AngieCafiero.it

E' inutile versare rum…

Tag: laboratorio di scrittura umoristica achille campanile

Intervista Gastronomica a Pino Imperatore

Pino Imperatore


Pino Imperatore
, umorista e scrittore, per sua definizione è un esempio di “emigrante al contrario”: Nasce a Milano nel 1961, e dopo appena due anni la sua famiglia si trasferisce stabilmente a Napoli.
In qualità di giornalista ha scritto per diversi quotidiani e periodici, inoltre ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive.
È autore dei libri umoristici In principio era il Verbo, poi vennero il soggetto e il complemento (Colonnese, 2001) con il quale ha vinto il premio Troisi per la scrittura comica nel 2001, Un anno strano a Roccapeppa (Kairós, 2004), Le mirabolanti avventure del Gladiator Posillipo (Cento Autori, 2007), La Trilogia del Buon Umore che comprende La catena di Santo Gnomo (Cento Autori, 2007) Questo pazzo pazzo pazzo mondo animale (Cento Autori, 2007) e Manteniamo la salma (Cento Autori, 2007).

De Vulgari Cazzimma - Edizioni Cento Autori

De Vulgari Cazzima vede luce nel 2008 sempre per la Casa Editrice Cento Autori  il volumetto è un agile trattatello “semicomico” sulla genesi e sull’epistemologia di quel sentimento miscellaneo e composito, mosto fruttato ad alta concentrazione zuccherina di malizia, perfidia, cinismo ed astuzia, comunemente noto ai figli di Pulcinella (per non dir peggio) con il popolare epiteto di cazzimma, appunto. dal sito Centoautori.
E, finalmente nel 2012 esce il primo romanzo di Pino Imperatore Benvenuti in Casa Esposito, edito per la Giunti che guarda caso si trova a Firenze, e, coincidenza vuole, che zio Pino, pur raccontando da sempre l’ironia e l’umorismo napoletano, ha un difettuccio, un neo,  una piccola magagna, è l’unico tra gli scrittori partenopei che non tifa per il Ciuccio, ma è da sempre uno sfegatato tifoso della compagine viola, rappresentativa del capoluogo toscano 🙂

Benvenuti in casa Esposito – Edizione Giunti

L’ultima fatica è sicuramente un’opera da non perdere, soprattutto in questi tempi di magra di diete e crisi economiche, è importante ridere, aiuta a vivere meglio e a guardare con un sorriso la realtà che ci gira intorno.Un libro da non perdere
Benvenuti in casa Esposito, narra le vicende della famiglia camorrista più goffa di Napoli.

Uno spaccato divertente e allo stesso tempo reale e  amaro sullla Napoli contemporanea, città ricca di contraddizioni  che non perde mai la speranza nella certezza di poter vivere un futuro migliore, nonostante le difficoltà e le complessità della sua gestione.

“Ricordate la città dei criminali brutali, dei corrieri della droga, dei bagni di sangue e delle lotte di camorra? Be’, scordatevela.”
Maurizio de Giovanni, autore del commissario Ricciardi
«Un viaggio nei bassifondi del crimine, dove correrete il rischio di morire. Dal ridere.»
Maurizio de Giovanni, autore del commissario Ricciardi

In libreria dall’11 gennaio 2012
e, se volete avere un’idea più precisa del libro potete leggere le prime pagine 🙂

Dal 2005 è responsabile della sezione “Scrittura Comica” del Premio Massimo Troisi .
Conduce a Napoli, con Edgardo Bellini, il “Laboratorio di scrittura comica e umoristica Achille Campanile” (www.scritturacomica.it).
Con lo stesso Bellini ha curato le antologie Quel sacripante del grafico si è scordato il titolo (Graus, 2005), e Aggiungi un porco a favola(Cento Autori, 2009)

Io e Zio Pino

Suoi racconti e battute sono apparsi in varie pubblicazioni, tra cui l’Agenda Comix, Scrive testi per il cabaret.
E’ fra i fondatori del GULP, ossia il Gruppo Umoristi Ludici Postmoderni,
De vulgari cazzimma – Cento Autori e’ del 2008.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Pino: – «Da uno a dieci?».
Sì.
«Dieci e lode».

