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E' inutile versare rum…

Tag: gastronomia

Syrentum la birra della Terra delle Sirene

…e alla fine “Gastarea”, la decima Musa di Brillat Savarin, quella che presiede ai piaceri del gusto, mi ha accompagnato nella stesura di queste righe dedicate ad i miei amici e ad un prodotto da annoverarsi tra le tipicità più buone della mia terra, insieme al limoncello, il provolone del monaco e la delizia al limone, e, vi assicuro che non è da meno!

Francesco Galano e Giuseppe Schisano

Un sabato d’estate decisi di parlare nel mio spazio dedicato alla gastronomia, all’interno de “I Fatti di sabato” in diretta dal Lido Marinella, programma condotto da Dr TrankyMr Hyde su Radio Club91, della Birra al Limone dei miei amici, tra l’altro distribuita anche dal Bambu Bar che ha ospitato la trasmissione.
Con Francesco Galano ci conosciamo oramai da quasi dieci anni, c’eravamo persi di vista ma, l’avvento Facebook, e’ stato un ottimo espediente per reincontrarsi e, scoprire che, dietro la birra artigianale Syrentum c’eran lui e suo cognato Giuseppe Schisano.
Così previo appuntamento telefonico decido di andarlo a trovare, per scambiare quattro chiacchiere e devo dire, che mai incontro fu più costruttivo, infatti dopo la chiacchierata, Giuseppe e Francesco mi hanno fatto visitare la loro cantina, e Giuseppe mi ha fatto addirittura “annusare”, non so se il termine sia quello adatto, il prodotto contenuto nella piccola botte che potete vedere nelle foto che arricchiscono questo mio articolo, precisando: –” …perche’ ci sei simpatica, perche queste cose non le facciamo con nessuno :-)”
E cosi’ posso dire di essere stata una delle prime a percepire il gradevole aroma di un mosto pensato proprio per il legno.

Dopo svariati tentativi e sperimentazioni artigianali, con degustazioni limitate al solo nucleo familiare, Francesco e Giuseppe decidono di aprirsi ad una produzione un po’ piu ampia, e per far questo, non avendo a disposizione un buon impianto si appoggiano a quello di Mario Cipriano che ad Alvignano, da ben due anni produce la Karma.
Ma, contrariamente a quello che si può pensare, la birra nella nostra terra non è affatto una novità, infatti Francesco e Giuseppe hanno entrambi sposato le figlie di quel Gennaro Gargiulo, che fu il primo in Italia a possedere un birrificio artigianale.

L’idea successiva di legarla ad un prodotto tipico del nostro territorio, ed è per questo che nella produzione vengono utilizzate le bucce dei limoni di Sorrento, limoni biologici, e più precisamente quelli del giardino di Francesco.

Un Prodotto del tutto artigianale, anche il logo sull’etichetta nasce da un’idea grafica, della moglie di Giuseppe, e naturalmente sull’etichetta è rappresentata la coda di una sirena.

Io amo la birra, ma non ne sono una grandissima esperta ma è lo stesso Giuseppe che mi racconta che la loro birra si avvicina a quella prodotta in Belgio, e allora la domanda sorge spontanea: – ma e’ vero che la birra belga è una delle migliori in commercio? O almeno è quanto sostiene mi fratello che da anni, vive ad Anversa, e Giuseppe dichiara che quella belga è quella che preferisce e Syrentum è pensata proprio come la tipica birra estiva della tradizione belga, piacevolmente dissetante, medio leggera, dal sapore amaro secco che predispone la bocca a sorseggiarla di continuo, di buona freschezza e a basso tasso alcolico, contrariamente alla tendenza della stragrande maggioranza delle birre belga che per lo più sono molto alcoliche, di buona struttura, particolarmente aromatiche e quindi poco dissetanti.

Questo prodotto non viene ne’ filtrato ne’ pastorizzato, mantiene quindi integre le proprietà organolettiche, il mosto viene naturalmente filtrato facendolo scorrere lentamente tra le trebbie del malto, che trattengono le eventuali farine ed impurità, rilasciando lentamente un mosto limpido e dolcissimo.
La scelta del nome cade su Syrentum, e qui comincia il nostro percorso a ritroso nel tempo, la leggenda racconta che Syrentum, fanciulla di rara bellezza, venne alla luce a Sorrento nel XVI secolo in seguito ad un voto fatto dai genitori al Tempio delle Sirene nella Baia di Ieranto.
In seguito sposò un ricco nobile di Sorrento e mostrò sempre grande generosità verso il suo popolo.
Nel 1558 la città fu invasa dai saraceni e molti furono i prigionieri, compresa la bella Syrentum, che durante la sua prigionia apprese le primordiali tecniche per la produzione di una bevanda ottenuta dalla fermentazione di cereali.
Al suo ritorno Syrentum offrì in dono questa bevanda al Tempio delle Sirene e trasmise l’arte di produrla ai sorrentini che continuarono ad offrirla alle divinità.

