ulteriori vitigni autoctoni come ‘a livella, ‘a surcella, ‘a calabres, a marsigliese e l’uva ‘e l’isula per impiantare nuovi vigneti. L’azienda, a gestione familiare,  ha come obiettivo quello di produrre vini dal sapore e dal gusto di una volta, ottenuti grazie ad

Botti

una coltivazione, potatura, vinificazione con tempi e modi, che riprendono le antiche coltivazioni tradizionali di un tempo, con il giusto e necessario ausilio che ci viene dato dalla moderne tecnologie, per custodire gli antichi sapori e comunicare il piacere sensoriale che si ha nel degustare in un tipico contesto rurale, i vini abbinati ai prodotti tipici della terra flegrea, rivivino le atmosfere delle antiche feste contadine.
Sotto il pergolato d’uva nella piacevole frescura settembrina abbiamo potuto assaporare delle deliziose fritturine accompagnate da crostini su cui vi era adagiato un profumatissimo hummus a base di cicerchia.

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