Angie: – Hai mai pensato di scrivere un pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette.
Pino: – «Proprio in questo periodo sto studiando le possibilità di cottura delle uova deposte dalle galline Araucana del Cile. Non sono uova normali, ma colorate: blu, verdi, addirittura rosa. Ne ricaverò un saggio dal titolo “Frittate arcobaleno”».

Angie: – Le tue esperienze lavorative?
Pino: – «Sono giornalista e lavoro in un ente pubblico. Nel tempo libero mi occupo di letteratura umoristica. Nel tempo occupato metto sulla porta il cartello con la scritta “Do not disturb”».

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Pino: – «La masseria “La Sauda” a Caserta: piatti tipici della Campania, aria buona e tanto verde. E uno chef che ha fatto un patto con Dio».

Angie: – Sei mai stato a dieta?
Pino: – «Eh?».
Angie: – Meglio carne o pesce?
Pino: – «Entrambi meritano il massimo rispetto. Come disse Totò: “Non ho mai commesso peccati, né di carne né di pesce”».

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Pino: – «Uno struffolo».

Angie: – Vino?
Pino: – «Il Per’ ‘e palummo, il Caprettone e il Coda di Volpe: bestiali».

Angie: – Il tuo punto debole.
Pino: – «Te lo dico in privato».

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Pino: – «Il limoncello».

Angie: – Limone o aceto?
Pino: – «Aceto balsamico».

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
«Il risotto alla pescatora».

Angie: – E quello che ti piace mangiare?
Pino: – «Le linguine ai frutti di mare».

Angie: – La colazione ideale e quella che invece normalmente fai…
Pino
: – «Quella ideale corrisponde a quella reale: sfogliatella frolla e caffè alla napoletana».

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Pino: – «Piluccatore. Guai a lasciare un vassoio incustodito in mia presenza».

Angie: – Di cosa sei più goloso?
Pino: – «Del cioccolato».

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori. Ne hai uno preferito?
Pino: – «Il profumo della cannella. È inebriante».

Angie: – Non puoi vivere senza…
Pino: – «Sorrisi».

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre una donna? Una buona cena o anche il saper cucinare?
Pino: – «Tutt’e due. Più una candela a combustione lenta, molto lenta».

Angie: – Una tua ricetta.
Pino: – «Provola alla brace con una spruzzata di noci tritate: un piatto semplice, genuino e corroborante».

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Pino: – «Ne sto leggendo tre contemporaneamente: “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, “Infinite Jest” di David Foster Wallace e “L’incredibile viaggio di Pomponio Flato” di Eduardo Mendoza».

Angie: – Hobby?
Pino: – «Osservare il volo dei gabbiani».

Angie: -Il pezzo musicale che mette in moto i succhi gastrici…
Pino: – «Thunderstruck degli AC/DC».

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Pino: – «Incontrare nell’aldilà Stanlio & Ollio, Totò, Massimo Troisi, Groucho Marx, Jacques Tati e Charlie Chaplin».

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Pino: – «Pino».

Angie: – Se fossi un personaggio mitologico chi saresti?
Pino: – «Un satirello».

Angie: – Un piatto della tua infanzia…
Pino: – «Pasta e fagioli con le cotiche».

Angie: – Oggi si parla di federalismo. Secondo te, esiste anche in cucina?
Pino: – «Sì. Le tradizioni gastronomiche locali vanno tutelate e valorizzate».

Angie: – Quale piatto eleggeresti come simbolo dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
Pino: – «La pizza Margherita, un tricolore perfetto: il verde del basilico, il bianco della mozzarella e il rosso del pomodoro».