La birra e’ stata anche segnalata tra le migliori novità per il 2009, e la spinta ulteriore a continuare è l’incontro con Lorenzo Dabove, guru ligure della birra meglio conosciuto come “Kuaskua”.

Di prossima produzione l’ambrata “Minerva” aromatizzata all’arancia, e cos’altro si può aggiungere su questi giovani maestri birrai, se non l’augurio un sentito “Ad Maiora”
Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare il loro Blog, in continuo aggiornamento!
Prosit!

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Mi presento…

Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto
dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco
funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e
puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
“Kitchen”1991 Banana Yoshimoto

Mi chiamo Angie Cafiero, vivo in un posto di mare dove al profumo della salsedine e dei limoni si miscela quello della monnezza, creando un’armonioso ed inebriante pout-pourri.

Una donna come me, la incroci probabilmente al supermercato quando vai a fare la spesa, ma non la guardi, enno’ che non la guardi, perche magari la signorina, anoressica con la scollatura e le tette rifatte, che sbircia con occhio libidinoso, il banco dello yogurt col 10% dei grassi in meno e li’ vicino in agguato 🙂
Sono rotondetta, come una modella di botero, colorata, effervescente, amante della buona tavola,  mi piace cucinare per gli amici.

Per più di dieci anni ho curato la Guida al Mangiare bene di Supereva, che contava circa 10mila iscritti occupandomi altresì delle sezioni dedicate alla Cucina ed Erotismo, Cucina Etnica, Napoli e Campania, Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, Musica Folk e una rubrica semiseria dedicata all’universo maschile Uomini&Uomini.

La mia grande passione è la cucina della tradizione, ed è per questo che ho creato su Facebook il gruppo dei Fondamentalisti Gastronomici, un allegra brigata di appassionati gastrocultori come me amanti delle tradizioni popolari, delle ricette, e del cibo anche dal punto di vista antropologico, con discussioni dedicate ai piatti tipici delle nostre regioni, con una finestra aperta su tutto il mondo e sulla cultura in generale, il gruppo nasce da una mia idea e di Enzo “La Marenna”.
La cucina è per me condivisione, scambio, dono, e non esistono persone che non sanno cucinare, semplicemente non mettono passione in quello che fanno e preparar da mangiare è un grande atto d’amore verso chi si ama.
La grandezza e l’immenso background intellettuale, formativo, ed educativo in possesso in ognuno di noi stimola il confronto culturale e l’interazione dei componenti il gruppo e che racchiude al suo interno, persone che hanno in comune non solo la passione per il buon cibo, ma che vogliono essenzialmente appagare, educare e gratificare il palato.
Le storie di antiche cucine economiche, dei piatti di un tempo, anche di prodotti che attualmente non sono tanto semplici da reperire, riscaldano il cuore e la memoria, e quando c’e’ si racconta è un prezioso dono che ognuno di noi fa agli altri
Questo gruppo vive, e si rinnova e, c’e’ il riscontro ed il confronto periodico nella vita reale, e prosegue nel virtuale.

Sono genuina, un prodotto tipico della mia terra! Un incrocio tra: la Laurito, Tina Pica e Sofia Loren!

Sono Ironica, mi piace scherzare, e puntualmente mi ritrovo a dover spiegare le battute, per cui, se siete un tantinello umbratili, state lontani da me, non solo faccio venire la cirrosi epatica ma soprattutto perche’ soffrendo di un “Disturbo dissociativo di gravità variabile” (sdoppiamento della personalità) , è facile la scaricatrice di porto possa prendere il sopravvento sulla nipote del parroco.

… Mi piacciono gli uomini alti almeno 18 buatte di san marzano, con una bella voce calda e profonda, meglio se con rughe e capelli grigi, e, trovo molto sensuali quelli che sanno cucinare con passione.
Ho qualche difettuccio: un occhio di vetro, con uno strabismo di venere in dotazione naturale ( a Napoli si dice cu n’uocchie guarda ‘a jatta e cull’ate frieje ‘o pesce:-), una gamba di legno intarsiata, ma il pezzo forte della collezione è la tetta in materiale alloplastico
Tengo a precisare che comunque ho fatto recentemente il tagliando:-) e che sono alla ricerca di qualcuno che mi baci e chissà potrei anche trasformarmi…
…detesto chi martorizza la lingua italiana ad esempio utilizzando le kappa


…e adesso che siete arrivati fin qui…vi confesso un segreto:-) ho avuto la grande fortuna di seguire il Laboratorio di Scrittura Umoristica “Achille Campanile” tenuto dal grande Pino Imperatore, e non meno grande Edgardo Bellini, ludolinguista, che non è affatto una brutta parola, e forse se son riuscita a scrivere tutto questo, un po’ lo devo anche a loro.

12105885_1071647459536117_8830927838828503921_nNell’ottobre 2015  ho pubblicato il libro “Napoli a tavola in 100 parole” per l’Editore Giulio Perrone, in collaborazione con Enza Alfano, dove ho selezionate centosette ricette appartenenti alla tradizione gastronomica napoletana che sono state abbinate ed altrettanti centosette autori che hanno scritto un mini racconto di cento parole.


Paperblog

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