Angie: – Dopo la cucina italiana, ce n’è qualcuna internazionale che preferisci? Se sì, quale?

Paella

Pino: – «Quella spagnola, che si avvicina molto alla nostra. La paella, ad esempio, è un piatto che mi fa impazzire».

Angie: – A quali altri progetti ti stai dedicando in questo periodo?
Pino
: – «Sono super impegnato nella promozione di “Benvenuti in casa Esposito”. È un’esperienza bellissima. Amo il contatto diretto con i lettori».

Angie: – Come definiresti il tuo carattere, da un punto di vista prettamente gastronomico?
Pino: – «Dolce come un cioccolatino e piccante come un peperoncino».

Angie: – A quale piatto paragoneresti Berlusconi? Ed il buon Mario Monti?

Mario Monti e la fresella...

Pino: – «Berlusconi: una minestra riscaldata. Monti: una fresella».

Angie: – La cucina ti ha mai tradito?
Pino: – «Mai. Né io ho tradito lei. Ci amiamo saporitamente».

Angie: – Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita?
Pino: – «Carpe diem. La vita è breve, godiamocela».

Angie: – Ti fidanzeresti con una cuoca?
Pino: – «Mi stai facendo una dichiarazione d’amore?».

Angie: – Classica domanda alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta.
Pino: – «“Ciao, Pino, come stai?”. “Molto bene, e tu?”. “Anch’io, mi sento in pace con te stesso”».


VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.7/10 (3 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)

Angie secondo Didò

Didò al secolo Francesco di Domenico,

..sempre in bilico tra l’essere e lo scomparire… Visibilmente contrariato, dall’enormita’ di e-mail che gli so cadute tra capo e collo,  mi ha inviato, pe me fa sta quieta, la sua autobiografia autorizzata unitamente ad una sua collaudatissima ricetta: La scaloppina del terrorista.

Uno dei miti viventi del Laboratorio di Scrittura umoristica Campanile, e vincitore della sesta edizione del PREMIO MASSIMO TROISI 2011
Dedicato a Enzo Cannavale, per la sezione MIGLIORE SCRITTURA COMICA con il racconto comico “TEMPI DURI AI COLLI ERITREI”
cosi’ mi definisce:

L’angelo della notte sorrentina, la zeppola dolce tra le parole “T’amo”, il  rotondo desiderio dell’immaginario collettivo dei cuochi del basso mediterraneo,la ninfa che mi leva il sonno la vigilia del mio  genetliaco, rammentandomi che alfin’la mazza e le panelle dovrebbero far le
figlie belle (ma per alcune a ridondar l’estetica ci vorrebbero i pali che sorreggevan le polene sui brigantini; ecco, la lei che non afferra un tubo  (mazza sarebbe volgare)perché continua a designarmi organizzator di cose, quando io sarò lassù sul Maschio soltanto a ramazzar sorrisi e qualche  abbraccio (in questo son tale al mio gemello, il sommo rattuso de Giovanni).

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Intervista gastronomica a Ketti Martino

Ketti Martino è nata a Napoli dove vive. Laureata in filosofia, è stata insegnante nella scuola statale per vent’anni. Specializzata in Psicologia sociale e nell’insegnamento ai ragazzi diversamente abili.

Ha iniziato a scrivere poesie all’età di 13 anni. È presente in una dozzina di opere antologiche con testi lirici e in prosa. Ha scritto testi per il sito Labcampanile.it, Homoscrivens.it. , Distanzelab.it . Finalista in premi letterari di poesia; è tra i compilatori dell’Enciclopedia degli scrittori inesistenti (2009, Boopen Led).
Fa parte della Compagnia di Scrittura Homoscrivens.

È stata appena pubblicata dalla Boopen Led la sua prima raccolta poetica, dal titolo “I poeti hanno unghie luride”, e verrà presentata a Napoli, il 13 aprile alle 17,30 al Maschio Angioino, sala della Loggia.

Angie: – Quanto conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Ketti: – È fondamentale: se non ci si nutre in maniera adeguata, la concentrazione è scarsa, ma se si esagera con le calorie, si rischia di rallentare l’attenzione, oltre ad ingrassare, visto che si trascorre molto tempo seduti.

Angie: – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Ketti: – Sì, ho già iniziato un racconto che prende spunto proprio da una ricetta gastronomica un po’ inusuale.

Angie: -Le tue esperienze lavorative?
Ketti: – Prima di diventare insegnante (professione che ho esercitato per una ventina d’anni), da ragazza ho fatto un po’ di tutto: teatro (sulla scena e dietro le quinte come assistente, direttrice di scena), segretaria, artigiana, baby-sitter. Più di recente mi sono occupata di organizzazione di eventi musicali. Da qualche anno mi dedico solo alla scrittura.

Angie: -Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Ketti: – Mi piacciono le pizzerie classiche di Napoli, tipo Oliva, Mattozzi, Il 22, De Matteo. Non prediligo i ristoranti alla moda, dove di solito si mangia poco e male e non si va per la prelibatezza delle pietanza, ma per stare “in vetrina”.

Angie: -Sei mai stata a dieta?
Ketti: – Solo dopo le gravidanze e di recente, perché, complice l’età, ho messo su un po’ di chiletti.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Ketti: – In inverno carne, d’estate pesce.

Angie: -Se fossi un dolce, quale saresti?
Ketti: – Ho iniziato ad amare i dolci tardi, ma ho sempre avuto un debole per il cioccolato. Quindi direi una sacher o una caprese.

Angie: -Vino?
Ketti: – Ne bevo pochissimo, solo pregiato. Mi piacciono i bianchi, secchi. Greco di Tufo, Falanghina, Fiano di Avellino. Amo molto gli spumanti.

Angie: – Il tuo punto debole?
Ketti: – Tutto quanto è fatto con la ricotta mi fa andare in visibilio: cassate di tutti i tipi, cannoli, torta ricotta e pera, pastiera, etc

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Ketti: – Il latte e lo yogurt.

Angie: -Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto?
Ketti: – Linguine con scampi e frutti di mare.

Angie: -E quello che ti piace mangiare
Ketti: – Vedi sopra

Angie: -Come ti definiresti a tavola?
Ketti: – Esigente, nel senso che se una pietanza non è cucinata come Dio comanda, resto digiuna.

Angie: – Di cosa sei più golosa?
Ketti: – Cioccolato sempre e comunque.

Angie: – La cucina è fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Ketti: – In ordine: basilico, rosmarino, peperoncino, pepe. Uso spesso l’aglio, la cipolla, l’aceto balsamico.

Angie: – Non puoi vivere senza….
Ketti: – Latticiniiiii

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo?
Ketti: – Una buona cena, o anche il saperli cucinare con una ottima ricetta? 🙂 Conta il quid…con o senza cena…

Angie: – Una tua ricetta.
Ketti: –

Pappardelle con salsiccia e funghi: ridurre a pezzetti la salsiccia e infarinarla; fare lo stesso con i funghi.

Sciogliere un po’ di burro in una pentola e aggiungere uno spicchio d’aglio (eliminarlo prima di condire la pasta).
Rosolare la salsiccia e quando sarà colorita aggiungere i funghi, sfumare col vino e insaporire con sale e poco pepe.
Coprire col brodo e lasciar cuocere; man mano che il sugo si asciuga, allungarlo appena con altro brodo.
Mettere a bollire una pentola d’acqua, salarla e cuocervi le pappardelle. Quando la pasta è cotta, scolarla e saltarla nel sugo mantecandola con il parmigiano.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Ketti: – Leggo più d’un libro contemporaneamente. Ho finito Stabat mater di Tiziano Scarpa e Il giorno prima della felicità di Erri De Luca.

Angie: -Hobby?
Ketti: – Non ho mai avuto hobby nel senso classico del termine: in genere se mi piace fare qualcosa, non la faccio nei ritagli di tempo, ma mi dedico con passione a tempo pieno, in maniera quasi maniacale.

Angie: -Qual è il tuo sogno più grande?
Ketti: – È talmente immenso che non si avvererà mai.

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Ketti: – Che sono una donna forte.

Angie: – Ti fidanzeresti con uno chef?
Ketti: – Forse sì, solo per pigrizia nel cucinare, ma dovrebbe prepararmi anche pietanze dietetiche e il caffè.

Le interviste di Angie

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Intervista Gastronomica a Floriana Tursi

Floriana Tursi

Floriana Tursi è napoletana cento per cento, discendente da gente che aveva le palle, nel blasone.
Laureata in storia dell’arte aveva imboccato una strada seria,  come ricercatrice di storia della miniatura e delle arti minori.

Poi pensò bene di creare lei stessa delle opere d’arte – ma non minori – e fece due meravigliosi figli, Chiara e Guido, che ha affidato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, come allievi.

Pubblica il suo primo libro nell’anno 1989; pubblica il suo ultimo libro nel 1989: “Le miniature di Silvestro dei Gherarducci e la cultura degli Scriptoria”, la sua tesi di laurea che corredata di bacio accademico, divenne un must delle librerie universitarie: tutti la sfogliano nessuno la compra.

È il libro più fotocopiato dopo la Bibbia e “I promessi sposi”.

Successivamente diventa vicepresidente di una esclusivissima scuola di equitazione .

Infine pensa di voler fare la Castellana e lavora in uno splendido palazzo ducale, organizzando feste per il jet set cittadino e internazionale: Palazzo San Teodoro, alla riviera di Chiaja.

La sua biografia entra nelle schede della questura dopo aver frequentato il corso di scrittura umoristica “Achille Campanile”.

Pubblica un racconto umoristico dal titolo “Tamarrus Balnearis, una specie in evoluzione” su “il Roma” il più antico giornale cittadino.

È in uscita nell’antologia curata da Gianni Puca “Se mi lasci non male”Kairòs Edizioni.

Sta scrivendo un libro di leggende metropolitane su Napoli.

Angie: – Quando conta una buona alimentazione per il tuo lavoro?
Floriana: – Moltissimo direi, organizzo eventi, e il cibo per noi è importantissimo, mi pagano per assaggiare prelibatezze. Per la scrittura è fondamentale…le endorfine servono, e anche il fosforo.

Angie: – Hai mai pensato di scrivere qualche pezzo gastronomico? Naturalmente non un libro di ricette
Floriana: – Certo, l’ho già fatto e lo rifarei ancora

Angie: – Le tue esperienze lavorative ?
Floriana: – Molto varie, ma sono stata fortunata, ho fatto sempre bellissimi lavori. Da sette anni faccio “il Maestro di casa” a Palazzo San Teodoro, una dimora storica molto prestigiosa.

Angie: – Hai un ristorante o un locale dove preferisci andare a mangiare? Se sì, dove?
Floriana: – Quando non lavoro prediligo cibi gustosi, ma semplici e tradizionali. Amo Paolino a Pescocostanzo. Lo Scarabeo a Procida e in città vado spesso alla Nuova Quercia a via Manzoni, da Vittorio e Alfredo a via Cavalleggeri D’Aosta.

Angie: – Sei mai stata a dieta?
Floriana: – Direi da quando ho compiuto 15 anni, nella notte dei tempi. Una lotta che dura da una vita, lasciata a briglia sciolta sarei un mammuth.

Angie: – Meglio carne o pesce?
Floriana: – Carne e pesce, secondo il tempo, le stagioni, la temperatura, l’umore.

Angie: – Se fossi un dolce, quale saresti?
Floriana: -La pastiera, senza dubbio. Mediterranea, solida, sapida, un caleidoscopio di sapore e profumi.

Angie: – Vino?
Floriana: – Mi piacciono assai i bianchi campani, falanghina, ma soprattutto fiano (gli avellinesi li preferisco), i rossi tutti, i piemontesi, profumati e corposi; i toscani, sinfonici; i siciliani, in questo momento sono innamorata del Sirah, i campani ovviamente, con in testa il Pallagrello rosso di Roccamonfina, il vino di Ferdinando IV di Borbone.

Angie: – Il tuo punto debole
Floriana: – I vermicelloni zucchini e cozze di Alfredo, il mio compagno: lui sa che quando mi cucina quelli, vado in una specie di trance mistico/psichedelica e quindi può chiedermi e ottenere qualunque cosa.

Angie: – Nel tuo frigo che cosa non manca mai?
Floriana: – Beh sorvolerei sul mio frigo: siccome ho la mania di non lasciare la famiglia senza cibo, esagero e a ben guardare ci si trovano dentro, oltre al cibo, strane colonie di miceti e costellazioni di muffe, mio figlio Guido ogni tanto provvede a bonificarlo.

Angie: – Qual è il piatto che ti piace cucinare di più in assoluto? E quello che ti piace mangiare
Floriana: – Adoro cucinare il ragù, quello vero, comincio un giorno prima, anche per fare i manfredi con la ricotta, che amo molto, ma il piatto che preferisco in assoluto è la genovese, la cucino anche molto ma molto bene.

Angie: – Come ti definiresti a tavola?
Floriana: – Assolutamente onnivora, insospettabilmente capace, nel senso che, volendo, mangio quanto un giovane manovale, direi pericolosa.

Angie: – Di cosa sei più golosa?
Floriana: – Sicuramente preferisco il rustico, se chiudo gli occhi quando ho fame vedo enormi piatti di spaghetti con i frutti di mare

Angie: – La cucina e’ fatta anche di profumi, essenze, odori, ne hai uno preferito?
Floriana: – Il basilico, imperatore degli odori… Ogni anno di quest’epoca torno a casa con un ciuffo di basilico, lo guardo commossa come se fosse un mazzo di orchidee e dico sempre la stessa frase: “ ragazzi il primo basilico” e loro ridono: “ogni anno la stessa solfa”.

Angie: – Non puoi vivere senza ….
Floriana: – La pasta, il giorno successivo alla sparizione della pasta, mi lascerei morire di malinconia.

Angie: – Che cosa secondo te conta nel sedurre un uomo? Una buona cena, o anche il saper cucinare
Floriana: – La prima volta meglio una cena fuori…puoi mettere i tacchi e truccarti quel tanto che basta per fare un po’ gli occhi dolci, in un secondo momento è bello spendere la propria perizia culinaria, e poi nutrire un uomo è molto gratificante, quasi erotico.

Angie: – Una tua ricetta.
Floriana: – Ne ho molte, la pasta e patate (con o senza provola) la lasagna , rigorosamente napoletana, con la pettola di semola riccia; i cannelloni, il coniglio all’ischitana…. Ma non le divulgo, in ognuna di esse c’è un segreto indicibile….lo rivelo solo ai parenti stretti.

Angie: – L’ultimo libro che hai letto?
Floriana:“Aggiungi un porco a favola” Edizioni Cento Autori, un libro divertentissimo: c’è tutto il gotha dell’umorismo campano e non solo.

Angie: – Hobby?
Floriana: – La scrittura umoristica, mi mette allegria. Adoro curare il giardino, mi rilassa e immergermi nei colori e nei profumi delle piante è fonte di gioia e d’ispirazione

Angie: – Qual è il tuo sogno più grande?
Floriana: – Vincere il win for life, e ritirarmi a Procida a scrivere, a godere del mio mare e del cibo prelibato di Alfredo

Angie: – Cosa ti dicono più spesso?
Floriana: – Sei una simpatica pazza

Angie: – Ti fidanzeresti con un cuoco?
Floriana: – Sono già fidanzata con un grande cuoco.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén